28 Dicembre 2016 16 commenti

Sense8 2×01 – Christmas Special di Francesca De Maria

Momentaneo ritorno per gli amici mistici di Netflix

special

Ormai lo sapete: il Castelli non sa stare zitto. Quando ama, il Castelli chiacchiera, quando non ama, chiacchiera lo stesso: trovate il suo sfogo mistico-critico sulla prima stagione di Sense8 a questo link.

Considerando che il Villa (così mi dice il suo socio) avrà visto in tutto due episodi, il destino del rapporto fra la serie Netflix e Serial Minds sembrava destinato a rompersi per sempre. Evidentemente, però, i due sentivano la pressione di tanti appassionati che non la pensano come loro, e così hanno provato a vedere se c’era qualcuno più ben disposto nei confronti di Sense8, specie in questi giorni di rilascio dello “speciale Natalizio” che di “speciale” ha solo la modalità di rilascio, dato che si tratta a tutti gli effetti del primo episodio della seconda stagione (gli altri nove saranno disponibili su Netflix a Maggio 2017).

Hanno trovato me.

 

ATTENZIONE: SPOILER SULLA 2×01

Dopo un finale di stagione più caotico che adrenalinico avevamo lasciato i sensienti in fuga da Whispers e in pieno cliffangher interrogativo. La 2×01 riparte, saggiamente, con un passo indietro, dandoci l’impressione di aver sfruttato la lunga pausa per rendersi cosciente dei suoi punti di forza e puntare su quelli. Al di là di quegli aspetti di plotting che presentano delle effettive falle accuratamente sviscerate dal Castelli – dagli spiegoni troppo ricorrenti e poco concludenti per bocca di un redivivo Naveen Andrews a un fiacco dipanarsi delle storyline dei personaggi più deboli (Kala, Riley) – due sono le qualità principali che ce lo avevano imposto come show di un buon consenso: 1) l’aver raccontato in modo intrigante una storia universale, che mette al centro del palcoscenico la squadra piuttosto che il singolo, le similitudini emotive piuttosto che le diversità geografiche/religiose/culturali, l’umanità piuttosto che l’uomo; 2) l’aver stuzzicato, nel farlo, i piaceri sensoriali dello spettatore mediante montaggi schizofrenici, regia studiata nel dettaglio, colonne sonore tanto pop quanto efficaci (uno dei punti di massima catarsi della prima stagione era stato vedere gli 8 sensienti abbandonarsi alle note di “What’s up”).

Sense8 christmas special (4)

La seconda stagione lo sa, e riparte da qui. Ritroviamo i sensienti dove li ricordavamo, ad eccezione di Capheus, primo plot-twist (off screen) della stagione: ad interpretarlo non è più il britannico Aml Ameen, ma il nuovo entrato Toby Onwumere (divergenze con la produzione, si dice). Il turbolento recasting ci viene introdotto con un dialogo di apertura intriso di doppi sensi (“faces change, you know? But not the heart”) e tanto ci basta per digerire la pillola. In ogni caso non era il personaggio più carismatico ne popolare, il suo.

Gli altri volti che conosciamo sono invece tutti ancora lì: Kala neo sposa di un matrimonio combinato, Sun in prigione, Wolfgang al capezzale di Felix, Riley e Will in fuga da Whispers, Nomi e Amanita dal governo, Lito e Hernando in attesa della tempesta dopo il coming-out. Distanti geograficamente, emotivamente più connessi che mai: finalmente consci del loro legame, pronti non solo ad accettarlo come inevitabile ma ad accoglierlo come benvenuto, agognato, benedetto. Stop, dunque, con le inquadrature su personaggi confusi, sorpresi e impauriti: Harry Potter ormai sa cosa sia Hogwarts e lo sa anche lo spettatore.
Si parte allora con la prima grande scena di potenza trasversale: il compleanno degli otto, il primo da sensienti, che si sfogano in una danza psichedelica sulle note di “Home we’ll go” dentro cui dimenticare tutti i drammi del momento (“my friends, tonight we’re gonna dance!”), proseguendo con l’attesissimo remake di una scena tanto clamorosa quanto apprezzata della scorsa stagione: il sesso di gruppo “sensoriale”. Sincronizzato, condiviso, crudo e mistico, virginale e animale, potente perché ancestrale e insito in ognuno di noi al di là di tutte le possibili sovrastrutture circostanziali.

Sense8 christmas special (1)

Why is it even news? Who gives a fuck who I fuck? This is the 21st century, people. Get over it!” (Lito – Kala)

We exist because of sex. It’s not something to be afraid of. It’s something to honor. To enjoy”. (Sun)

Ci ricorda che quello del sensiente è un potere speciale ma un concetto banale, null’altro che le basilari emozioni umane (rabbia, dolore, amore, lutto) che si ripetono e si somigliano e si riconoscono al di là di ogni distanza linguistica o sociale. Ecco perché il matrimonio senza amore di Kala e l’amore senza legittimazione di Lito sono più simili che mai, così come le prigioni sociali o classiste attorno a Wolfgang e Capheus non sono diverse da quella fisica attorno a Sun.

Sense8 christmas special (3)

È un ritorno che vuole infondere solidarietà e speranza, quello di questo speciale natalizio. Ci prova sfruttando il rapporto genitori-figli, catartico in quell’abbraccio con cui la madre di Lito stringe il figlio dopo il coming-out e travagliato in quelle lacrime versate dal padre di Will non tanto per le calunnie che pendono sul poliziotto ma per la sua assenza da casa. E ci emoziona davvero, al culmine del climax, con quei tre minuti di “Halleluja” (omaggio al compianto Leonard Cohen), che ci mostrano come la festa più importante di una singola religione sia in grado di catturare lo sguardo dell’intero globo, verso un albero addobbato, o i fuochi di artificio, un cenone tra amici, o un coro di Natale (e non uno qualunque, ma è il San Francisco Gay Men’s Chorus).
E non occorre avere la telepatia dei senzienti per sentirsi connessi ad altre persone in ogni angolo del globo. Presente il dialogo tra Nomi e l’amico nerd che le offre un rifugio?

You know, virtual family, online community? In some ways, they know more about me than anybody, but we’ve never actually met, you know, physically. Make sense?

Ha perfettamente senso per Nomi e forse anche per noi, spettatori e membri di comunità virtuali uniti da uno show, un hobby, un blog.

Ma non è certo tutto oro e luci natalizie. Così come ritroviamo i punti forti, emozionanti e riusciti di Sense8, ritroviamo anche quelli più deboli, tutti riassunto da quella macro-trama che fatica a decollare: Whispers, Jonas, i complotti governativi e fantascientifici contro i sensienti.
Più che angosciare, le apparizioni di Whispers a Will frustrano, forse perché dopo una stagione intera non sono ancora chiare né intriganti a sufficienza, mentre fin troppo chiari e già rodati sono i momenti di solidarietà telepatica che si traducono in uno degli otto che è in pericolo di vita e gli altri che corrono in soccorso essenzialmente aiutandolo a picchiare, sparare, correre e far le capriole all’indietro.
Stavolta tocca di nuovo a Wolfgang, invischiato nell’ennesimo conflitto a fuoco tra gang malavitose di Berlino e risolto grazie alle abilità da ring di Sun. Figo, spettacolare, scenografico, ma ormai abusato. Next, please.

 Lo speciale di Natale si chiude così, dopo due ore tutto sommato riuscite nell’intento: ricordarci che sì, tra gli amici virtuali che aspettiamo di ritrovare il prossimo anno, ci sono anche i sensienti. A Maggio 2017.



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