The Walking Dead 2 – Midseason Finale da urlo!
Un episodio clamoroso chiude l’autunno dei non-morti
Scritto da Diego Castelli il 2 dicembre 2011 | Copertina, On Air
Oggi doveva esserci tutt’altro post (ne riparliamo settimana prossima), ma sono rimasto completamente folgorato dal midseason finale di The Walking Dead.
Quindi adesso lo incensiamo un po’, ok?
Va da sé che se non siete in pari col visionamento abbandonate subito questa pagina e tornate quando sarete pronti, non mi farò alcuna remora con gli spoiler.
Dunque, vediamo di essere tutti sintonizzati: questa stagione ha segnato un deciso cambio nella gestione quotidiana della serie, a fronte di un fatto banalissimo. Mentre l’anno scorso i nostri sopravvissuti si facevano strada tra gli zombie alla ricerca di altri superstiti e di un posto dove stare, questa stagione è diventata molto più statica, inteso proprio in senso “spaziale”: dopo il ferimento del piccolo Carl, i nostri si imbattono per caso nella fattoria dell’anziano veterinario Hershel, che vive con la sua famiglia in una specie di oasi agricola solo sfiorata dalla pestilenza che ha colpito il mondo intero. Hershel è disponibile e caritatevole, ma su una cosa non transige: quando Carl si sarà ristabilito, vuole che Rick e i suoi se ne vadano, perché quella è casa sua e non vuole avere gente in giro. Quindi disponibile e caritatevole, ma pure un filino stronzo.
I nostri fanno buon viso a cattivo gioco, ovviamente, ma sotto sotto sperano di poter rimanere. D’altronde chi glielo fa fare di lasciare quel bel posticino con l’erba e gli alberi e neanche un cadavere? Tanto più che Lori scopre di essere incinta (di Rick? Di Shane?), e quindi andarsene dalla fattoria sembra la scelta più idiota possibile. Unico, piccolo, insignificante dettaglio è che Glenn scopre nel granaio una dozzina di zombie, tra cui moglie e figliastro di Hershel, che l’anzianotto tiene lì tipo animali da cortile, perché convinto che siano ancora “persone malate”, e quindi meritevoli di rispetto.
Adesso basta col recap che sennò poi il Villa mi fa il cazziatone.
Una cosa che ormai abbiamo capito perfettamente, e che ci piace assai, è che The Walking Dead usa gli zombie come mero pretesto per mettere in scena un drama di forza strepitosa: sì, ci piace vedere un po’ di crani fracassati, ma più interessante è seguire le vicende di questi uomini dalla vita devastata, scoprire come reagiscono (e come forse reagiremmo noi) di fronte a una condizione che definire estrema è un eufemismo.
Ebbene, in questo finale pre-natalizio tutti i nodi vengono al pettine. In particolare, a raggiungere un importante apice è il rapporto tra Rick e Shane, che fin dai primi episodi hanno incarnato due modi diversi di vivere la tragedia: pacato, riflessivo e attendista il primo; impetuoso, rapido e decisionista il secondo. Sapevamo che i due avrebbero dovuto scontrarsi, contando anche che Shane si era rotolato insieme a Lori, moglie di Rick, ma il “come” questo confronto sarebbe avvenuto era la chiave tra capolavoro e minchiata. E capolavoro fu.
La semplice ma grande idea è stata quella di far prendere a Shane, ormai “il cattivo”, una decisione che noi spettatori riteniamo “giusta”: mandare Hershel a quel paese, prendere i fucili e far fuori gli zombie del granaio, rivendicando il diritto a rimanere alla fattoria. Sapevamo che era giusto farlo, e sapevamo che le preoccupazioni del veterinario erano sciocche superstizioni religiose, che mettevano solo in pericolo la vita di tutti. Ma fare in modo che sia Shane a prendere la decisione, con tutto il corollario di atteggiamento militar-dittatoriale che l’ex poliziotto ormai si porta dietro, è un piccolo tocco di classe: perché ci obbliga ad ammettere che Rick è il buono, ma non ha saputo prendere le decisioni necessarie alla sopravvivenza del gruppo, mentre Shane, il bastardo che ha azzoppato Otis solo per poter scappare, è l’animale eticamente squallido che però ha davvero le carte in regola per tirare fuori tutti dalla merda.
