29 Settembre 2014 7 commenti

Play it again, Dick: lo spinoff di Veronica Mars funziona eccome di Diego Castelli

Una serie piccola e di nicchia, ma piena di entusiasmo

Play it again dick

Nelle settimane scorse ho aspettato Play It Again, Dick, web spinoff di Veronica Mars, con la curiosità del fan e contemporaneamente la disillusione di chi ne ha viste troppe per essere davvero fiducioso.
Vedrai, sarà una cazzata, mi dicevo. Non metterci più speranza di quella che metteresti negli extra di un cofanetto dvd.

E invece sapete che vi dico? Che i primi due episodi sono andati largamente oltre le mie aspettative.
Play It Again, Dick è creato e scritto dallo stesso creatore di Veronica Mars, Rob Thomas, e in 8-9 minuti alla volta punta a raccontarci le vicende di Ryan Hansen – l’interprete di Dick Casablancas – impegnato nel folle tentativo di farsi produrre una serie che trasformi il buffo minchione dell’universo di Veronica in un improbabile investigatore privato.
Siamo ovviamente nell’ambito del metatestuale più dichiarato, della tv che parla di tv, degli attori che interpretano una versione deviata e deviante di se stessi. Siamo insomma dalle parti di Episodes, anche se in una variante più piccola, a misura di web.

Ebbene, i due episodi visti finora non hanno affatto deluso, anzi. Ovviamente Thomas punta a far venire i brividi di nostalgia ai vecchi fan di Veronica Mars, coinvolgendo buona parte degli attori del vecchio cast e creando quindi una specie di succoso regalo per i suoi vecchi aficionados (un po’ come ha fatto con il recente film uscito nelle sale, che non è un mostro di qualità di per sé, ma che funziona benissimo nel suo essere una dichiarata operazione-nostalgia).
Detto questo, però, Play It Again, Dick va un po’ oltre la semplice sciocchezuola tra amici, proponendo una continua sequela di idee interessanti.
Play it again dick (2)

Hansen è divertente, e questo lo si sapeva già. Ma è tutta la costruzione a funzionare, con i tentativi nel nostro di farsi produrre uno show che evidentemente non ha né capo né coda; abbozzi di sigle con chiari riferimenti agli show polizieschi e un po’ tamarri degli anni Ottanta; imbarazzanti riunioni con i produttori di Hollywood, comparsate più o meno deliranti delle varie Kristen Bell (Veronica), Jason Dohring (Logan); grezzi ma gustosi giochi di parole col nome del personaggio (“dick” in inglese è anche sinonimo di “cazzo”), e via dicendo.
Se il primo episodio mi era già piaciuto, ho trovato il secondo particolarmente ispirato. Dohring mette in scena un se stesso pompatissimo nel fisico e fin troppo entusiasta, pronto a lanciarsi nell’avventura di Play It Again, Dick con slancio persino maggiore rispetto a quello di Hansen, partecipando alla realizzazione del dietro le quinte con precisione maniacale e buffissima (si veda quando, tra un sollevamento alla sbarra e l’altro, gestisce riprese e movimenti della troupe come se fosse l’aiuto regista del nuovo film di Scorsese).
E c’è spazio pure per un momento iper-meta, con Rob Thomas che rilascia una finta intervista per la promozione di iZombie (serie realmente esistente, da lui sviluppata, che andrà in onda su CW a inizio 2015), e in cui risponde alle illazioni secondo cui sarebbe in lavorazione uno spinoff di Veronica Mars.
Play it again dick (3)

Come vedete, in soli otto minuti vengono messi insieme ricordi nostalgici, gustose idee comiche, continui riferimenti incrociati tra il mondo reale e quello della storia, perfino promozione esplicita (ma per nulla fastidiosa) di futuri show.
Insomma, è una serie piccina, fatta con poco e diretta esplicitamente ai vecchi fan di Veronica Mars, ma questo non significa che sia stata fatta con sciatteria o troppa fretta. Al contrario, è un prodottino di tutto rispetto, che nei sedici minuti complessivi finora offerti al pubblico ha dato sfoggio di ottima verve. Promosso.

Perché seguirla: se siete fan di Veronica Mars è semplicemente imperdibile.
Perché mollarla: la bellezza della serie non si esaurisce nelle citazioni di Veronica, ma va detto che se quel mondo non lo conoscete per niente, vi perderete una grossa percentuale del divertimento.



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