30 Maggio 2016 17 commenti

Serial Moments 234 – Dal 22 al 28 maggio 2016 di Diego Castelli

Flashback ipnotici, botte di nostalgia e cuori in mano

ATTENZIONE! SPOILER PIOVOSISSIMI DI THE AMERICANS, PREACHER, THE FLASH, PENNY DREADFUL, GAME OF THRONES (E IN FONDO WAYEARD PINES E ARROW)

5.The americans 4×11 – Hai capito la mamma?
Episodio tutto sommato normale almeno fino all’ultima scena, quando il quadretto familiare faticosamente costruito da Elizabeth per la figlia viene distrutto nello spazio di pochi istanti, durante un tentativo di aggressione. Sì perché in questi mesi Paige era riuscita ad accettare la doppia vita dei genitori con l’idea che fossero spie buone, poco più che diplomatici un po’ sui generis, insomma persone normali con un lavoro un po’ bizzarro. E invece no, cara mia, tua madre è una che se la fai incazzare ti ammazza sul posto, e non è mica la prima volta. Temo che ora tenere insieme tutto il castello di carte costruito in queste settimane non sarà affatto semplice.
The Americans

4.Preacher 1×01 – Basta tirare la monetina
In sede di recensione l’abbiamo detto: Preacher potrebbe anche diventare meno bella del previsto/sperato, ma si può essere abbastanza sereni sul fatto che sarà una gagliarda fabbrica di serial moments. Il primo episodio è già stracolmo di candidati, fra scazzottate in aereo e bazooka costruiti coi barattoli, anche se forse la mia scena preferita è alla fine, quando i poteri Jesse, a lui ancora sconosciuti, portano al sanguinolento suicidio del povero Ted, che si toglie il cuore dal petto e lo offre alla madre. In pratica ci stanno già dicendo che il desiderio di Jesse di dedicarsi al bene della comunità dovrà passare attraverso qualche piccola difficoltà!

Preacher

3.The Flash 2×23 – Momento nostalgia
Il season finale di The Flash avrebbe qualche reale motivo di interesse (prima fra tutti la decisione di Barry di tornare indietro nel tempo a salvare la madre, con conseguenze potenzialmente gigantesche), e altri motivi di sincera noia, come la solita soluzione a tutti i problemi (facciamo una corsa!) e la messa in stand by dell’amore con Iris, che son quelle scelte che mi fan sempre girare i maroni. Ma la verità è che il serial moment lo voglio dedicare a Jay Garrick, quello vero, quello che finora aveva la maschera e si rivela essere un doppleganger del padre di Barry. Tutta una scusa per poter far indossare di nuovo un costume da Flash a John Wesley Shipp, che i panni del velocista scarlatto li aveva ricoperti nella serie del ‘90. A molti di voi giovini potrà dire poco, ma quando quella serie arrivò in Italia io avevo una decina d’anni e un’inguaribile fame di superpoteri ed effetti speciali, quindi rivederlo in quei panni, seppure un po’ tarchiato e senza collo, mi ha dato grande gioia!

The Flash Garrick

2.Penny Dreadful 3×04 – Il cielo in una stanza (e anche l’inferno)
Nel panorama delle serie tv, dove guardare un episodio significa buttarsi in universi narrativi lineari, precisini e con tutte le loro cosine al posto giusto (almeno si spera), Penny Dreadful ha spesso la funzione dello scarto folle, e dà l’impressione che i suoi autori non rinuncino mai alla possibilità di togliersi delle soddisfazioni, anche se questo significa rallentare la normale narrazione o fare deviazioni inaspettate. “A Blade of Grass” è un episodio ambientato quasi tutto in una sola stanza, ed è l’ennesima prova da oscar di Eva Green, che durante la seduta di ipnosi con la dottoressa Seward ricorda gli eventi della Banning Clinic, dove ad accudirla c’era anche l’uomo che poi diventarà la Creatura di Frankenstein. Continue fluttuazioni d’umore, continui passaggi dalla tenerezza all’orrore e viceversa, in una puntata claustrofobica ma di grande impatto visivo. Ma quindi solo una botta di creatività a caso? No no, tutt’altro, perché la seduta serve anche a Vanessa per ricordare il nome di Dracula nonché la sua identità, sorta di doppio concreto e corporeo di Lucifero, così da poter riannodare tutti i fili e tenere sempre al centro Vanessa, oggetto del desiderio di tutte le supreme entità maligne. Che culo, eh?

Penny Dreadful Vanessa

1.Game of Thrones 6×05 – Chiudi che fa corrente
Il primo posto non può che essere di Hodor, il classico amico disponibile e gentile che non sarà un mostro di conversazione ma che poi quando non c’è più ti manca terribilmente, perché in fondo ti rendi conto che con lui, che pure era strano forte, tutto il resto sembrava un po’ meno matto. Il povero e stupidone Hodor, quanto di più lontano dal concetto classico di eroe, muore invece nel più epico dei sacrifici, quando nella stessa serie condottieri dichiarati sono morti in maniera molto più sciocca e disonorevole. Addio caro Hodor, o Wylis, speriamo che qualcuno a Westeros ti intitoli una via, o magari una biblioteca, un posto bello dove bisogna parlare poco.

Hodor

 

Fuori concorso per simpatia
Wayward Pines 2×01 – Suicidio badass
Se la prima stagione di Wayward Pines era stata per molti versi stupefacente (proprio nel senso di “stupore”), la seconda difficilmente potrà replicare il megatwist dell’anno scorso, finendo col diventare una normale serie postapocalittica con un po’ di adolescenti che si picchiano. L’inizio comunque non è malaccio, impreziosito da un’ulteriore tabula rasa dopo l’inevitabile uscita di scena di Matt Dillon, il cui personaggio si sacrificava nello scorso season finale. Questa volta a uscire dai giochi è Kate, che a rigor di logica sarebbe anche potuta diventare la nuova protagonista, e che invece si taglia la gola per non dover vivere nel mondo brutto brutto costruito dalla Fisher e dagli altri imbecilli. Oddio, una reazione un tantinello eccessiva eh, in quella che sarà probabilmente l’ultima volta in cui parliamo di questa serie. Però insomma, se cercavi l’uscita ad effetto l’hai ottenuta.

Wayward Pines
Anti-serial moment
Arrow 4×23 – Ci fosse una cosa giusta
Maronna che brutto il finale di Arrow. Ok, ormai è un po’ di tempo che la serie gira a vuoto, incastrata nel suo costante senso di tragedia ma intanto gestita come se fossero le avventure dei Power Rangers, però stavolta si è esagerato. Dire che il finale è frettoloso è poco, piuttosto bisogna riconoscere che non c’è nulla che torni. Missili nucleari lanciati e poi spariti, Damien Darhk ormai diventato una semidivinità e sconfitto da un Oliver che, chissà come, incanala l’energia di un centinaio di persone che passavano di lì. Lo stesso Darhk che perde i poteri ma comunque riesce ad ammazzare gente a distanza, forse perché aveva le dita incrociate e quindi non valeva. Un combattimento finale fra due esperti di arti marziali che si menano come due ubriachi fuori da un bar. A caso, tutto completamente a caso, come se gli autori non avessero saputo fino a due giorni prima di iniziare le riprese dell’episodio che la storia di Darhk dovesse finire lì. In tutto questo, anche l’unico momento potenzialmente importante, cioè la scelta di Oliver di uccidere il nemico a sangue freddo, passa ovviamente in secondo piano, soffocato dalla pochezza di tutto quello che sta intorno. Boh, bah…



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