27 Marzo 2015 2 commenti

Sul set di Bob Torrent, la webserie di Infinity firmata Maccio Capatonda di La Redazione di Serial Minds

Reportaaaaage

Copertina, On Air

Bob Torrent

 

 

Piccole piattaforme crescono, verrebbe da dire.
Qualche giorno fa siamo stati invitati sul set di Bob Torrent, la prima webserie targata Infinity il cui primo episodio è disponibile da oggi.

Bob Torrent è un produttore mancato, un poveraccio con l’ego enorme e il cappotto di mucca (nel senso che ha proprio le chiazze da bovino), uno che voleva diventare un grande nome del cinema e invece non è un grande nome nemmeno nel suo condominio.
Allo stesso tempo, però, Bob è anche una sorta di genio del male, che a fronte delle mille delusioni decide di mettere in piedi un’infima casa di produzione (la Torrent Production) allo scopo dichiarato di produrre film orrendi, serie tv raggelanti, piattaforme streaming mal funzionanti e torrent pieni di virus da spacciare come filmoni blasonati e tecnicamente perfetti. Un vero e proprio attacco fetente al mondo del cinema che l’ha rimbalzato per tanti anni.
Ogni episodio (dieci in tutto) racconterà dunque la subdola crociata di Bob, assistito come era lecito aspettarsi da una masnada di imbecilli.

Se vai da quelli di Infinity e gli dici “be’, siete una piattaforma online che offre agli abbonati film e serie tv, e che ora si mette a produrre contenuti originali, un po’ come…”, prima che tu possa dire il nome ti fermano subito. Calma coi paragoni, non facciamoci prendere dalla smania. Storia diversa e obiettivi diversi.
Rimane però il fatto che quando un fornitore di contenuti creati da altri si mette a produrre in proprio tenta un salto di qualità, per lo meno dal punto della riconoscibilità del brand e dello sforzo di creare qualcosa di identitario.

Per fare questo Infinity ha pensato che bisognasse dare al pubblico qualcosa di riconoscibile da subito, una firma d’autore, se così possiamo dire. E alla fine, trattandosi di webserie dichiaratamente comica, la scelta è stata quasi ovvia: lo sviluppo di Bob Torrent è stato dunque affidato al signor Marcello Macchia, meglio conosciuto come Maccio Capatonda, uno che in tema di comicità internettiana non ha bisogno di molte presentazioni.
Maccio ha preso il concept di Bob Torrent – proposto inizialmente dell’agenzia creativa di Infinity, Leo Burnett – e l’ha reso pienamente suo, in termini di stile comico, ritmo, personaggi e attori.
Maccio ha in parte rielaborato le sceneggiature scritte prima del suo arrivo, ha diretto tutti gli episodi della miniserie, e pur non essendo il protagonista compare anche come attore in numerosi camei di cui potete immaginare il livello di follia.
Ovviamente non potevano mancare i fedeli sodali del Capatonda, ognuno chiamato a interpretare un personaggio dal nome totalmente ridicolo: c’è Herbert Ballerina nei panni di Licio Chiss Me, Ivo Avido in quelli di Pino detto Abete (la trovo una cosa adorabile) e via dicendo, senza dimenticare alcuni volti nuovi per la storia di Capatonda, a partire proprio da Bob Torrent. Insomma, i fan del Macchia ritroveranno facilmente lo stile che ben conoscono.

 

Bob Torrent 2

 

Dal punto di vista distributivo la cosa funziona così: i primi tre episodi della serie saranno caricati su Infinity.it ma anche su Youtube, da oggi alle prossime due settimane. I restanti sette episodi saranno invece a disposizione dei soli abbonati Infinity.

Al di là dell’intento comico e della volontà produttrice, pare evidente (e abbastanza dichiarato) che il progetto di Infinity sia in qualche modo autopromozionale: una serie inevitabilmente meta come questa (un sito di streaming legale racconta una storia di scaricamenti illegali), punta anche a mostrare indirettamente i vantaggi e la sicurezza delle piattaforme legali rispetto al classico streaming  e/o scaricamento aumma aumma, dove puoi sempre trovare un Bob Torrent qualunque che ti frega.
Evidentemente nessuno a Infinity si aspetta di convincere l’intera platea italiana a smettere di scaricare illegalmente i contenuti, son mica così ingenui, ma è da apprezzare lo sforzo di unire in maniera integrata contenuto reale e promozione del marchio, che poi è quello che nel mondo stanno cominciando a fare molte piattaforme che offrono servizi di questo tipo.

Ma all’inizio dicevamo che ci hanno invitato sul set. La cosa che colpisce di più, e non ci avremmo mai pensato, è proprio la serietà di Maccio. Come ci hanno confermato anche alcuni suoi collaboratori, il regista Capatonda è bel lontano dall’immagine volutamente imbecille che vediamo sullo schermo. E infatti l’abbiamo visto dirigere la scena a cui abbiamo assistito col piglio deciso e la professionalità del regista di lungo corso. Qualche risata scappa comunque, qualche strano accento ogni tanto spunta fuori, ma l’atmosfera che si respira su un set (anche per produrre una serie comico-demenziale) è quella del lavoro vero, e arriva sempre un momento in cui tu, che nella tua vita hai sempre sognato di creare una serie per HBO, ti ritrovi a dire: ah cazzarola, forse non è una cosa che posso improvvisare così dal nulla.

Ecco un paio di immagini di Maccio al lavoro.
Maccio dirige

Al lavoro


Allo stesso tempo, è stato meraviglioso incontrare Herbert Ballerina, storico braccio destro di Maccio. Herbert non è certo folle come appare sullo schermo (sennò aiuto!) ma in lui lo stacco tra dietro e davanti la telecamera è meno netto. Forse questa percezione è anche dovuta al fatto che quando l’abbiamo incontrato aveva i vestiti di scena, le extension, e quando gli abbiamo chiesto di fare un sorriso per la stampa ha tirato fuori questa roba qua.
Herbert Sorriso

 

Altra immagine dal set, con Bob Torrent che arriva sul suo bolide fiammante (ho sempre sognato di scrivere “bolide fiammante”). Tra l’altro ho preso Maccio in una posa completamente ridicola che non so bene da dove sia uscita, vabbe’ mi perdonerà…
Per far capire il livello di precisione richiesta: Bob doveva arrivare con la macchina su un mucchio di foglie, subito dopo che una folata di vento aveva fatto volare lontano una certa foto adagiata sull’asfalto. Sembra una cosa tutto sommato semplice, e invece la scena è stata girata più e più volte, dovendo incastrare perfettamente tutti i pezzi.
Un lavoraccio va là, mi sa che noi ce ne restiamo a casa a guardarle, le serie tv, per farle non abbiamo il fisico!

In macchina

 

E per finire, già che è stata resa disponibile sul tubo, ecco la prima puntata di Bob Torrent (e la scena di cui vi parlavo è proprio all’inizio). Se dovessimo descriverla in due-parole-due, useremmo “deliziosa puttanata”. Enjoy!



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