I due personaggi sono rimasti coerenti col loro percorso, ma agendo in questo modo hanno messo lo spettatore di fronte a una scelta che simboleggia tutta la complessità di una serie come questa: restare aggrappati alla nostra umanità, e per questo rischiare di morire, o cedere al nostro istinto più bestiale, che però ci darebbe maggiori possibilità di salvare la pelle? The Walking Dead finora non ha realmente deciso da che parte stare, non ci è ancora permesso di scegliere con sicurezza dove sia il giusto e dove lo sbagliato, perché se Shane è certamente pericoloso e violento, allo stesso tempo non possiamo non cogliere le ragioni del suo agire. Gli spettatori sono costretti a ponderare entrambe le vie, ragionando sulla natura umana, sulle priorità dell’essere persone, sul confine tra ciò che siamo, o vorremmo essere, e ciò che potremmo diventare in condizioni estreme.
Bene, figata, applausi. Ma non basta: negli ultimissimi minuti, la ciliegina. Dal granaio, dopo che Shane e gli altri hanno crivellato di colpi gli zombie sotto lo sguardo sconvolto di Hershel, chi ti spunta? Ma lei ovviamente, Sophia, la bambinetta scomparsa da vari episodi, che il gruppo continuava a cercare in estenuanti battute di ricerca. La bambina il cui ritrovamento era motivo quasi unico della loro costante permanenza alla fattoria. La bambina che aveva acuito la tensione tra Rick e Shane più ancora delle grazie di Lori, perché simbolo delle due opposte visioni del mondo dei due leader.
Sophia esce dal granaio, timida e zoppicante, ma decisamente zombie. E’ una scena di una potenza clamorosa, perché sorta inaspettatamente da un’altra scena emotivamente carichissima, cioè quella della strage di non-morti.
E qui si consuma l’ultimo colpo di genio di questo autunno: di fronte alla comparsa di Sophia, anche Shane si ferma. Nemmeno lui, così risoluto e interventista, può restare impassibile di fronte alla realtà della ragazzina trasformata, che era rimasta così vicina a loro per tutto quel tempo.
Chi deve intervenire allora? Ma Rick, ovviamente, che fino a quel momento aveva osteggiato la strage di zombie per rispetto verso Hershel, ma che ora tira fuori il suo pistolone e spara risolutamente in testa alla bambina, per porre fine all’angoscia, e per farsi carico della responsabilità che sente tutt’ora gravare sulle sue spalle (Sophia si era persa più o meno per colpa sua).
Alla fine è una questione di coglioni: Rick era buono e caro, ma sembrava privo di attributi, tanto da farci pensare che il bruto Shane avesse più che una ragione di essere incazzato. Attributi che però alla fine ha ritrovato, proprio quando Shane li ha persi, ma solo in un caso particolare in cui la violenza, più che rivoluzionaria, appare intrisa di pietà e dolore.
Impossibile capire cosa succederà. Quali saranno le dinamiche dopo questo fatto cruento, che lascerà cicatrici profonde in tutti i personaggi.
C’è una sola cosa certa: se qualcuno mi impedisce di vedere il prossimo episodio, datato 12 febbraio 2012, gli stacco la testa a morsi.
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Comments (11)
D’accordissimo! E aggiungo: finalmente è stata archiviata Sophia, ché l’estenuante ricerca mi aveva anche un po’ rotto le palle
Vero! stava iniziando a esser monotona la storia di Sophia…ma come cè finita nel granaio?se nel granaio ce li metteva Hershel…allora lui lo sapeva che cera la bimba e nn ha detto niente?
carino anche l’webepisode
Secondo me questa serie è scesa di qualità dal secondo episodio della prima stagione in poi. E’ molto probabile che abbiano influito i tempi di lavoro di Darabont, troppo abituato ai lungometraggi nonché i maledettissimi tagli al budget della AMC (anche se quest’ultimi non hanno influenzato la qualità di Breaking Bad, c’è da sottolinearlo) che hanno causato il quasi abbandono di Darabont stesso (con Kirkman, l’autore del fumetto, che invece è più dentro al progetto).
Ma come sempre il problemi più grossi sono quelli di scrittura.. ok ho letto che anche il fumetto è su questo ritmo.. ma ormai siamo a metà stagione.. e non è successo praticamente nulla.. e gli zombi? a parte nel primo episodio in autostrada? dove sono? Sono praticamente un enorme Mcguffin e basta.
Ho letto questo articolo che ha retweetato Chuck Palahniuk (non l’ultimo degli stronzi insomma) in cui c’è un’ottima analisi di The Walking Dead e 10 modi per migliorarla.
