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	<title>Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi &#187; sitcom</title>
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	<description>Un blog episodico</description>
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		<title>Bent &#8211; Sesso, sesso, sesso. E la figlia di Toro Seduto.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 09:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Villa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una nuova comedy molto tranquilla e con un caso di casting cagnesco familiar-transgenerazionale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/bent_tv_series-231392569-large.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-15167];player=img;"><img class="aligncenter size-large wp-image-15170" title="bent_tv_series-231392569-large" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/bent_tv_series-231392569-large-580x328.jpg" alt="" width="580" height="328" /></a></p>
<p>Qui a Serial Minds abbiamo un punto di vista piuttosto chiaro sulle comedy. E alcune sicurezze: basta risate finte, basta riprese multicamera, ritmo, ritmo, ritmo. Aspetti che ci si immagina scontati, guardando quei quattro numeri che ci sono sul calendario e ci ricordano in che anno viviamo. Così come siamo più o meno spietati con i prodotti che sanno di vecchio, allo stesso tempo non siamo certo sempre lì a elogiare ogni sitcom vagamente nuova. Come nel caso di <em><strong>Bent</strong></em>, che in teoria rispetta tutti i dettami che per noi fanno una bella serie comedy, ma che non fa certo balzare in piedi dall&#8217;entusiasmo.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/bent-tambor-nbc.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-15167];player=img;"><img class=" wp-image-15172 alignleft" title="Bent" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/bent-tambor-nbc-300x237.jpg" alt="" width="232" height="183" /></a><em>Bent</em> è una nuova serie comedy di NBC, in onda dal 21 marzo. Racconta le storie di Alex e Pete. Lei avvocato fresca di divorzio e con figlia, lui muratore che le sta sistemando la casa. Lei è parecchio rigida e impostata, lui un surfista che ne porta a casa una a notte. Dove andremo a parare, secondo voi? Esatto, proprio lì. Fin dalle prime sequenze è chiaro che <em>Bent</em> si reggerà sul rapporto tira-molla tra i due, in cui lui è costantemente disponibile a giacere con lei e lei, per questioni di principio, si rifiuta ostinatamente. Tutta una faccenda di <a title="Unresolved sexual tension" href="http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/UnresolvedSexualTension" target="_blank">unresolved sexual tension</a> che funziona ed è divertente e che, soprattutto, è completamente esplicita. Gran parte dei dialoghi di <em>Bent</em> è sul sesso: fatto, non fatto, potenziale, auspicabile. Discorsi molto sereni e leggeri, senza alcun pippone mentale.</p>
<p><em></em>Sempre sul sesso è basato il passato dei personaggi (lui ha perso un lavoro e la fiducia dei colleghi andando a letto con una committente, lei è reduce da tradimento da parte del marito) e la caratterizzazione di quelli secondari: ci sono quelli che il sesso lo fanno (e gravitando intorno a Pete) e quelli che guardano gli altri agire (i colleghi di Pete, tra cui Gary, interpretato da Jesse Plemons, il buon Landry Clarke di <a title="Friday Night Lights" href="http://www.serialminds.com/2011/05/05/friday-night-lights/" target="_blank"><em><strong>Friday Night Lights</strong></em></a>). Completa il quadro la presenza di Jeffrey Tambor. Il grande George Bluth Sr di <a title="Arrested Development – La serie da recuperare a tutti i costi" href="http://www.serialminds.com/2011/11/28/arrested-development-la-serie-da-recuperare-a-tutti-i-costi/" target="_blank"><em><strong>Arrested Development</strong></em></a> è qui il padre del protagonista. Ovviamente un uomo senza alcuna dote di saggezza, intento a inseguire donne che hanno una trentina di anni meno di lui.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/nbc-gets-bent-and-other-tv-to-rage-about-tonight.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-15167];player=img;"><img class=" wp-image-15173 alignright" title="nbc-gets-bent-and-other-tv-to-rage-about-tonight" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/nbc-gets-bent-and-other-tv-to-rage-about-tonight-300x200.jpg" alt="" width="254" height="169" /></a>Le prime due puntate andate in onda sono molto ritmate, caratterizzate da scene brevi e dialoghi molto rapidi. Il risultato è qualcosa di leggero, rilassato e tranquillo. Tutti elementi positivi, ma per il momento non sufficienti a catturare in pieno lo spettatore. Bent è un prodotto che gioca su atmosfere e situazioni, più che su battute dirette e immediate. Anche i dialoghi &#8211; ben scritti &#8211; sono giocati soprattutto su piccoli ribaltamenti, mai su frasi a effetto o punchline memorabili. Il risultato è ovviamente qualcosa che non stende al primo colpo, ma che ha la potenzialità per creare un mondo in cui ci si possa trovare bene.  Sempre che ce ne sia tempo, visto che gli ascolti hanno assegnato a Bent la palma di peggior esordio stagionale per NBC. Alè.</p>
<p>Prima di lasciarvi alle vostre scintillanti giornate, mi preme però introdurre un concetto che reputo piuttosto importante. <em>Bent</em> è il primo caso di casting cagnesco familiar-transgenerazionale. Vuol dire che ci sono due attrici cagne che interpretano madre e figlia. Uno sforzo di coerenza notevole e ammirevole dal punto di vista del casting, ma anche il punto peggiore della serie.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/300.peet_.amanda.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-15167];player=img;"><img class="alignleft  wp-image-15177" title="300.peet.amanda" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/03/300.peet_.amanda.jpeg" alt="" width="255" height="255" /></a>Si parla di Amanda Peet e della ragazzina che interpreta la figlia. Ora, Amanda Peet a me sta simpatica. Ha fatto anche <a title="Studio 60 on the Sunset Strip – Il flop di Aaron Sorkin" href="http://www.serialminds.com/2011/03/01/studio-60-on-the-sunset-strip-il-flop-di-aaron-sorkin/" target="_blank"><em><strong>Studio 60</strong></em></a>, quindi un po&#8217; le sono affezionato. Il problema è che non ce la fa. Ha una voce interessante, un modo tutto suo di recitare, ma ha un elemento che la uccide: gli occhi pallati. Quegli occhi sempre spalancati che sembrano dire &#8220;ma davvero questa macchina prende la mia immagine e poi in qualche modo la mia faccia viene trasmessa in una scatola quadrata che tutto guardano?&#8221;. Praticamente la figlia di Toro Seduto, preoccupata che la macchina fotografica le possa rubare l&#8217;anima. E capite che non è esattamente il modo migliore per dare naturalezza a una serie. Poi ci aggiungete una figlia che vorreste sopprimere dopo un quarto di inquadratura e l&#8217;ostacolo più grosso alla visione di <em>Bent</em> è presto trovato. Ma non è il caso di fermarsi di fronte a queste quisquilie. Visti i numeri, difficilmente rivedremo <em>Bent</em> nella prossima stagione, ragion per cui una decina di episodi potrebbero tranquillamente meritare la visione.</p>
