Shameless – Prima stagione da standing ovation

Come innamorarsi di una serie (e di Fiona Gallagher)

Scritto da il 7 aprile 2011 | Copertina, I perché del mondo, On Air

È stato il ritornello d’inizio anno: remake, remake, remake.
Se Skins l’ho mollato dopo il pilot e Being Human lo guardo con mezzo occhio, Shameless l’ho visto fino alla fine alzandomi in piedi ad applaudire dopo ogni puntata. No vabbè, non esageriamo: non mi alzerei mai dal divano. Mi limitavo ad annuire con entusiastica convinzione.

Che fosse notevole, ve lo dicemmo giusto dopo il pilot. Quello che ancora non sapevamo era che si sarebbe rivelato la sorpresa più bella di questi mesi, con buone chance di giocarsi fino in fondo le sue carte per l’intero 2011. Breve riassunto: si parla della famiglia Gallagher, giusto un filo disfunzionale. Madre sparita, padre alcolizzato irrecuperabile, cinque figli lasciati a crescere con la primogenita, poco più che ventenne.

Un quadretto che potrebbe portare in due direzioni: da una parte il dramma dickensiano su povertà e disaggio, dall’altra la soluzione comedy cinica e cattiva. La forza di Shameless sta nell’aver preso queste due possibilità e nell’averle incrociate e sovrapposte, al punto da risultare un prodotto impossibile da classificare per genere. È divertente seguire tutti le peripezie dei fratelli, ma è angosciante vedere un padre che ruba – letteralmente – il cibo ai figli per racimolare soldi da investire in birre e whisky. È tragico vedere compiersi un destino di povertà e stallo sociale per un’intera generazione, ma è spassoso seguire gli esperimenti del piccolo Carl o le manie (e perversioni) di Sheila (fantastica Joan Cusack, che peraltro ha sostituito Allison Janney dopo la prima versione del pilot). Per provare a fare una cosa del genere, bisognava avere in squadra un mezzo genio, altrimenti tanto valeva scegliere una delle strade più battute citate in precedenza. Il genio in questione si chiama John Wells, figura centrale nella nascita e nello sviluppo di una cosuccia quale ER e responsabile delle ultime tre stagioni di The West Wing.

La scrittura di Shameless è basata essenzialmente sui personaggi, due in particolare: Frank e Fiona. Padre e figlia, in comune hanno DNA e iniziale del nome, ma nient’altro. Frank è una persona spregevole: incapace di prendersi qualsiasi tipo di responsabilità e disposto a scaricare ogni colpa sul sistema e su chi lo circonda, è l’elemento destabilizzante della famiglia Gallagher, quello capace di rovinare tutto in qualsiasi istante. L’eccezionale bravura di William H. Macy sta nel fatto di mettere in scena un personaggio orrendo, ma impossibile da odiare fino in fondo. Dietro alla facciata da insensibile, si legge infatti il peso di un figura tragica, incapace di controllare la propria vita e di arrivare a notte senza addormentarsi nel proprio vomito. Ecco allora che tutto si ferma, giusto un attimo prima di trasformarlo nel “personaggio cattivo”. Insomma, bombetta di scrittura.

Destino ribaltato per Fiona, interpretata dalla splendida Emmy Rossum (uomini, ve ne innamorerete. Garantisco, ci sono passato. Sono anche andato ad ascoltarmi il suo disco – che talento poliedrico. Mi piacerebbe dirvi che è un capolavoro folk composto in cameretta con la chitarrina, purtroppo è un ammasso di cliché e bel canto. Ma amen). Fiona è la figura che tiene in vita la famiglia: sboccata, disinibita e cazzara, ma anche responsabile e capace di seguire e sostenere tutti i fratelli. Personaggio perfetto, da ammirare incondizionatamente? Troppo facile: la sua vocazione al martirio ci impedisce di stare fino in fondo dalla sua parte. E qui risuonano altri applausi.

E poi ci sono la piccola Debs e il suo straziante bisogno di attenzioni, la malattia di Sheila, la situazione tragica della ragazza di Lip. Detta così, sembra un prontuario di sfighe e in parte lo è. Shameless, però, è raccontata talmente bene da diventare un vero e proprio spettacolo. La prima stagione è stata un gran successo, la seconda arriverà tra meno di un anno.
Avete tutto il tempo per mettervi in pari con questo telefilm.

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Comments (4)

 

  1. Luca scrive:

    un gioiello.. ottimi attori, ottima sceneggiatura..e poi c’è lei..

  2. Elettra scrive:

    Mi hai fatto decisamente venire voglia di vederlo. Ero sul punto di iniziare Modern Family, ma questo lo batte già in partenza. Mi ricorda molto la famiglia Malaussène di Pennac, no? (apparte la figura del fratello/padre Benjamin che invece lì è un buono).

    • Namaste scrive:

      Si possono vedere tranquillamente sia Modern Family che Shameless, sono due serie e due famiglie molto diverse, raccontate anche con stili diversi. In Modern Family si ride di gusto, in Shameless si ride amaro.

      Non scomoderei inoltre Pennac, è vero che ci sono delle analogie, ma potremmo riscontrarle dovunque, penso per esempio a un Outrageous Fortune, serie neozelandese anche questa incentrata sulla disfunzionalità della famiglia. Ma la verità è un’altra, grande merito a John Wells e al suo direttore di casting ma non dimentichiamoci che Shameless è soprattutto Paul Abbott. Ebbi la fortuna di ascoltarlo due anni fa ad un incontro organizzato a Roma e non si fa fatica a credergli quando, raccontando del periodo in cui pensava di farla finita per i mille modi in cui aveva deluso la sua famiglia, dice che Frank Gallagher sia essenzialmente egli stesso. Quanto al personaggio, sai che è una merda (lo sai anche lui), ma non puoi non volergli almeno un po’ di bene, almeno questo è quello che ho provato io quando lascia che il figlio Lip (il mio personaggio preferito) gli pisci in testa. Se arrivasse l’Emmy per William H. Macy sarebbe stra-meritato.

      Quindi sì, chi non l’ha già fatto, si metta in pari con l’unico telefilm che non ha cannato una sola puntata in questo inizio 2011, e per chi non ce la fa ad aspettare fino al prossimo anno, recuperate l’originale:-)

  3. kjkj scrive:

    Standing ovation eccome, questa serie è geniale, era da un po’ che una serie non mi coinvolgesse tanto. (Credo piu’ o meno da quanto ho scoperto HIMYM nonostante centrino poco e niente l’una con l’altra)
    Adoro ogni peronaggio, Si compreso Frank, perchè nonostante tutto (nonostante mai lo vorrei come padre, nonostante sia alcolizzato e tutto il resto) mi fa ridere, mi diverte quando di fronte ai rimproveri inizia a cercare di rigirare le carte in tavola e passare per la vittima, in una maniera talmente pietosa che nemmeno lui crede a se stesso… O la puntata in cui cerca lavori “pericolosi” per potersi far male e incassare l’assegno dall’assicurazione. Frank se non fosse padre, ma solo l’alcolizzato del paese che s’incontra al bar, sarebbe probabilmente uno dei miei personaggi preferiti (che invece rimane Lip :D )

    Sarei curiosa di vedere la serie inglese anche se ormai mi sento affezzionata a questi di personaggi.
    Qualcuno ha idea di dove si possa trovare?

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