28 Marzo 2018 15 commenti

The Terror – Angoscia, angoscia e ancora angoscia di Marco Villa

The Terror è una serie tutta giocata sul quanto sia piccolo l’essere umano in uno spazio infinito come il circolo polare artico

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Ci sono cose che appartengono al mito e che conosci anche se riguardano argomenti o aspetti storici che normalmente non frequenti. Le prime esperienze di volo, le scalate alle montagne più alte, i grandi esploratori. Tutte imprese che hanno spinto i limiti umani un po’ più in là e soprattutto che l’hanno fatto in un tempo abbastanza recente, a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo. Un tempo in cui, per dire, vivevano i bisnonni di alcuni di noi, ma che è anche lo stesso tempo in cui si cercava il mitico passaggio a nord ovest, la rotta in mezzo ai ghiacci per raggiungere l’Oceano Pacifico dall’Oceano Atlantico, viaggiando attraverso il polo Nord. Un’impresa, non ci sono altri modi per definirla. Un’impresa che hanno tentato in molti e durante la quale molti hanno lasciato la vita. Ad alcuni di loro è dedicata questa serie, che si chiama The Terror, ma non per il motivo che pensate voi. O almeno, non solo per quello.

The Terror è una nuova serie di AMC, distribuita in Italia da Amazon Prime Video a partire dal 27 marzo. Basata sul romanzo omonimo di Dan Simmons e adattata per la tv da David Kajganich, The Terror vede tra gli executive producer anche Ridley Scott e racconta la storia della cosiddetta spedizione Franklin, partita nel 1845 dall’Inghilterra in cerca proprio del passaggio a Nord Ovest e scomparsa nel nulla dopo essere entrata nel circolo polare artico. Al centro della storia tre esploratori, realmente esistiti: Francis Crozier (Jared Harris, il re in The Crown), James Fitzjames (Tobias Menzies, Edmure Tully in Game of Thrones) e John Franklin (Ciarán Hinds, Mance Ryder in Game of Thrones e mille altri ruoli in carriera). Loro sono i capoccia della spedizione, che coinvolge però decine di altre persone, ovvero gli equipaggi della Erebus e della Terror, le due navi che cercano di rompere i ghiacci per aprirsi la strada verso l’Oceano Pacifico.

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The Terror è il nome della nave, quindi, ma non solo. Il terrore è anche lo stato d’animo che serpeggia nei due equipaggi, scatenato dalla sensazione di essere qualcosa di insignificante in un territorio a cui non si appartiene e su cui si ha un controllo limitato. “Questo posto ci vuole morti”, dice a un certo punto del pilot uno dei personaggi. E il primo episodio non fa altro che dimostrare quanto sia vera questa frase, con la morte di due membri della spedizione: un marinaio che precipita nel mare ghiacciato e un altro che muore per problemi respiratori. Nel primo caso si tratta di un incidente, mentre nel secondo caso la morte arriva accompagnata da quello che è l’elemento sovrannaturale della serie. Al momento della morte, la vittima è preda di un’allucinazione che la spinge ad avvertire la presenza di un eschimese a torso nudo a pochi passi, una sorta di spirito del luogo, di creatura a metà tra l’onirico e lo sciamanico che porta il povero marinaio a una morte per crepacuore.

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L’eschimese in questione altro non è che la materializzazione visiva di qualcosa di malvagio che permea tutto l’episodio. Si ha la netta sensazione che gli esploratori siano degli intrusi, che si stiano cacciando volontariamente in una trappola che è alla luce del sole, senza muri o senza sbarre, ma che non lascerà loro scampo. Tutta la prima puntata di The Terror è giocata sull’inevitabilità della sconfitta che deriva dal confronto tra qualcosa di piccolo e limitato come un essere umano e uno spazio infinito opprimente.

Per tutti i 46 minuti della sua durata, lo spettatore sente crescere una sensazione di insicurezza, che si trasforma poi in angoscia nella sequenza in parallelo della morte del marinaio (cui si è già accennato in precedenza) e della discesa negli abissi da parte di un altro membro dell’equipaggio. Una correlazione simbolica che più chiara non si potrebbe e che rende esplicito quello che è il cuore della serie: l’esplorazione del territorio non può che essere anche una esplorazione interiore e se la prima è difficile, la seconda non può che essere durissima.

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The Terror non è un horror normale e probabilmente non è nemmeno un horror. È però una serie che sa trasmettere ansia e angoscia come poche, sfruttando una storia originale e un’ambientazione di grande impatto. In questo pezzo abbiamo parlato poco della storia e dei personaggi: non è una dimenticanza, ma una scelta voluta, perché al centro di The Terror c’è innanzitutto l’atmosfera, il senso di oppressione che cresce sempre più e che finisce per stringerti in una morsa senza più lasciarti andare. Esattamente come accaduto all’Erebus e alla Terror, incastrate nei ghiacci senza possibilità di raggiungere la meta o di tornare al porto di partenza.

Perché guardare The Terror: per la qualità di scrittura e regia e per il tema potentissimo

Perché mollare The Terror: perché non c’è un cattivo specifico da combattere, ma una sottile costruzione psicologica



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