The Walking Dead – Fumetto vs Serie
La sfida definitiva in un post enorme (ma con tante belle figure!)
Scritto da Diego Castelli il 27 marzo 2012 | Copertina, On Air
NON LEGGETE SE NON AVETE VISTO TUTTA LA SECONDA STAGIONE DI THE WALKING DEAD. OVVIAMENTE PARLERO’ SENZA REMORE ANCHE DEL FUMETTO, ALMENO FINO ALLA FINE DEL VOLUME DODICI, IN PARI COL TELEFILM.
Appassionati e non di The Walking Dead, avete seguito l’acceso dibattito di settimana scorsa? Avete visto quante volte è apparso il suggerimento a leggere il fumetto da cui la serie è tratta?
Evidentemente andava fatto, e l’ho fatto. Nel week end ho letto i primi 12 numeri, che corrispondono alla porzione di storia finora narrata dal telefilm. Per intenderci, si arriva alla partenza dalla fattoria e all’avvistamento della prigione.
Non abbiamo mai fatto una comparazione come si deve tra una serie tv e la sua fonte di ispirazione (quale che sia), e mi sembra un’ottima occasione. Anche se fossi sommerso di insulti.
Perché cari amici, e carissimi nemici, la serie è dieci volte meglio del fumetto. A volte in maniera così spudorata da farmi restare a bocca aperta, considerando l’aspettativa e la fiducia con cui mi ero avvicinato alle pagine disegnate.
Procederemo così: prima qualche considerazione di carattere generale, e poi alcuni esempi specifici, riferiti agli eventi e personaggi più importanti della storia. Tutto non ci sta, non è questo il luogo per un saggio o tesina universitaria, ma cercheremo di mettere in luce alcuni punti salienti, magari invogliandovi a fare il vostro proprio percorso di analisi, che stimola sempre il cervello.
Prima di tutto, bisogna dire che il fumetto di The Walking Dead è complessivamente un buon fumetto. A tratti ottimo. L’aspetto probabilmente migliore (oltre all’idea di fondo, va da sè) è il ritmo incalzante della narrazione e la gestione delle sorprese, calibrate al punto giusto per invogliare a proseguire nella lettura (che poi è probabilmente l’elemento più importante di qualunque prodotto seriale). Sorprese che ovviamente mi sono bruciato per aver visto la serie, ma questo non deve cambiare il giudizio specifico sulla versione cartacea.
Il problema, invece, è che il fumetto di TWD introduce situazioni e personaggi di enormi potenzialità, che però sfrutta solo fino a un certo punto. Una cosa che diventa palese solamente (o quasi) facendo il paragone con il telefilm. Ecco allora il grande merito degli sceneggiatori della serie: aver preso un materiale assai fecondo, ma rimasto in qualche modo grezzo (o più grezzo di quanto poteva), per scavare al suo interno e svilupparne tutte le possibilità, scoprendo e sfruttando tutto ciò che personaggi ed eventi avevano da offrire.
Il problema nasce in parte dai limiti del mezzo di comunicazione, perché il fumetto, per esigenze di spazio, deve comprimere maggiormente la sequenza degli accadimenti e la quantità delle parole pronunciate nei dialoghi, riducendo così le proprie possibilità di approfondimento. Ovviamente, però, questo non basta: se il limite fosse “solo” del mezzo di comunicazione, vorrebbe quasi dire che non possono esistere fumetti suberbi, o realmente “completi”, a fronte di serie tv “sempre superiori”. Va da sé che non è vero, è pieno il mondo di fumetti semplicemente straordinari.
Le criticità vanno dunque cercate anche nelle scelte che nel fumetto sono state fatte, scelte narrative e anche visive che soddisfano le aspettative del lettore, ma tendono a sbiadire nel confronto col prodotto televisivo.
La serie di TWD, infatti, ha incontrato opportunità e rischi sostanzialmente opposti. C’era molto più spazio per raccontare, per mostrare, per far ascoltare. Si è deciso di diluire alcuni snodi, di aggiungere episodi e/o personaggi che nel fumetto non c’erano, di toglierne altri. Il lavoro è venuto benissimo, anche se non sono mancato passi falsi, come il centro di ricerca nel finale della prima stagione (troppo buttato lì), o certe lentezze a metà della stagione due.
A questo punto, però, vale la pena di buttarci sugli esempi.
IL VISIVO
L’aspetto prettamente grafico del fumetto è abbastanza efficace. I disegnatori avvicendatisi sui vari volumi hanno adottato stili e approcci anche molto diversi tra loro, ma rimane costante una piena e immediata espressività dei personaggi, un frequente ricorso alla sospensione e al silenzio, e il gusto sapientemente cinematografico di molte inquadrature (guardate ad esempio questo ottimo zoom sul volto di Shane, la prima volta che capiamo che non è esattamente contento del ritorno di Rick). Detto questo, non sono poi molte le tavole che facciano sgranare gli occhi.
Diverso il discorso per il telefilm, che di certo non si fa notare specificamente per la messa in scena (sono altri i punti di forza), ma ha un vantaggio del tutto ovvio: può far muovere gli zombie, può farli grugnire, può inserire della musica, tutti elementi che fanno parte dell’immaginario zombiesco di derivazione cinematografica. Sono ovvietà, ma visto il genere in cui ci muoviamo, l’audiovisivo finisce con l’essere necessariamente più efficace. Questo senza contare che, comunque, sembrano esserci più idee degne di nota nella serie tv, piuttosto che nel fumetto. Penso al risveglio di Rick dal coma, o al maggiore approfondimento della scena del carro armato. E guardate qui sotto una delle immagini più iconiche del telefilm: confrontatela con la sua controparte fumettistica, non è nemmeno il caso di fare il paragone.
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DIALOGHI
Il fumetto , specie all’inizio, tende a essere molto didascalico. La maggior parte dei dialoghi sono una pura e semplice descrizione di ciò che è avvenuto o di ciò che sta avvenendo. Pochissimi i guizzi creativi, le battute realmente memorabili. Alle volte, poi, sono addirittura superflui, o mal posizionati, come subito dopo la morte di Shane, quando Dale dice a Rick “credo che Shane fosse innamorato di tua moglie”. Grazie Dale, non l’avevamo affatto capito. O alla fattoria, quando Hershel dice a Rick che tiene i morti nel granaio: glielo “dice”, il che è anche efficace quando lo si legge nel fumetto, ma clamorosamente più debole di quando la scoperta viene fatta “con gli occhi”, nel corso della serie.
Non che nel telefilm ci siano chissà quante frasi da segnarsi sul taccuino delle citazioni, ma la compressione del fumetto ha evidentemente costretto gli autori a basare tutto sugli eventi, rendendo le battute assai esplicite e carenti di sfumature.
ZOMBIE
Solo per dire che la serie di The Walking Dead è stata accusata di avere pochi zombie, e di essere sostanzialmente una soap opera. Ebbene, ci sono diversi volumi, nei primi dodici che ho letto, in cui praticamente non si vede manco un non-morto, e tutto si basa sulle relazioni tra i personaggi. La cosa non mi dà affatto fastidio, sia chiaro, ma l’approccio è evidentemente identico a quello del telefilm, quindi non capisco le basi della critica.
SHANE
Nella serie tv, Shane è antagonista quasi più degli zombie. Nel fumetto no. Su carta, Shane muore ben prima che i nostri raggiungano la fattoria, ucciso anche lì da Carl, che però gli spara quando ancora è vivo e vegeto, per proteggere il padre. Nella serie, lo scontro tra Shane e Rick non è solo la sfida tra due uomini, ma la lotta tra due interi sistemi di pensiero, tra due filosofie di vita. Da una parte il tentativo di Rick di mantenere in essere una forma di “civiltà”, dall’altra la convinzione di Shane di doversi adattare a un mondo che di civile non ha più niente. Uno scontro che, unito alle vicende personali dei due (la storia di Shane con Lori, il bambino in arrivo ecc) crea quella tensione emotiva e intellettuale che tutti conosciamo. Nel fumetto non c’è nulla di tutto ciò. Shane è andato a letto con Lori, che se n’è subito pentita, e ora è incazzato con Rick che gli ha rubato un posto che credeva ormai suo. Ma questa incazzatura si sviluppa nell’arco di poche pagine, al termine delle quali uno Shane in lacrime (in lacrime!) tenta di uccidere Rick, salvo incontrare la pistola di Carl. Insomma, nel fumetto Shane è più che altro un ex amico che esce fuori di testa, e che alla fine risulta un frignone schizzato senza granché da dire. Tanto più che tutte le sue scelte sono sbagliate, mentre quelle di Rick appaiono sempre giuste. Proviamo pietà per Shane, ma poco altro. Ancora una volta: per uno che legge il fumetto senza aver visto la serie, è un passaggio bello potente, che trasmette la disperazione e la rovina (anche mentale) del mondo in cui i personaggi si muovono. Ma visto lo sviluppo che quello stesso personaggio ha avuto nel telefilm, i pregi del fumetto sembrano impallidire. Se poi considerate che Shane muore prima che si sappia della gravidanza di Lori, ecco che un altro potenziale fattore di scontro e tensione viene bellamente eliminato.
