15 Maggio 2014 2 commenti

Parks and Recreation – Che bello il finale della sesta stagione! di Marco Villa

Un finale di stagione super e ora gli ultimi 13 episodi di Parks and Recreation

Parks and Recreation - Season 5

Partiamo dal pre finale, partiamo dal concerto per l’unione tra Pawnee e Eagleton. Sul palco Andy, accanto a lui anche i Decemberists (così, per gradire). Andy inizia a cantare il suo pezzo per il leggendario Li’l Sebastian, che appare sotto forma di ologramma sul palco (una botta di genio grossa così). In prima fila, Lesile e Donna sono entusiaste, mentre Ben sfodera la tipica faccia da “non capirò mai cosa ci trovino in Li’l Sebastian”. E poi arriva Ron in versione Duke Silver. Guardate questo video: sono due minuti scarsi, ma c’è praticamente tutto Parks and Recreation. Una festa gigantesca per la città più brutta e inutile degli Stati Uniti d’America, con tutti i personaggi al posto giusto. Un finale vero e proprio, che sarebbe andato bene anche come finale di serie. E invece si stacca e si salta tre anni in avanti. E qui siamo al finale di stagione, che a sua volta sarebbe stato un finale di serie perfetto: saltata la parte noiosona della gravidanza trigemellare e dei primi pianti, abbiamo Ben e Leslie in perfetta forma e un ufficio che viaggia a mille. Oh, serenità.

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Parks and Recreation chiude così un’annata che ha visto alcuni episodi tornare ai fasti della seconda e terza stagione e che – soprattutto – ha messo in evidenza la volontà degli autori di non adagiarsi su una serie potenzialmente replicabile all’infinito senza variazioni. Questa stagione porta tante discontinuità e tutte sono in qualche modo veicolate dalla nascita di figli. Il primo elemento di rottura rispetto al quadro classico di Parks è la nascita del figlio di Ann Perkins e Chris Traeger, con conseguente trasferimento della coppia lontano da Pawnee e ulteriore conseguente uscita dal cast di Rachida Jones e Rob Lowe. La prima una presenza fissa e portante fin dai primi episodi, il secondo uno dei nomi grossi della serie. La motivazione? Secondo gli autori i loro personaggi avevano semplicemente finito il percorso che dovevano portare avanti in Parks and Recreation. Tantissimi applausi. Ma davvero tanti.

Gli altri cambiamenti dovuti alla prole sono quelli di Ron Swanson, che ha ormai abdicato alla parte più dura del proprio carattere, aprendosi completamente agli altri (dove “completamente” sta comunque nei limiti del personaggio, per nulla snaturato: basta vedere il confronto con il suo omologo di Eagleton). Infine la royal couple, che ha cambiato ruoli e posizioni diverse volte in una sola stagione, creando a tratti un po’ di confusione (i fumosissimi lavori di Ben), ma trovando equilibrio nel finale con flashforward.

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Ciliegina sulla torta, Parks and Recreation ha ricevuto quest’anno la benedizione della guest star più importante che ci possa essere, ovvero Michelle Obama. Ok, forse la numero tre delle guest star più importanti dopo suo marito e il papa, ma siamo sempre sul podio. E stiamo parlando di Parks and Recreation, ovvero di una serie partita super in sordina, con un ordine di meno di dieci episodi nella prima stagione e cresciuta poco alla volta, se non negli ascolti, almeno nella rilevanza del discorso televisivo e della cultura pop di questi anni. La scena con Michelle Obama che dialoga con Amy Poehler, mentre questa urla senza senso, è senza dubbio il momento che certifica l’importanza raggiunta da Parks and Recreation e la bravura dei suoi autori, che sono riusciti a trovare in ogni stagione una strada diversa per sopperire a un fisiologico calo di brillantezza e alla tentazione di fare puntate stampino. Pochi giorni fa è arrivata la notizia che la settima sarà anche l’ultima stagione di Parks and Recreation. Ci restano 13 episodi, io sono pronto a scommettere: non resteremo delusi.

Bonus: non ci stava nel discorso, ma tutto il gioco su Jerry/Larry e poi Terry è una roba bellissima.

PR-617-Larry



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