Il caso Fisica o Chimica e la censura su Rai 4
I cattolici la detestano, Libero la critica, e Freccero si arrabbia: ecco come una serie teen spagnola sta facendo discutere.
Scritto da Andrea Palla il 16 marzo 2012 | Copertina, I perché del mondo, On Air
Su Serial Minds non abbiamo mai parlato di Fisica o chimica, serie spagnola andata in onda per sette stagioni in patria, e importata recentemente in Italia da Rai 4. Non l’abbiamo mai fatto perché sostanzialmente da queste parti scriviamo perlopiù di serie americane, girate e recitate coi controcazzi, e tralasciamo la maggior parte delle serie europee, tranne quelle che si basano su un modello vicino a quello d’oltreoceano.
Ebbene, Fisica o chimica non fa parte di quest’ultima categoria, tutt’altro: è una fiction europea fino al midollo, dove con “europea” intendo una cosa tipo quelle che passano quotidianamente sulla nostra tv generalista; e infatti, manco a farlo apposta, serie come I cesaroni e simili discendono da format spagnoli. Eppure, a dispetto dei limiti tecnici di questo prodotto, di Fisica o chimica si possono evidenziare diversi pregi.
Il primo è quello di raccontare le vicende di un gruppo di liceali e dei loro professori senza alcuna remora, affrontando tematiche spinose e scabrose con un punto di vista mai giudicante, ma piuttosto congruente alle storie raccontate; come se un adolescente raccontasse di un adolescente ai propri amici adolescenti. Nulla di nuovo sotto il sole, sia chiaro, e una cattiveria forse lontana dal capolavoro delle prime stagioni di Skins. Ma, a differenza della serie inglese, Fisica o chimica si propone di mantenere un tono più confidenziale con lo spettatore, intrattenendolo con gli espedienti classici della commedia, ma senza per questo ricadere nel comico più becero e banale. Prendete la nostra I liceali, e immaginate di inasprire senza censure le situazioni lì rappresentate: avrete una buona idea di cosa sia Fisica o chimica.
Il secondo pregio è quello di riuscire a coinvolgere un vasto pubblico giovane, da quello che che si ritrova nelle (dis)avventure dei protagonisti a quello che si situa in una posizione diametralmente opposta, ma non per questo distante. Riprova ne è il fatto che la serie non solo ha avuto un grande successo in patria, ma è risultata poi un prodotto perfettamente esportabile e universale, anche qui in Italia.
E arriviamo proprio alla situazione italiana, simbolo di una realtà televisiva ancora frenata da un’ideologia cattolica chiusa e pregiudiziovole. I fatti ci dicono che la messa in onda di Fisica o chimica su Rai 4 è giunta, in maniera altalenante e con continui spostamenti, alla quinta stagione. Fortemente voluta dal direttore di rete Carlo Freccero (uno che ai tempi seppe far crescere il successo di Italia 1, facendola diventare la rete giovanile del gruppo Mediaset), la fiction è stata costantemente bersagliata da continue critiche da parte delle associazioni cattoliche di destra, oltre che dal solito MOIGE, che a gran voce ne chiedevano la cancellazione. Voce contrastata sia da Carlo Freccero stesso, strenuo difensore dei buoni valori mutuati dalla serie, sia da quei gruppi di giovani fan che attraverso Facebook e vari blog sono riusciti a diffondere il proprio amore per questo prodotto, e ad ampliare il bacino di spettatori attraverso il passaparola della rete.
Succede che Lunedì il giornalista di Libero Francesco Borgonovo scriva un pezzo denigratorio nei confronti di Fisica o chimica, evidenzionandone gli aspetti negativi che poi sono essenzialmente l’emblema non solo della serie stessa, ma della realtà che essa va a raccontare. Borgonovo si scandalizza della presenza di sesso nella serie, del fatto che vi siano studenti che si accoppiano con professori, o che spesso vengano mostrate le natiche dei protagonisti senza particolare nonchalance. Non solo: due dei protagonisti principali (e vi diremo di più: i più amati in assoluto) sono omosessuali e hanno una relazione, che peraltro non è affatto trattata in quei termini squisitamente copulativi che spesso ci vengono propinati quando una serie televisiva ci parla di gay, ma è invece poeticamente descritta come un lungo percorso di crescita e accettazione da parte di entrambi, che culmina spesso in affettuosi scambi d’amore che hanno contribuito a rendere questi due ragazzi un simbolo della serie. E vi basterebbe cercare “Fer y David” su youtube per ritrovare decine e decine di video che si concentrano proprio su questo aspetto: cosa che peraltro produce ulteriore sdegno in Borgonovo, che parla di «diktat del politicamente corretto gay» e si dimostra incapace di comprendere come l’omosessuale Fer possa essere «il personaggio migliore, quello più onesto, buono e sensibile».
Al di là del proprio gusto personale, quello che è necessario mettere in chiaro è che criticare singoli episodi descritti in una serie televisiva, dimenticando il contesto e il target a cui questa si rivolge, è un esercizio di stile totalmente privo di fondamento. Sarebbe come prendere i già citati Cesaroni e definirli un prodotto diabolico perché in essi è raccontato l’amore tra due fratellastri: capite bene che tale critica contrasta con la realtà. Non solo: biasimare il servizio pubblico per la sua messa in onda, dimostra la dimenticanza del fatto che il digitale terrestre non dovrebbe essere quello stesso servizio pubblico su cui la politica (o la Chiesa) vuole esercitare il proprio continuo controllo. Esso dovrebbe piuttosto far parte di una scelta televisiva ragionata sia da parte degli spettatori, sia da parte del direttore di rete che ne decide programmi e stile.