Ultima nota: Carl uccide un uomo vivo, invece che uno zombie, ma la cosa sembra avere su di lui un effetto psicologico pari a zero. Si candida a futuro ispettore Callaghan.
HERSHEL, LA FATTORIA E SOPHIA
Varie differenze tra la fattoria televisiva e quella disegnata che, fin dove ho letto io, è forse la cosa migliore del fumetto. L’Hershel di carta è meno religioso e inizialmente più ospitale rispetto alla controparte in carne e ossa, e diventa più gelido e protezionista (mi si passi il termine) solo quando gli zombie del granaio escono e uccidono i suoi figli (dettaglio non presente nel telefilm). Lo sviluppo di questa parentesi campagnola è efficace nel fumetto, e introduce finalmente qualche riflessione di respiro più ampio, ma perde clamorosamente nel confronto con la serie tv per diversi motivi: prima di tutto Sophia non scompare nel fumetto, quindi non torna sotto forma di zombie nel granaio. Una scena potentissima nel telefilm, che nel fumetto non è sostituita con nulla di lontanamente paragonabile. Ma soprattutto, un errore ridicolo del fumetto è quello di far accettare di buon grado da parte di Rick e soci (salvo una paginetta di litigio) la decisione di Hershel di mandarli via. E’ completamente assurdo che questi poveri disgraziati, ben consci di andare incontro a una morte molto probabile, accettino “per cortesia” di lasciare la fattoria, senza che nessuno – almeno uno, sant’Iddio – avanzi la proposta di restare nonostante la volontà dell’anziano veterinario. Nel telefilm nessuno di sogna di abbandonare la fattoria, Shane propone più di una volta (parlando con Andrea ad esempio) di prenderla con la forza, mentre Rick cerca di temporeggiare. Ma nessuno si azzarda a dire “ok Hershel, lontano da qui probabilmente moriremo, ma è giusto che tu ti goda la tua privacy”.
Ovviamente, la serie deve costringere i nostri a lasciare la fattoria, e lo fa nel modo più semplice ed efficace possibile: un bell’attacco di zombie, e tutti devono fuggire. Ci voleva tanto?
LORI
Uno dei personaggi più controversi della serie, a tratti anche parecchio irritante. Il suo ruolo nel fumetto è grossomodo lo stesso, anche se, come detto, la questione della sua storia con Shane è meno ossessiva: c’è senso di colpa, ma non la reale consapevolezza di essere stata pronta a iniziare una nuova vita con un uomo diverso dal marito; non c’è il sottile (neanche troppo sottile) suggerimento a Rick di uccidere Shane (e come potrebbe esserci, visto che Shane dà di matto quasi subito), non c’è la donna combattiva, per quanto spesso fastidiosa, che se ne fotte degli ordini per correre in aiuto dei suoi cari. Sta lì, si arrabbia quando Shane picchia il marito, e per il resto snocciola qualche domanda esistenziale e nulla più. Dice immediatamente a tutti della gravidanza – ovvio, non c’è più in giro Shane, perché dovrebbe nasconderlo? – mentre nella serie il mantenimento del segreto riesce a creare molta più suspense, anche se è evidente che la scelta sia stata fatta solo allo scopo di mettere più carne al fuoco e allungare il brodo. Insomma, un personaggio comunque importante, ma molto meno interessante rispetto al telefilm.
ANDREA
Nel fumetto, almeno fin dove ho letto io, Andrea è un personaggio abbastanza diverso e francamente meno significativo. Al di là della sua interessante storia d’amore con Dale (che nella serie è più un rapporto padre-figlia), ha un reazione davvero troppo rapida alla morte della sorella: le spara appena dopo l’ultimo respiro, per evitare che diventi zombie (almeno in tv c’è un minimo di dubbio!). E poi manca tutta la questione della volontà di suicidio, che nella serie sarà pure tirata troppo per le lunghe, ma che almeno dà al personaggio uno spessore molto maggiore, e rende ancor più significativa la sua trasformazione in combattente coi controcoglioni.
MORGAN E DUANE
Ve li ricordate? Sono i due personaggi, padre e figlioletto, che Rick incontra poco dopo essere uscito dall’ospedale, i primi due sopravvisuti in cui il nostro protagonista si imbatte prima di dirigersi verso Atlanta. Anche nel fumetto spariscono quasi subito (non so se torneranno, no spoiler grazie), ma mentre su carta sono personaggi realmente di contorno, che danno solo una prima, vaga idea del mondo andato a puttane (peraltro inanellando un dialogo banale dietro l’altro), nella serie avevano un episodio tutto loro, che introduceva la questione della madre. Ricordate? La moglie di Morgan era stata zombiezzata, e il marito cercava il coraggio di spararle mentre si aggirava intorno a casa loro, per dare a lei, ma soprattutto a sè e al figlio, una qualche forma di pace. Quella vicenda, così umana e commovente, era uno degli elementi che hanno fatto la fortuna del pilot, di una potenza palpabile. Ovviamente, ancora una volta, nel fumetto non ve n’è traccia, e Morgan e Duane se ne stanno solo lì a parlottare con Rick, dandogli qualche informazione sulla catastrofe e insegnandogli qualche piccolo trucchetto. Utili, ma subito dimenticati.
CARL
Nel fumetto, Carl sembra più piccolo rispetto alla serie (dice di avere sette anni, un po’ meno rispetto a Chandler Riggs). Fa un po’ meno cose, si esprime di meno, uccide Shane ma, come detto, sembra non subirne alcuna conseguenza. Ma anche lui dà il suo contributo alla sfida, ovviamente a favore della serie: in tv viene colpito dalla pallottola di Otis al termine di una scena breve ma molto intensa, in cui la visione di un bellissimo cervo sembra presagire una nuova speranza per i protagonisti, subito spenta dallo sparo e dal rischio di morte. Nel fumetto, invece, Carl viene colpito così, dal nulla, senza alcun guizzo creativo che non sia appunto la scelta dello sparo. E Otis si giustifica dicendo che credeva fossero zombie: come se non si riuscisse a dinstinguere un vivo da un non-morto. Almeno nella serie dicono che stava cercando di sparare al cervo, che gli copriva la visuale sul ragazzo: molto più credibile.
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RICK
Per ultimo Rick, il protagonista, anche se qualcosa su di lui si è già capito. Indubbiamente, anche nel fumetto è un personaggio forte e carismatico, e in questo senso è un eroe “giusto” per un prodotto del genere. Ma è assai più piatto e stereotipato, perché è da subito il buono, da subito quello che tutti seguono, da subito quello che prende le decisioni giuste. Poche domande su di sè e sul proprio futuro, pochi dubbi, poche conseguenze ai traumi che subisce (sempre in relazione al telefilm, sia chiaro). Non so cosa succederà oltre nel fumetto, ma finora il Rick della serie è assai più completo e a tutto tondo, molto più umano e comprensibile, più eroe e meno supereroe.
QUELLO CHE NON C’E’
La serie ha aggiunto molti elementi alla storia del fumetto, ma ha anche tenuto fuori diverse cose. Su carta Rick incontra un numero maggiore di personaggi e vede posti diversi, come il piccolo villaggio che sembra tanto caruccio e sicuro e poi si rivela pieno di zombie. Ma allo stesso tempo non raggiunge il centro di ricerca del finale della prima stagione (che, come detto, per me è uno dei momenti più deboli e buttati lì di tutta la serie).
