30 Gennaio 2013 3 commenti

The Town – Un po’ il Desperate Housewives inglese di Marco Villa

Una serie che parte a bomba e poi cala nel mediocre

Questo sito è nato per parlare di serie americane. Sono quelle che guardiamo tutti, sono quelle che guarda tutto il mondo, dai nerd impallinati come noi (e voi, amici cari) alla gente più sana che ancora – e giustamente – le chiama telefilm. Poi capita che, avendo scelto di pubblicare almeno un contenuto al giorno, tocca andare a cercare serie che americane non sono. La scelta obbligata cade su quelle inglesi e piano piano scopri che sono una cosa completamente diversa. Per approccio, stile, qualità. Non si può dire che siano migliori o peggiori, sono un’altra cosa. E lo sono tutte, sia i capolavori, sia quelle non esaltanti. The Town è proprio una serie non esaltante, ma riesce a esserlo comunque in un modo diverso dalle pari livello americane.

The Town è una serie di tre puntate, andata in onda su ITV nella prima metà di dicembre 2012. Racconta la vita di una cittadina della provincia inglese, incrociando le storie e le esistenze di una decina di personaggi. Così, a naso, il primo riferimento che viene in mente è Desperate Housewives, senza le casalinghe: storie di famiglie e persone con segreti e incastri amorosi e relazionali. Anche il tono, sempre sospeso tra drama e comedy, è da quelle parti. Il livello di scrittura è più basso, ma il fatto interessante è quel taglio inglese di cui parlavo in apertura.

E questa differenza emerge da subito, dopo i primi tre minuti. Perdonatemi lo spoiler, ma è necessario. La prima puntata di The Town inizia con una madre che mette a letto tutta la famiglia: ricorda alla nonna di prendere le pastiglie, chiede alla figlia ribbelle&adolescente di spegnere la luce, scambia due parole con il marito e va a letto. Stacco, mattina. La figlia è pronta per andare a scuola, ma i genitori non si alzano: lei va alla porta della stanza, entra e li trova morti. Si sono suicidati insieme, mano nella mano, con pillole e alcool. Sono passati due minuti ed è arrivato lo schiaffo.

Ecco, se dovessi dire cosa rende inglesi le serie inglesi (passatemi la pessima perifrasi), è la capacità di dare schiaffi sempre e comunque, che si tratti della comedy più adolescenziale o della serie più matura. Dal suicidio della coppia parte tutta la storia, che passa in rassegna le vite di una serie di personaggi e le mette in relazione con Mark (Andrew Scott, il Moriarty di Sherlock), figlio dei due suicidi che torna da Londra e ricomincia a fare i conti con la vita di paese che aveva abbandonato anni prima.

The Town parte quindi benissimo, ma poi cala e va nella mediocrità. L’idea ci sta anche, per quanto non originale, ma lo sviluppo è davvero piatto: dopo la botta iniziale, non c’è più nessuna sorpresa, nessun sussulto e anche la possibilità (certezza?) che dietro il suicidio ci sia del torbido rende il tutto ancora più ordinario e banale.

Però quei due minuti iniziali sono potenti. Sono quelli che rendono The Town diversa dalle omologhe serie non belle americane. E due minuti guardateveli, dai.

Perché seguirlo: perché siete orfani di Desperate Housewives e in fondo qui qualcosa potreste trovarlo (suicidio iniziale compreso)

Perché mollarlo: perché siamo proprio nel mediocre

 



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