13 Agosto 2013

Breaking Bad ultimi episodi – Grazie a Dio c’è Walter White di Diego Castelli

Otto attesissimi episodi

Breaking Bad 5 - remember my name

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OCCHIO AGLI SPOILER, NON LEGGETE SE NON AVETE VISTO LA 5X09!!!!

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E’ tornato Breaking Bad.
Lasciatemelo dire ancora, dai, che sono undici mesi e mezzo che aspettiamo.
E’ tornato Breaking Bad.
E sarà anche il caso di rimanere coi piedi per terra, visto che qui è peggio che con Game of Thrones: otto episodi (anzi sette, a questo punto) e l’avremo fatta finita per sempre. Capisco che per voi appassionati di serie inglesi otto siano tante, ma io sono un uomo da Dawson’s Creek, ho le mie esigenze…

Vi ricordate com’era finita a settembre scorso? Se come me avete la memoria corta andate un po’ a rileggervi il pezzo del Villa. Erano successe sostanzialmente due cose, strettamente collegate per mettere pepe a questa tranche finale:
1. Walt aveva deciso di ritirarsi dal giro per sopraggiunta noia. Cosa che, da sola, avrebbe fatto finire la serie. Ma poi arriva il punto…
2. Hank ha finalmente capito che Walter White e Heisenberg sono la stessa persona. Kaboom.

Breaking Bad 5 - Saul GoodmanQuesta ultima parte di quinta stagione, dunque, si preannunciava come uno scontro finale tutto particolare. Ormai completata la sua parabola di trasformazione da professorino malato a genio del crimine, Walt non ha più un nemico “cattivo” da abbattare (il Fring della situazione, per esempio), cosa finora gli aveva consentito di rimanere sempre in bilico tra luce e ombra, perché c’era sempre qualcuno più cattivo di lui. No, ora Walt ha eliminato tutti i delinquenti, e il suo nuovo nemico è un buono vero, che quindi certifica oltre ogni ragionevole dubbio quello che già sapevamo: Walt è il

villain e, quale che sia il suo destino, sarà un destino da villain.

Ora non chiedetemi per chi dobbiamo fare davvero il tifo, perché vado in difficoltà.
Per ora stiamo sul semplice, e diciamo che questa premiere 2013 è tanta roba. Non è stato un episodio pieno zeppo di avvenimenti clamorosi, specie se facciamo il confronto con il ritmo più sostenuto della prima tranche di quinta stagione, ma è riuscito comunque a farsi valere su tre elementi fondamentali: inizio, fine, e tensione nel mezzo.
La puntata inizia come di consueto col futuro: vediamo Walt tornare a casa sua, una casa però ormai svuotata, bazzicata da ragazzi in skateboard, abbandonata. Perché? Cos’è accaduto? E perché la vicina di casa, un tempo simpatica e gentile, a momenti sviene alla vista di Walt? Dobbiamo obbligatoriamente immaginare che la verità sul nostro protagonista sia diventata di dominio pubblico. Curiosità su curiosità, alimentata anche dall’aspetto dell’uomo: capelli e barba non curata, abiti al limite del senzatetto, sguardo stanco di chi dopo averne passate tante ne ha passate altre pure peggiori.
E dopo questo inizio comincia l’episodio vero e proprio, dove Hank rischia l’infarto subito dopo aver compreso la verità, dove la vita all’autolavaggio prosegue spedita, dove Saul

Breaking Bad 5 - Walt e Jesse

Goodman ha paura anche della sua ombra, e dove Walt conferma esplicitamente di non voler tornare nel giro. Sono minuti relativamente vuoti, se volete, ma colmi della qualità più primitiva e coinvolgente di questa serie: una tensione costante, un thrilling costruito sull’onniscenza dello spettatore contrapposta all’ignoranza (relativa) dei personaggi della storia.

Ogni sguardo di Hank, ogni bugia che ancora esce dalla bocca di Walt, ogni occasione che un personaggio ha di rendersi conto di qualcosa di importante, sono momenti quasi sempre immobili, silenziosi, pacati, ma percorsi da una suspense quais ipnotica, se pensiamo ai mezzi coi quali viene (non) costruita.
Si arriva così al finale, che spezza alcune previsioni che lo spettatore poteva aver fatto nel resto dell’episodio. Se infatti avevamo pensato che Hank si sarebbe mosso in silenzio, raccogliendo prove e preparando la trappola, il finale fa un inaspettato balzo in avanti: Walt e Hank si confrontano, Hank lo colpisce e lo accusa, Walt non confessa, ma nemmeno nega, e chiude il dialogo con una minaccia lasciata sadicamente sospesa un attimo prima dei titoli di coda.
Il confronto finale non si consumerà in una manciata di minuti dell’ultimo episodio. Al contrario, tutta questa seconda parte di stagione verrà giocata a carte scoperte, almeno da parte dei due personaggi principali. Assai difficile prevedere gli sviluppi successivi, considerando che Walt prima l’ha messa sul patetico (“mi è tornato il cancro, inutile che mi arresti sfasciando la famiglia”) per poi ripartire all’attacco come un animale ferito a cui non è rimasto altro che il puro istinto di sopravvivenza. Tutto è possibile, un po’ come nella prima stagione, anche se la prospettiva è stata completamente ribaltata.

Breaking Bad 5 - Jesse PinkmanE poi c’è Jesse. Non me ne sono dimenticato, è che il ragazzo merita proprio un capitolo a parte. Per il momento estraneo alla lotta tra Hank e Walt, il quasi-muto Pinkman diventa un simbolo, un contraltare pesantissimo del personaggio di Walt. Perché quello che salta agli occhi, in Breaking Bad, è soprattutto la trasformazione del protagonista in maestro del crimine. Ma non si deve dimenticare che il suo amico e compagno di mille avventure è protagonista di un percorso altrettanto potente e radicalmente opposto. Jesse, che a inizio serie era un piccolo spacciatore che sognava i bei soldi, ora è un uomo devastato dal senso di colpa, incapace perfino di parlare a causa del groppo che gli serra costantemente la gola. Un uomo che prova una sofferenza quasi fisica nella vicinanza ai soldi sporchi di sangue che l’ex amico gli ha fatto guadagnare, e che è disposto a tutto pur di liberarsene, fino a gettarli come giornali sui portici del vicinato nell’ingenua speranza di fare abbastanza “bene” da compensare tutto il “male” che ha già consumato.
Difficile prevedere a questo punto il suo comportamento, anche se Jesse sembra una bomba a orologeria tanto quanto Walt e Hank.
Tre personaggi segnati nel fisico e nella mente, dunque. Tre personaggi sul punto di esplodere, il cui ultimo scontro non potrà che sconvolgere tutto.

Le aspettative rimangono altissime, la fiducia pure tanta, e il senso di perdita già fortissimo quando mancano ancora sette episodi dalla fine. Che cazzo, sono in crisi di astinenza prima ancora di aver cominciato veramente..
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