17 Gennaio 2012 11 commenti

Fringe e lo sguardo perso di Bolivia di Diego Castelli

Quando l’effetto speciale è farlocco…

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C’è una cosa, del mondo degli effetti speciali, che proprio non capisco. Magari qualcuno di voi è più esperto di me e potrà fare luce su questo mistero.

Siamo nel 2012, le meraviglie di Avatar sono già vecchie di tre anni (tanto per dire…), eppure c’è un piccolo dettaglio che i maghi del cinema e della tv non riescono ancora a padroneggiare come si deve. Parliamo dello sguardo di un attore verso un altro elemento della scena (tipicamente un altro personaggio, ma può essere una luce, un oggetto fluttuante ecc) che nella realtà non esiste, ma che è stato inserito in postproduzione.
Ancora oggi, in tante occasioni (per non dire la maggior parte), questo sguardo è completamente sballato, scentrato, diretto evidentemente nella direzione errata. Risultato, tutta la magia del momento si perde.

Perché succede? Perché non c’è modo di costringere gli attori a guardare nel punto preciso in cui, successivamente, verrà inserito l’elemento desiderato? Eppure sulla carta sembrerebbe così semplice…

Non sono qui per svelare il mistero, perché non ho risposte. Posso solo condividere con voi l’ennesimo momento di sconforto provato di fronte a quella che pare una buffa ingenuità. E duole sottolineare che la magagna stavolta è tutta di Fringe, che giocando con universi paralleli e personaggi doppi è particolarmente esposta a questo rischio.

OCCHIO CHE DA QUI SI SPOILERA

Nell’ultimo episodio, Bolivia e la versione alternative dell’agente Lee catturano l’agente Lee dell’altro universo (il nostro, diciamo, anche se ormai la faccenda è più complicata di così). Pensano bene di ammanettarlo in uno stanzino e di dirgli cose interessanti per la trama, che al momento non ci interessano. Perché tutta la nostra attenzione è focalizzata sugli occhi dell’Olivia rossa.

Con un’unica, prepotente domanda: dove diamine sta guardando?!?!?!

Aprite la tendina qui sotto, cliccando sul pulsante “show”, e ditemi se non ho ragione…

Ah, e non scherzavo prima: se qualcuno mi sa davvero dare una spiegazione tecnica del perché questa cosa sia così difficile, ascolterò le sue parole con grande interesse!

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