<p><strong>Perché seguirlo:</strong> ritmato, libertino, tranquillo, rilassante, Jeffrey Tambor.</p>
<p><strong>Perché mollarlo:</strong> serie più d&#8217;insieme che legata a battute o a schemi da sitcom classica. Ha bisogno di tempo per crescere.</p>
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		<title>Are you There, Chelsea? &#8211; E via, altra cagata di NBC!</title>
		<link>http://www.serialminds.com/2012/01/13/are-you-there-chelsea-e-via-altra-cagata-di-nbc/</link>
		<comments>http://www.serialminds.com/2012/01/13/are-you-there-chelsea-e-via-altra-cagata-di-nbc/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serie tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovi modi per farsi del male]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-13215];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13216" title="Are you there Chelsea" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea01.jpg" alt="" width="600" height="349" /></a><br />
<span style="color: #ffffff;">:</span><br />
Niente, questa primavera proprio non riesce a ingranare. Dopo i fallimenti di <strong><a title="Work It – Nuove frontiere dell’inguardabile" href="http://www.serialminds.com/2012/01/09/work-it/"><em>Work It</em></a></strong> e <strong><a title="The Firm – C’è Il Socio di John Grisham, ma c’è anche la noia" href="http://www.serialminds.com/2012/01/12/the-firm-john-grisham-il-socio/"><em>The Firm</em></a></strong>, chi sperava che la terza volta sarebbe stata quella buona rimarrà deluso. Anche Are You There Chelsea?, nuova sitcom di NBC, è una cagata pazzesca (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=-Koe-L3LDGU" target="_blank">cit</a>.).</p>
<p>Facciamo un minimo di storia.<br />
All’inizio di tutto c’è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chelsea_Handler" target="_blank">Chelsea Handler</a>, ultima di sei figli di un ebreo e una mormona, che dopo un’infanzia non semplicissima (aborto a sedici anni), diventa una comica apprezzata, una che riempie i locali di cabaret, crea show televisivi, presenta gli MTV Video Music Awards e scrive romanzi comici che diventano bestsellers.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea02.jpg" rel="shadowbox[sbpost-13215];player=img;"><img class="alignleft  wp-image-13218" title="Are You There, Vodka? It's Me, Chelsea" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea02-580x386.jpg" alt="" width="376" height="250" /></a>Ebbene, uno di questi romanzi è <em>Are You There Vodka? It&#8217;s Me, Chelsea</em>, sorta di autobiografia romanzata in cui la Handler racconta episodi più o meno surreali della propria vita, con stile irriverente e penna diabolicamente ironica, che neanche Carrie Bradshaw. Il titolo, peraltro, è una storipiatura di un romanzo famoso, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Are_You_There_God%3F_It%27s_Me,_Margaret" target="_blank"><em>Are you There God? It’s Me, Margareth</em></a>, ben più religioso e ben più serio. La Handler ha sostituito la parola “Dio” con la parola “Vodka”, il che è già tutto un programma.<br />
NBC ha poi deciso di trasformare il romanzo comico-antologico della Handler in una sitcom con protagonista una ragazza giovane e birichina che fa la cameriera in un bar e vive le tipiche avventure di una sitcom sui venti-trentenni.</p>
<p>Non ho letto il romanzo della Handler, ma non ho motivo di credere che non sia bello e divertente. Quello che invece so per certo è che la sitcom non è né bella né divertente.</p>
<p>Prima di tutto c’è un problema narrativo di base: manca un concept degno di questo nome. Ancora nel 1994, Friends poteva permettersi di avere un’idea di fondo generica come “la vita di sei amici che abitano a New York”. Nel 2012, purtroppo o per fortuna, serve qualcosa di più preciso e originale, che non vuol dire complicato. Basta un “la storia di come un ragazzo ha conosciuto la madre dei suoi figli, che non vediamo fino all’ultimo”, oppure “la storia d’amore tra due tizi in sovrappeso”; o anche “le vicende di un gruppo di amici nerd, più a loro agio tra fumetti ed esperimenti scientifici che tra ragazze e vita sociale tradizionale”.<br />
Il concept di <em>Are you There Chelsea</em>, almeno a giudicare da questo pilot, non ha da offrire alcunché di particolare. C’è solo una tizia abbastanza gnocca che fa la cameriera e apre le gambe volentieri. Di per sé nulla di accattivante.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea03.jpg" rel="shadowbox[sbpost-13215];player=img;"><img class="alignright  wp-image-13219" title="Are You There, Vodka? It's Me, Chelsea" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea03-580x386.jpg" alt="" width="396" height="263" /></a>Ma questo potrebbe essere un problema superabile, se a fronte di un’idea banalotta ci fosse una scrittura originale e divertente (dopotutto, dalle sitcom non si pretende chissà qualche invenzione narrativa, chiediamo soprattutto di ridere).<br />
Peccato che Chelsea fallisca malamente anche su questo punto. Due ordini di problemi: il primo è la qualità intrinseca delle battute. Si gioca quasi solo sul sesso e sull’alcol, sui peli pubici della gente e sulla sfigaggine della disadattata di turno, <a href="http://www.imdb.it/name/nm1944055/" target="_blank">Dee Dee</a>, che ha sì la faccia abbastanza buffa da strappare qualche sorriso, ma è anche troppo strana per risultare in qualche modo credibile (finisce col generare pietà più che comicità). Sono temi – sesso, droga &amp; e peli pubici &#8211; che possono anche funzionare, ma che qui vengono usati con uno strano sottosenso, tipo “avete visto quanto siamo smart e provocatori?”. Peccato che negli anni di <em><strong><a title="Family Guy 10×05 – Il miglior episodio di sempre" href="http://www.serialminds.com/2011/11/17/family-guy-10x05-il-miglior-episodio-di-sempre/" target="_blank">Family Guy</a></strong></em>, <em><strong><a title="Shameless – Prima stagione da standing ovation" href="http://www.serialminds.com/2011/04/07/shameless-prima-stagione-da-standing-ovation/" target="_blank">Shameless</a></strong></em> e <em><strong>Spartacus</strong></em> questa roba non è provocatoria per niente.<br />
E c’è poi il problema forse principale, che è il ritmo. <em>Are You There Chelsea?</em> è sorprendentemente lenta. Le singole battute, già debolucce, sono troppo rade, distanziate l’una dall’altra, con autentici momenti di silenzio che, considerate le risate in sottofondo, non dovrebbero praticamente esistere.<br />
E’ quindi un problema di scrittura ma anche tecnico, di regia e montaggio, che depotenzia le poche battute buone (qualcuna c’è, anche solo per questioni di probabilità statistica) e ingigantisce le falle di una sceneggiatura povera di idee.<br />