C’è ad esempio il personaggio di Tyreese, nuovo compagno di Rick dopo la morte di Shane, che si porta dietro la figlia Julie e il fidanzato di lei, Chris. Sono buoni personaggi, tutto sommato, che entrano bene nel tessuto della storia e nelle dinamiche tra i personaggi. Anche se Tyreese si innamora ricambiato di Carol nel giro di tre-vignette-tre (Carol, che su carta è ben più giovane, ne esce come una ninfomane). Ma la cosa che si nota è che questi personaggi si sono resi necessari per il vuoto lasciato dalla morte di Shane, vuoto che non aveva senso di essere creato, viste le potenzialità che il personaggio portava con sè.
CONCLUSIONI (col titolo, come nei temi a scuola)
Basta basta, non andiamo oltre, che il Villa mi fucila. Non ho neanche parlato di Glenn e Maggie, ma vabbe’.
Insomma, mi pare ormai chiaro: gli autori del fumetto hanno inventato un’ottima storia, popolandola di personaggi ad altissimo potenziale. Che non è mica roba da poco, tanto da garantirgli un gran successo e premi vari. Ma c’è voluta la produzione televisiva di AMC, con nuovi autori affiancati ai vecchi e nuove e più potenti modalità espressive, perché quel potenziale venisse sfruttato appieno, come forse non era nemmeno ipotizzabile durante la lettura degli albi. Il telefilm è una sorta di versione 2.0, un miglioramento largamento debitore del passato, ma pur sempre un miglioramento, e questo senza nulla togliere alle molte scene ben orchestrate, che non ho analizzato nel dettaglio non per sordida volontà di mostrare solo i difetti, ma perché comunque anche le migliori scene non appaiono superiori alla loro controparte televisiva.
Come vi dicevo, non sono andato oltre il dodicesimo volume, non posso escludere che il livello si alzi. Anzi, ne sono abbastanza convinto, vedendo quanto i futuri personaggi sono stati apprezzati dal pubblico e dalla critica. Né posso escludere che alcune considerazioni fatte più sopra vadano a scontrarsi con sviluppi che al momento non conosco.
Ma per ora, a parità di storia raccontata, non c’è paragone. Anche se è nell’ordine naturale delle cose che i veri appassionati di fumetti, adoratori della versione originale, possano istintivamente storcere il naso. E’ la cosa più comune del mondo, nel passaggio da un medium all’altro (si pensi a quante volte consideriamo un romanzo superiore al film che ne è stato tratto, anche se quel film è unanimente considerato un capolavoro).
Ma per i serialminder che non stravedono per i comics, e in generale per chi ha iniziato prima la serie, il mio consiglio è questo: se eravate interessati al fumetto ma avevate paura di spoilerarvi troppo la serie, tenete duro fino all’autunno, non vale la pena di rovinarsi la sorpresa.
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Comments (12)
sai castelli, all’inizio sei quasi riuscito nel tuo intento.
mentre leggevo l’intro e le prime parti ero schiacciato, scoraggiato dalla mole di fregnacce in esso contenute, e sconfitto ho seriamente pensato di lasciarmi andare, di rimanere a guardare, con la flebile speranza che qualcun altro più coraggioso di me si alzasse in piedi e, pieno di rabbia e di passione, si stagliasse sul campo ad urlare ai nostri nemici che con la loro propaganda di regime POSSONO TOGLIERCI LA VITA, MA NON CI TOGLIERANNO MAI LA NOSTRA LIBERTA’!
ma poi mi sono reso conto che questo è il mio fardello, è la battaglia per la mia libertà, e che l’intero panorama zombesco conta su di me per non fare la triste fine di twilight, essere dimenticato dietro ad una porcata di clamoroso successo.
Spranga per bene il barbacane castelli, che a sto giro venderò cara la pelle.
Ma sai flesh, ho raggiunto un certo livello di serenità su tutta la questione. Settimana scorsa ero assolutamente certo del valore di The Walking Dead, ma non posso negare che i (tuoi, vostri) riferimenti accorati a cose che conoscevo poco (il cinema horror classico) o per niente (il fumetto di TWD), mi lasciavano sempre il dubbio. Vuoi vedere, mi chiedevo, che il fumetto è davvero così superiore, che anch’io la vedrei nello stesso modo se lo leggessi? Son domande che fanno venire grossi dubbi.
Il cinema horror classico non l’ho recuperato (temo sarebbe un’operazione un po’ troppo lunga per un solo week end!) ma il fumetto, quello sì, l’ho letto. E vedere quanto fosse palese la sua inferiorità rispetto alla serie, a volte così evidente da farmi sorridere, mi ha dato una maggiore serenità d’animo. TWD è una serie splendida, che ha migliorato significativamente la già buona base di partenza. E’ un fatto più che evidente.
Premetto che non avendo visto ne il telefilm ne letto il fumetto il mio commento si riferisce solo a quello che ho letto quì.(E in un’altro sito che non nomino tanto lo conoscete di certo ;-))
In realtà mi ero goduta la lettura e non avrei avuto proprio niente da dire, le opinioni di Castelli divergono da quelle di Fleshcage e tanto mi basta per sapere che loro due non troveranno mai un punto di incontro sulla cosa. (E non devono manco trovarlo, ognuno si può tenere le sue idee vero?)
Però una piccola cosa mi suona curiosa. Questa parte di riassunto:
“Anche se Tyreese si innamora ricambiato di Carol nel giro di tre-vignette-tre (Carol, che su carta è ben più giovane, ne esce come una ninfomane)”
In teoria quì sono all’apocalisse, quanto è credibile che due che sono reciprocamente attratti stiano a tirarla per le lunghe quando domani potrebbero essere cibo per zombie?
No, cioè magari nel telefilm la hanno strutturata meglio e sono io che non ho capito l’obiezione di Castelli alla cosa, ma ha una sua logica il fatto che non stiano tanto a girarci intorno.
O no?
Evaporo!
No no, la tua obiezione, se non hai letto il fumetto ma solo… me, è giustissima. In realtà è assolutamente comprensibile che nascano dei nuovi amori, ed è comprensibile che succeda in fretta. Succede ad esempio con Glenn e Maggie, che come accade nella serie finiscono a letto insieme dopo pochissimo (che poi un “letto” non c’è mai, ma ci siamo capiti). Anzi, nel fumetto è pure più svelta, con lei che gli dice “scopiamo” tipo alla terza frase che scambiano. Ma in quel caso la cosa è divertente e creativa, molto coerente con l’ambiente in cui vivono.
Con gli altri due è diverso: non c’è un’idea creativa e un po’ ironica come per Glenn e Maggie, semplicemente si scambiano un’occhiata dolce (chiamamola così), una battuta, e poi c’è una sorta di flashforward in cui sono insieme. Quindi non è strano che accada, è che alla cosa non viene concesso niente più che tre vignette abbastanza banali, è per questo che suona un po’ troppo svelta, non per il fatto in sè che finiscano insieme appena conosciuti, quello ci sta.
:-)
Sì ci siamo capiti!
Finire a letto usando un letto vero in tempo di apocalisse non deve essere semplice.
Funzionano le lavatrici? Quando hanno fatto l’ultima volta il bucato? Saranno piene di germi? ;-)
Oh sono cose che danno da pensare eh. ;-)
Sì, pensieri del tipo che se si preoccupano dei germi con quello che hanno intorno… hanno bisogno di uno bravo!
:-D
Buona pasqua a tutti! Quale giorno migliore se non oggi per parlare di morti che risorgono :D?
Caro castelli, scusa se mi sono fatto attendere a lungo ma ho la giustificazione.
si perché, inizialmente almeno, ero partito con l’intenzione di scrivere ben altro che un misero post a te direttamente indirizzato, ma un piccolo saggio che oltre alla comparazione contenesse anche un’analisi ad ampio spettro del fenomeno zombi dalla sua “comparsa” ai giorni nostri.
Due pensieri mi hanno fermato: il primo è che le energie richieste da un lavoro di tale di tale portata sono troppe per essere sprecate pubblicandolo nei commenti di una rubrica;
il secondo è che leggendo e rileggendo soprattutto alcuni passaggi di questo ultimo articolo mi rendo conto che o stai trollando o non sei dotato della benché minima onestà intellettuale, ed in entrambi i casi non ritengo necessario premiarti con le mie fatiche.
Detto questo, procederò anche io punto per punto per dimostrarti che non hai capito un cazzo di quello che hai letto (se l’hai letto, perché ripeto, ci sono alcuni passaggi che mi hanno fatto seriamente dubitare).
