16 Ottobre 2012 5 commenti

Dexter e Debra Morgan: He Saw, She Saw. La settima stagione di Chiara Minetti

Dopo millenni, torniamo a parlare di Dexter con un post di quelli seri

MA SPOILER A MANETTA

L’ultima volta che abbiamo visto Dexter era impegnato a uccidere Travis Marshal in una piccola chiesa sconsacrata. Travis, l’antagonista della sesta stagione, era stato tratteggiato un po’ come tutti quelli che l’avevano preceduto: un cattivo che serve a far apparire Dexter un po’ più “buono”.

È stato sempre così, in una parabola che ha raggiunto il suo apice con Trinity – indimenticabile il finale della quarta stagione in cui uccide Rita lasciando il figlio di Dexter a bagno nel sangue della madre – per poi proseguire con altri, seppur senza mai più eguagliare gli standard di eccellenza di John Lithgow/Arthur Mitchell.

A pensarci bene, nel passaggio fra la quarta e la quinta stagione c’è un evidente punto di non ritorno. Da lì in poi l’antagonista di stagione perde di spessore, per lasciare spazio all’approfondimento del personaggio di Dexter prima di tutto attraverso il tema e solo dopo attraverso chi lo porta nella storia: l’amore con Lumen, la fede con Travis.

Ma questo, cioè il fatto che Trinity sarebbe stato imbattuto, era chiaro dal 2009 a qualsiasi appassionato della serie, che a un certo punto se n’è fatto una ragione ed è andato avanti a seguire Dexter nonostante il cattivo sapore in bocca. Un retrogusto di rassegnazione, stanchezza, abitudine e infine speranza. Poca.

L’ultimo episodio della sesta stagione però, ripaga decisamente il momento di stanca della serie. Lo aspettavamo. Dexter affonda la lama nel petto di Travis senza accorgersi che a guardarlo, a scoprire finalmente cosa si nasconde dentro di lui, c’è sua sorella Debra. Un momento scioccante e gratificante al tempo stesso.

La settima stagione di Dexter, in onda su Showtime dal trenta di settembre, riparte da qui, da dove Dexter è iniziato: dal confronto del serial killer Dexter Morgan con un membro della sua famiglia. Con la scoperta di Debra sulla vera identità di Dexter si raggiunge il punto più basso dai tempi di Trinity, riducendo il cattivo di stagione a un mero disturbatore della storyline sulla fratellitudine, ma al contempo il punto più alto e profondo della serie. Debra non è una semplice antagonista (ora che sa chi è potrebbe fermarlo), ma molto di più: “aiutante” (spinge Dexter a smettere di uccidere), capo sul lavoro (Dexter deve fare quello che lei gli ordina), genitore (rimpiazza Harry impartendo a Dexter un nuovo “codice”).

Nonostante lo svelamento dell’amore romantico di Debra nei confronti di Dexter sia il momento di maggiore interesse ma anche di maggiori perplessità di tutta quanta la serie, non si può ignorare che era questo, e nessun altro, il grande bacino in cui tutti gli affluenti erano destinati a immettersi. Se da un lato gli sforzi per far quadrare la trama si vedono fin troppo, dall’altra rimane il fascino di scoprire dove Dexter e Debra andranno a parare.

Il rimpianto non è rendersi conto che una serie con una struttura così forte rischia di sgretolarsi di fronte al grottesco, bensì la certezza di sapere che ci sarà un’ottava stagione. Dexter, forse, avrebbe dovuto chiudersi proprio qui, alla settima, legata così a doppio filo con la prima. Quella dove Dexter sceglie di uccidere Brian (suo fratello biologico) per salvare Debra. Condannandosi a dover affrontare l’ostacolo più grande di sempre: la scelta di abbandonare il codice che l’ha sempre salvato, quello di suo padre, per impararne uno completamente nuovo. Creato, con amore, dall’unico personaggio in grado di eguagliare Trinity nel cuore dei fan di Dexter: Debra Morgan.



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