Tanto per capirci, anche <strong><em><a title="Mike &amp; Molly – Finale di stagione" href="http://www.serialminds.com/2011/06/01/mike-molly-finale-di-stagione/" target="_blank">Mike &amp; Molly</a></em></strong> ogni tanto ha jokes meno efficaci, ma il ritmo delle minchiate è così sostenuto che quasi non te ne accorgi. Qui è tutto il contrario.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea06.jpg" rel="shadowbox[sbpost-13215];player=img;"><img class="alignleft  wp-image-13220" title="Are You There, Chelsea?" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2012/01/Chelsea06.jpg" alt="" width="324" height="486" /></a>E tocca parlare male anche della protagonista, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0696059/" target="_blank">Laura Prepon</a>, che cerca di mettere in scena una Chelsea provocante e provocatoria, sorta di diavoletto biondo-sexy che dovrebbe dimostrare di avere anche un bel cervello sagace. In realtà non dimostra un bel niente, e risulta più irritante che altro. Il suo modello sembra essere la Max di <strong><em><a title="Serial Reminds – Le cinque nuove serie che non potete non vedere" href="http://www.serialminds.com/2011/12/19/serial-reminds-nuove-serie-vedere/" target="_blank">2 Broke Girls</a></em></strong>, con cui dovrebbe condividere il lavoro umile e la lingua tagliente. Ma al di là della ben diversa qualità dei dialoghi, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0993507/" target="_blank">Kat Dennings</a>, interprete di Max, riesce a infondere al suo personaggio una ironica rassegnazione nei confronti dalla crisi che ce la fa amare alla follia, perché è povera ma tira avanti con un cinico sorriso. La Chelsea di Laura Prepon, al contrario, sembra quasi cameriera per scelta, come se avesse deciso di fare quel lavoro solo per trovare più occasioni per ubriacarsi e scopare. Non frega niente a nessuno.</p>
<p>Chiudiamo con una considerazione in apparenza secondaria, ma che basterebbe da sola a far capire l’andazzo. In originale, il titolo della serie era lo stesso del romanzo, “Are you There Vodka? It’s Me Chelsea” (“Ci sei Vodka? Sono io, Chelsea”). La produzione ha poi deciso di cambiarlo in “Are you there, Chelsea?” (“Ci sei, Chelsea?”), forse per questioni di spazio. Peccato che il senso satirico del titolo originale si sia perso completamente, lasciando una frase che sembra fare riferimento a una centralinista, o a una seduta spiritica.</p>
<p>Questa è <em>Are You There Chelsea?</em>: una sitcom che forse aveva senso di esistere, ma che ha fatto tutto ciò che poteva per perdere questo diritto.</p>
<p><strong>Perché seguirla</strong>: boh.<br />
<strong>Perché mollarla</strong>: immaginate un motivo qualunque, è valido.<br />
<span style="color: #ffffff;">:</span><br />
<span style="color: #ffffff;">:</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anteprima assoluta: I Hate My Teenage Daughter</title>
		<link>http://www.serialminds.com/2011/11/25/anteprima-assoluta-i-hate-my-teenage-daughter/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 09:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Madri sfigate contro figlie stronze]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/11/I-hate-my-teenage-daughter021.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11758" title="I hate my teenage daughter02" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/11/I-hate-my-teenage-daughter021.jpg" alt="" width="596" height="327" /></a></p>
<p>Nel vasto e variegato mondo dei telefilm, uno dei personaggi più gettonati è la teenager imbecille e in vario modo malvagia. I tratti distintivi sono ben noti: visino bellino, vestiti firmati, atteggiamento supponente, aperto disgusto per coloro che considera inferiori, forte menefreghismo verso la componente educativa della scuola, che viene invece vista come contesto ideale per atti di ribellione, bullismo, appassionata fornicazione.</p>
<p>La teenager stronza può svolgere molteplici funzioni narrative, spesso coesistenti: è la protagonista di un percorso di crescita anagrafico/caratteriale che ci insegna come la vita cambi le persone in meglio o in peggio; si fa mettere incinta e/o rischia la vita per droga, in modo che le giovani spettatrici comprendano il prezzo dell&#8217;essere (troppo) figa; funge da nemico giurato per uno o più personaggi &#8220;sfigati ma in fondo migliori come persone&#8221;, il cui disagiato ma intelligente punto di vista diventa quello del pubblico davanti alla tv.</p>
<p>Ci sarebbero molti esempi. Da <a href="http://lamodasecondome.files.wordpress.com/2011/07/blair-waldorf-cerchietto-01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">Blair </a>in <em>Gossip Girl</em> (ma soprattutto Georgina) a <a href="http://images.wikia.com/suburgatory/images/c/c5/Dalia_Royce.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">Dalia </a>in <a title="Suburgatory – Pigliamo a ceffoni le casalinghe disperate!" href="http://www.serialminds.com/2011/10/03/suburgatory-pigliamo-a-ceffoni-le-casalinghe-disperate/" target="_blank"><em>Suburgatory</em></a>, passando per <a href="http://3.bp.blogspot.com/_eD7ittsM1OI/Sxk__sMFAWI/AAAAAAAAAZA/Du27paIWlw0/s400/Glee-Quinn.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">Quinn </a>e <a href="http://28.media.tumblr.com/tumblr_l3d3laCktG1qavl3no1_500.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">Santana </a>in <a title="Glee – Siamo arrivati al punto di rottura (di balle)" href="http://www.serialminds.com/2011/11/11/glee-siamo-arrivati-al-punto-di-rottura-di-balle/"><em>Glee</em></a>. Questo per rimanere a prodotti recenti.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/11/I-hate-my-teenage-daughter05.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-11760" title="I hate my teenage daughter - Jaime Pressly" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/11/I-hate-my-teenage-daughter05.jpg" alt="" width="311" height="415" /></a>Ebbene, <a href="http://www.imdb.com/title/tt1819545/" target="_blank"><strong><em>I Hate My Teenage Daughter</em></strong></a>, la sitcom di cui parliamo oggi in anteprima assoluta (debutta il prossimo 30 novembre) si basa appunto su questa figura mitica, con una differenza non da poco. Protagonista della storia non è la teenager stessa, e nemmeno la sua sfigata compagna di banco che viene a scuola col maglione della nonna anche a maggio, giusto per coprire la sua rachitica femminilità. No, protagoniste sono le due madri di altrettante adolescenti imbecilli.</p>
<p>Non che le mamme non siano presenti quando ci sono le <em>bitch girls</em>. Anzi, spesso sono personaggi di contorno assai rilevanti. Ma di solito sono stronze quanto le figlie, oppure riccone annoiate, oppure genitrici sagge e posate che tutto sembrano, tranne che le creatrici di tali biondi abomini.<br />
In <em>IHMTD</em> la faccenda è diversa: Annie (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0005326/" target="_blank">Jaime Pressly</a>) e Nikki (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0278234/" target="_blank">Katie Finneran</a>) sono madri divorziate, single e un po&#8217; frustrate, che non hanno mai lasciato davvero l&#8217;adolescenza e vedono le figlie come irritante estensione dei loro sogni. Vogliono vederle felici, famose e realizzate come loro non hanno mai potuto essere, ma allo stesso tempo le detestano profondamente proprio per quello che sono.</p>
