30 Aprile 2013 2 commenti

The Originals – Via libera allo spinoff di Vampire Diaries di Diego Castelli

Che facciamo, seguiamo Klaus a New Orleans o no?

E alla fine eccoci qui, a distanza di qualche mese dalla prima serie di dubbi, a commentare il backdoor pilot di The Originals. Ricordiamo, per chi si fosse messo in ascolto solo ora, cos’è un backdoor pilot: io ho una serie (Vampire Diaries), e vorrei tantissimo farne uno spinoff (The Originals), ma siccome mi cago sotto all’idea di spendere dei soldi su una cosa che poi magari non va in onda o va male, uso un episodio della serie madre per mettere le fondamenta dello spinoff. Se poi il backdoor pilot va bene, produco la serie nuova, altrimenti dico “ok abbiamo scherzato”.

Dal punto di vista degli ascolti questo primo anticipo di The Originals non ha propriamente fatto faville, è anzi rimasto sotto la media degli altri episodi di Vampire, ma quelli di CW non si sono lasciati scoraggiare e hanno deciso di ordinare comunque la serie, che prenderà regolarmente il via nella stagione 2013-2014. Dobbiamo quindi supporre, a rigor di logica, che Klaus & famiglia abbandoneranno presto Mystic Falls per stabilirsi a New Orleans, magari riservandosi la possibilità di ospitate incrociate dei vari protagonisti del franchise in entrambe le serie.

Cominciando a ragionare sulle potenzialità narrative di The Originals, ci eravamo detti che c’era più di un motivo di preoccupazione, primo fra tutti il fatto che la figura di Klaus si è da tempo appannata, ormai passata da incarnazione del Male più pericoloso a vampirotto complessato ancora capace di far battere il cuoricino per la cheerleader di turno. La sua forzata permanenza in Vampire Diaries, frutto soprattutto dell’enorme successo del personaggio e dell’attore che lo interpreta presso le agguerrite fan della serie, sta dunque influenzandone lo sviluppo in modo imprevedibile e, probabilmente, non troppo brillante. La possibilità di avere una serie tutta sua (perché diciamolo, si chiamerà The Originals ma punta tutto su Klaus) sembra un ulteriore passo verso un annacquamento del personaggio nei placidi laghetti della bontà, perché è davvero difficile pensare a un’intera serie di The CW il cui protagonista sia un autentico malvagio.

Le possibilità e i rischi di questo passaggio impregnano il pilot in maniera quasi ossessiva. La banalissima lettera minatoria usata come scusa per far tornare Klaus a New Orleans apre uno scenario di lotte intravampiresche degne della miglior soap opera: in pratica, prima di trasferirsi altrove Klaus spadroneggiava sulla città, senza però riuscire a gestirla completamente (sì insomma, era un cattivo amministratore). Obiettivo che sembra invece raggiunto dal suo vecchio amico e braccio destro Marcel, che tiene le redini della città (o di parte di essa) in maniera così salda da essere riuscito a imporre la propria autorità perfino sulle streghe. Ecco dunque che New Orleans è diventata una città profondamente soprannaturale, dove i vampiri se ne vanno in giro a fare quel cazzo che vogliono ma seguendo pedissequamente le regole del capo.
La sfida diventa allora quella della riconquista dell’antico regno, con Klaus e Elija (e poi Rebecca) impegnati a riprendere possesso di ciò che un tempo era loro, guidati da obiettivi almeno in parte diversi ma tutti convergenti verso la riconquista del potere.

Se questa è la base narrativa più spicciola, il motore necessario ad animare gli eventi e far menare le mani, quello che conta è l’approccio di Klaus alla faccenda. Ed è qui che si vede più chiaramente lo sforzo di tenere insieme le diverse anime (reali e potenziali) del personaggio. Perché Klaus passa l’intero episodio a oscillare attraverso stati emotivi contrastanti, ora provando strano disagio di fronte all’uccisione di gente innocente (ma dai, Klaus…), ora mostrando freddo distacco nei confronti di qualunque possibile umanità.
In mezzo a tutto questo si colloca la Grande Ideona: la bella lupetta Hayley torna in scena con in grembo il figlio di Klaus, che sperava di essere diventato sterile in quanto vampiro, e invece taaaac, fregato dalla sua parte lupesca. All’occhio del serialminder, l’idea di un figlio di Klaus suona subito come il grimaldello con cui scardinare le durezze del cuore dell’Antico, che però ancora una volta mostra algida determinazione nel riconoscere il figlio solo come un necessario “erede” di un regno da riconquistare.

Tanto è tutta una finta: tempo quattro o cinque episodi e l’idea di diventare padre trasformerà Klaus in un tenerone. Non fosse altro perché il nostro amico passa metà di questo pilot a mordere la gente, e l’altra metà a trattenere i lacrimoni che gli riempiono gli occhi per i motivi più svariati.

In questo senso è stato un episodio sofferto, non sempre equilibrato, evidentemente teso tra due forze discordanti e potenzialmente autodistruttive.
Allo stesso tempo, però, è coerente con quanto si è visto finora in The Vampire Diaries, perché è ormai da mesi che gli autori ci stanno dicendo in varie lingue che Klaus è il classico cattivo che, più che essere cattivo, è “infelice”. E gli stessi Elija e Rebecca, trasformati il primo in tenero amante di Katherine, la seconda in fan sfegatata della cura del vampirismo, viaggiano da tempo verso una redenzione necessaria a farli diventare amabili protagonisti di una serie tutta loro.

Il giudizio finale, dunque, è parzialmente positivo. Positivo perché è stato un episodio tutto sommato godibile, che ha piacevolmente allargato la narrazione oltre i soliti piagnistei legati a Elena e posto le basi semplici ma accattivanti di una sfida un po’ western che potrebbe regalare soddisfazione. Rimane però la forte incognita di uno sviluppo psicologico difficile, per un eroe-mostro di fatto invincibile che può trovare i veri ostacoli solo dentro di sé, nel suo essere sostanzialmente un depresso impegnato in una melodrammatica (e potenzialmente noiosissima) ricerca della felicità.
Tutto molto diverso dal Klaus arrogante, manipolatorio e tamarrissimo che avevamo imparato ad amare nei suoi primi tempi a Mystic Falls. Ma se è di quel Klaus che avete nostalgia, se è quel Klaus che vorreste rivedere, mettetevi il cuore in pace: non tornerà, e il problema è ben più antico di The Originals.



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