9 Luglio 2010 10 commenti

Cronaca vera di un telefilmico addio di Diego Castelli

E’ arrivata l’estate. E come tutte le estati, decine e decine di telefilm vengono abbandonati per le strade. Una pratica barbara e indegna. Eppure – e qui parte la vera inchiesta sociale di Serial Minds – spesso necessaria.

Il punto è che non si può vedere tutto. Ogni anno Hollywood sforna chili di nuove serie, e inevitabilmente ne spunta almeno una decente. Cominci a seguirla, senza farti pensieri, perché è bella e ti apre nuovi mondi. Ma poi, dopo qualche giorno, ti senti osservato, come se qualcuno ti spiasse nell’ombra. Sono le decine di telefilm che hai iniziato a vedere negli anni scorsi e che non sono ancora terminati. Si sono accumulati, riempiendo ogni minuto libero. Ti accerchiano, ti assediano, gelosi dei nuovi arrivati. Premono per riavere la tua completa attenzione. E tu hai solo due occhi e un unico cervello.

Abbandonare una serie di cui hai visto 3-4 episodi si può. E’ facile. E’ rimorchiare una in un bar e salutarla dopo qualche ora. Divertimento e nessun danno.
Quando segui una storia per anni, invece,  i personaggi ti entrano dentro. Sono mogli, mariti, fratelli, padri, madri e figli.  Li vedi invecchiare e cambiare mentre tu stesso invecchi e cambi.
Ma cosa succede se ti tradiscono, se il livello si abbassa di colpo quando ormai ti sei affezionato? Non sarebbe forse tuo diritto lasciare da parte il grigio passato per abbracciare un radioso futuro? Non è così semplice. Il ricatto psicologico incombe. E’ come quando tuo cugino si presenta dopo che l’ha lasciato la moglie. I primi giorni gli dai un tetto e un piatto caldo, e magari ti diverti a ricordare i tempi andati. Dopo due settimane vuoi solo vederlo fuori da casa tua. Peccato che sia sangue del tuo sangue…

Il mio esempio principe è Smallville. Signori, io non ho più voglia di vedere Smallville. Sono passati nove anni dalla prima puntata. Finivo il liceo, dannazione. Ho retto con entusiasmo per cinque stagioni, ho gioito nel vedere che la sesta era meglio delle precedenti. Poi è iniziato un declino inesorabile, che ha portato Smallville a essere sostanzialmente brutto. Sono al quarto episodio della nona, e non credo di poter continuare. C’è così tanto altro da vedere… Ci sono gli Sheldon Cooper, le Liz Lemon, i Walter White, i Chuck Bartowski, i Peter Griffin, i Patrick Jane, i Gregory House, i fratelli Salvatore, le sorelle Grey.
Ma come fai a dire addio a Clark Kent? A Superman?!? Ci son cresciuto assieme, maledizione! E se poi lo mollo e improvvisamente la qualità torna a impennarsi? Non potrei perdonarmelo…
E hanno annunciato anche la decima stagione. Un incubo di kryptonite!

Niente, non sono pronto a dire addio a Clark. Ma c’è comunque qualcosa che posso fare.
Ho di fronte a me una cartella dal nome inequivocabile: Brothers & Sisters – Stagione 4. 20 episodi non visti. 20 episodi che probabilmente non vale la pena di vedere. Hanno annunciato che la quinta sarà l’ultima. Emily VanCamp (la dea della post-adolescenza) esce dal cast. Non me ne fotte niente di sapere se Justin si drogherà ancora. Se Sarah troverà un uomo per bene. Se Kitty risolverà i suoi problemi col marito. Se Nora riuscirà finalmente a smettere di rompere i coglioni alla gente.
Grazie dei tre anni insieme, ma ora basta.

L’indice mi trema sul tasto “canc”. Sento le urla terrorizzate di Calista Flockhart propagarsi dalle casse del computer. Vedo quasi le sue mani grinzose protendersi verso di me attraverso lo schermo.
Ma oggi sono più forte.

Ho cancellato.

10 commenti a Cronaca vera di un telefilmico addio

  1. incubus ha detto:

    pessimo articolo privo di un degno finale, era cominciato bene. peccato…

  2. Simona ha detto:

    Avevo avuto lo spoiler dall’autore sull’uscita di questo post e lo aspettavo con ansia :) Che dire, parole sagge. Quest’anno oltre che su SmallVille la sensazione si è ripetuta anche con Heroes. Ma che fai, lo molli lì? Metti che Claire Bennet impara a farsi crescere le unghie a comando come Meg Griffin nella puntata “Super Griffin” a me farebbe tanto piacere.
    Purtroppo si ripropone una dinamica tipica del mercato e dei sentimenti. Finche una cosa ce l’hai va’ così, un po’ ti annoia, ma cmq ti ci affezioni, ma nn più di tanto. Così nelle serie tv longeve, nel corso delle puntate ti annoi terribilmente, ti distrai, guardi quanto manca alla fine ogni 3 secondi che ne vuoi vedere un’altra più nuova, più divertente, più bella.
    Ma quando la serie finisce con un cliffhanger così, e subito dopo ti dicono che probabilmente non ci sarà un domani per voi, ti accorgi di quanto l’avresti voluta vedere porca miseria!

    • diegocastelli ha detto:

      Sono del tutto d’accordo. Il motivo per cui ancora non mollo Smallville è che, essendo sostanzialmente un fantasy, nel finale può succedere di tutto. Cioè, Clark potrebbe pure fare a cazzotti con Flash, o che so io, e mica posso perdermi una cosa del genere…
      Invece ho mollato più facilmente Brothers & Sisters, perché dopotutto più di corna, vendite di aziende, tradimenti vari non fanno. Quindi immagino che, qualunque cosa succeda, non mi perderò niente di epocale…

  3. Simona ha detto:

    ps:
    ti ringrazio moltissimo per aver citato i fratelli Salvatore come esempio di personaggi assolutamente da vedere.

    • diegocastelli ha detto:

      Procedo a tappe forzate verso la fine della prima stagione. Alla fine un bel post non glielo toglie nessuno! ;-)

  4. Claudia ha detto:

    Ehi Castelli, ma non ti viene in mente che forse per Brothers e Sisters sei un po’ fuori core target???????????????????????????????

    :-) :-) :-) :-)

    Baci,
    Claudia

  5. Serena ha detto:

    Capisco la scelta di mollare Brothers&Sisters… io ho faticato a finire di vedere la 3° stagione… non potevo reggerne un’altra!!!
    Smalville non l’ho mai iniziato… e dopo aver letto questo articolo credo non comincerò mai!!!



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