29 Giugno 2018 8 commenti

Yellowstone – Il western contemporaneo alla sua massima potenza di Marco Villa

Terre sconfinate, pellerossa in cravatta e Kevin Costner

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Nella mente di tutti, il western è un genere legato a un periodo in apparenza tramontato.  Film epici di ogni livello e caratura per raccontare un mondo lontano, governato da regole differenti. Film in cui si cavalca verso l’orizzonte e si difende fino alla morte il proprio territorio, qualunque esso sia. Poi magari capita di girare gli Stati Uniti fuori dalle grandi città e si scopre che il mito del West sarà anche evaporato, ma i territori sono sempre lì: spazi infiniti con paesaggi incredibili e ogni tanto qualche mandria sparsa. Capisci allora che il mito dell’uomo di frontiera solo contro tutti è ancora vivissimo, in quei pratoni senza fine in cui la città è il nemico e l’unico interesse che conta è il proprio. In questo mondo, in queste vite è ambientata Yellowstone.

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Yellowstone è una nuova serie tv che ha esordito il 20 giugno su Paramount con un episodio di 90 minuti. Creata da John Linson (Sons of Anarchy) e scritta da Taylor Sheridan (sceneggiatore dei due Sicario e candidato all’Oscar per Hell or High Water), è ambientata in un’area degli Stati Uniti nei pressi del parco di Yellowstone, dove si scontrano interessi e necessità di proprietari terrieri, agenzie governative e nativi americani.
Al centro della storia c’è John Dutton (Kevin Costner), che possiede l’immenso Yellowstone Ranch: con lui tre figli che a titolo diverso lo aiutano nel proprio lavoro e un quarto che invece ha lasciato la famiglia per stare nella riserva con una ragazza indiana da cui ha avuto un figlio. Dutton è di gran lunga il potente della zona, forte di un ranch sterminato e delle ricchezze che ne derivano: non solo, il suo cognome lo rende una sorta di grande capo, con tanto di potere politico e controllo delle forze dell’ordine. Come tutte le terre del Nord America, quelle di Dutton appartenevano una volta agli indiani e il fatto che questi non attacchino più con frecce e colori da guerra come da iconografia western, non significa che siano contenti di aver perso tutto quello che un tempo – nemmeno troppo lontano – era loro.
Da questo scontro eterno nascono dispute sul bestiame di Dutton, mentre quest’ultimo deve affrontare anche l’arrivo di un ricco investitore che vuole costruire un quartiere per milionari annoiati in mezzo alle vallate.

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Se ci pensate, sono i classici temi western, che possono quasi sempre essere riassunti in una dinamica in cui un singolo o una comunità subisce o rischia di subire un sopruso da parte di qualcuno che arriva da fuori. Come tutti i western, infatti, Yellowstone è la storia della disperata difesa di ciò che si ritiene proprio, con metodi inapplicabili in altre parti degli Stati Uniti. In una delle prime scene, il ricco investitore di cui sopra dice che “Qui non siamo in California, qui possiamo fare quello che vogliamo”. Ed è a questo che assistiamo nei 90 minuti di pilot: a personaggi che passano sopra ogni cosa per raggiungere i propri obiettivi, poco importa se tocca sacrificare qualche vita o far saltare una montagna per deviare un fiume.
Yellowstone è innanzitutto la storia della famiglia Dutton e di come possa cambiare la gestione del ranch (e di un immaginario), con il passaggio da una generazione all’altra, ma è anche la storia di personaggi mai del tutto positivi, perché incapaci di svincolarsi dal proprio interesse. Uno degli elementi alla base degli western è l’individualismo sfrenato dei suoi personaggi e in questo senso Yellowstone è la perfetta attualizzazione del genere e dei suoi eroi, con la differenza che qui è impossibile prendere fino in fondo le parti di uno dei protagonisti.

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Si tratta senza dubbio dell’aspetto più affascinante della serie di Taylor Sheridan, insieme a un cast di altissimo livello. L’immaginario c’è ed forte: la sfida è riuscire a tenere sempre viva la triangolazione Dutton-Indiani-Investitori lungo tutta la serie.

Perché guardare Yellowstone: perché è la perfetta realizzazione di un western contemporaneo
Perché mollare Yellowstone: perché c’è il rischio che diventi un soappone famigliare

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