L’articolo di Borgonovo ha però portato ad alcune pressioni dai vertici Rai a Freccero, affinché la serie venisse tolta dall’attuale fascia del mattino e spostata in seconda serata. E da qui prende spunto la telefonata, pubblicata un po’ vigliaccamente da Libero, in cui uno scatenato Freccero le canta di santa ragione e senza mezzi termini al giornalista, reo di aver indotto a questo spostamento di palinsesto. Ascoltate, perchè se da un lato c’è da sorridere per i toni un po’ sopra le righe utilizzati da Freccero, dall’altro c’è anche da riflettere sul contenuto più profondo delle sue parole («Imparate dalla tv americana, questa qua è tv educativa, imparate, impari qualcosa, a non fare il moralista»).
Al di là del linguaggio da caserma, è interessante notare come dalla telefonata traspaia il fatto che in Italia il digitale terrestre non è affatto la piattaforma libera e moderna che ottimisticamente ci volevano far credere. Certo, non pretendiamo che diventi come molte tv via cavo americane, così disinibite da fare del sesso la propria bandiera. Ma purtroppo qui siamo ben lontani persino dalla tv privata di molti paesi europei, Spagna in primis. E dunque, se basta un articolo su un quotidiano di destra e qualche protesta cattolica per far spostare un programma televisivo per nulla scandaloso su una rete non generalista, qual è il futuro della nostra televisione quando si parla di serie tv? Saremo per sempre costretti a privarci di alcuni prodotti o a vederli perenemmente tagliuzzati e senza i contenuti più audaci?
Il dibattito è affascinante, e non banale, e prende spunto da una serie qualitativamente non eccelsa, ma forse un po’ scomoda per la sua genuinità. A Freccero va il merito di aver contrastato il moralismo e di aver difeso i principi di coloro i quali della televisione fruiscono.
E ora vorremmo sentire la vostra, anche se non avete mai visto la serie in questione. Voi che ne pensate?
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Tre osservazioni.
1) Guardiamo il lato positivo: questa vicenda dimostra che dietro le quinte della tivù italiana esiste una forma di opposizione a certe logiche. Bene o male il Paese cambia.
2) In “Tutti pazzi per amore”, serie italianissima andata in onda per tre stagioni su Rai 1, mostra con assoluta naturalezza coppie gay e lesbiche, e perfino un sieropositivo che diventa papà. Non ricordo che abbia suscitato polemiche di sorta. I censori scelgono i bersagli coi dadi?
3) In Italia ci sono due strade per fare carriera: una di sinistra, il conformismo, e una di destra, il sensazionalismo. Mi sembra chiaro che quelli di Libero se ne sbattono di preservare la purezza dei giovani spettatori: essendo di destra, stanno solo sfruttando la serie per far parlare di sé. E allora, perché ne stiamo parlando?
Il punto focale credo sia fondamentalmente l’impronta data a una serie. “Tutti pazzi per amore” è una serie italiana Rai, nata con i canoni italiani, e quindi già sottoposta a qualsiasi censura preventiva che renda edulcorate situazioni e personaggi. È pregna di quel buonismo che invece evidentemente non investe, o meglio non contagia, una serie come “Fisica o chimica”. Che resta pur sempre una commedia, sia chiaro, ma veicolata attraverso mezzi più aggressivi e meno impauriti. Anche se poi la verità è che “Fisica o chimica” non è una serie alla “Skins” nata per disturbare, tutt’altro: è una serie fatta per intrattenere. Ma evidentemente in Spagna hanno una visione dell’adolescenza meno limitata della nostra e capiscono meglio quelle che sono le tematiche che possono investire i ragazzi, pur con le esagerazioni del caso. Ecco perchè forse la censura si è abbattuta proprio su questa serie.
Non dimentichiamo comunque che sulla tv generalista i tagli sono all’ordine del giorno. “90210″ va in onda in fascia pomeridiana ed è sottoposta a continue censure, e peraltro è una serie ancora più pretestuosa e libertina di FoC. Ma il caso eclatante, e non lo scorderò mai, fu fatto su Dawson’s Creek, una delle serie teen più moraliste e politicamente corrette della storia: venne tagliato il primo e castissimo bacio gay di Jack (forse l’unico che abbia mai dato in 5 stagioni), di fatto snaturalizzando la scena che risultava molto poetica ed era topica per il personaggio in questione.
Comunque noi ne parliamo non perché ci interessi fare una campagna a Libero, ma piuttosto per un discorso di più ampio respiro sulla situazione della tv italiana, o forse dovremmo dire dell’Italia in generale.
Premessa: Freccero ha ragione da vendere contro Libero ed è evidente che tutta la cosa è nata come un attacco contro di lui.
Il problema è che Fisica o Chimica non è esattamente il simbolo migliore per cui fare una battaglia. Perché è brutto, ma tanto. E fatto malissimo, ma davvero. E nel 2012 non si può portare avanti il discorso “affronta temi importanti”, perché serve “è bellissimo e affronta temi importanti”. Anche se tanti non se ne sono accorti, gli anni ’70 sono finit. Attenuanti stile “piuttosto che niente” non sono contemplate.
Fare una battaglia per Fisica o Chimica rischia di squalificare la battaglia stessa, che infatti è già diventata una cosa fatta solo di principi.