<p>In pratica, le classiche sfigate della scuola sono diventate le madri delle oche giulive che da sempre odiano.</p>
<p>Il pilot lascia addosso sensazioni contrastanti.<br />
Le due protagoniste funzionano: la Pressly (indimenticabile Joy di <em>My Name Is Earl</em>), con la sua voce da bambola assassina e il piglio deciso, interpreta la madre più desiderosa di farsi valere sulla puttanella che ha allevato. La Finneran è invece il &#8220;poliziotto buono&#8221;, la paffuta chioccia disposta a tutto pur di ricevere uno sguardo d&#8217;amore da parte della figlia. Insieme, le due danno vita a siparietti divertenti, alimentati dalla bontà del concept e supportati da spalle funzionali come i due ex mariti (uno eterno Peter Pan che a quarant&#8217;anni va ancora in giro a suonare per localacci con la sua band, l&#8217;altro danaroso giocatore professionista di golf), lo zio Jack (un sorprendentemente etero <a href="http://www.imdb.com/name/nm0706716/" target="_blank">Kevin Rahm</a>, gayssimo Lee in <em>Desperate Housewives</em>) e la preside del liceo, Deanna Diego, che rappresenta la versione adulta (ma non meno fastidiosa) delle due ragazzine.<br />
Quella di <em>I Hate My Teenage</em> <em>Daughter</em> è una comicità semplice, diretta e cattivella, che raggiunge qualche punta di apprezzabile cinismo, benché non riesca a essere realmente dissacrante.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/11/I-hate-my-teenage-daughter03.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-11748" title="I hate my teenage daughter03" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/11/I-hate-my-teenage-daughter03.jpg" alt="" width="417" height="265" /></a>I problemi, comunque, sono altrove. Mancano soprattutto un po&#8217; di invenzioni. Siamo di fronte a una sitcom fin troppo classica, senza le idee surreali di <em>How I Met Your Mother</em>, la comicità personalissima di Greg Garcia (<a title="Raising Hope" href="http://www.serialminds.com/2010/10/04/raising-hope/" target="_blank"><em>Raising Hope</em></a>, il citato <em>My Name Is Earl</em>), o il ritmo dialogico degli show di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0521143/" target="_blank">Chuck Lorre</a>. A parte l&#8217;idea di fondo, che rimane molto interessante e ricca di possibili spunti, c&#8217;è un leggero odore di vecchio, in uno show che prepara con troppa calma le proprie battute, muove attori e telecamere come trent&#8217;anni fa, fatica a trovare un guizzo che faccia spalancare gli occhi per la sorpresa.<br />
Una mia amica mi ha detto che sembra quasi un telefilm da Disney Channel. Ecco, non che debba comparire <a href="http://www1.pictures.gi.zimbio.com/World+Premiere+Disney+Channel+High+School+6DNPcWLN1EUl.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">Zach Efron</a> da un momento all&#8217;altro, ma rende bene l&#8217;idea di una certa pacatezza che sarebbe meglio incattivire un po&#8217;.<br />
Perché se sei <a title="Last man standing – Il ritorno di Tim Allen" href="http://www.serialminds.com/2011/10/14/last-man-standing-il-ritorno-di-tim-allen/" target="_blank"><em>Last Man Standing</em></a> con Tim Allen, puoi essere rassicurante e per famiglie, e ci sta pure bene. Se invece ti chiami &#8220;Odio mia figlia&#8221;, mi aspetto qualcosa di un po&#8217; più ardito.</p>
<p>PS Si noti come Jaime Pressly, in una delle prime scene, ordini alla figlia di cambiarsi i vestiti troppo succinti. Proprio lei, che prima di darsi ai telefilm ha posato per foto artistiche come <a href="http://votalatop.altervista.org/albums/Jaime%20Pressly/Jaime_Pressly-0067.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">questa</a>, o <a href="http://www.telefilmzone.it/imgImmagini/Attori/JaimePressly/jaime19.jpg" rel="shadowbox[sbpost-11745];player=img;" target="_blank">questa</a> (occhio, <strong>vietato ai minori</strong>!).<br />
PPS Si noti, allo stesso tempo, con che scaltra furbizia ho trovato una scusa per inserire link a foto di donne nude, giusto per attirare un po&#8217; di traffico. Bisogna pur mangiare&#8230;</p>
<p><span style="color: #ffffff;">:</span></p>
<p><strong>Previsioni sul futuro</strong>: Annie e NIkki cercheranno di allevare al meglio le loro figlie, resistendo all&#8217;impulso di soffocarle nel sonno.<br />
<strong>Perché seguirla</strong>: sono venti minuti leggeri e tutto sommato divertenti, con un concept interessante e attori in gamba.<br />
<strong>Perché mollarla</strong>: se l&#8217;idea di fondo è originale e accattivante, meno lo è la realizzazione concreta, fin troppo classica nei dialoghi, nel ritmo e nella resa visiva.</p>
<p>Di seguito un trailer lungo del primo episodio, che dà una buona idea del mood generale.</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MvV6dHgzxhk?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/MvV6dHgzxhk?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object><br />
<span style="color: #ffffff;">:</span><br />
<span style="color: #ffffff;">:</span><br />
<span style="color: #ffffff;">:</span></p>
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		<title>Whitney &#8211; La serie tanto tanto normale</title>
		<link>http://www.serialminds.com/2011/10/12/whitney-la-serie-tanto-tanto-normale/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Villa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[Serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[sitcom]]></category>
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		<category><![CDATA[whitney]]></category>

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		<description><![CDATA[Conviventi di tutto il mondo, alla visione!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/10/Whitney_TV_Series-270959248-large.jpg" rel="shadowbox[sbpost-10620];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10624" title="Whitney_TV_Series-270959248-large" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/10/Whitney_TV_Series-270959248-large.jpg" alt="" width="600" height="338" /></a></p>