(è in inglese)
http://t.co/1BgB3Wif
castelli forse a sto giro hai esagerato col buonismo dilagante, mi sembri peggio di alessandro cattelan.
no perché, evidentemente io e te abbiamo visto due serie diverse: tu hai visto quella emozionante appena descritta, io ho visto quella estremamente pretestuosa e noiosa, con dei personaggi dai comportamenti illogici ai limiti della schizofrenia. quella serie in cui mi vogliono far credere che delle persone che scalciando e graffiando tentano di sopravvivere all’apocalisse si preoccupano più di cosa sarebbe più giusto per chi, di cosa mangiare per cena. un’apocalisse in cui la mancanza totale di energia elettrica sembra non fregare il mazzo a nessuno. insomma una serie che distrugge tutti i lati drammatici del contesto in cui si pone e tenta di recuperare creando dei buffi personaggi arteriosclerotici con evidenti problemi di gestione delle emozioni e di personalità multipla e che regalano facce che non sfigurerebbero all’interno di un trailer made in maccio capatonda.
e adesso tu vieni e mi incensi un finale che racchiude perfettamente in sé la scarsa sensatezza della serie..
no castelli, a tutto c’è un limite.
piuttosto butto il mio tempo con terranova, che fin da subito a chiare lettere mi ha fatto capire cosa potevo e non potevo aspettarmi da lei.
errata corrige: che di cosa mangiare per cena.
C’è una parte del tuo ragionamento che non condivido ma capisco. Walking Dead, come tutte le serie di AMC, peraltro, ha tempi di racconto lunghissimi, è una scelta precisa di cui Mad Men è il campione totale, e che può non piacere. E anche sul fronte “cosa facciamo dell’energia elettrica” posso venirti dietro, pur dicendo che non me ne frega assolutamente nulla di sapere cosa pensano dell’elettricità, visto che la quotidianità meramente “tecnica” della sopravvivenza non è nemmeno lontanamente il fuoco del telefilm.
Ma quello che proprio non riesco a capire della tua obiezione sono le considerazioni sui personaggi. Cioè, secondo te i personaggi si comportano in modo non “giusto”, dove con giusto intendiamo “utile ad avere una bella serie tv”. Cosa avrebbero dovuto fare secondo te? Dico subito che per me non c’è affatto una risposta corretta, e nemmeno deve esserci. I personaggi di Walking Dead reagiscono all’apocalisse ognuno con la propria sensibilità e il proprio vissuto. E’ così che uno pensa che bisogna solo sopravvivere, e lasciare indietro tutti, mentre un’altra pensa che valga la pena suicidarsi, e un altro ancora crede che prima di tutto bisogna conservare la propria umanità, o magari la propria fede, ecc ecc.
Cioè, non solo non vedo perché il comportamento dei personaggi di walking dead debba essere considerato illogico, ma più importante non me ne importerebbe granché nemmeno in quel caso, perché il mondo intorno a loro è andato a gambe all’aria e tra le possibili risposte a questo evento c’è anche l’illogicità.
La questione rimane secondo me una: Walking dead costruisce un sistema di personaggi, dà loro dei caratteri ben precisi, e li inserisce in un costesto “impossibile”, per vedere come reagiscono. Reagiscono tutti in maniera molto diversa, come è normale che sia per persone molto diverse, e trovo fantastico seguirle in questo percorso. Ovviamente rimane una sensazione soggettiva, perché un altro può provare solo noia. Ma di illogico e di irrazionale, nel modo in cui questa serie è scritta, non ci trovo proprio niente.
Oh, sarà anche che a me Cattelan sta simpatico :-)
rispondo brevemente a due punti.
primo: che il fuoco della serie sia su questi personaggi malati di mente e non sull’apocalisse in sé non può giustificare una mandria di cazzate.
una delle grandi differenze che corrono tra un capolavoro ed una puttanata è quali stratagemmi usi per risolvere in maniera logica i problemi che il contesto prescelto naturalmente pone (es: perché i dinosauri di jurassic park sfuggono al controllo della popolazione nonostante fossero stati fatti nascere appositamente tutti femmine? perché il dna recuperato aveva dei buchi e quindi è stato completato con quello di un anfibio in grado di cambiare sesso all’occorrenza).