IL VISIVO
i film in generale sono più coinvolgenti dei romanzi/fumetti da cui sono tratti perché coinvolgono più sensi.WRONG.
Soprattutto negli ultimi decenni, abbiamo avuto clamorosi esempi (Watchman/300/SinCity) di come una regia ed una fotografia che ricalcano il lavoro del fumettista generino un capolavoro stilistico.
Ad ogni modo il cinema nel corso degli anni ha sfornato capolavori su capolavori tratti da soggetti non originali (pensa castelli. la maggior parte di questi addirittura non aveva manco le figure dentro. Che roba eh!?), senza però ricalcarne precisamente la fonte, e sono comunque riusciti a lasciare il proprio segno nella storia del cinema, e sono così tanti che non vale nemmeno la pena citarli.
Queste pellicole dimostrano che a delle menti geniali e capaci, che non siano tenute al laccio da qualche bieco omuncolo del reparto marketing, basta un’oncia dell’idea originale per stendere le proprie pennellate in modo inaspettato e comunque magnifico.
Ci sono occasioni come questa però, in cui il prodotto pur funzionando in modo impeccabile su carta ed avendo un pubblico già assicurato (Fantastic Four/Dragonball Evolution/Batman&Robin/Ghost Rider/Dylan Dog/Catwoman), riesce ad essere così brutto e pacchiano non solo da risultare un fallimento come produzione a sé, ma addirittura a svilire l’opera da cui è tratto.
Il solo pensare che che il signor Kirkman stia contribuendo a distruggere dieci anni di sangue. sudore ed inchiostro solo per venderlo alla televisione, mi fa venir voglia di piangere.
ma suppongo che tutti abbiano un mutuo da pagare.
Quindi:
Servono necessariamente luci, musica e telecamera per creare un mito?
-NO.
Luci, musica e telecamera riescono sempre a rendere giustizia al mito?
-NO
Perché attraverso luci musica e telecamera il mito viene consacrato?
-Perchè, semplicemente, viene sdoganato alle masse.
ZOMBIE ED APOCALISSE
Una caratteristica assolutamente non trascurabile di ogni infezione zombie che si rispetti è il mondo civile che crolla su se stesso, causa ed allo stesso tempo effetto di praticamente tutte le avversità e gli accadimenti che investono i protagonisti del caso.
Ecco, il problema di The Walking Dead serie, non è SOLO che ci sono pochi zombi, e che questi pochi saltino fuori dal nulla esclusivamente quando serve falciare un personaggio o per giustificare un evento imprevisto, od ancora organizzare un’invasione a casaccio quando serve far spostare i personaggi da un luogo ad un altro. Zombi tra l’altro davvero atletici in alcune situazioni, che all’occorrenza non disdegnano il correre in mezzo ai boschi o lo scavalcare recinzioni.
Il problema è che non ci sono problemi. Sta gente è come se stesse in campeggio.
Più di dieci persone, tra cui bambini, non una che lamenti fame o sete.
O qualcuno che si preoccupi che le scorte stiano finendo o che sia impegnato nel fare qualcosa di utile che non sia minacciare, cospirare o correre dietro a qualcuno.
Nessuno che si lamenti del sonno disturbato, nessuno che rimpianga la mancanza di avere dei detersivi con cui lavare i propri vestiti.
E dire che i nostri nonni ci raccontavano della fame patita durante la guerra.
Davvero mi vogliono far credere che in un mondo bloccato dove i morti camminano sia un fattore di secondaria importanza?
e poi i mezzi di trasporto? perché ottimizzare consumi e spazio spostandosi tutti assieme in un camper, quando la benzina non è un problema?
Andiamo piuttosto in giro con il nostro bel chopper.
E questo solo sulla strada, perché sotto alla fattoria di hershel c’è una cisterna pari a quella di un distributore di benzina, visto che riesce non solo a sostentare il frequente utilizzo di un’automobile (utilizzata durante spedizioni segrete nelle farmacie per recuperare preziosissimi ed indispensabili goldoni e test di gravidanza) ed allo stesso tempo di illuminare a giorno la casa tutte le notti, con tanto di gente in veranda a chiacchierare.
Ed una cambusa ugualmente grande, visto che riesce a sfamare una folla di ospiti oltre ai normali residenti, senza che nessuno batta ciglio.
No no, non sono gli zombi a mancare a questa serie, è la logica.
Tra tutti gli aspetti che si sono dovuti necessariamente limare per rendere il protoddo tv più appetibile agli appassionati di sex and the city, l’atmosfera di angoscia schiacciante generata dal semplice sopravvivere è sicuramente quello che ha maggiormente mostrato il fianco, e poco importa che abbiano cercato di porvi soluzione restringendo clamorosamente le tempistiche, visto che i nostri beniamini l’inverno non l’han visto nemmeno di striscio, e considerato il periodo in cui stanno girando la terza stagione, non lo vedranno ancora per almeno un’altra stagione (che vivano sullo stesso pianeta del trono di spade?).
DIALOGHI
Il comic book di The Walking Dead ha un brutto vizio.
Per quanto la situazione (zombie outbreak) lo conceda, cerca di essere il più verosimile possibile.
Forse dalle tue parti si usa in modo diverso, ma nel mondo reale, la gente si comporta in modo diverso da come si vede alla tivvù. Le frasi ad effetto alla clint eastwood sono poche e vanno usate con cautela, perché di solito rischi di far torto a qualcuno, e di pigliarti anche qualche ceffone. I dialoghi che tu reputi memorabili, quelli in cui personaggi con facce attonite che si urlano addosso frasi imbarazzanti il resto del mondo li chiama torpiloqui. le persone vere non lo fanno, primo perché nessuno è così stupido da dire certe cose, secondo perché nessuno si impegna attivamente per creare dei malintesi o per essere frainteso, cose che sono benzina invece, per un teenage-drama da quattro soldi.
Insomma, in fin dei conti stiamo parlando di persone che, soprattutto agli inizi, si conoscono ben poco, e nonostante abbiano spesso opinioni ed idee differenti di tali situazioni, sono costrette a metterle da parte od a condividerle solo con chi hanno un rapporto di confidenza (ad esempio le coppie sposate), per far fronte al bisogno incombente di tener unito il gruppo.
Come già detto, ricordiamoci che stiamo parlando di SOPRAVVISSUTI, che vivono di espedienti giorno per giorno, persone spaventate, sull’orlo di una crisi di nervi ed affamate.
In una situazione del genere melodrammi tragicomici alla “oddio lo amo ma non so come dirglielo” oppure l’esilarante colloquio tra lori ed andrea riguardo la ripartizione del lavoro tra uomini e donne, così novecentesco che boardwalk empire gli fa una sega, sono davvero credibili, ma anche solo tollerabili? Tutte le sere scoppiano risse per ben meno, nel caldo tepore dei pub in centrocittà.
Al mondo reale mancano anche un’altra cosa: gli SPIEGONI.
Non c’è voiceover, né una regia che decide quando è il momento giusto di staccare e far partire un flashback per farci capire come e cosa ha vissuto quella persona e farci fare un’idea di cosa gli stia passando per la testa in quel momento, lo possiamo intuire solo da quello che fà e quello che dice.
Con toni decisamente più eleganti e sobri, il fumetto ci racconta del trascorso fra lori e shane menzionandolo in un’unica occasione, durante un imbarazzatissimo scambio di battute tra i due senza nemmeno uno sguardo in volto, in cui si fa un vago riferimento a “quella notte sull’autostrada”.
Dave, che tu descrivi come il peggior dei Capitan Ovvio, essendo una persona di natura sospettosa ed osservatrice, come avrà modo di dimostrare più avanti, cerca di mettere in guardia rick addirittura già dalla prima mattina dopo il suo arrivo al campo. lo intercetta all’interno del camper e gli dice testuali:
“Senti, io con questo non voglio creare nessun polverone, e tutto ciò non ha nulla a che vedere con tua moglie, non ha fatto altro che parlare di te quando non c’eri, era preoccupata. Si sentiva male per averti abbandonato. Ma quello shane… è un brav’uomo, si è preso cura di lei.. ma non è contento che tu sia tornato. Le tiene puntati gli occhi addosso fin da quando li ho incontrati, non mi fiderei ad averlo attorno a mia moglie”.
Il fiducioso rick naturalmente ringrazia e lo liquida come un vecchietto isterico. Alla faccia del dialogo superfluo e mal posizionato.