<p>Sì, lo so. Il mercoledì è di solito il giorno della Vitali, ma che ci volete fare? Ella da qualche settimana passa le giornate a lavorare come una dannata e le notti tra baccanali infiniti nel mondo dello spettacolo, ma tra sette giorni dovrebbe tornare. Io, nel frattempo, mi sono preso il pilot che sarebbe spettato a lei, ma non aspettatevi commenti da penna femminile, ché qui &#8211; per festeggiare il decimo anniversario dall&#8217;ultima vera rasatura &#8211; la barba ha raggiunto livelli da record. Quindi, amici della Versione di Tina, pazientate.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/10/whitney-nbc-tv-show.jpg" rel="shadowbox[sbpost-10620];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-10623" title="whitney-nbc-tv-show" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/10/whitney-nbc-tv-show-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Whitney</strong></em> è una sitcom in onda su NBC dal 22 settembre e &#8211; notizia clamorosa &#8211; sta andando bene. Una cosa non da poco per un&#8217;emittente che ha già dovuto cancellare <a title="La Versione di Tina – Free Agents mi ha rotto le palle" href="http://www.serialminds.com/2011/09/21/la-versione-di-tina-free-agents-mi-ha-rotto-le-palle/" target="_blank"><strong><em>Free Agents</em></strong></a> e <a title="The Playboy Club – Le sfortunate conigliette dei Mad Men" href="http://www.serialminds.com/2011/09/26/the-playboy-club-le-sfortunate-conigliette-dei-mad-men/" target="_blank"><em><strong>The Playboy Club</strong></em></a>, sommersi da un&#8217;onda di ascolti negativi. <em>Whitney</em> è una commediola senza infamia e senza lode, che si prefigge di raggiungere un quieto sei in pagella, con la consapevolezza di poter arrivare a qualcosa di più, ma senza nessun interesse a sforzarsi per farcela. Perché quando c&#8217;è la sufficienza, che motivo c&#8217;è di sbattersi per migliorare, con il rischio di epic fail dietro l&#8217;angolo? Direte: il motivo è che abbiamo davvero bisogno di cose belle e nessuna necessità di robe mediocri. Sì, verissimo. Però un conto sono le cose mediocri che pensano di essere tremendamente belle, un conto quelle che puntano tutto su un&#8217;atmosfera lo-fi da simil cazzeggio casereccio.</p>
<p>E <em>Whitney</em> è proprio questo. A volerla stiracchiare, potrebbe essere la versione americana riveduta e corretta di <a title="Him &amp; Her – La serie tv sulla convivenza" href="http://www.serialminds.com/2010/11/19/him-her/" target="_blank"><em><strong>Him &amp; Her</strong></em></a>, la serie inglese girata interamente all&#8217;interno dell&#8217;appartamento di una coppietta, formata dalla creatrice e protagonista Whitney Cummings e da Chris D&#8217;Elia. Qui gli ambienti sono più d&#8217;uno, ma il centro di tutto è comunque la vita di coppia: convivenza tra due pocopiùche-trentenni, insieme da un po&#8217; di anni, che si confrontano con le altre coppie che gravitanto intorno a loro. Quelle nuove e tutte sbaciucchiante e mielose, quelli scoppiate da poco e quelle che ancora non ci sono.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/10/Whitney_TV_Series-984258069-large.jpg" rel="shadowbox[sbpost-10620];player=img;"><img class="alignright size-medium wp-image-10622" title="Whitney_TV_Series-984258069-large" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/10/Whitney_TV_Series-984258069-large-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a>La differenza rispetto a tante schifezze viste di recente la fa un tono di dichiarato understatement. Scenografie ridotte al minimo, tutto puntato sulla bravura degli attori. Elemento principale è la spontaneità: in più punti gli interpreti faticano a trattenere il sorrisino di sincero divertimento. Molto intelligente, poi, il modo in cui sfruttano la laugh track, a.k.a. le risate registrate. Se ormai sono universalmente riconosciute come tratto di estrema vecchiezza televisiva, in <em>Whitney</em> non vengono semplicemente piazzate lì perché così vuole la rete, ma sfruttate come punto in più. Al termine della sigla, infatti, la voce della protagonista dichiara che &#8220;Whitney è registrato davanti a un pubblico vero&#8221;. Ovvero: come trasformiamo un aspetto fondamentalmente negativo in un punto d&#8217;orgoglio. Paraculata al cubo e &#8211; di nuovo &#8211; caratteristica del lo-fi, che prende il poco che ha e lo trasforma in un patrimonio. Certo, il problema è che la serie non va in onda su Tele Val D&#8217;Ossola, ma su uno dei network più importanti del mondo, quindi un po&#8217; più di sforzo in generale non sarebbe stato così malvisto.</p>
<p>Per questo, il giudizio alla fine si piazza su quel sei cui si accennava in apertura. non fa incazzare come un <a title="Happy Endings – Finale di un’inutile stagione" href="http://www.serialminds.com/2011/06/15/happy-endings-finale-di-uninutile-stagione/" target="_blank"><em><strong>Happy Endings</strong></em></a> o un <a title="Friends With Benefits – Indovinate? Trentenni al bar col trombamico" href="http://www.serialminds.com/2011/09/02/friends-with-benefits-indovinate-trentenni-al-bar-col-trombamico/" target="_blank"><em><strong>Friends with benefits</strong></em></a>, ma non riesce a colpire come ha fatto <a title="New Girl – La comedy indie pucci tanto adorabile" href="http://www.serialminds.com/2011/09/12/new-girl-la-comedy-indie-pucci-tanto-adorabile/" target="_blank"><em><strong>New Girl</strong></em></a>. Ciononostante, <em>Whitney</em> &#8211; insieme proprio a <em>New Girl</em> &#8211; è una delle poche serie che ha già avuto una stagione piena confermata fino a maggio. Il trionfo della mediocrità? Sì, abbastanza. Ma anche della normalità. Se <a title="Unforgettable – La poliziotta con la memoria espansa" href="http://www.serialminds.com/2011/09/29/unforgettable-la-poliziotta-con-la-memoria-espansa/" target="_blank"><em><strong>Unforgettable</strong></em></a> era la serie buona per riempire i 40 minuti che vi avanzano, Whitney fa lo stesso per la metà del tempo. Un affare.</p>
<p><strong>Previsioni sul futuro:</strong> tanta tanta normalità assortita e qualche cazzatella</p>
<p><strong>Perché seguirlo:</strong> perché se siete in una convivenza vi troverete dentro fino al collo in queste storie</p>
<p><strong>Perché mollarlo:</strong> perché lo dico ogni volta, bisogna essere esigenti. Il sei non basta per dedicare tempo prezioso ogni settimana. E poi perchè l&#8217;amico poliziotto è copia brutta e sbiaditissima di Barney Stinson.</p>
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		<title>The Big Bang Theory: il duello!</title>
		<link>http://www.serialminds.com/2011/05/23/the-big-bang-theory-il-duello/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 08:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione di Serial Minds</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Duello]]></category>
		<category><![CDATA[On Air]]></category>
		<category><![CDATA[Serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[sheldon]]></category>
		<category><![CDATA[sitcom]]></category>
		<category><![CDATA[telefilm]]></category>
		<category><![CDATA[The Big Bang Theory]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma The Big Bang Theory fa ancora ridere?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/tbbt1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7627" title="tbbt" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/tbbt1.jpg" alt="" width="601" height="375" /></a></p>
<p>E&#8217; una delle serie simbolo di questi anni e lo sarà ancora di più, visto che, con il recente rinnovo per due stagioni, raggiungerà almeno le sei annate di messa in onda, per un totale di oltre centoventi episodi.<br />
Ma siamo sicuri che sia una buona notizia? Siamo sicuri che faccia ancora ridere?<br />