TWD ha deliberatamente scelto di ignorarle.
come potrebbero i personaggi perdersi nei loro drammi adolescenziali se dovessero già preoccuparsi di sopravvivere?
secondo: che tu voglia o non voglia vederlo, i personaggi di TWD combinano cazzate dall’inizio alla fine, e cambiano personalità più o meno quanto cambia il vento. il povero daryl è stato ad esempio introdotto come prototipo del più classico redneck, chopperista col fratello superrazzinazzzista, che nella prima serie scalpitava per trafiggere crani a balestrate per vendicarsi del trattamento riservato al fratellone, ora passato alla figura di boyscout che raccoglie fiorellini che accoglie il fuoco amico con un sorriso ed una pacca sulla spalla.
al povero shane è bastato rasarsi i capelli per rimpiazzarlo adeguatamente. se solo qualche settimana prima era pronto a mettere a repentaglio la sua vita per salvare quella di un ragazzino con un proiettile in pancia frammentato manco fosse una granata, ora si guarda bene dal mettersi in gioco per cercare una ragazzina che a sua conoscenza è semplicemente persa nel bosco, e passa addirittura alle minacce di morte verso i membri più svegli del suo gruppo (il che ovviamente non ha nessunissima conseguenza). andrea, sempre incazzata perché le è stato impedito di commettere un insano gesto (?), alla fine si rilassa dopo una sana dose di cazzo.
il povero t-dog, in tutto questo ha sviluppato una mimesi degna di una piovra, passa il tempo semplicemente confondendosi con lo sfondo.
le puntate passano tra i drammi teatrali degli interventi di rick, in cui le parole sono talmente sentite e piene di phatos che per mettere in chiaro banalissimi punti ci vogliono almeno 10 minuti di discussione, tra lacrime ed intensi sguardi fissi.
insomma, the walking dead è il grande fratello nella fattoria degli zombi.
forse tu sei ben disposto a programmi di questo tipo e proprio per questo non ci trovi nulla di strano nel comportamento idiota e convulso di questi survivor, ma ti assicuro che sei uno dei pochi a non capire le mie obiezioni. basta farsi un giretto sul web per capire quali siano le opinioni degli spettatori di questo reality zombesco.
Villa cosa dice :-)?
Primo: il fatto che Walking Dead non si concenti su come fare a sopravvivere senza energia elettrica, cioè il fatto che non ci fanno vedere che accendono dei fuochi da campo, è una scelta, esattamente come è una scelta nel da te citato jurassic park non farci vedere il processo durato anni che ha portato alla creazione dei dinosauri. Il fatto che tu possa essere interessato alle dinamiche più concrete della sopravvivenza (interesse legittimo, ovviamente), non implica che sia necessario farle vedere. A me, per esempio, piacerebbe vedere come gestiranno la sempre minor disponibilità di medicine, che non possono essere coltivate sul campo, e mi dispiacerebbe se non ne trattassero, ma ora come ora è passato troppo poco tempo, nella finzione scenica, per occuparsene.
Secondo: i personaggi di the walking dead non cambiano personalità ogni volta che cambia il vento. I personaggi di the walking dead evolvono. E grazie a Dio, visto che si trovano a vivere in un ambiente che in nessun modo avevano preventivato, e che deve cambiarli per forza. Shane, per esempio, ha un attaccamento nei confronti del piccolo Carl che non è minimanente paragonabile a quello per Sophia. Banalmente perché Carl è il figlio della donna che ama, nonché il ragazzino a cui voleva fare da padre adottivo, mentre Sophia è uina tizia conosciuta per caso. Se li trattasse allo stesso modo non sarebbe Shane, sarebbe Rick. In questo senso, il diverso trattamento che riserva ai due non solo è giustificato e per nulla folle, ma è anche doveroso nella crescita di un personaggio che è destinato a diventare cattivo fin dal primo episodio della prima stagione. Perché se ti scopi una, ti ci innamori, e poi vieni messo da parte dal marito tornato dall’oltretomba, altroché se diventi irritabile! Shane ha sempre detto di voler proteggere Carl e sua madre, degli altri gli è sempre fregato poco. In questo quindi è più che coerente, viene poi spinto verso il proverbiale lato oscuro da una situazione terribile che l’ha portato a sacrificare un uomo per la sua sopravvivenza, un episodio che non poteva non segnarlo. Rick è la sua controparte, tutta buoni sentimenti e occhi luccicosi. Il fatto che il suo modo di fare possa non piacere è legittimo, ma anche in questo caso è un carattere ben delineato che risponde in maniera coerente agli stimoli veroso l’esterno. il fatto che a te non piaccia è un altro discorso, e peraltro non credo che non sia previsto dagli sceneggiatori, visto che quando non si incazza nemmeno per il fatto che il migliore amico gli ha ciulato la moglie ti viene proprio voglia di prenderlo a berle, ma è normalissimo che sia così.
