15 Marzo 2016

Flaked – La nuova serie tv di Netflix che insegna come nascondersi dentro se stessi di Pit

Il ritorno di Will Arnett, nei panni di un quarantenne che si è perso sulla costa californiana

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Non è facilmente inquadrabile Flaked, la nuova serie appena pubblicata da Netflix, creata e interpretata da Will Arnett, indimenticato George Oscar Bluth in Arrested Development di Mitchell Hurwitz, che peraltro la produce.

A Venice, quartiere marittimo e rilassato di Los Angeles, vive Chip (Will Arnett), che gestisce un negozio di arredamento in cui non entra mai nessuno e ha un passato complicato da gestire: dieci anni prima da ubriaco è stato responsabile di un omicidio stradale e oggi è un guru del gruppo di alcolisti anonimi del quartiere. Ha una specie di ragazza, Kara, anche lei ex dipendente da sostanze, e un amico che lo ospita nella sua villa, Dennis, più ingenuo e insicuro. Primo turning point della trama è l’arrivo nel quartiere di London, cameriera strafiga pure lei evidentemente in fuga da qualcosa. Dennis ci vuole provare con London, ma Chip non riesce a resistere dal mettere in scena il proprio fascino da colpevole tormentato.

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È qui che sta la parte più bella di Flaked: il gioco di finzioni e bugie che Chip mette in gioco con se stesso e con gli altri, per recitare il ruolo di personaggio affascinante e complesso. Will Arnett gioca di piccole mosse e sguardi laterali per raccontare il senso di colpa che rode il suo personaggio. Tutti tentativi di far aderire la realtà all’immagine di sé che Chip vorrebbe dare al mondo. In fin dei conti, poi, si capisce che alla fine essere un sucker può anche funzionare: procurare apprezzamento, fama, belle ragazze.

Quella dell’immagine di sé che mette l’ansia è una questione strettamente legata a quella dei gruppi di aiuto, importanti protagonisti di questa serie tv. In Europa con l’alcol e le dipendenze abbiamo un rapporto diverso, meno puritano ma anche meno approfondito. Nessuno qui si definirebbe malato per il fatto di bere spesso. Negli Stati Uniti invece per molto meno si spingono ad affidarsi alla propria comunità, a farsi “guardare” dai propri pari nel tentativo di essere più trasparenti nella battaglia con se stessi. Torna spesso anche questo tema, non scontato, in tutti i personaggi della serie: la fatica di combattere con i personali atteggiamenti e le proprie debolezze.

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Poi ci sono anche i lati negativi della serie: l’umorismo non è fulminante, i personaggi hanno caratterizzazioni un po’ troppo chiare e l’andamento della narrazione è un po’ aritmico. Solo dettagli, forse, perché Flaked vale la pena di essere vista, in quanto incrocio tra la recente Love e la storica Californication. Senza dimenticare l’ottima colonna sonora e la splendida fotografia con cui viene ritratta Venice.

Perché seguire Flaked: per chi vuole interrogarsi sulla propria autenticità, per la fotografia e la musica.

Perché mollare Flaked: perché è una serie un po’ ballerina tra il drammatico ed il comico e con un ritmo incostante



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