18 Aprile 2012 11 commenti

Miss Fisher’s Murder Mysteries – La nuova Jessica Fletcher fa infuriare Angela Lansbury di Marco Villa

Una lettera aperta di Angela Lansbury dopo la visione di un pilot australiano

Gentile pubblico,
Sono Angela Lansbury, l’indimenticabile Jessica Fletcher, protagonista di quel capolavoro di arte pop chiamato La signora in giallo.
Dopo aver assistito al primo episodio della serie australiana Miss Fisher’s Murder Mysteries mi trovo costretta a scrivervi la presente perchè tutto posso sopportare, ma non che si calpestino i diritti non di un essere umano, ma di un vero e proprio mito.

Quando, nel lontano 1984, indossai per la prima volta i pruriginosi (nel senso che davano prurito) abiti di Jessica Fletcher, lo feci dopo aver firmato un contratto che mi garantiva alcuni diritti ed esclusive.
No, non sto parlando di soldi, anche perché grazie alla Fletcher mi sono comprata un attico de-li-zio-so a Rogoredo, ma di integrità. Anzi, di dignità.
Vedete, io ai tempi ero ancora un bel donnino e sarei stata anche disponibile a fare un paio di ritocchi per rendere Jessica Fletcher una tigre del materasso. I produttori, invece, dissero che la versione catechista repressa di provincia avrebbe funzionato di più. Per nulla convinta, li costrinsi a firmare un foglio in cui si impegnavano a non produrre serie in cui la protagonista fosse una – cito testualmente – “scassacazzi gnocca”. Avevano voluto la Fletcher suora laica? Non osassero dare il ruolo di panterona di campagna a qualche zoccoletta di passaggio

Ora, a distanza di anni, mi trovo davanti un telefilm come Miss Fisher’s Murder Mysteries, che, molto semplicemente, è l’avverarsi di ogni mio incubo.
È lei, è arrivata: la scassacazzi gnocca. Di più: la gnocca che vive negli anni 20 e si veste da diva. Ma non basta: la gnocca che vive negli anni 20 e si veste da diva e tromba e tira di coca. E no! A tutto c’è un limite! Io nemmeno un bianchino al bar, neanche una sigaretta di domenica. Perchè per il resto Miss Fisher è esattamente come me. Non appena vede un cadavere ancora caldo, sente un movimento interno e non si trattiene più. Inizia a girare per la scena del crimine, fa domande, ficca il naso. L’ho già detto: scassa il cazzo. E fa fare una figura da imbecille al poliziotto di turno.

Certo, Miss Fisher ha bei vestiti e il fascino degli anni venti ed è in Australia, ma diciamocelo: regia e scenografia erano molto meglio a Cabot Cove. Per non parlare degli audaci intrecci in cui ero coinvolta. No, Miss Fisher, non basta portarsi a letto un ballerino russo (ah, un ballerino russo… Avevo suggerito anche questo ai produttori, ma dicevano che non era coerente con il Maine) o saltare giù da un tetto: Jessica Fletcher never dies, ricordatelo!

Per non parlare del fatto che io queste indagini le interpretavo negli anni ’80, mentre Essie Davis, la protagonista di Miss Fisher’s Murder Mysteries, lo fa trent’anni dopo e senza grosse differenze. Ah, ma una cosa è sicura: non la lascerò passare. A costo di riesumare il povero Tom Bosley per attirare l’attenzione su Cabot Cove. Vi avverto: tra due settimane ho un piccolo intervento. Niente di che, roba da stare in sala operatoria per 48 ore. Ma dopo. Dopo faticherete a distinguermi da Megan Fox. E a quel punto sarò pronta a offrire al mio pubblico quello che ha sempre voluto: Angela Lansbury nuda!
Fatemi trovare un paio di righe già sul tavolo, grazie.

Cordialmente
Angela Lansbury



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