Ovvero qualcosa che con la TV c’entra poco.
Sai che non sono d’accordo, e non lo sono soprattutto per il fatto che tu la serie non l’hai vista. :D
Intendiamoci: FoC non è certo un capolavoro e il girato è il classico girato da telefilm a basso costo con interni Ikea. Ma, tralasciando l’aspetto tecnico, non credo si possa tralasciare quello più ampio di cosa la serie rappresenti per il pubblico. Sia in Spagna che nei paesi in cui è stata esportata, FoC ha rappresentato un piccolo caso, con un bel seguito di fan agguerriti che si sono identificati con questo o quel personaggio. È dedicata ai teenager e scritta per i teenager, ma non è giusto denigrarla con occhio da adulto solo perché è girata come “un posto al sole”. È vero, la battaglia non può fermarsi qui, a una serie che per forza di cose ha un bacino d’utenza ridotto. Ma trovo comunque coraggioso che si sia fatto un piccolo passo anche per difendere una fetta di telespettatori che peraltro, nel 2012, la televisione sembrerebbero non guardarla nemmeno più. Credo che se ai ragazzi si levassero anche prodotti del genere, tanto varrebbe pensare ad una televisione esclusiva per gli ultrasessantenni.
Ho visto due o tre puntate, bastano per farsi un’idea (anche perché se non fosse così dovremmo chiudere il sito domani).
I teenager si identificano anche con Justin Bieber, ma non per questo lui diventa qualcosa da difendere. La qualità non può essere mai messa da parte, soprattutto in questo periodo, in cui ci sono mille alternative. Bisogna essere selettivi, spietati. Se diventa un caso lo si può studiare come fenomeno di costume, ma non può passare che sia una bella serie, perché, ripeto per la millesima volta, è fatta da cani.
E Freccero ha difeso Fisica o Chimica perché è una sua scelta, se Libero avesse attaccato qualsiasi altro prodotto, avrebbe fatto lo stesso.
“Credo che se ai ragazzi si levassero anche prodotti del genere, tanto varrebbe pensare ad una televisione esclusiva per gli ultrasessantenni.”
Caro Andrea, pensavo fosse già in questa direzione la televisione, dimmi quali sono gli spettacoli pensati per i giovani?
A mio avviso non ci sono, se non qualche patetico tentativo di integrare la tv con i vari social.
In Italia no, non ce ne sono.
Ma la mia era più una provocatoria risposta a Villa, quando dice “La qualità non può essere mai messa da parte, soprattutto in questo periodo, in cui ci sono mille alternative. Bisogna essere selettivi, spietati.”
Ecco, credo sia una frase un po’ ingiusta. Possiamo essere selettivi noi sulle cose da recensire per questo blog, ma non credo che la tv in generale debba essere selettiva sempre e comunque, altrimenti si rischia di rendere selettivo anche il target di pubblico a cui ci si riferisce. Una serie su adolescenti più difficilmente può essere una serie intellettualmente pretenziosa, spesso invece può diventare fenomeno di costume qualcosa come FoC che tralascia la qualità (che poi parliamo della Spagna, dove la qualità in generale non esiste, al pari nostro) e si concentra invece sul creare personaggi in cui i giovani spettatori si possano identificare.
Ecco, io dico che potremmo anche verso una direzione qualitativa, ma a patto di non sacrificare, a volte, la genuninità dei prodotti. Anche se fanno oggettivamente cagare da un punto di vista realizzativo.
No, sbagli.
La qualità non va mai sacrificata, soprattutto se sei una tv generalista.
Solo che tu consideri qualità = intellettualismo, con un discorso non lontano da quelli di Libero.
Qualità per adolescenti è Skins o Misfits, per dire, mica robe difficili. FoC è a migliaia di km da queste due serie.
Altrettanto, non vale dire “se tutto fa schifo, il meno peggio va elogiato”. No, il meno peggio non va mai elogiato. Va elogiato solo il bello.
Concordo con Villa, la genuinità va bene se riferita al cibo non a una serie televisiva, e se una cosa è brutta deve essere descritta come tale, alla fine chi produce questo genere di telefilm vende un prodotto e chi ne fruisce ha tutto il diritto di massacrarlo se oggettivamente, è una ciofeca. Io credo che come già sta succedendo da parecchio in Italia ( e non solo ), ci stiamo abituando un pò troppo al meno peggio e questo non è istruttivo ma distruttivo, per tutte le nostre coscienze.
Quando io leggo che Moccia diventa un bestseller e invece romanzi di formazione come I dolori del giovane Werter non lo legge nessuno, non posso dire che le cose vanno bene perchè Moccia è genuino e prende sul pubblico, penso piuttosto che la formazione dei giovani è in pericolo perchè non si forma sulla capacità di emettere un giudizio, perchè tanto, tutto è giusto e se nella mia opinione è bello allora va tutto bene.
Mi spiace, ma mi preme sempre ricordarvi che la capacità di giudizio di un tredicenne non può essere mai quella di un trentenne che parla del medesimo argomento. È inevitabile che noi si critichi una serie e la si osservi con occhi diversi, così come è inevitabile che il mondo descritto in prodotti qualitativamente scarsi come può essere questa serie rappresenti per un adolescente qualcosa di meravigliosamente auspicabile. È la legge dell’età, e non tenerla presente implica la totale impossibilità di mettersi nell’ottica dei reali fruitori di questi prodotti.