Questi quesiti hanno spaccato la redazione di Serial Minds.<br />
L&#8217;unico modo per affrontare questa frattura era un duello.<br />
L&#8217;abbiamo fatto e ne è uscito il post più lungo nella storia di questo sito.<br />
En garde.</p>
<p><strong>Il fronte del sì, ovvero Diego Castelli<br />
</strong></p>
<p>Di recente, il Villa ha cominciato a dare segni di insofferenza nei confronti di <em>The Big Bang Theory</em>. Quindi un post che consideravo piuttosto facile si è trasformato in un duello all&#8217;ultima parola. A dirla tutta, forse ricordate che io stesso ho sollevato qualche riflessione critica nei confronti della serie (precisamente <a title="Friends vs The Big Bang Theory – La sfida delle sitcom" href="http://www.serialminds.com/2010/11/16/friends-vs-the-big-bang-theory/">qui</a>) soprattutto a causa della mancanza di una linea romantica appassionante e realmente coinvolgente (alla <strong><em>Friends</em></strong>, o anche alla <strong><a title="How I Met Your Mother – Le meraviglie della sesta stagione" href="http://www.serialminds.com/2011/03/07/how-i-met-your-mother-le-meraviglie-della-sesta-stagione/"><em>How I Met Your Mother</em></a></strong>) che desse una base emotivamente carica al susseguirsi di battute a sfondo nerd.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/TBBT16.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;"><img class="size-full wp-image-7635 alignright" title="TBBT16" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/TBBT16.jpg" alt="" width="320" height="213" /></a>Ma siccome siamo in un duello, è inutile che mi metta a fare dei sofismi. Quindi difenderò a spada tratta quella che ritengo ancora una delle migliori sitcom in circolazione. <em>The Big Bang Theory</em> ha quasi fondato un genere a sè stante, la nerd-comedy, mettendo in primo piano tipologie di personaggi che altrove erano solo contorno. Ebbene, il primo obiettivo deve essere non allontanarsi da questo binario. L&#8217;unico modo per allontanarsene sarebbe modificare i protagonisti nel profondo, e questo farebbe semplicemente implodere la serie. Una certa fissità dei caratteri diventa dunque quasi imprescindibile, pur riconoscendo, talvolta, la necessità di non cadere nell&#8217;eccessiva ripetizione.</p>
<p>In questo senso, si potrebbe criticare l&#8217;eccessiva importanza data a Sheldon, che rimane uno dei personaggi più clamorosi ideati negli ultimi anni, ma che non può reggere lo show completamente da solo. In questo senso, però, e qui so di andare direttamente contro l&#8217;opinione del mio socio, trovo che l&#8217;ingresso dei personaggi femminili sia riuscito a dare una certa varietà d&#8217;azione che prima mancava. <a href="http://wizbangpop.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/big-bang-theory.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;" target="_blank">Amy</a>, la  Sheldon-femmina, è riuscita a intrattenere con la sua controparte maschile una relazione che più di una volta si è spinta verso una strana sessualità nella quale il nostro spilungone germofobico non si era mai trovato. Allo stesso tempo, Bernadette ha dato modo a Wolowitz (che forse è il mio personaggio preferito) di cimentarsi con una relazione seria, lui che faceva tanto il latin lover de noantri. E <a href="http://www.upmag.net/Surf57/AartiMann-JohnnyGalecki.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;" target="_blank">Priya</a>, per quanto personaggio di per sé abbastanza piatto, è riuscita a smuovere un po&#8217; le acque della relazione Penny-Leonard, che ormai si erano fin troppo calmate, fino all&#8217;inaspettato finale, che di certo non è cosa telefilmicamente &#8220;nuova&#8221;, ma che in una serie come questa lascia abbastanza di stucco.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/justice.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7660" title="justice" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/justice-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Ma il vero campo di battaglia è un altro. E qui io e il Villa potremmo scannarci per ore senza arrivare da nessuna parte, perché è una questione troppo soggettiva.<br />
Il fatto è questo: a mio giudizio, <em>The Big Bang Theory </em>continua a fare ridere. E pure tanto. Con alti e bassi, certo, ma continuando a inanellare una serie di trovate che non mi paiono né spente né indebolite. Penso ai riferimenti più o meno espliciti all&#8217;omosessualità latente di Raj; a quando Priya ha fatto allontanare Sheldon scatenando la nostalgia degli altri; a certi dialoghi tra le ragazze, che mai avrei creduto in grado di reggere la scena da sole; alla puntata dell&#8217;esperimento sul gossip; alla Justice League; agli impulsi  sessuali di Amy per l&#8217;ex ragazzo di Penny; alla &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nW29y95ewCY" target="_blank">indian dance</a>&#8220;; alle partite a scacchi in tre; all&#8217;ottimo penultimo episodio con la madre di Howard in ospedale e uno Sheldon che meriterebbe una chance in un medical, giusto per vedere quanto farebbe incazzare House. O forse sarebbero amici, chissà&#8230;</p>
<p>Margini di miglioramento ci sono sempre, e questo vale anche per <em>TBBT</em>. Ma è una sitcom che continua a farmi sbellicare e, finché rimane così, le lascerò tutto il tempo che vuole per coprire <strong></strong>le sue pur innegabili mancanze.<br />
<span style="color: #ffffff;">.</span><br />
PS Non so se il Villa tirerà in ballo un paragone con<em> Community</em>. In quello specifico caso, sappiate che sarò d&#8217;accordo con lui: <em>Community</em> è di un altro pianeta, non la si può neanche far giocare con gli altri.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong></strong><strong>Il fronte del no, ovvero Marco Villa</strong></p>
<p><strong></strong><strong><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/TBBT18.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-7642" title="TBBT18" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/TBBT18-e1306064246896.jpg" alt="" width="224" height="264" /></a></strong>Dai, siate sinceri. Anche voi che aspettate ogni settimana con impazienza il nuovo episodio. Fate un rapido calcolo di quanto ridevate nella prima stagione e di quanto ridete oggi. Poi prendete le situazioni e fate un confronto. Cosa è cambiato? Il problema è che non è cambiato nulla. <em>The Big Bang Theory</em> nasce come &#8220;facciamo vedere quanto sono strambi i nerd&#8221;, per poi svilupparsi in &#8220;facciamo vedere quanto è strambo Sheldon&#8221;. In queste due frasi ci sono le prime tre stagioni e ci sono puntate straordinarie, modi di dire e comportamenti in grado di diventare tormentone. Ci sono i <a title="Bazinga!" href="http://instantbazinga.com/" target="_blank">Bazinga</a> e le tre bussate alla porta, ma anche la filastrocca sul gatto e il contratto tra coinquilini. Al termine della terza stagione è stato introdotto il personaggio di Amy: potenzialmente un ottimo elemento, che personalmente ho valutato da subito in modo del tutto positivo. O almeno, le mie attese erano del tutto positive. Perché alla prova dei fatti, il suo inserimento ha provocato il collasso della serie.</p>
