26 Maggio 2015 3 commenti

Between – Per raccontarvi questo pilot, abbiamo fatto una recensione a bivi di Marco Villa

Un virus che fa fare “burp” e poi muori: originalissima questa Between, vero?

Between

Non so se iniziare questo pezzo su Between dicendo subito la parte buona o quella cattiva. Il fatto è che partendo da quella buona, finirei per forza con la parte stroncatura e – mi conosco – un’impennata totale di cattiveria. Partendo da quella cattiva, invece, finirei il pezzo con le note positive e chi dovesse leggersi tutta la pappardella (grazie amici, sempre tanta stima per voi) staccherebbe gli occhi dallo schermo con in testa delle dolci parole al miele. Quindi no, non mi prendo questa responsabilità e, come da miglior tradizione italica, faccio un signor scaricabarile e lascio a voi l’incombenza di scegliere se leggere prima la parte bella o prima la parte brutta, con un finale degno delle storie a bivi del Topolino (che peraltro erano un geniale stratagemma per far credere al lettore di essere di fronte a una storia infinitamente più lunga, quando il realtà la durata era infinitamente più breve).

Burp

Burp

Vabbè, prima l’intro: neutra come da tradizione. Between è una nuova serie in onda dal 21 maggio su City, quel bel canale canadese che spesso vedete stampigliato in basso a destra quando andate nei meandri dell’internet a cercare i pusher di serialità illegale. Di norma non parliamo di serie canadesi perché BASTANO E AVANZANO LE ALTRE, ma in questo caso è coprodotta da Netflix e ci siamo detti: “dai, facciamo che superiamo il confine nord”. Between racconta la brutta storia di Pretty Lake, paesino della provincia canadotta in cui esplode una misteriosa epidemia. Non un’epidemia tipo zombie o una tipo “arriviamo con le tute e vi curiamo tutti”, no: un’epidemia in cui la gente sta bene, poi fa un mini-rigurgito di bile, poi è morta. Fine.

Nel giro di pochi giorni la popolazione di Pretty Lake è pressoché dimezzata e noi seguiamo le storie di vari personaggi che vedono i loro concittadini morire come mosche e che iniziano ad avere una certa paura del fatto che possa toccare a loro da un momento all’altro, mentre da fuori si guardano bene di mandare aiuti, preferendo recintare il paesino con controlli militari e reti altissime (probabilmente prodotte dallo stesso fornitore delle reti altissime di Wayward Pines: vi è andata bene quest’anno, dai che scatta la vacanza ad Alassio).

Vi piace questa trama? Allora andate al finale numero 1
Non vi piace questa trama? Allora andate al finale numero 2

Genio un po' incompreso

Genio un po’ incompreso

FINALE NUMERO UNO
Se vi piace questa trama vi accontentate di poco, ma sappiate che quel poco è pressoché finito. L’idea è semplice semplice, ma ha sempre il suo fascino: in fondo un’epidemia non è altro che un incidente stradale che continua a ripetersi e ripetersi e ripetersi e ripetersi. E sappiamo il potere che gli incidenti hanno sulle menti umane. Se il meccanismo è efficace e provato e riprovato, va detto che Between fa di tutto per complicarsi la vita, attraverso dialoghi piuttosto imbarazzanti e una scrittura che si concede giusto mezzo guizzo in tutto il primo episodio. Per il resto è una sciorinatura di cliché come nemmeno il miglior manuale di cattiva scrittura, con l’aggiunta di un budget probabilmente pari a un decimo di quelli USA. Volete anche la parte cattiva? Leggete anche il finale numero due.

Sguardo di disprezzo: ce l'abbiamo

Sguardo di disprezzo: ce l’abbiamo

FINALE NUMERO DUE
Se non vi piace questa trama fate bene, perché in effetti l’avete già vista quel mezzo migliaio di volte in ogni contesto geografico, storico, politico, medico e forse persino ornitologico. Però sappiate che Between ha un enorme merito: è consapevole dei propri, giganteschi limiti. In Between tutto è in tono minore: dalle facce degli attori (molto più vicini a una serialità europea che non a quella statunitense di scuola The CW), alla messa in scena. Tutto è povero, ma sa di essere povero. Per dire, anche Wayward Pines non ha un briciolo di originalità, ma viene presentata come la nuova Twin Peaks. Qui no, non ci sono assolutamente rischi di questo tipo. Vi ho incuriositi, vecchi pessimisti? Allora andate a leggere anche il finale numero uno.

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