Noi guardavamo Super Vicky, Bayside School e Primi baci che erano oggettivamente delle porcate immonde, scritte e recitare pure peggio di questa, e invecchiate decisamente male. Persino cult più dirompenti come Beverly Hills, rivisti oggi, fanno sorridere. Eppure, le ricordiamo con affetto e, ai tempi, le avremmo difese strenuamente.
Villa cita Skins e Misfits ma dimentica anche che il target di riferimento di quelle due serie non è quello dei preadolescenti, e probabilmente nemmeno quello dei cosidetti “adolescenti sognatori”, che apprezzano più identificarsi negli intrecci amorosi piuttosto che in quelli di semicriminali disagiati dediti all’ingestione di qualunque sostanza capiti a tiro, e con un linguaggio scurrile volutamente esagerato. Siamo su piani molto differenti. Che Skins sia qualitativamente su un altro livello, non ci piove. Che offra lo stesso spaccato di realtà verosimile, direi proprio di no.
E allora che facciamo, cancelliamo Disney Channel perchè fa solo ed esclusivamente serie di merda per ragazzini rincoglioniti?
Io non considero necessariamente qualità=intellettualismo, esistono esempi firoenti di teen drama che non erano intellettuali eppure erano ben costruiti. Dawson’s Creek, pur con la pesantezza del caso, non era certo intellettuale, ma era una bella serie. Altre robe più antiche, penso per esempio a un Party of five, a un Everwood, a cose del genere, erano teen drama di qualità. Tutta roba cmq americana. Qui siamo in europa, e mettiamoci nel sistema di riferimento europeo. Fisica o chimica ne aderisce perfettamente: e sono d’accordo che poteva tranquillamente essere scritta e prodotta meglio, ma d’altro canto mi diletto ad osservare come, senza fronzoli estetici, sia riuscita a conquistare una larga fetta di pubblico. Lo stesso che fa Moccia. Ma possiamo noi insegnare a una ragazzina che Moccia fa pena? No, non possiamo. Perciò, per un istante, mettiamoci nell’ottica di quella ragazzina, e proviamo a capire cosa, in Moccia, o in FoC, funzioni. Quali sono gli spunti che ne hanno decretato il successo. Io su questa base ho scritto questo articolo, non certo per dimostrare che FoC sia una serie eccelsa. Che poi a me piaccia perchè emotivamente mi coinvolge, è un altro discorso.
Caro Andrea, non posso insegnare a una ragazza che Moccia fa schifo, ma posso insegnarle che esiste una alternativa e soprattutto posso fornirla degli strumenti per emettere un giudizio. Tu poni la domanda sulla Disney, io ti rispondo si, fosse per me la cancellerei perchè non solo crea ragazzini rincoglioniti, ma soprattutto tende a mandare messaggi buonisti da Mulino Bianco che cozzano con la realtà dei fatti.
FoC, come Moccia e come altri migliaia di teen drama piacciono perchè sono storie e noi lo sappiamo, per quanto esse cercano di avvicinarsi alla realta ne conservano un distacco rassicurante, spesso non intrinsecamente presente nel telefilm ma percepito a livello irrazionale e questo rassicura, tranquillizza e ci permette di assaporarne le piccole e grandi tragedie perchè noi non ne siamo parte.
Ecco quindi che omosessualità, amori nati e finiti, razzismo e xenofobia, gravidanze indesiderate, ci prendono nella visione e invogliano a seguire perchè tanto all fine finisce tutto a tarallucci e vino …
Per cui secondo me non si crea un processo di identificazione ma piuttosto si crea un processo di autoannullamento, guardo ai miei eroi perchè per loro esisterà sempre una via di fuga, il colpo di scena finale, mentre per me probabilemnte no. Quindi guardando loro dimentico i miei problemi.
Su una cosa ti do ragione, forse parlo con gli occhi di n trentenne ormai non più di primo pelo, e quindi senza più la capacità di valutare un telefilm solo sulla base di un emozione, ma già ai tempi di Beverly Hills capivo che era una cagata pazzesca, se non altro perchè se io mi facevo uno spinello e mi beccavano, a venirmi a prendere in questura erano sganassoni e non l’avvocato di famiglia a bordo di Ferrari….
A Conte Oliver: ripeto che il discorso mi pare francamente inconcluso e bloccato su se stesso. A 14 anni tutti questi discorsi intellettuali su cosa rappresenti filosoficamente una serie e come e perchè le storie siano rassicuranti, interessa davvero poco. L’importante è intrattenere, con qualunque mezzo, e usando il linguaggio degli adolescenti; che è assai variegato così come variegate sono le loro personalità . Tra questa varietà infinita di cervelli, alcuni si accontenteranno della visione di storie come FoC o i film di Moccia (fermo restando che i film di Moccia sono 10 gradini più sotto di FoC), e nessuno può biasimare questi giovani per questo, così come nessuno può biasimare un adulto che si addentri nella visione di un telefilm come Lost e di un altro che consideri i paradossi temporali una cagata pazzesca.
È la legge della tv, essere variegata. Limitarsi allora a bollare una serie come brutta solo perchè lo è tecnicamente, cozza un po’ con quelle che a volte sono le reali richieste di pubblico.
