14 Gennaio 2013 3 commenti

Golden Globes 2013 – Vincitori e commenti di Diego Castelli

Poca fantasia e una certa soddisfazione

E alla fine anche i Golden Globes 2013 sono stati consegnati. Non ho fatto la nottata, perché sono una persona anziana e al lunedì si lavora, quindi devo ancora recuperare un bel po’ di video e immagini della serata. Ma siamo già pronti per i commenti, tardissimo in confronto agli altri siti, ma prestissimo per le abitudini di Serial Minds. Tutto perché vi si vuole bene eh, mica per altro…
Se la sezione dedicata al cinema ha offerto qualche sorpresa, come le statuette a Ben Affleck e al suo Argo, i premi televisivi sono stati meno sorprendenti, e hanno confermato le previsioni (e in alcuni casi le speranze) della vigilia: grandi vincitori sono Homeland e Girls, e quindi abbiamo poco di cui lamentarci.
Ma basta ciance, andiamo nello specifico!

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Miglior serie drama

Breaking Bad (Amc)
Boardwalk Empire (Hbo)
Downton Abbey (Itv)
Homeland (Showtime)
The Newsroom (Hbo)

Avevamo detto che c’era stato un certo rimescolamento di carte, con l’uscita di scena di molti nominati dell’anno scorso e l’arrivo di forze fresche. Ma il risultato non è cambiato, con la vittoria finale di Homeland. Tralasciando le solite recriminazioni tipo l’assenza di Sons of Anarchy, avrei fatto i salti di gioia per la vittoria di The Newsroom, però elogiamo Homeland un giorno sì e l’altro pure, quindi non possiamo che essere soddisfatti.

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Miglior serie comedy o musical

The Big Bang Theory (Cbs)
Episodes (Showtime)
Girls (Hbo)
Modern Family (Abc)
Smash (Nbc)

Chiamata, prevista, auspicata, la vittoria di Girls ci trova tutti concordi. E’ stata la migliore novità comedy dell’anno solare, e su queste pagine ne abbiamo tessuto lodi sperticate. Vero che come al solito sono mancate le nomination ai vari Community e Parks & Recreation, così come una menzione per 30 Rock. Ma intanto non ha vinto Modern Family, schiacciata dall’originalità e dalla freschezza di Lena Dunham. Vogliamo dire tutti insieme “Alleluja”?

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Miglior film-tv o miniserie

Game Change (Hbo)
The Girl (Hbo)
Hatfields & McCoys (History Channel)
The Hour (Bbc)
Political Animals (Usa Network)

Sì insomma, dai, questo Game Change lo devo recuperare. Gli han dato premi ovunque, Emmy, Golden Globes, Champions League, Zecchino D’Oro, non posso portarmi avanti ‘sto buco clamoroso…

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Miglior attore per una serie drama

Steve Buscemi, per il ruolo di Enoch “Nucky” Thompson in “Boardwalk Empire” (Hbo)
Bryan Cranston, per il ruolo di Walter White in “Breaking Bad” (Amc)
Jeff Daniels, per il ruolo di Will McAvoy in “The Newsroom” (Hbo)
Jon Hamm, per il ruolo di Don Draper in “Mad Men” (Amc)
Damian Lewis, per il ruolo di Nicholas Brody in “Homeland” (Showtime)

Anche in questo caso vittoria prevista, con Lewis che aveva perso agli scorsi Globe, ma nel frattempo aveva vinto l’Emmy. Onestamente lo trovo quasi un premio di riparazione, nel senso che ho trovato Lewis più potente e significativo nella prima stagione piuttosto che nella seconda, ma non posso certo dire che l’abbia rubato! Non si preoccupino Bryan Cranston e Jeff Daniels, sanno che sono sempre nei cuori di Serial Minds, e so per certo che è la cosa che per loro conta di più. Credo che Jeff Daniels l’abbia anche detto in un’intervista prima della serata: “I giornalisti ci insultano, ma Villa e Castelli sono dalla nostra parte, quindi stiamo a posto”.

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Miglior attrice di una serie drama

Connie Britton, per il ruolo di Rayna Jaymes in “Nashville” (Abc)
Glenn Close, per il ruolo di Patty Hewes in “Damages” (Direct Tv)
Claire Danes, per il ruolo di Carrie Mathison in “Homeland” (Showtime)
Michelle Dockery, per il ruolo di Lady Mary in “Downton Abbey” (Itv)
Julianna Margulies, per il ruolo di Alicia Florrick in “The Good Wife” (Cbs)

Ancora una conferma, e stavolta siamo d’accordo senza grosse riserve: nella seconda stagione Claire Danes E’ Homeland, ed è semplicemente più brava delle sue sfidanti. Più semplice di così…

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Miglior attore di una serie comedy o musical

Alec Baldwin, per il ruolo di Jack Donaghy in “30 Rock” (Nbc)
Don Cheadle, per il ruolo di Marty Kaan in “House of lies” (Showtime)
Louis C.K., per il ruolo di Louie in “Louie” (Fx)
Matt LeBlanc, per il ruolo di sè stesso in “Episodes” (Showtime)
Jim Parsons, per il ruolo di Sheldon Cooper in “The Big Bang Theory” (Cbs)

Ecco, qui c’è la prima vera delusione. Povero Don Cheadle, io non ce l’ho con lui, e ribadisco che House of Lies è una serie che merita il Recuperone. Però io volevo la vittoria di Alec Baldwin, perché se la meritava e perché non avrà un’altra occasione (almeno con 30 Rock, ovviamente). Quindi insomma, il mio commento critico e semiotico è “uffa”.

