14 Aprile 2011 3 commenti

Chaos – Il telefilm sulle spie mattacchione di Marco Villa

CIA is such a funny place!

Al termine della visione del primo episodio di Chaos, per quanto mi riguarda la certezza è una e una sola: adoro l’accento scozzese. L’avevo già intuito con The Thick of It, avevo subodorato la cosa con Desmond in Lost, ne ho avuto la certezza adesso con Chaos. Mi piace da impazzire e trovo che dia una caratterizzazione unica ai personaggi. In questo caso, è portato in scena dall’attore James Murray: se vi dico che la sua parlata è l’unica cosa divertente di questa serie, dite che si capisce il sottotesto? No?
Allora vado sul sicuro: Chaos è veramente brutto. Lo dice la critica, lo dice il pubblico (“il peggior risultato d’esordio per una serie in lingua inglese, peggio di Lone Star”. Mica cazzi).
Nel mio piccolo, lo dico anche io.

Chaos ha debuttato il primo aprile su CBS e si tratta evidentemente di uno scherzone, visto che difficilmente proseguirà la sua corsa. Rick Martinez è una nuova recluta della CIA, che pensa di entrare a far parte della divisione CAOS (Clandestine Administration and Oversight Services, ovvero una roba fighissima) e si ritrova invece a fare da controllore alla sezione “genio e sregolatezza” dell’Agenzia. In sostanza, divide ufficio e missioni con tre agenti sempre ai limite della legalità e invisi al direttore, che vorrebbe tagliarli, ma non può, perché i mattacchioni ottengono sempre risultati. Tutto questo è affrontato in stile comedy e il tono della serie dovrebbe essere “che sagome, questi agenti della CIA. Però sanno anche il fatto loro, che eroi!”. Nel migliore dei mondi possibili, il risultato sarebbe dovuto essere una serie avvincente, con momenti di ironia e addirittura comicità.
Nella realtà, il pilot è un’accozzaglia di scene che non fanno mai ridere (a parte per l’accento scozzese), cui vengono affiancate sequenze d’azione che rivelano un’imbarazzante povertà di scrittura e di mezzi. Si ha così una serie che nasce per essere irriverente e finisce per diventare sostanzialmente patetica, incapace di convincere sotto nessun punto di vista. Per dire, il dialogo più divertente riguarda il fatto che sui computer è installato Windows 97. Grassissime risate.

La sensazione, insomma, è quella del progetto sbagliato alle radici. Chaos è partito come sostituzione di The Defenders, spostato di palinsesto per ascolti in calo, ma ha fatto molto peggio del suo predecessore, sia come audience, sia come giudizio critico. The Defenders è un prodotto medio, Chaos è ben sotto questo livello. Un’occasione buttata, soprattutto per il protagonista Freddy Rodriguez, che aspetta una parte importante dai tempi del suo Federico di Six Feet Under. Nel pilot, tutto è pasticciato e poco a fuoco, difficile che le cose possano migliorare drasticamente.

 

Previsioni sul futuro: le spie mattacchione faranno cose strambe e tanto simpatiche, ma intanto salveranno anche il mondo.

Perché seguirlo: perché siete fan delle serie comiche che non fanno ridere e delle serie d’azione in cui non c’è azione. Il loro mix per voi potrebbe rappresentare lo schiudersi delle porte di un paradiso.

Perché mollarlo: se arrivati a questo punto avete ancora dei dubbi, vuol dire che non vi fidate di Serial Minds. E io cosa posso farci?



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