Non ho mai visto la serie in questione, anche se tendo a fidarmi del parere del Villa che in fatto di commedia ha dimostrato in più di un post di capirci qualcosa, ma in questa diatriba non posso naturalmente che schierarmi dalla parte di Freccero. Rai 4 è probabilmente il miglior canale semi-generalista di tutto il panorama televisivo italiano. Del resto, basterebbe dare un’occhiata ogni tanto al palinsesto quotidiano: Boardwalk Empire, Breaking Bad, Doctor Who, The Wire, Mad Men e chi più ne ha più ne metta, le migliori serie ma anche anime in circolazione passano o sono passate tutte da lì. Vorrei citare a tal proposito le parole dello stesso Freccero: “Il nostro pubblico conosce bene la televisione. Il telespettatore di Rai 4 è un fan che non vuole essere intrattenuto ma coinvolto e per farlo servono prodotti che generino una vera e propria dipendenza”.
Fa bene Freccero a difendere il proprio lavoro, visto che lo sa fare bene, evidentemente quel 3% di share tolto ogni giorno alle generaliste comincia a dare fastidio a qualcuno. Tutta la polemica sulla serie spagnola mi sembra del resto un po’ pretestuosa, se sono arrivati alla quinta stagione, com’è che si sono accorti dello scandalo solo ora? Ma Spartacus l’hanno mai visto? Che lo lascino lavorare in pace e tornino ad occuparsi dei sani valori di Don Matteo.
Approfitto del post dedicato a Freccero per segnalare che, ovviamente su Rai 4, è iniziato la scorsa settimana “Mainstream”, il primo magazine televisivo interamente dedicato alle serie-tv. Si è cominciato con Boardwalk Empire e si prosegue con Breaking Bad e Vince Villighan. Chi si è perso la prima puntata può recuperare stasera dopo la mezzanotte o domenica all’orario delle partite, mentre l’appuntamento ufficiale è per le 22:30 di ogni domenica. Guardatelo che è varamente ben fatto.
Concordo con quanto dici, e ti rispondo alla domanda “com’è che si sono accorti dello scandalo solo ora?”. La realtà è che Fisica o chimica ha avuto problemi fin dagli esordi. Le prime due stagioni sono andate in onda l’estate scorsa, e sono state poi interrotte. A partire da gennaio Rai 4 ha mandato in onda quotidianamente la terza, quarta, e quinta stagione (che peraltro si conclude in questi giorni rendendo poi di fatto inutile lo spostamento, che a questo punto interesserà le sole repliche). Ma sono settimane che le associazioni scrivono boiate sulla serie. L’AIART aveva addirittura parlato di una serie che “spinge al sesso libero e all’omosessualità”, e ne aveva richiesto la cancellazione.
La polemica è sorta oggi perchè l’articolo di Libero ha evidentemente smosso i vertici Rai, che a questo punto hanno fatto pressioni reali su Freccero; ecco il perchè del suo sfogo.
Ad ogni modo la cosa sembra non placarsi: è di oggi la notizia che TgCom24 si offre di ospitare un faccia a faccia tra Belpietro e Freccero, due che peraltro hanno un rapporto di amicizia oltre che di collaborazione. Sarei curioso di vedere cosa succederà in questo clima.
Io penso che questa polemica su FoC non sia altro che l’ennesima conferma di una cecità di quanto i media nostrani ( e non solo i media ) siano ormai lontani anni luce da ciò che è la realtà. Come se spostare l’evento in tarda serata fosse un problema per ragazzi che probabilmente già se lo scaricavano dalla rete, per guardarselo magari sul telefono mentre in bus vanno a scuola…
Io credo come Villa che Libero abbia usato la serie contro Freccero e non in quanto portatrice di “idee malsane” ( che di per sè già questa affermazione cozza con l’art. 1 della costituzione ).
Queste polemiche sono roba vecchia e dimostrano l’immobilismo della tv italiana ( ma credo che qui andremo troppo fuori tema, scomodando poi temi che non sono di questo blog ) perciò a mio avviso non scandalizziamoci molto, lasciamoli credere ancora che i bambini vanno a letto dopo Carosello e intanto noi godiamoci lo streaming e il p2p (legale), i dvd, la tv on demand etc etc …
Premetto che non ho mai visto la serie in questione, e dopo le premesse di Serialminds “è una fiction europea fino al midollo, dove con europea intendo una cosa tipo quelle che passano quotidianamente sulla nostra tv generalista” l’idea di evitarla come la peste è molto forte.
Inoltre quando leggo “come se un adolescente raccontasse di un adolescente ai propri amici adolescenti” fuggo a gambe levate, perché so che gli autori televisivi non sono mai i ragazzetti rappresentati nelle serie stesse ma, più probabilmente, occhialuti signori il cui unico contatto con l’adolescenza è dato da portare un triste cappellino da baseball (l’avete capita la citazione?). Se poi la serie è “un grande successo in patria” ma soprattutto “un prodotto perfettamente esportabile e universale” la pietra tombale è definitivamente deposta.
Se poi “serie come e simili discendono da format spagnoli” mi fa intuire quale sia l’attinenza alla realtà di questa serie, ma soprattutto mi corre un brivido sulla schiena a pensare che qualcuno, magari all’estero, sia portato a credere che ne rappresenti la situazione italiana!
Ma analizziamo quello che è successo: un giornalista scrive un pezzo su una serie mandata in onda dalla RAI. Che il pezzo sia volutamente denigratorio, che volutamente evidenzi solo gli aspetti negativi, che metta in luce solo quello che gli pare, che sia parziale insomma è evidente ma “Questa è la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente” (nobile citazione). Un giornalista ha diritto di mettere in luce gli aspetti negativi, mettendoli nella sua ottica.