Hai mai provato a pensare castelli, che forse se l’hai trovato tanto ovvio, è perché nella serie appena qualcuno gira la testa quelli si imboscano a chiavare come pazzi?
Clamorosi errori:
-ti confondi tra quello che viene scritto e quello che ancora non dovresti sapere, e pretendi che i personaggi agiscano in conseguenza del tuo occhio onnisciente
-pensare che una grossolana scopata nel bosco infestato di morti viventi abbia senso logico ed aggiunga qualcosa ai fini della storia non ti dà certo credito come opinionista.
I PERSONAGGI
Fiore all’occhiello del fumetto, sono (quasi) tutti memorabili, e per quasi DIECI ANNI di pubblicazione riescono a non stancare ed a mantenere una credibilità, pur riuscendo tuttora a stupire. Questo perché agiscono in modo plausibile e pensano in modo naturale e non esclusivamente asservito ai fini della trama, parlandosi senza fronzoli e segreti di pulcinella né improbabili isterismi adolescenziali.
SHANE
Nella serie tv, shane viene totalmente travisato ed appare semplicemente un imbecille sociopatico.
Pur essendo un poliziotto dimostra fin da subito di non aver aclun principio morale, di saltare alle conclusioni e di preferire la violenza alla logica.
Dopo essere stato rimbalzato più volte da lori (dipinta come una zoccola golosa di randello,
che non disdegna di delegare la custodia del figlio a chiunque altro per farsi una sveltina dietro l’angolo), perde totalmente il senno e comincia ad agire totalmente a caso.
Quando non confida il pressante desiderio di abbandonare il gruppo a qualcuno, si adopera per distruggerlo, uccidendo membri di esso e minacciando e cospirando contro i rimanenti.
Proprio il povero dale infatti, affetto da una permanente paresi facciale, è colui che riceve la confessione dell’ormai psicotico shane, ma una volta venuto a sapere che nel gruppo si aggira una mina vagante pronta ad esplodere, fa tesoro di questo suo segreto (che si porterà nella tomba) invece che avvertire del pericolo le persone che gli stanno attorno.
Senza alcun più nessun freno quindi, shane decide che è arrivata l’ora di eliminare il proprio rivale in amore e sanità mentale, e quindi progetta gli progetta un bel trappolone.
Ovviamente fallisce nei suoi intenti, e viene ammazzato prima da padre e dopo da figlio.
Il capitolo che contiene le vicende in cui shane è protagonista si chiama Days Gone Bye (letteralmente Giorni Andati Addio), e gli eventi che ci mostra servono sia ad introdurre i personaggi, sia a creare quell’atmosfera angosciante e drammatica che nel corso della storia si andrà a gonfiare all’infinito, ed a farci capire che guardare indietro non è più un opzione.
Si perché, la morte di shane rappresenta per tutti un limpidissimo messaggio, che il vecchio mondo è morto con lui. Si perché, il punto della diatriba tra rick e shane è ben meno sterile del cercare una bambina dispersa da settimane in un bosco pieno di zombi. A differenza di rick, che sembra fin da subito avere già le idee abbastanza chiare, shane è fermamente ostile all’idea di spostare il campo base ed esplorare la zona circostante in cerca di un rifugio più accogliente e difendibile, perché è fermamente convinto che il governo presto, prestissimo, invierà delle truppe a rastrellare i superstiti, e spostarsi dai confini di atlanta per addentrarsi nelle campagne significa non essere salvati affatto. A rick però non piace essere così vicino ad una metropoli infestata di mostri mangiacarne, e si preoccupa per l’incombente avvicinarsi dell’inverno. Eh sì, perché a dispetto di quello che scrive l’inattendibile castelli, di tempo per arrivare all’esaurimento nervoso shane ne ha a palate, tanto che possiamo vederne il trascorrerne osservando l’abbigliamento dei personaggi, che passano da magliettine a mezza manica a felponi e coperte per sopravvivere al gelo delle nevicate (geniale discussione tra rick e dale in cui si decide di “saltare” il natale per un anno, così da evitare di dover agitare ulteriormente i bambini, altro dialogo che sicuramente castelli ha mancato). Nel corso delle settimane, shane si oppone con tutte le sue forze allo spostarsi dalla collinetta, nonostante la gente cominci a lamentarsi e a dare segni di malnutrizione, perché le bestie si sono ormai ritirate nelle tane e la zona periferica della città è ormai prosciugata dai continui raid di glen, e le temperature stiano diventando proibitive.
Poi inaspettatamente una sera, durante il solito raduno al focolare, l’assalto.
La conta dei morti è alta, e shane è sull’orlo del precipizio, e venir messo alle strette pubblicamente la mattina successiva è davvero troppo per la mente di shane, che crolla sotto il peso della paura, dai sensi di colpa e soprattutto dall’orgoglio profondamente ferito dalla consapevolezza di aver perso definitivamente la corsa alla leadership del gruppo, incoronando automaticamente rick come il più adatto, quel maledetto rick tutto sorrisi, rispettato da tutti, lodato marito e padre di una famiglia che per un soffio avrebbe potuto essere la sua, invece.
Tutto questo è troppo per shane, che in un pianto isterico punta la sua arma contro all’ex collega ed amico, forse per fare fuoco, forse no, ma poco importa visto che un colpo sparato da carl, terrorizzato ed in lacrime per le minacce fatte al suo papà (buffo il lamentarsi di un impatto psicologico pari a zero, poche righe sotto al link di un’immagine in cui carl compare in preda al panico ed alla disperazione!), gli squarcia il collo.
Viene così seppellita assieme ad un uomo tormentato anche la speranza che il mondo possa tornare quello di una volta, quello dove c’è qualcuno che arriva a salvarti e dove i bambini possono permettersi di vivere un’infanzia felice senza dover uccidere per difendere i propri genitori, con una lori che si attarda sulla tomba solo per sputarci sopra.
Questa castelli è la prima volta in cui ho cominciato seriamente a dubitare delle tue parole, perché secondo me una persona intelligente non può né venirmi a dire che shane è matto da subito, facendo finta di non accorgersi che passa più tempo dall’arrivo di rick al campo all’abbandono dello stesso nel fumetto che dall’arrivo al campo di rick alla scoperta della prigione nella serie;
ne non accorgersi che la morte del personaggio di shane non è solo un evento tragico ma rappresenza anche un ultimo saluto alla vita quotidiana precedente all’apocalisse, quando lo stesso capitolo si chiama Days Gone Bye.
HERSHEL, LA FATTORIA E SOPHIA
Quasi totalmente differente l’approccio alla storyline della fattoria tra il fumetto e la serie, visto che nel caso del fumetto questa (complice anche l’inverno) viene rappresentata un po’ come zona franca, in cui tutti i personaggi hanno occasione di rilassarsi, raccogliere le idee e trarre ognuno le proprie conclusioni dalle esperienze effettuate, mentre nella serie diventa l’epicentro di una sequela improbabile ed illogica di cazzate in cui tutti si azzuffano con tutti e tutti prendono decisioni per conto di tutti.
Cominciamo con lo spiegare il perché un veterinario invece che posserere un ambulatorio dovrebbe avere una fattoria.
E’ semplice, perché nel fumetto hershel è un semplice contadino.
La supercazzola clamorosa col proiettile del cervo che poi si frammenta e scappella a destra ha generato ovviamente la necessità di dover fornire qualche nozione di medicina al povero hershel per dare un alone di credibilità al tutto, e con la scusa allunghiamo di un paio di puntate per recuperare materiale medico e far diventare shane il cattivo dell’anno.
Poi se uno è scemo abbastanza da ritenere più convincente che per caso, un herd (le folle di zombie che si muovono in branco) trascinato da un elicottero arrivi alla fattoria rimasta santuario per mesi, che delle persone (ancora) normali decidano con (ancora) quel poco di civiltà rimasta decidano democraticamente di dividersi prima di spararsi a vicenda?
