3 Gennaio 2011 6 commenti

Californication 4 – I nuovi episodi della serie con David Duchovny di Diego Castelli

L’atteso ritorno di Hank Moody!

Tra le numerose mancanze di Serial Minds (perché siamo pur sempre umani, anche se belli e intelligenti oltre misura), spiccava l’assenza di un post su Californication, una delle serie più significative degli ultimi anni, con un protagonista entrato quasi subito nel firmamento dei più bei personaggi di sempre.
Colmiamo quindi la lacuna, in occasione dalla partenza della quarta stagione. La data di lancio americana è il 9 gennaio, ma come spesso accade la Rete è arrivata prima, e noi a ruota.

Per chi non lo sapesse, la serie di Showtime gira intorno alle vicende di Hank Moody (interpretato magistralmente dall’ex X-Files David Duchovny), scrittore di enorme talento e altrettanto fascino virile, sciupafemmine da antologia, cazzeggiatore selvaggio, fumatore e bevitore incallito. Un uomo perfettamente rappresentato dalla sua automobile: molto bella ma quasi sempre sporca e col fanale danneggiato. Un tizio dalla battuta sempre pronta e dal menefreghismo imperante, tenuto però coi piedi per terra (più o meno) da due cinghie robuste: Karen (Natascha McElhone), ex mai dimenticata, e soprattutto Becca (Madeleine Martin), figlia adolescente e un po’ dark, che Hank semplicemente adora.

Nel corso di questi tre anni Moody è riuscito a riconquistare e riperdere Karen; a superare il blocco dello scrittore che lo tormentava, solo per vedere rubato il suo lavoro da una ragazzetta con cui si era rotolato sotto le coperte (e ai tempi, benché lui pensasse il contrario, lei era minorenne, ahi ahi ahi…); ad aiutare il suo migliore amico nonché agente Charlie (Evan Handler), piccoletto calvo e sempre in bilico tra il romantico e l’arrapato, innamoratissimo di una moglie che, per motivi vari e altalenanti, sembra proprio non volerlo più vedere.

Il tutto ci è stato raccontato in modo assai particolare, con dialoghi davvero splendidi (ci sarebbe da prendere appunti e riempire elenchi ad ogni episodio), una sana e feconda voglia di provocazione, e ben poche remore verso il turpiloquio e le scene di nudo, in una libertà di espressione linguistica e visiva che era imprescindibile per una serie come questa. In tal senso, aver visto le nudità di Madeline Zima, ex bambinetta secchioncella de La Tata, rimane uno dei momenti più scioccanti della mia vita di vorace spettatore.
Oh, però bello eh…

La quarta stagione si apre con Hank in prigione per aggressione a pubblico ufficiale e, poi, per corruzione di minore, dopo che la sua breve storia con Mia è salita agli onori delle cronaca insieme alla verità sulla reale paternità del best-seller Fuck & Punch.
Ritroviamo il Californication di sempre, con le battute fulminanti, i problemi genitoriali affogati nel sarcasmo e le paranoie generazionali diluite con l’alcol. Hank è stato scelto per scrivere il film tratto dal suo libro (lui che col cinema, come sappiamo fin dalla prima stagione, non è mai andato troppo d’accordo), e questa sarà probabilmente la sfida professionale dell’intera stagione. Sfida che ha introdotto l’ennesima bella donna del cast: trattasi di Sasha Bingham (Addison Timlin), star del cinema che quando afferma di avere “tette da sballo” non solo non scherza, ma ci dà anche prove concrete.

Certo, queste prime due puntate non portano granché di rivoluzionario. Ma Californication era (ed è) una serie di cui c’era (e c’è) un gran bisogno. Un prodotto con pochi vincoli, tuttora capace di invenzioni spregiudicate e con un cast pressoché perfetto. Chiederle un’ulteriore accelerata dopo l’eplosione iniziale è più che legittimo, ma si rischia di diventare ingenerosi.
Soprattutto perché è uno show che non dimentica di dare al suo protagonista la giusta complessità. Se Hank fosse solo un idiota sessuomane con la lingua tagliente sarebbe sempre un personaggio simpatico, ma molto meno solido sul lungo periodo, e renderebbe difficile una qualunque immedesimazione. Invece, gli autori gli hanno dato non solo un grande talento letterario (che diventa l’alibi per la sua sregolatezza), ma anche dei sentimenti veri. Le molte occasioni in cui abbiamo visto Hank realmente preoccupato, o ferito, o innamorato, ce l’hanno reso pienamente umano, hanno fatto di lui un amico che vorremmo avere, piuttosto che un pazzo scatenato da evitare. Possiamo sentirci liberi di identificarci in lui perché sappiamo che, sotto la scorza di cinismo e vizio, c’è un uomo che sa riconoscere la linea tra giusto e sbagliato, anche se a volte finisce per attraversarla. Con le dovute proporzioni, è una condizione pressoché naturale dei suoi spettatori, e dell’essere umano in generale.

A dare forza a questo concetto sono sempre arrivati personaggi che rappresentano quello che Hank, narrativamente parlando, non è e non dovrebbe essere: gente che ha superato troppe volte quella famosa linea e che ormai ha perso la bussola. Quest’anno è arrivato Eddie Nero, sorta di stereotipo dall’attore famoso ed egocentrico oltre limiti accettabili, fastidioso e arrogante come pochi. Il fatto che dovrebbe interpretare proprio Hank nel film tratto da Fuck & Punch la dice lunga su ciò che gli sceneggiatori volevano fare, in termini di approfondimento psicologico del personaggio. Vale anche la pena sottolineare che ad interpretare Nero è stato chiamato Rob Lowe, che per una volta, finalmente, non fa il politico o il burocrate tutto giacca e cravatta e frasi misurate. Bravo Rob, facciamo arrossire tutta la banda di Brothers & Sisters!

Insomma, se non si fosse capito, consiglio nuovamente la visione di Californication, e il recupero completo per quelli che non l’hanno mia seguita.
Rivoluzione o no, rimane uno dei migliori show in circolazione.



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