Il direttore della tv pubblica che trasmette la suddetta serie va su tutte le furie ma invece di usare i mezzi democratici per rispondere all’accusa (avrebbe potuto scrivere una lettera, qualunque giornale gliel’avrebbe pubblicata in prima pagina) decide di affrontare il giornalista in questione. Già la cosa di per se è abbastanza scandalosa: che un personaggio di peso politico attacchi una persona per una sua opinione è riprovevole. Ma non contento della sua azione, prosegue minacciando il suddetto giornalista di usare la sua influenza col direttore del suo giornale “Io questa volta sarò una iena col suo direttore”, ma poi accortosi che le minacce lavorative non hanno effetto, ci prova con le offese “lei mi sembra un deficiente” e per finire delle belle minacce fisiche “Sarà il sangue e il sangue scorrerà”.
Per quello che mi riguarda detesto le censure e penso che, come già sottolineato da altri, la polemica sia inutile perché tanto i ragazzetti si scaricano valanghe di porno, altro che serie softcore.
Il problema è che il direttore di una rete non dovrebbe essere un “personaggio di peso politico”. Dovrebbe essere un direttore di rete. Punto.
Freccero poi sbrocca, ma non lo fa nei confronti di una recensione o di una critica televisiva, lo fa nei confronti di un attacco personale.
Il problema, io credo, è che invece questo peso politico non lo dovrebbero avere i giornali. La critica a un prodotto televisivo è sacrosanta, noi stessi, pur non facendo parte della carta stampata, forniamo opinioni più o meno negative su quanto vediamo in tv. Il problema sorge quando un giornalista travalica i confini del giornalismo e invoca pretestuose richieste ai vertici televisivi: «E ci permettiamo di chiedere, anche a Lorenza Lei, se questo è il servizio pubblico che la Rai deve fornire ogni giorno in fascia protetta. A noi sembra pornografia intellettuale, e pazienza per i culi.»
Questa frase fuoriesce dalla semplice critica alla serie e diventa invece un attacco nei confronti di chi ha deciso il palinsesto televisivo. Peraltro con un errore di fondo: perchè la tv in questione non è quella ammiraglia di stato, ma rappresenta il quarto canale, con una programmazione differenziata e targetizzata su un certo pubblico: insomma, una rete che è solo incidentalmente di proprietà Rai, ma internamente non dissimile dalle altre tv private del digitale terrestre.
La reazione di Freccero, per quanto spropositata, dimostra che forse questo tipo di stampa schierata che così facilmente ha accesso ai vertici non permette poi di svolgere correttamente e serenamente il proprio lavoro. Che è attento e misurato sui gusti del pubblico. Un giornalista di destra, cattolicamente schierato, non può giudicare con imparzialità un prodotto del genere: e quindi dovrebbe astenersi da creare pezzi così faziosi, che dimostrano in ogni riga tutto ciò che sta alla base dell’ideologia ecclesiastica dalla quale è stato indottrinato.
La così detta “pisciata fuori dal vaso” si ha quando non ci si limita a evidenziare l’esagerazione della serie, ma le sì dà piuttosto un giudizio morale che non può essere universale, e che quindi non possiede diritto di avanzare pretese. E questo giudizio morale è presente fin dal titolo faziosissimo: “Porno Rai in fascia protetta”.
Ma no, ma no.
E’ un altro il punto. Libero ha una linea editoriale schierata e di destra, non può “astenersi da creare pezzi faziosi” come dici tu. E’ il loro lavoro, esistono per questo: tutto quello che appare sul giornale è filtrato da quest’ottica e hanno tutto il diritto di farlo. Poi sono i loro lettori a decidere se premiarli o meno.
Ma infatti loro possono farlo, ma io sono partito dicendo che per me proprio questo è il problema: il giornalismo schierato tanto faziosamente. Personalmente odio con tutto me stesso questi giornali e ancor più chi li segue come un dogma. Lo trovo deontologicamente scorretto, in particolare quando riescono a influenzare l’operato di gente che non dovrebbe farsene condizionare. Ma che poi vabbè, è il problema della tv di stato in generale. Non critico il fatto in sè, critico il concetto: personalmente apprezzerei un altro modo di fare le cose. Ma inutile discuterne troppo, in fondo è un po’ un discorso sul sesso degli angeli e mi rendo conto che certi argomenti abbiano di base un sistema troppo complesso da liquidare con 10 righe di speranzose convinzioni.
Diciamo che nel mondo vige la sacrosanta libertà d’espressione, ma diciamo anche che alcuni usano questa libertà solo per fare polemiche inutili: e lì ovviamente sta l’inghippo.