Tralasciando gli splendidi spunti comici che offre la puntata finale, da hershel unlimited ammo, alla povera andrea lasciata a piedi a due metri di distanza, alla fantastica mortel del figlio di hershel ed il conseguente abbandono del camper (seriously :D?), mi vuoi davvero far credere caro castelli, mi vuoi daffero far credere che se quelle stesse persone che giudicano rick e lo marchiano come assassino (inclusi la moglie ed il figlio) esclusivamente per aver ammazzato il public enemy n.1, avessero preso con la forza la fattoria, magari facendoci scappare il morto, l’avresti ritenuto credibile? è una domanda retorica, ovviamente, non mi aspetto il benché minimo guizzo di intelligenza da te ormai :P
E quanto alla povera sophia, personaggio sacrificato sull’altare dell’insensatezza nelle prime puntate della serie. Potrei fare lo stesso gioco che piace tanto a te, e stare qua a cantarmela ed a suonarmela e dire che nel contesto credibile del fumetto ad una bambina inseguita dagli zombi nel bosco non le si corre dietro solo per poi lasciarla sotto una radice vicino ad un fiume, perché gli zombi sono lenti, e basta veramente poco per seminarli, e male che vada con una legnata o sassata in testa vanno giù, facendo finta di non sapere che a differenza di quelli di inchiostro i bambini delle serie tv crescono, ed è difficile incastrarli in brevi storie, quindi prima li fai sparire meglio è.
Ma per non sparare sulla croce rossa non mi dilungherò sugli imbarazzantissimi eventi nonsense della fattoria.
LORI
Uno dei personaggi più idioti della serie, non riesce a fare un discorso che duri più di due minuti senza contraddirsi almeno tre volte, e passa generalmente parte del suo tempo a fare la puttana flirtando con uno psicotico ed a sottoporre il marito a vilipendio.
Il quello che rimane, lo sfrutta occasionalmente abbandonando il figlioletto a se stesso per concedersi momenti di riflessione in cui ingurgita/vomita pillole od intrattiene le altre donne del gruppo con proverbiali frasoni degni del bar sport.
Per carità, neanche nel fumetto lori è un personaggio facilmente digeribile, ma in fin dei conti è semplicemente una madre molto, molto apprensiva e generalmente una donna molto, molto, molto acida.
Evidentemente a corto di cazzate, accusi il personaggio di essere immobilista, che non combatte per i suoi cari ma che sta a guardare, e semplicemente si arrabbia quando shane tira un pugno a rick, quando invece difende suo marito con le unghie, letteralmente, piantandole sul volto dell’assalitore.
Cosa ti aspettavi dovesse fare? Mozzargli la testa con una mannaia?
Una sera, una volta resasi conto di non essere semplicemente solo in balia di un ciclo molto irregolare, chiama da parte rick e gli annuncia di essere incinta, poi si avvicina al gruppo e lo annuncia pubblicamente a tutti. Forse sono l’unico, ma una gravidanza non mi sembra affatto motivo né di suspance né di segretezza. Paradossale che nella serie tv il “padre” sia invece l’ultimo a venirlo a sapere dopo giorni e giorni di mormorii da parte degli altri membri del guppo. Insomma, ancora una volta, secondo il buon castelli, un personaggio perfettamente logico ed (ancora) perde messo a confronto con uno così insensato che a tratti risulta anche comico.
ANDREA
Ovviamente castelli ritiene il personaggio di andrea molto meno incisivo nel fumetto semplicemente perché non folle oltre ogni limite.
Spacchiamo pure il capello in quattro discutendo di qual’è l’ammontare di tempo ritenuto corretto che una persona debba aspettare dopo aver visto sua sorella morire tra le braccia per spararle e fare in modo che non si rialzi. Un minuto sarà accettabile? Tre? Dieci? Quattro ore?
Solo il guru castelli lo sà.
Esattamente come il motivo per cui il lamentarsi di non essersi riuscita a suicidare dovrebbe giustificare la trasformazione di una persona in un “combattente coi controcoglioni”.
Non per essere cinico, ma che io sappia le persone che tentano il suicidio generalmente l’unica cosa in cui riescono a trasformarsi sono in cadaveri, perché prima o poi ci riescono ad ammazzarsi.
CARL
Ecco che castelli torna ad incensare biechi escamotage, che nella sua mente diventano guizzi creativi, improvvisandosi anche psicopedagogo dichiarando chiaro e tondo che, nonostante probabilmente il padre e la madre compongano l’85% di tutto quello che conta al mondo per un ragazzino di 7 anni, è innaturale che egli non si flagelli con un cilicio per aver salvato il padre da una probabile fine prematura.
Ah poi, certo, quel bellissimo cervo, a cui sembrano preferire fare le carezze che cucinarselo, appena fuori dal boschetto di fianco all’autostrada, quello di fianco alla chiesa deserta con le campane che suonano a ruota (gli herd seguono il rumore degli elicotteri e non quello delle campane? dannati zombi mangiapreti!) dopo il fantastico siparietto di rick che come don camillo parla a voce alta con la croce.
Ok, ragioniamo con ordine:
considerata l’altezza media di un cervo e quella di un bambino di 7/10 anni, a meno che io non stia sparando da un’altezza e distanza considerevoli (tipo dal terzo piano di un palazzo per 20 metri di distanza) per colpire lo stomaco di un ragazzino dietro ad un cervo, dovrei sparare tra le gambe di quest’ultimo. Sulla credibilità della storia del proiettile frammentato non mi dilungherò neanche.
Carl è un personaggio parecchio centrale nel corso della storia di tutto il fumetto, è stato protagonista dei momenti più intensi (ma veramente intensi, non come un bambine che fa caro caro ad un cervo) che ci sono stati nei dieci anni di pubblicazione, momenti che probabilmente non vedrete mai visto l’andazzo da sit-com che ha preso questa serie, ed è un peccato che ce la stiano mettendo tutta a farlo apparire sia stupido che debole.
RICK
Se la completezza di un personaggio con delle zone d’ombra ben delineate si raggiunge in un isterico sbottò con un discorso che non si sognerebbe di fare neanche mussolini allora gli sceneggiatori di breaking bad sono topo gigio. Sono curioso del sapere in che modo questo rick televisivo appare tanto profondo, perché a me invece sembra tanto un essere meschino messo lì semplicemente per essere insultato a turno più o meno da tutti, moglie e figlio compresi, che come ringraziamento all’essere sopravvissuto alla trappola di uno psicotico assassino di cui subiva le angherie da settimane lo trattano come se fosse il peggior dei serial killer.
Ti sembra un personaggio tormentato perché ammazza due pirla in un bar?
A me sembra approssimativo, tant’è che su di lui a questo stadio non trovo praticamente niente di interessante da dire. sicuramente uno dei personaggi meno sviluppati della serie, assieme all’inutile carol ed al pateticamente invisibile T-DOG.
ma forse io posso giudicarlo tale perché ho le basi su cui fare un confronto, e la possibilità di comprendere perché “certi discorsi” sono stati fatti adesso piuttosto che dopo.
QUELLO CHE NON C’E’ (E NON CI SARA’)
Nella serie televisiva mancano davvero molti personaggi, ed alcuni che invece sono presenti sono ridotti a macchiette, ed altri ancora sono stati inventati di sana pianta.
Questo perché The Walking Dead esce dal frullatore del piccolo schermo con il pessimo risultato di horror per famiglie, ed i temi toccati dal fumetto da cui è tratto sono quanto di peggio che la mente umana possa pensare, quasi ogni suo numero è un pugno nello stomaco del lettore.
A queste cose si è preferito rimpiazzare problemucci legati alla vita quotidiana, niente di alieno al mondo in cui viviamo, probabilmente anche per dare la possibilità (per quanto idiota e deleterio) agli spettatori di immedesimarsi coi personaggi. Ed ecco che tutto diventa puccioso, con gente che si chiede se dire o no ti amo alla fidanzatina, gente che parla di onore manco fossimo nella sicilia del 900, e gente che in piena apocalisse per capire se è incinta si reca in farmacia a prendere il test di gravidanza.
Così andrea non si innamora di un uovo più vecchio, meglio farsi l’assassino, che non è tabù,
così carol diventa una donna attempata, e quindi slegata da qualsiasi possibile evoluzione sentimentale che avrebbe potuto toccare dei tabù, così ti inserisco un personaggio nero anche se onestamente non ho molto da dire a riguardo, visto che lo metto lì per le racial quota e giustificare il personaggio razzista nelle prime puntate, che piace tanto a tanti americani anche se è tabù, e non possono dirlo.
Tyreese e i suoi due ragazzini, come anche allen ed i gemelli (ed onestamente avrei detto anche michonne ed il governatore) sono personaggi le cui storyline sono state considerate evidentemente troppo toccanti, macabre o scomode per finire sulla televisione, e quindi sono stati falciati, come alla fine della seconda serie sono stati grossolanamente falciati senza alcuna pietà e stile tutti quei personaggi considerati dagli sceneggiatori “loose ends”, quasi come se qualcuno avesse premuto il tasto Reset To Default.