Daryl è un uomo cresciuto con un fratello criminale, ma lui non lo è. E’ ombroso, è taciturno e solitario, ma non è mai stato realmente cattivo, visto che sembrava violento solo quando c’era da proteggere il fratello. Ora che sta trovando stima e affetto da parte dei compagni sta compiendo un percorso inverso a quello di Shane, percorso che è assolutamente normale, a questi stessi termini, nella storia della narrazione.
Andrea era stata colta da un momento di sconforto dopo il quale voleva farla finita. Da quel momento siè ripresa, non mi sembra che stia attraversando un ottovolante di stati di personalità. Sta diventando una donna forte e risoluta, e probabilmente la cosa finirà col crearle più problemi che soluzioni.
Evoluzione, non schizofrenia. Da come ne parli tu sembra che ogni due minuti cambino idea sulle stesse cose, tornando e ritornando sulle stesse decisioni da mille punti diversi. Così non è.
Il motivo per cui a una certa parte dell’utenza Walking dead non piace (tra parentesi, non me ne frega niente di loro in questo momento, visto che sto parlando con te e non con loro), non sta certo nelle problematiche strutturali della serie. Sta nel fatto che volevano un telefilm ispirato a Dal tramonto all’alba, volevano vedere frotte di zombie massacrati nei modi più svariati. Walking Dead, semplicemente, non è questo. Walking dead è un drama, però con gli zombie. La sua originalità sta in questo. Se fosse stata una serie d’azione pura e semplice, un horror tale e quale ai mille film di genere che sono stati fatti su questo tema, sarebbe magari stato piacevole, divertente, probabilmente più svelto, ma molto meno interessante e significativo. Anche se forse era quello che volevi tu, visto che mi pare di capire che lo sviluppo dei personaggi non ti stia bene, preferendo caratteri piatti che rimangono identici dall’inizio alla fine.
Poi è chiaro che se uno/a non apprezza i drama, che focalizzano la propria attenzione sulla psicologia dei personaggi e sulle loro dinamiche reciproche (piuttosto che sull’azione, sull’investigazione, o che so io), è un altro discorso. Ma come drama secondo me è ineccepibile. Come serie zombiesca è diversa da tutto quello che si è visto prima di zombiesco. Per me è un bene, per altri no, amen.
Su una cosa ti do ragione, ed è t-dog: personaggio di cui sappiamo poco, che è evoluto poco, che sta sullo sfondo, quindi inutile (faccio presente che se tutti avessero fatto come dicevi tu, sarebbero tutti inutili). Almeno ogni tanto glielo fanno riconoscere, come quella volta in cui prevedeva di essere il prossimo a essere lasciato indietro perché era nero e non era amico di nessuno.
Comunque tranquillo: col massimo rispetto per chi li guarda, che non c’è niente di male, non sono proprio uno spettatore da reality. Qui siamo serenamente su un altro livello.
Ah, aggiungo una postilla: dici che sul web non fanno altro che sottolineare i presunti errori di scrittura, e però in america Walking Dead continua a essere una delle colonne portanti di AMC. Il midseason finale è stato visto da 6 milioni di persone, tante quante il finale dell’anno scorso, segno che il pubblico è fedele e apprezza. Attenzione, non sto dicendo che l’ascolto deve essere il metro di giudizio della bontà di un prodotto. Lungi da me, è solo uno dei molti aspetti. Ma lo sottolineo giusto perché, dati alla mano, non mi pare che ci sia tutta sta gente che lo giudica male. E il pubblico di AMC (Mad Men, Breaking Bad, The Killing) non credo possa essere paragonabile, per gusti, a quello che segue X-Factor o il Grande Fratello.
caro castelli, finalmente capisco dove risiede il problema.
hai semplicemente rimpiazzato le tue personali congetture e giustificazioni al comportamento dei personaggi a quello che realmente la AMC ci propone sullo schermo.
il fatto che lo spettatore ricami sopra agli evidentimenti fallimenti logici ed ai buchi della trama è comprensibilissimo visto che di contenuti la serie in questione è davvero carente, sotto molti punti di vista che non mi dilungherò ulteriormente ad elencare, visto che non sono un debunker pagato per minare le fondamenta della tua immaginazione.