Rispetto a questo scambio di opinioni mi trovo sempre d’accordo con chi ha redatto l’articolo, tranne che per la frase, ripresa qui sopra: “è una fiction “europea” come quelle che passano quotidianamente sulla nostra tv generalista.” Purtroppo, anche se siamo ancora convinti che gli spagnoli facciano pena come noi in tema di fiction, non è più così da anni. Nella scrittura sono avanti anni luce a qualsiasi sceneggiatore da noi ritenuto di serie A. I francesi pure. Può non piacere il look di una serie, ma il concetto di “bello” è fuori luogo in un’analisi critica. Polseres Vermelles, serie catalana, è stata acquistata da Spielberg per farne un adattamento per ABC. Paragonare “Fisica o Chimica” alle serie teen inglesi è fuori luogo: non solo non è lo stesso campionato, ma le premesse di target – pur restando nel teen – sono diverse per non dire opposte. Entrambe hanno il diritto e devono esistere a pari merito. Saluti
Con quella fase, Brando, non era mia intenzione affibbiare l’etichetta di bella o brutta alla serie (peraltro continuo a ripetere che a me piace molto), ma semplicemente inquadrarla in un certo contesto realizzativo… La differenza tra le fiction europee e le serie americane è netta, e si osserva in molte cose, prima fra tutte la difficoltà di rendere un prodotto totalmente drammatico, senza che questo sfoci in una commedia rassicurante. Comunque concordo con tutto quello che hai scritto,e proverò anche a procurarmi “Plseres Vermelles”, che non conoscevo :)
Io credo che anche solo parlare di pseudo-giornalisti che scrivono su Libero sia una totale perdita di tempo, spazio e intelligenza <_<
E che il digitale terrestre non è e non sarà mai la " piattaforma libera e moderna che ottimisticamente ci volevano far credere" per il semplice fatto che non è stato creato per questo, ma per evitare a Berlusconi di perdere rete4 e tutto ciò che ne deriva.
Si, su queste cose sono terribilmente polemica ;)
Beh oddio, direi che il digitale terrestre ha un impatto tecnologico un filino più utile di “evitare a Berlusconi di perdere Rete 4″, e peraltro non l’abbiamo mica inventato noi italiani :D
Che poi la sua necessità si sia fatta pressante in quella fase, è un altro paio di maniche… ma in un modo o nell’altro, al digitale ci dovevamo arrivare :D
In realtà, se leggi alcuni articoli (di persone piu’ esperte di me :P), dicono l’esatto contrario: il digitale terrestre è una tecnologia che già da qualche anno è considerata superata ed obsoleta e i paesi che ce l’hanno pare se ne stiano liberando proprio a fronte di questa riflessione (un po’ come smantellano le centrali nucleari) in favore di altre tecnologie (che non ti saprei dire, non ho approfondito fino a questo punto :) )… quindi la “necessità del progresso” secondo me c’entrava (e c’entra) poco :P
Ma è perchè gli altri paesi il digitale ce l’avevano già da anni e stanno un passo più avanti di noi :D
Questo non toglie che se c’è in circolo una tecnologia piu’ innovativa, bisognerebbe puntare direttamente a quella senza dover per forza passare per il digitale..invece guardacaso dato che torna comodo a “qualcuno” abbiamo puntato a quello e a quello rimarremo per taaaanti anni.. strano, mhm? :P
Perchè non si lamentano di programmi assolutamente diseducativi come il grande fratello? Questa serie tv dimostra ciò che accade a degli adolescenti e in caso di errori c’è la dimostrazione che si può tornare indietro e ripartire. A che diamine serve la maledetta censura?! Per qualche natica sbattuta in faccia alla telecamera? E alle scene di nudo quotidiane che trasmette la tv anche in fascia protetta nessuno dice niente?
Certo facciamo passare l’omosessualità come la piaga del secolo.
Facciamo passare il sesso come il VIRUS del secolo, qualcosa assolutamente da allontanare dai bambini che a 11 anni già hanno facebook (no questo no, questo i genitori non devono censurarlo perchè FB è la babysitter dell’anno) e sanno usare google meglio degli adulti.
I problemi nascono molto semplicemente perchè ai giovani di oggi non viene offerta l’informazione che chiedono e sono costretti ad andare a cercarsela da soli.
Chi va contro a questa richiesta, chi vuole nascondere la cosa più normale del mondo attraverso la censura è solo un bigotta e un moralista nel XXI secolo.
RAI 4 è uno dei migliori canali che esista con programmazioni assolutamente interessanti.
Il resto un cumulo di spazzatura.
In ogni caso, senza parlare del Berlusca, il digitale non può essere paragonato alle tv via cavo americane per una differenza di base: è fruibile da tutti senza alcun tipo di abbonamento, il passaggio è stato reso necessario per vedere ogni programma televisivo (da rai1/canale5 alle tv locali e tematiche). Questo fa si che non ci sia quel filtro/censura dato da una diversa tecnologia e quindi non potrà mai essere considerata quella “piattaforma libera e moderna” ma semplicemente una tecnologia che migliora la visione della trasmissione.
Credo che questo possa essere uno spunto di riflessione che stia a priori rispetto a tutto il discorso. non credete?
saluti!!!
Ps Altro che “vigliaccamente” questa è proprio una bastardata. Pubblicare una telefonata privata già mi da fastidio quando sono due persone intercettate da un terzo (investigatore o polizia), ma così è davvero una cosa che fa inca…re! E’ proprio una trappola tesa a estorcere dei “vaffa” a uso e consumo della propria causa! mah, che schifo!
saluti ancora!
A Freccero va il merito di aver contrastato il moralismo e di aver difeso i principi di coloro i quali della televisione fruiscono???
Io fruisco ma i miei principi mica sono quelli di freccero…
Non credo che centri a chi piace la serie, io stessa la conosco solo grazie a mia madre, che la segue sempre ed ha più di 40 anni.