CONCLUSIONI
Se riuscite ad ingoiare qualsiasi castelli sentenzi dal suo altissimo pulpito, continuate con la serie e siate felici.
Se appena appena sentite dello stridere dentro alla vostra testa quando i dialoghi si fanno troppo paradossali, gli eventi estremamente forzati, allora forse è giunta l’ora di passare al livello successivo.
Non sono abbastanza arrogante da riuscire a consigliare altro.
Questa discussione mi è stata di grande aiuto per capire che se certi prodotti hanno tanta presa nella mente di alcune persone, non vale assolutamente la pena nemmeno di contraddirle, figurarsi di cercare di spiegare il perché ed il percome quella data cosa avrebbe potuto essere migliore, perché difenderanno il loro giocattolo senza alcun riguardo, anche a scapito della propria immagine.
Quindi in definitiva sono contento per te caro castelli, e per tutti quelli che come te amano la serie di twd alla follia e non si fanno domande né storcono il naso, e questo mio ultimo messaggio l’ho considerato necessario solo per chiarire l’immane mole di cazzate che hai scritto su uno dei fumetti più magici di sempre, anche se non te ne faccio una colpa..
not everyone can be on the same page.
mi sembra di aver scritto abbastanza questa volta.
ciao e buona pasqua!
Ohhh, bravo flesh, un bel commentone dettagliato come mai ne avevi fatti prima, molto bene!
Poi ovviamente non potevi evitare di insultarmi personalmente per tutto il testo, ma è nella tua natura evidentemente, che dobbiamo fare… D’altronde sono io l’arrogante imbecille che parla dal pulpito e non mette mai in discussione le proprie opinioni.
Senza fare come prima (titoli ecc), sottolineo alcuni passaggi che hai scritto, e che mi fanno venire lo stesso dubbio tuo: cioè il fatto che tu non abbia visto la serie. E forse che non hai manco letto il fumetto.
-Tutta la pappardella che scrivi sul visivo e sul rapporto cinema-fumetto, e che peraltro condivido in larghissima parte, non c’entra nulla sull’analisi che io faccio del fumetto. Peraltro, il fumetto ha una regia abbastanza precisa (ovviamente), che spesso è di ispirazione dichiaratamente cinematografica. E’ con uno zoom, infatti, che veniamo a sapere dei pensieri reconditi di Shane. Quello che dico è che la regia del fumetto (di questo fumetto) è inferiore a quella della serie (di questa serie).
-Dici che “Una caratteristica assolutamente non trascurabile di ogni infezione zombie che si rispetti è il mondo civile che crolla su se stesso”. Verissimo, e infatti è quello che succede nella serie, come ho raccontato più e più volte. Peraltro, il problema delle risorse scarse è presentissimo nel telefilm, e infatti la fattoria di Hershel, che ha delle scorte e la possibilità di aumentarle, è vista come un mezzo paradiso. Poi alle questioni pratiche (benzina, cibo) vengono preferite le questioni psicologiche, e mi pare una scelta vincente. Anche perché se non passa così tanto tempo come nel fumetto, è normale che trovino ancora in giro un po’ di risorse. Sul fatto della presenza/assenza dell’inverno, si tratta di due scelte diverse, ma non trovo che una sia necessariamente inferiore all’altra. E’ normale, però, che il diverso approccio da questo punto di vista sposti il fuoco dell’attenzione su dettagli diversi.
-Sul fatto dei dialoghi, la questione della verosimiglianza lasciamola pure perdere. Qui c’è un mondo infestato dagli zombie, né io né te abbiamo idea di come reagirebbero dei normali americani. “In mille modi diversi” è probabilmente la risposta più probabile. Detto questo, a me non interessa avere ad ogni pagina una frasona alla ispettore Callaghan, non è questo. Ma non ho mai detto di volere “la realtà”, perché la realtà rischia di essere noiosa. E un fumetto, avendo meno spazio, deve assolutamente fare in modo di essere significativo SEMPRE. Sentire elenchi di “cose da fare”, o banali descrizioni di quello che già sto vedendo (tipo Dale) è spreco di spazio che poteva essere usato meglio.
-Shane è un personaggio completamente diverso tra fumetto e serie, e mi pare che su questo siamo d’accordo. Tu dici che nel fumetto lui ha tutto il tempo per farsi venire l’esaurimento nervoso. Vero, ma è tempo in qualche modo “non raccontato”. Cioè, è l’inverno, i mesi in cui i lettori non avevano niente da leggere, e sapevano che in qualche universo parallelo c’era Shane che rodeva. Di questa cosa non si ha un percezione reale leggendo il fumetto (probabilmente il fatto di aver letto questi albi tutti di fila non ha aiutato), per questo quando Shane si mette a frignare, suona esagerato. Perché di tempo della storia ne è passato tanto, ma di tempo del racconto è passato pochissimo.
-Hershel è un veterinario? Sì. E’ un espediente per fargli curare Carl? Sì. Poi viene spiegato perché si trova a dirigere una fattoria e non un ambulatorio? Sì, lo spiega lui stesso a Rick.
E allora di cosa stiamo parlando, scusa?
-Non mi convinci affatto sulla questione dell’abbandono della fattoria. Certo che è più verosimile che un gruppo di zombie segua un elicottero, piuttosto che i sopravvissuti lascino la fattoria. E’ completamente ASSURDO che vadano via da un rifugio potenzialmente sicuro praticamente senza battere ciglio. Se rileggi bene, non ho detto che dovevano per forza imbracciare le armi, ma è ridicolo che nessuno, nel fumetto, venga nemmeno sfiorato dall’idea. Pensaci: sei rimasto uno dei pochi essere umani sulla terra, sei in un gruppo infreddolito e affamato il cui unico desiderio è trovare un posto dove ricominciare a vivere. Lo trovi, quel posto, e l’unico problema è che c’è un tizio che ti dice “questa è casa mia, non ti ci voglio qui”. E tu te ne vai, praticamente subito, tornando a rischiare la vita tua e dei tuoi cari. Dai, è una colossale minchiata. E non parliamo di civiltà e umanità, che nella serie il tema è trattato diffusamente e ottimamente, nel fumetto la cosa è vagamente accennata qui e là.
-Sono forse più d’accordo con te sulla faccenda della gravidanza. E’ vero che nella situazione descritta dal fumetto è ragionevole che Lori lo dica subito a Rick e poi al resto del gruppo. Su questo ti do ragione. Ma nella serie Shane è ancora vivo, e il figlio può essere suo. Quindi è altrettanto ragionevole che Lori rimanga bloccata almeno per un paio di giorni. Senza Shane in giro son capaci tutti, molto comodo. Anche in questo caso, non contesto la coerenza del fumetto, dico che si è bruciato clamorose possibilità non raccontando cose invece potevano essere molto appassionanti.
-Su Andrea evidentemente si tratta proprio di opinioni. No, nemmeno il guru Castelli sa quanto deve passare prima che uno spari in testa alla sorella morta per evitare che diventi zombie. Il guru Castelli però ritiene che “mezzo secondo” sia un’elaborazione del lutto un po’ rapida. Magari sbaglio.
-Su Rick non dici niente, e ti capisco: il Rick del fumetto è talmente monolitico, che quello della serie è tutt’altro personaggio. E di ben altro spessore, peraltro.
-Mi trovi più d’accordo su certi movimenti di personaggi un po’ indotti da considerazione diciamo politiche. T-Dog è davvero un “nero perché doveva esserci un nero”. Mai detto che la serie fosse perfetta, in questo senso. Ma non credo che una rete come AMC, che ricordiamo manda in onda Breaking Bad e Man Men, si faccia problemi con una tizia che va a letto con uno più vecchio. Quindi si tratta semplicemente di scelte diverse, che peraltro nel corso della serie potrebbero essere modificate. Ovviamente non la faccenda-Dale, che è morto, ma magari spunterà Tyreese (finora inutile visto che c’era ancora tutta la faccenda Shane da portare avanti). Di sicuro spunteranno Michonne (l’abbiamo già vista) e il governatore, che sono successivi anche nel fumetto.