chiudo la questione facendoti notare che grazie a dio TWD non introduce nulla di originale e rivoluzionario su alcun fronte, né su quello dello delle serie tv a tema survivor (per quanto mi faccia cagare, ringrazio dio che lost ci abbia dato un vero esempio di come dei personaggi si possono evolvere con cognizione di causa e filo logico, non semplicemente passando da uno stato emotivo all’altro) né tantomeno al tema zombi, il quale fin dalle sue prime incarnazioni cinematografiche made in Romero, verte sui cadaveri ambulanti come pericolo tangibile tanto quanto sulle drammatiche situazioni di relazione tra sopravvissuti di estrazione sociale e culturale molto variegate, ma questo solo un appassionato del genere può saperlo :-).
La mia amarezza è puramente generata dal fatto che una perla della cultura zombi sta venendo stuprata da una produzione pigra e svogliata.
Nel mentre continuo ad essere curioso riguardo al pensiero villiano…
E’ probabile che sia successo molte volte in passato che io abbia usato ragionamenti pseudointellettuali per giustificare la visione di oggettive boiate (potrebbe essere successo poche settimane fa con Revenge, peraltro…).
Ma posso affermare serenamente che non è il caso di Walking Dead. Non fosse altro perché anch’io, come molti altri, mi aspettavo una serie di tutt’altro impianto, forse anche una serie più trash. Non mi sarebbe nemmeno dispiaciuto, forse, visto che un po’ di sana violenza ogni tanto fa bene. Trovarci di fronte a un prodotto così complesso e stratificato è stata solo una gradita sorpresa.
Peraltro, il fatto che tu non voglia proseguire nell’analisi concreta del prodotto, trincerandoti dietro un più semplice “ah be’, ma tu capisci ben poco al mio confronto”, non mi convince più di tanto a considerarti così competente sulla sceneggiatura drammatica seriale.
Per quanto riguarda il passato e il portato culturale della faccenda zombie, posso dire di non essere un grande esperto (come tu ci tieni a sottolineare), ma ho visto anch’io le mie cosine. Tralasciando il survivor (Lost, che io comunque adoro, mi pare l’esempio meno azzeccato, visto che pure lì non è che si dava grande peso a come facevano ad accendere fuochi e rizzare tende), parlando di zombie non voglio dire che TUTTI i film mai prodotti sugli zombie siano TUTTI delle boiate senza profondità. Romero non solo è uno che sapeva dare spessore ai suoi film, ma sapeva anche dargli un respiro nascosto ma più ampio su quella che era la società dell’epoca e le sue contraddizioni. Ciò detto, l’arma che Walking Dead può giocare è proprio quella della serialità, che offre molto più spazio per un approfondimento multisfaccettato che spesso nei film è precluso da evidenti limiti di spazio, specie se, per esigenze anche commerciali, sei obbligato a dedicare 75 dei 90 minuti che ti hanno concesso a sparatorie e maciullamenti vari.
Aspetta aspetta, mi è venuta una strana idea: non è che ciò che è accaduto è il contrario? Non è che sei tu che, per giustificare la tua scarsa attrazione per un prodotto nella realtà dei fatti molto ben costuito, ti inventi difetti che non esistono, o che esistono solo in una percentuale assai piccola rispetto a quanto immagini?
Chi mai potrà dirimere questa questione? Temo nessuno. Certo che se tu piuttosto che argomentare scegli di farti beffe delle mie convinzioni, non fai altro che rendere questa conversazione molto meno piacevole di quanto non fosse due messaggi fa. Oh intendiamoci, non è che perdo il sonno, però così non è più interessante.
Per quanto riguarda il Villa, probabilmente il suo commento arriverà, anche se l’ultima volta che abbiamo parlato dell’argomento era un po’ indietro con il visionamento. Lo attendiamo prossimamente…
PS Al netto che l’ho trovata inutilmente supponente, “debunker pagato per minare le fondamenta della tua immaginazione” mi è piaciuta un sacco. Temo che se il Villa la leggerà te la ruberà per usarla contro di me in situazioni anche meno spinose degli zombie, come il condimento per la pizza e simili.
Sì, in effetti sono un po’ indietro nel visionamento.
Tipo che sono fermo al pilot.
Oh, selezione naturale.
Prima o poi farò la full immersion.