18 Febbraio 2015 13 commenti

The Slap – Tutti quanti voglion fare HBO di Marco Villa

Un cast all-star e una scrittura perfetta: The Slap sarà una delle serie tv rivelazione dell’anno?

Copertina, Pilot

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È partita il 12 febbraio su NBC, ma in realtà The Slap arriva da molto più lontano. Per l’esattezza dal 2008, anno in cui è uscito il libro omonimo dell’australiano Christos Tsiolkas. Passano tre anni e, sempre in Australia, arriva la serie tv, Ne passano quattro scarsi e arriviamo a oggi, al debutto di quella che fin dal pilot si candida a essere una delle migliori serie tv di questa stagione.

Siamo a New York e Hector (Peter Sarsgaard, il condannato a morte di The Killing) si prepara al party per festeggiare il suo quarantesimo compleanno. La festa in giardino è organizzata dalla moglie Aisha (Thandie Newton) e vi prenderà parte tutta la famiglia, compresi gli invadenti genitori di origine greca. Tutti i vari invitati arrivano a casa di Hector e il grande barbecue ha inizio. Tutto scorre tra mini-tensioni, ma senza grossi scossoni, fino a quando Harry (cugino di Hector, interpretato da Zachary Quinto) schiaffeggia il figlio estremamente rompicoglioni di un’altra coppia, interpretata da Thomas Sadoski (Don Keefer di The Newsroom) e Melissa George (che aveva recitato nello stesso ruolo già nella versione australiana della serie). Scusate la sfilza di nomi, ma era necessario per far capire il livello del cast, a cui va aggiunta anche Uma Thurman, troppo poco rilevante nel pilot per poter essere inserita nella panoramica precedente.

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La storia dello schiaffo (lo slap del titolo) è la classica scusa per far detonare una situazione al limite: tutti i protagonisti sono trenta-quarantenni con il loro carico di ambizioni e frustrazioni, con l’aggiunta di una famiglia all’antica che non permette loro di staccarsi e vivere una vita davvero indipendente. Ognuno, poi, ha il suo drammino: ogni episodio sarà dedicato a uno dei personaggi e nel pilot scopriamo tutto su Hector, alle prese con la più classica delle crisi di mezza età con tanto di sbandata per la bellissima e giovanissima assistente della moglie e delusione lavorativa.

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A volerla spiegare in modo superficiale, con The Slap siamo a metà tra Il Grande Freddo di Kasdan e Carnage di Polanski: drammi borghesi in cui piccole situazioni fanno emergere insoddisfazioni grosse così, narrazioni tutte giocate su una scrittura da calibrare al millimetro e su grandi interpretazioni attoriali. Se le seconde sono garantite da un cast pressoché all-star, la prima è altrettanto al sicuro: executive producer e regista, è Lisa Cholodenko, che ha diretto lo splendido Olive Kitteridge. Un nome che è una sicurezza, accoppiato a quello di Jon Robin Baitz, creatore di Brothers and Sisters, drammone famigliare che aveva come unico (enorme) limite quello di essere troppo soap. La sensazione è che in The Slap questo rischio sia assolutamente lontano.

Il primo episodio di The Slap non è solo convincente, è molto di più. Vediamo un meccanismo narrativo che funziona alla grande e soprattutto iniziamo già ad avere reazioni emotive nei confronti dei personaggi. La cosa più interessante, però, è che si tratta di una tipica serie da HBO o AMC o Showtime, ma siamo su una generalista. Come dire: anni e anni di premi e ovazioni per i prodotti più difficili hanno spinto anche i grandi network su una strada di maggiore qualità.

Perché guardarla: perché scrittura, regia e interpretazioni girano talmente bene che non si può non fare un applauso

Perché mollarla: perché è qualcosa di già visto, già letto, già affrontato.



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