E siamo arrivati alla fine. Al contrario tuo e della tua boria infinita (voglio tranquillizzarti, di arroganza ne hai per entrambi), io trovo questo tipo di discussioni molto stimolanti, come spero possano trovarle anche gli altri lettori del blog. Se scoprissi che solo io e te leggiamo questi commenti, mi verrebbe un po’ male…
Quindi “vale assolutamente la pena di contraddirmi”, non tanto, o non solo, perché io possa cambiare idea (io non l’ho cambiata, continuo a difendere il mio giocattolino, ma non mi pare che abbia smesso di difendere il tuo, o mi sbaglio?), ma perché si possa dare a chi legge un’analisi quanto più approfondita e variegata possibile. Poi ognuno trarrà le sue conclusioni, e se molti useranno le tue parole come scusa per leggere il fumetto e per apprezzarlo, buon per loro.
Quindi puoi serenamente piantarla di accusarmi di non farmi domande o di non pormi questioni, visto che se non lo facessi non sarei qui a farmi insultare da te, che non è esattamente la mia idea di “pasquetta perfetta”.
Io sono d’accordo con Castelli. La serie tv permette di approfondire meglio situazioni e personaggi, come del resto avrebbe potuto farlo un romanzo… In un fumetto, per quanto bello possa essere, questa possibilità così ampia non c’è a priori. Concentrasi di più sulla psicologia e le relazioni dei personaggi non è un tentativo di trasformare in soap opera il racconto, ma è un modo per analizzare meglio il nodo centrale di entrambi i prodotti. Quale? Come conservare e gestire la propria umanità in un mondo che di civile non ha più nulla. Insomma, non si tratta di sopravvivenza fine a se stessa mangiare-dormire-pisciare-cagare, ma sopravvivere come esseri umani in un mondo desolato, cupo e saturo di morte. Negare che la serie televisiva riesca meglio ad analizzare questo aspetto, che è quello principale, beh… per me è negare l’evidenza. Poi si può stare qui per dei mesi a disquisire su alcune scelte stilistiche come personaggi fatti morire prima, altri dopo, altri che non esistevano in partenza, ecc… quelli possono anche essere soggettivi e a discrezione dei gusti di chi guarda/legge. Non starei troppo a lambiccare su questo. Per me l’unica vera grossa differenza è che la serie permette proprio di assaporare con più trasporto tutta la pricologia e la rete fitta di relazioni dei personaggi.
il fumetto è molto piu’ bello e andando avanti ti accorgerai che il personaggio piu’ ricco psicologicamente è proprio Carl, mentre Rick subisce una trasformazione psicologica notevole. In fin dei conti ti consiglio di leggerti il fumetto e prenderla come un’altra serie. Sembra davvero un’altra storia. :D
Ho letto sia le osservazioni di Castelli che quelle successive di flesh cage, oltre alla replica di Castelli. DEvo dire che leggendo Castelli inizialmente gli davo ragione, ma poi ho avuto la sensazione di un eccessivo accanimento denigratorio verso il fumetto. QUindi ho terminato la lettura del suo intervento pensando che avesse detto cose sensate, pur non essendo stato del tutto persuaso dalle sue argomentazioni. Questo perchè ritengo la serie tv un ottimo prodotto. Leggendo le osservazioni di Fleshcage devo dire che mi sono ritrovato in tutto quello che ha replicato (tranne gli insulti verso CAstelli, che a dir la verità proprio non capisco, visto che si sta discutendo di qualcosa che piace a tutti noi, loro compresi). Il fumetto è senza alcun dubbio un capolavoro. IN senso assoluto. La storia così come è stata concepita è originale e affronta il tema della dissoluzione dei valori sociali ed umani di fronte all’urgenza della sopravvivenza. Per cui tutti i personaggi gradualmente cambiano, lasciando emergere parti di sè oscure, terribili…Magnifico. E’ come se l’autore sfrondasse l’uomo di tutto quello che si è costruito culturalmente per migliaia di anni e lo riportasse ad una condizione primigenia, volta alla autoconservazione. Nel film questo aspetto è molto più difficile da rendere, proprio perchè immagini, musica e ritmi televisivi non lo consentono. Ritengo si tratti di due prodotti, quello televisivo e quello fumettistico, cosi’ diversi che non è proprio il caso di fare confronti. Ad entrambi imputo dei limiti: nel fumetto a mio giudizio i disegni non sono all’altezza dei dialoghi e della scenggiatura (immagino un magnus cosa avrebbe potuto fare). Vista la storia un disegno dalla linea pulita chiara, come quello della scuola franco-belga sarebbe stato inadatto. Ma quello del fumetto appare poco convincente, benchè il bianco e nero e la scarsa rifinitura siano perfetti come scelta.
Per il serial tv trovo dei limiti che sono abbastanza scontati (la stupidità dei personaggi che mettono a rischio la loro vita in condizioni in cui naturalmente dovrebbero essere sempre all’erta – e la prima puntata della terza serie lo dimostra, con Hershel che praticamente si offre allo zombi di turno) per mantenere la tensione di uno spettatore che vuole ritmi privi di pause. Ma è fisiologico sia così, perchè il film ha esigenze che il fumetto non ha ,avendo tempi molto diversi. Pertanto senza dilungarmi oltre (il concetto che volevo esprimere penso sia chiaro) concludo dicendo che il fumetto rimarrà come uno dei capolavori inarrivabili della letteratura disegnata. Il serial televisivo passerà alla storia come un fenomeno per gli ascolti e l’interesse suscitati (una storia di zombi, pazzesco), tanto da ottenere il plauso ammirato di uno del mesteire come SPielberg. Non osate togliermi uno dei due. Li trovo bellissim ientrambi ed entrambi giustamnete diversi. Mi auguro che nel serieal per la terza e quarta stagione la storia in t v sia molto diversa dal fumetto. saluti a tutti gli appassionati!!!!!
Ma de che state a parla’?!?!? Ma è così lampante che la serie sia mille volte meglio e che i contrari denominano solo un ansioso tentativo di imporre la propria supremazia perché nella vita si fanno la pipì sotto e perché la mancanza di palline li fa rintanare sotto le coperte o correre da mamma a piangere sotto la gonna!!!!! Caro Diego…….tanto di cappello a quello che hai scritto…
Ma quante cazzate hai scritto? Meno male che c’è fleshcage, così mi evito di rispondere ad ogni stupidaggine che hai scritto nell’articolo (soprattutto lo faccio perchè non vedo l’ora di leggere cosa hai scritto della terza stagione…), mi limito ad elencarti le cazzate della serie. Sorvoliamo sul discorso – violenza + chiavate, che è una sorta di meccanica “il padrino al contrario”, ma qui risulta stupida (perchè trombare in mezzo a un bosco durante un’apocalisse zombie?), procedo con l’elenco:
1)jim che scava le tombe in seguito a un sogno;
2)shane che lo “calma” facendogli violenza (plauso al metodo);
3)shane che distrugge la faccia al marito di carol (scena copiata da un avvenimento che accade nella prigione, ovviamente solo nel fumetto);
4)un grandissimo rooker (merle) che si scopre razzista sul tetto di un edificio assediato dagli zombie (con tutti i neri e gli ispanici nel campo, il conflitto scoppia proprio lì?)
5)rick che vede l’elicottero nel primo episodio (rovinato completamente dalla terza stagione, se non sei arrivato ad un certo punto nel fumetto non puoi capire);
6)il centro di controllo malattie (concetto buttato lì??? fosse solo quello il problema! “Apri le porte! Ci stai facendo morire”, li fa entrare e la mattina dopo? Morite tutti assieme a me! Perchè? Perchè tanto tutti prima o poi morirete! Figa non fa una grinza! Perchè li hai fatti entrare in primis allora? Stavano morendo lì belli belli per fatti loro.)
7)scappano dal CDC, “eh ma non abbiamo benza” “ci bastera per fuggire!”, inizia la seconda stagione con la loro “carovana” di rimbambiti, meno male che eravate messi male!
8)la seconda stagione (non dico altro);
Sulla terza mi astengo (qui).
Ah, giusto due cose, come caspita si fa a dire che i personaggi sono più caratterizzati nella serie? Quando ne sono stati sputtanati una valanga(con la terza stagione hanno affossato Andrea, che già nella seconda era in bilico, tra sparare in faccia ai compagni, e saltare in groppa a Shane). La serie ha saputo sfruttare cose che nel fumetto sono state tralasciate? Ma la differenza tra le tempistiche di due media COMPLETAMENTE DIFFERENTI, la conosci? Evidentemente no.