Piuttosto leggendo l’articolo una parola mi è subito rimasta impressa: sesso, a tre, coi professori, con i gay e via dicendo, non credo che dovreste infiammarvi tanto per un povero disgraziato cheprobabilmente non ne ha fatto abbastanza in vita sua e quindi si scandalizza per queste cose, o l’opposto, perchè se io vedo due uomini che si baciano e non provo nulla, me ne sto zitta, mentre di solito chi si eccita e non dovrebbe (per educazione e società), si arrabbia e fa la voce grossa; lo stesso per le varie pratiche sessuali minuziosamente spiegate nell’articolo sopracitato.
Ritengo dunque, che, per quanto scandaloso sia comandare un programma a seconda delle pulsioni sessuali di un giornalista, non sia un episodio degno di dibattito, ma più di una leggera risata (di scherno).
A tutti buongiorno, anzi buonanotte
ho visto la serie, sino alla puntata andata in onda oggi su rai4.
Che dire…
Il problema non è FoQ, ma in generale la realtà che ci circonda.
Anni fa sentii una signora attempata criticare la nuora perchè consentiva alla figlia decenne di vedere Streghe.
Il Papa si infuria perchè Harry Potter è Satanico.
Il problema è non porsi nei confronti della realtà nella giusta maniera, quanto piuttosto rifarsi allo stereotipo della realtà senza osservare cosa effettivamente ci circonda.
Scomodo oltremodo accettare un prodotto come FoQ, perchè altrimenti dovremmo porci dei seri problemi che in verità non vogliamo vedere.
Badate bene, non c’è la critica forte contro le droghe o l’anoressia, ad esempio. No. Si parla della relazione tra due ragazzi, entrambi dello stesso sesso. E dei partner che si scambiano con la facilità con cui Superman si cambia nella sua cabina telefonica.
Ma questi baluardi del moralismo dove vivono effettivamente? Oggi il mondo si muove esattamente come il microcosmo definito in FoQ. Donne e uomini parlano di “relazioni aperte” per non confermare il fatto palese che si preferisce andare a letto con uno diverso ogni sera anzichè avere una famiglia.
La così detta buona società fa uso costante di droghe di ogni genere (canna, ero e coca), ma che non si sappia, naturalmente. Basta fare un giro per le feste private di qualsiasi città d’Italia: e voglio ricordare che i politici si sono strenuamente battuti per evitare i controlli antidroga alle camere.
Illustri personaggi inneggiano alla morale, cercando in tutti i modi di ledere i diritti fondamentali dell’uomo (scegliersi un partner e farsi una famiglia non dovrebbe essere inalienabile come diritto a prescindere dal sesso del partner stesso) e poi te li ritrovi a letto con trans o con la escort di tutto. Per non parlare di donne che si sono ritrovate ministro utilizzando la regal parte come merce di scambio.
Il fatto è, che FoQ parla di ragazzi, e scatta allora il moralismo e la critica alla possibile depravazione che può derivarne. Ma per piacere! E come dire che se al telegiornale senti che un uomo ha ucciso la moglie per diventare uxoricida.
Conoscere il mondo, capire e comprendere le diversità, accettare che esiste chi è come noi ma che compie delle scelte diverse dalle nostre: tutto questo non è nè virale nè contagioso.
Io credo che Iddio ci vuole semplicemente felici e corretti nella vita. E se il cammino della vita lo si fa con una persona del proprio sesso, non credo per nulla che sia antitetico alla morale.
Io dico solo che se una persona odia qualcosa in questo caso Fisica o chimica,sono problemi suoi,non lo vede.
Poi togliere un programma solo perchè ci sono gay! Ma quali sono i problemi?!
Aggiungo anche che abbiamo uno stato di m**** odio l’Italia! :(
Ci mancherai Fisica o Quimica ma non ci arranderemo…
Ecco…dopo tanto che ci ho messo x vederlo lo cacciano! Ma che roba è questa!
Io amo quel telefilm.Non è possibile politici di m****
Il telefilm non è stato cancellato. Era cmq in programma una pausa tra la quinta e le ultime due stagioni. Tornerà nel 2013 :)
Credo anch’io ma sul sito di RAI 4 non c’è scritto quando ricomincia
Fino ad ora non mi sono persa una puntata di fisica o chimica..io sono cattolica ma non mi sento offesa da questo telefilm, anzi è il mio preferito. Mi fa rabbia questa polemica perchè se uno ci pensa il “non giudizio” delle realtà diverse è alla base (se proprio vogliamo fare un discorso cattolico) del cristianesimo e della fratellanza. Molti che fanno di queste polemiche a questo punto non potrebbero vedere neanche il telegiornale…se vedono un nazista in tv hanno paura di cominciare pure loro a disegnare le svastiche in giro?
Questi non sono programmi diseducativi anzi ti fanno vedere la realtà delle cose e non nasconderla.ad esempio i cesaroni e diseducativo perchè non fa vedere niente della relatà…io sono lesbica e sentire certi Rgomenti mi fa venirecla nausea..ma guardate che hanno trovato le scuse dei professori con le alunne solo per fer e david..che tanto turto il mondo va avanti e l italia rimane ferma..sapete il vero cancro dell italia e il papa che poi il vaticano non e nemmeno loro xD pagliacci.
Gossip girl e diaeducativo…ugly betty..il mondo di patty..Flor..rebelde way e tutte le americanate che fanno vedere solo ragazze fighe che si fanno belle e tipi che si fanno belli per le ragazze belle la solita sfigata morta di cazzi che non se la caga nessuno eccetera…noo questi sono educativi vasta che non si parla di gay ma vaffanculo va..io sono lesbica dichiarata e faccio outing tie papa di merda e chiesa di merda siete pegio della mafia