<p>Cosa abbiamo visto in questa quarta stagione? Una replica di qualcosa già sfruttato. Di fatto, Amy è stata sviluppata come una versione femminile di Sheldon e il terzetto di donne formato da lei, Penny e Bernadette è andato a riprodurre le stesse dinamiche del quartetto maschile. A pagare le conseguenze di questa scelta è stato il personaggio di Penny: da figura altra rispetto al mondo nerdy dei suoi vicini, con velleità da attrice e capacità sociali ben oltre la norma (in fondo riesce a fare amicizia con degli orsi), è diventata inspiegabilmente una sfigata colossale, che esce con due soggetti disadattati. L&#8217;unico elemento di diversità, che dava pepe alla storia, è stato così normalizzato (o meglio a-normalizzato) e adattato all&#8217;ambiente.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/sheldon-car.png" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7654" title="sheldon car" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/sheldon-car-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Passando al gruppo maschile, Sheldon ne rimane re incontrastato, ma sono pochi i momenti di grazia da ricordare. Piuttosto, torna in mente l&#8217;orrenda seconda puntata, durante la quale manda in giro un pc al suo posto. Dovessimo mai trovare un salto dello squalo per <em>The Big Bang Theory</em>, io voterei per quell&#8217;episodio. Il rapporto con Leonard non è cambiato per nulla, prova ne è il continuo riferimento al contratto che hanno sottoscritto per l&#8217;appartamento, ovvero un&#8217;idea che risale a quattro anni fa. A proposito di Leonard, va detto che Priya è sostanzialmente inesistente. A parte l&#8217;inizio giocato sulle scaramucce con il fratello, gli autori le hanno ritagliato addosso un ruolo da antipatica di contorno, senza il minimo spessore. Di fronte a un Raj che non è avanzato di un millimetro (ancora e sempre il mutismo selettivo e i genitori come uniche fonti comiche), l&#8217;unico personaggio degno di nota è stato forse Howard: non è un caso che una delle migliori puntate, la penultima, abbia avuto lui come protagonista.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/TBBT17.jpg" rel="shadowbox[sbpost-7625];player=img;"><img class="size-full wp-image-7636 alignright" title="TBBT17" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/05/TBBT17.jpg" alt="" width="277" height="190" /></a>La sensazione è quella di una stagione nulla, che si potrebbe cancellare senza essersi persi niente. <em>The Big Bang Theory</em> ha bisogno di una sterzata, di una botta di energia, vedremo se gli elementi introdotti nel finale riusciranno a fornirla. Solo così potrà recuperare un po&#8217; di terreno rispetto a serie come <a title="Community 2 – Il finale di stagione" href="http://www.serialminds.com/2011/05/16/community-2-il-finale-di-stagione/" target="_blank"><em><strong>Community</strong></em></a> e <a title="Parks and Recreation – 5 motivi per amarlo" href="http://www.serialminds.com/2011/04/28/parks-and-recreation-5-motivi-per-amarlo/" target="_blank"><em><strong>Parks and Recreation</strong></em></a>. A volerla dire in modo altisonante, l’impressione è che TBBT sia stata la serie simbolo degli anni zero, mentre i due titoli citati siano nettamente più avanti, come di un’altra generazione, già proiettate negli anni dieci. Certo, il formato da sitcom classica non aiuta e le risate finte sono ormai diventate del tutto controproducenti. Chuck Lorre e soci, però, sono stati capaci di creare un telefilm che a suo modo ha fatto epoca. Un lumicino di speranza per una ripresa c&#8217;è. La quinta stagione sarà fondamentale, con le prime dieci puntate a fare da dentro o fuori.</p>
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		<title>MipTv 2011 &#8211; I telefilm del prossimo futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I perché del mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall'assolata Cannes un po' di anticipazioni su quello che vedremo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Cannes.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6862" title="Cannes" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Cannes.jpg" alt="" width="600" height="331" /></a></p>
<p>La scorsa settimana ero al MipTV, annuale mercato televisivo internazionale con base a Cannes. Nella cittadina francese, produttori e distributori di contenuti (telefilm, tv movie, documentari, cartoni, format ecc) presentano il loro catalogo ai rappresentanti dei network televisivi, cercando di vendere la mercanzia. Un po&#8217; come un grande ammasso di bancarelle, dove invece di pomodori e lattuga si vendono serie tv e film e dove, invece di tastare con mano la consistenza di un melone, l&#8217;acquirente mette gli occhi su uno schermo per vedere chili di trailer.</p>
<p>Al di là del fatto di essere a Cannes, che schifo non fa, è un&#8217;ottima occasione per incontrare moltissime realtà diverse e per scoprire, tra le altre cose, che in giro per il mondo la gente si ciuccia una valanga di merda. Non avete nemmeno idea di quanto possono essere brutte certe serie sudamericane o certi tv movie asiatici.</p>
<p>Comunque, a parte i possibili aneddoti, colgo l&#8217;occasione per buttarvi lì qualche anticipazione interessante su quello che vedremo nei prossimi mesi. Di solito non vi diamo questo genere di news, ma volevo bullarmi per il fatto di essere stato a lavorare in un posto figo, quindi stavolta facciamo uno strappo&#8230;</p>
<p>Partiamo obbligatoriamente da NBC Universal, una delle poche major americane presenti. Il futuro di NBC è proprio quello più interessante, telefilmicamente parlando, perché ormai sono anni che la rete di <em>30 Rock</em> se la passa male, continuamente battuta dai rivali di CBS, ABC, ecc. Per risollevare le sorti del network, in crisi di risultati e di idee, i grandi capi hanno dato le redini della sezione entertainment a Robert Greenblatt, ex uomo di punta di Showtime e primo responsabile dei successi di robetta come <em><a title="Six Feet Under – Becchini, pompe funebri e serie tv" href="http://www.serialminds.com/2010/12/14/six-feet-under/">Six Feet Under</a>, Dexter</em>, <em>Weeds</em>, <a title="Californication 4 – Finale con riflessione" href="http://www.serialminds.com/2011/03/31/californication-4-finale-con-riflessione/"><em>Californication</em></a>.<br />
Bella idea eh, coraggiosa, ma non è che a chiamare il mago di Showtime si rischia di portarsi in casa uno che&#8230; sa fare solo le serie di Showtime? Il dubbio c&#8217;è, perché quelli che ci hanno raccontato sono progetti (a volte) interessanti, ma che sembrano pronti a raccogliere larghi ascolti così come io sono pronto a correre la maratona. E a me viene il fiatone leggendo i fumetti, tanto per capirci&#8230;<br />
