2 Settembre 2016 10 commenti

Love, Nina – Una piccola meraviglia firmata Nick Hornby di Marco Villa

Love, Nina è una miniserie di 5 puntate che vi fanno sentire subito meglio

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Nick Hornby è uno di quei nomi che tutti i nati tra il ‘70 e il ‘90 hanno incrociato almeno una volta. E spesso quella volta si chiama Alta Fedeltà. È uno di quegli scrittori che negli anni ‘90 si leggeva punto e basta. Non era tanto questione di gusti, era Nick Hornby e si leggeva. Poi, di colpo, è sparito. Un po’ come le cinnamon. In realtà lui ha continuato a fare le sue cosine, ma io l’ho completamente perso di vista. Fino a poche settimane fa, quando mi capita di vedere Love, Nina e di scoprire che dietro c’è proprio lui: il funambolico Nick.

Love, Nina è una miniserie di BBC One andata in onda tra maggio e giugno. Tratta dall’omonimo romanzo epistolare di Nina Stibbe, è stata adattata da Nick Hornby per la tv. È la storia di Nina, che nel 1982 lascia Leicester per andare a Londra: per mantenersi, inizia a fare la tata e capita a casa di George, caporedattrice di un giornale interpretata da Elena Bonham Carter. George è madre di due figli e a casa loro spesso c’è anche Malcolm, poeta e scrittore amico di famiglia che dovrebbe corrispondere nella realtà a Stephen Frears, perché trattasi di storia vera et autobiografica. Nina è una che ha mollato la scuola da ragazzina, legge romanzacci rosa ed è di un pragmatismo assoluto: tutti elementi che ovviamente cozzano alla grande con l’ambiente in cui finisce per essere inserita.

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Un meccanismo narrativo classicissimo e per questo molto efficace: i continui piccoli scontri tra Nina e il mondo che la circonda sono divertenti e surreali, scritti con ritmo e recitati alla grande. Gran parte degli applausi va all’attrice che interpreta Nina, ovvero Faye Marsay, che noi abbiamo conosciuto come la stronzetta bionda che picchia Arya in Game of Thrones e che qui tira fuori un campionario di faccette e smorfiette che vale da solo la visione.

Raccontati in voice over come una serie di lettere scritte da Nina all’amica Vic, gli episodi sono tutti incalzanti, grazie anche a una divisione in micro-capitoli che dà ulteriore ritmo alla storia. La trama è ovviamente nulla, tutto quello che conta sono le interazioni tra personaggi, con una quasi totalità di unità di spazio.

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Come avrete intuito, Love, Nina è una serie piccola, minuscola. Il termine perfetto per definirla sarebbe gioiellino, ma mi vengono i brividi solo a scriverlo. Meglio dire che si tratta di una cosa fatta veramente come si deve, una di quelle che alla fine della mezz’ora canonica ti lascia sensazioni migliori di quelle che avevi prima del play. Sembra una cazzata, ma è cosa molto rara. Il consiglio è proprio spassionato: fatevi del bene e recuperate questi 5 episodi. Sono meno di tre ore. Facile facile.

Perché seguirla: perché è una storia minuscola, ma raccontata da dio

Perché mollarla: perché non succede nulla, ma proprio nulla

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