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Miglior attrice di una serie comedy o musical

Tina Fey, per il ruolo di Liz Lemon in “30 Rock” (Nbc)
Zooey Deschanel, per il ruolo di Jess Day in “New Girl” (Fox)
Lena Dunham, per il ruolo di Hannah Horvath in “Girls” (Hbo)
Julia Louis-Dreyfus, per il ruolo di Selina Meyer in “Veep” (Hbo)
Amy Poehler, per il ruolo di Leslie Knope in “Parks and recreation” (Nbc)

Se la vittoria di Girls era non dico scontata, ma insomma, abbastanza prevedibile, la vittoria della Dunham come migliore attrice era molto più incerta. Anzi, la favorita era la Louis-Dreyfus, che veniva dall’Emmy, e la presenza di Tina Fey e della Poehler (persino presentatrici della serata) lasciava spazio a molti dubbi. Invece ha prevalso ancora lei, questa ventiseienne attrice, regista e sceneggiatrice che ormai è a tutti gli effetti l’astro nascente della serialità al femminile. La sua performance, peraltro, è molto più abile di quello che si potrebbe pensare a una prima occhiata, perché la sua è una recitazione piuttosto compassata, meno squillante e sopra le righe (ad esempio) di quella di Claire Danes, ma è perfetta per il personaggio pigro, scazzato e persino vagamente antipatico di Hannah. Ci rimane costantemente il dubbio che sia così anche nella vita, e che quindi non faccia alcuno sforzo a fare quello che fa. Però insomma, è il suo anno, che se lo goda!

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Miglior attore non protagonista di una serie, film-tv o miniserie

Max Greenfield, per il ruolo di Schmidt in “New Girl” (Fox)
Ed Harris, per il ruolo di John McCain in “Game Change” (Hbo)
Danny Huston, per il ruolo di Ben “The Butcher” Diamond in “Magic City” (Starz)
Mandy Patinkin, per il ruolo di Saul Berenson in “Homeland” (Showtime)
Eric Stonestreet, per il ruolo di Cameron Tucker in “Modern Family” (Abc)

Qui c’è un problema di metodo: non capisco perché attori di serie dovrebbero stare insieme ad attori di tv movie. Mi pare che il concetto sia proprio diverso, e implichi un lavoro diverso. O forse mi girano solo le balle che non hanno vinto né Patinkin né Greenfield. Ha vinto invece Ed Harris per una cosa che, se non si fosse ancora capito, non ho visto. Eccheppalle.

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Miglior attrice non protagonista di una serie, film-tv o miniserie

Hayden Panettiere, per il ruolo di Juliette Barnes in “Nashville” (Abc)
Archie Panjabi, per il ruolo di Kalinda Sharma in “The Good Wife” (Cbs)
Sarah Paulson, per il ruolo di Lana Winters in “American Horror Story: Asylum” (Fx)
Maggie Smith, per il ruolo di Lady Violet in “Downton Abbey” (Itv)
Sofia Vergara, per il ruolo di Gloria Pritchett in “Modern Family” (Abc)

Tralasciando le questioni sulle mancanze, di cui abbiamo già parlato, la vittoria di Maggie Smith mette sempre tutti d’accordo. Sì, la Paulson è molto brava ecc ecc, ma è come se avessero dato il premio alla nonna di tutti noi. Come fai a prendertela con la nonna? E comunque l’unica cosa importante era che non vincesse la Panettiere. Così, per far rimanere la serata in un alone anche vago di serietà.

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Miglior attore per un film-tv o miniserie

Kevin Costner, per il ruolo di William Anderson “Devil Anse” Hatfield in Hatfields & McCoys (History Channel)
Benedict Cumberbatch, per il ruolo di Sherlock Holmes in “Sherlock” (Bbc)
Woody Harrelson, per il ruolo di Steve Schmidt in “Game Change” (Hbo)
Toby Jones, per il ruolo di Alfred Hitchcock in “The Girl” (Hbo)
Clive Owen, per il ruolo di Ernest Hemingway in “Hemingway & Gellhorn” (Hbo)

Visto poco di tutto questo, ma Kevin Costner che torna a far parlare bene di sé dopo anni di film buttati nel cesso e kolossal tali solo nel budget, fa una certa tenerezza.

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Miglior attrice per un film-tv o miniserie

Nicole Kidman, per il ruolo di Martha Gellhorn in “Hemingway & Gellhorn” (Hbo)
Jessica Lange, per il ruolo di Sister Jude in “American Horror Story: Asylum” (Fx)
Sienna Miller, per il ruolo di Tippi Hedren in “The Girl” (Hbo)
Julianne Moore per il ruolo di Sarah Palin in “Game Change” (Hbo)
Sigourney Weaver, per il ruolo di Elaine Barrish in “Political Animals” (Usa Network)

Vabbe’ ma basta!

Chiudiamo con il discorso d’apertura di Tina Fey e Amy Poehler. Purtroppo non ce n’è ancora una versione sottotitolata. Non appena ne caricano una sostituirò questa con quella nuova. (Sì sì, sicuro guarda, sto qui tutti i giorni a controllare…)
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