10 Settembre 2015 14 commenti

Kevin From Work – Una nuova comedy che NON sembra vecchia di 30 anni di Marco Villa

Non è facile trovare comedy interessanti, ecco perché Kevin From Work merita una chance

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Dura la vita per chi deve scrivere nuove comedy. Dura perché il genere è in crisi da diversi anni e al momento è quello che sta pagando di più il salto verso un livello più alto di qualità impresso a tutte le serie e ormai preteso dagli spettatori. In questi anni su Serial Minds abbiamo parlato di tantissimi pilot di comedy, ma sono davvero pochi quelli che ci hanno convinto: la più bella tra quelle classiche per noi è Unbreakable Kimmy Schmidt, ma vale la pena di citare anche New Girl tra quelle più classiche e Man Seeking Women, Happyish e Wilfred tra quelle più estreme. Già da questo mini elenco si capisce come manchino i prodotti normali, quelli che possano portare fuori una volta per tutte il genere comedy da quel pantano che sono le serie multicamera, con tutto il corollario di risate finte e impianto vecchissimo (volete un esempio: Clipped, che rischia di diventare il titolo di riferimento quando si parla di vecchiume peso).

Kevin From Work è una nuova serie di ABC, in onda dal 12 agosto, che prova a portare avanti il concetto di comedy, o almeno di aggiornare il genere al tempo presente. Siamo in una grande azienda e Kevin è l’impiegato tenero e romanticone innamorato follemente di Audrey, sua vicina di cubicolo in ufficio. Lei sta con un tizio palestrato, stupido e improponibile, Kevin non ha il coraggio di rivelarle i propri sentimenti, ma la prospettiva di dover lasciare l’azienda e una sbronza colossale lo spingono a fare il grande passo. E da lì ovviamente parte tutta la storia, che si svilupperà negli episodi successivi.

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A naso, Kevin From Work parte dal mondo affrontato e raccontato da un film come 500 giorni insieme, che resta pur sempre una delle commedie più riuscite degli ultimi tempi. Il mood è quello (Audrey che ogni giorno le attacca un post-it con un disegnino), anche se qui è spogliato di tutti i riferimenti indie linguistici e culturali più o meno velati. Come New Girl racconta di personaggi estremi nella loro incapacità di avere relazioni sociali normali, senza però trasformarli in freak: Kevin è uno che vive nel suo mondo e che fa fatica a farlo coincidere con la realtà, ma è tutt’altro che un idiota. È un idealista, certo, convinto che quello con Audrey sarebbe un amore perfetto e meraviglioso, ma non si fa certo scrupoli ad andare a letto con la di lei coinquilina per poter ottenere ciò che vuole (sì, detta così sembra assurda, ma nel pilot fila tutto, credetemi). Per quanto riguarda la parte visiva, Kevin From Work si fa notare per la presenza di elementi grafici che fanno sia da commento onirico a quanto succede, sia da supporto narrativo quando mostrano telefonate o messaggi ricevuti dai protagonisti. Niente di rivoluzionario, ma si tratta comunque di elementi che dimostrano come la serie almeno provi a fare uno sforzo oltre il piattume e la consuetudine.

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E nel panorama delle comedy questo è già qualcosa. Certo, non basta a rendere Kevin From Work un titolo imprescindibile ma senz’altro è sufficiente per elevarla al di sopra della media delle comedy che usciranno nei prossimi mesi. Spero fortemente di essere smentito da una carrellata di nuove serie tv bellissime, ma ho come la sensazione che non sarà così.

Perché seguirla: perché pur non essendo un capolavoro, si sforza di essere diversa dalle solite comedy

Perché mollarla: perché guardate ancora The Big Bang Thoery e siete convinti che sia un capolavoro

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