<a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Messing.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-6847" title="55th Annual Emmy Awards 2003 - Arrivals" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Messing.jpg" alt="" width="279" height="378" /></a>Iniziamo con <strong><em>Smash</em></strong>, che racconterà il lavoro e le aspirazioni di una compagnia di Broadway impegnata nella realizzazione di uno spettacolo. Nonostante la simpatia di Debra Messing, mi pare un <em>Glee </em>in ritardo, per adulti e senza ironia. Bravi, bella idea. Arriva poi <strong><em>Grimm</em></strong>, un crime tutto particolare: protagonista un detective discendente dei famosi fratelli inventori di Biancaneve, che vede i personaggi delle fiabe come se fossero veri, ci parla insieme e si fa aiutare nelle indagini. Concept curioso, ma qual è il target di una cosa così? Quarantenni fan di <a title="The Mentalist: basta il pensiero…" href="http://www.serialminds.com/2010/09/09/the-mentalist-basta-il-pensiero/" target="_blank"><em>The Mentalist</em></a> con l&#8217;hobby di pulire le case di piccoli <a href="http://1.bp.blogspot.com/_bH7UK_bb7Tc/TKJuLhMG9qI/AAAAAAAAAVk/8dXD8EOKAqI/s1600/Sette-Nani.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;" target="_blank">minatori </a>col nasone? Quanta gente sarà, dieci, dodici persone?<br />
Grandi ambizioni per <strong><em>Reconstruction</em></strong>, un period drama che racconta le vicende di un reduce della Guerra Civile stabilitosi in una cittadina dopo il conflitto: sparatorie, intrighi e amori in salsa pre-western. Il period drama (cioè una serie in costume, ambientata nel passato) è stato il tema ricorrente di questo MipTv e del prossimo futuro televisivo: in pratica non c&#8217;è casa di produzione che non abbia in cantiere un progetto ambientato nel &#8217;700, o nel medioevo, o nell&#8217;antica roma. Chissà se questa nuova ondata di pizzi e merletti reggerà alla prova degli ascolti.<br />
Assolutamente inutile sembra <strong><em>Bent</em></strong>, comedy con Amanda Peet che racconterà di una madre single innamorata del tizio che le costruisce la cucina. Al di là che sembra la storia di <a href="http://www.spoilersguide.com/wp-content/uploads/2010/08/BAG-and-Marcia-Cross2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;" target="_blank">Bree e Keith</a> in <em>Desperate Housewives</em>, quanto può durare una serie del genere? Cioè, sta cucina prima o poi sarà finita, no? E dopo che succede? Grandi twist e sorpresone legate alle zanzariere? Bah&#8230;<br />
Meno pregiudizi, ma senza troppo entusiasmo, per <strong><em>Weekends at Bellevue</em></strong>, dove seguiremo una psichiatra e i suoi turni in ospedale nei fine settimana. Ancora medicina per <strong><em>Family Practice</em></strong>, altra commedia in un cui un giovane dottore torna a lavorare con la sua famiglia, in cui ovviamente indossano quasi tutti il camice bianco. <strong><em>Whitney</em></strong> racconterà le avventure di una coppia felice che però evita l&#8217;altare come la peste (a questo punto mi aspetto anche una serie-scandalo su un tema di stretta attualità come il sesso pre-matrimoniale), mentre <strong><em>Free Agents</em></strong> si occuperà dell&#8217;amore tra due PR (non mi è ancora chiaro che lavoro fa sta gente, vi pare che mi interessi conoscere la loro vita sessuale?). A luglio arriverà <strong><em>Suits</em></strong>, che non è uno spinoff di <a title="How I Met Your Mother – Le meraviglie della sesta stagione" href="http://www.serialminds.com/2011/03/07/how-i-met-your-mother-le-meraviglie-della-sesta-stagione/" target="_blank"><em>How I Met Your Mother</em></a> con protagonista <a href="http://www.youtube.com/watch?v=68Yb_2z7TeY" target="_blank">Barney</a>, bensì un legal in cui un brillante ma svogliato studente <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Carrie-Anne-Moss1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-6848" title="Carrie-Anne-Moss(1)" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Carrie-Anne-Moss1.jpg" alt="" width="336" height="312" /></a>viene assunto da uno studio legale. Sento puzza di protagonista cazzone ma geniale alla House, <em></em>col problema che i cloni di <em>House </em>sembrano già ora i brufoli di un adolescente: tanti, brutti e incontrollabili.<br />
Poi arriva l&#8217;ideona, una cosa a cui nessuno-nessuno-nessuno aveva mai pensato: persone normali con superpoteri. Minchia, geniale. La variante è che vengono assoldati dalla CIA e dall&#8217;FBI per risolvere casi impossibili. Si chiama <strong><em>Alphas</em></strong>, e sembra un incrocio tra <em>Heroes</em> e <em>CSI</em>. Può essere un bel prodotto, oppure una boiata con un <a href="http://2.bp.blogspot.com/_ePi1_NwHC04/Svqa8PptKsI/AAAAAAAAAjE/EKuRm7FWuv8/s400/horatio_caine.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;" target="_blank">Horatio Cane</a> volante.<br />
Il premio per il concept più generico va a <strong><em>I Just Wants my pants back</em></strong>, dove seguiamo una venticinquenne indecisa su cosa fare nella vita. Evidentemente erano anche indecisi su cosa scrivere. <strong><em>Against the wall</em></strong> ci condurrà nella difficile vita di una poliziotta figlia di poliziotti che decide di entrare negli affari interni, mentre <strong><em>First Step</em></strong> metterà <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005251/" target="_blank">Carrie Ann Moss</a> (la  Trinity di <em>Matrix</em>) alla guida di un team psichiatrico in un ospedale. Mi chiedo se l&#8217;ospedale sarà reale, o se invece sarà una prigione virtuale costruita per controllare le menti degli umani.<br />
Aggiungiamo anche un paio di pilot ancora senza nome: uno dedicato a una famiglia in cui il padre è casalingo e la madre lavora, e una comedy in cui marito e moglie permettono all&#8217;amica appena divorziata di andare a vivere con loro, già pronta a entrare nelle <a title="Serie che (non) durano" href="http://www.serialminds.com/2010/11/08/serie-che-non-durano/" target="_blank">serie che non durano</a>.<br />
Insomma, una lunga lista di progetti che sembrano troppo strani per una tv generalista, oppure troppo banali per spiccare. Mi rendo conto di essere un po&#8217; pessimista (dopotutto ci hanno solo &#8220;parlato&#8221; di questi progetti, che devono ancora essere girati). Ma vi assicuro che durante l&#8217;incontro c&#8217;era un po&#8217; di sfiducia&#8230;<br />
<a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/game-of-thrones-image-sean-bean.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-6849" title="game-of-thrones-image-sean-bean" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/game-of-thrones-image-sean-bean.jpg" alt="" width="204" height="306" /></a>Fanno eccezione, dal mio punto di vista, il nuovo spin-off di <a title="Battlestar Galactica – Il telefilm-bibbia del nerdismo" href="http://www.serialminds.com/2011/04/05/battlestar-galactica-il-telefilm-bibbia-del-nerdismo/"><em>Battlestar Galactica</em></a>, <strong><em>Blood &amp; Crome</em></strong>, che andrà in onda su SyFy, ed <strong><em>Eden</em></strong>, una serie incentrata sulle vicende di un concierge e di suo cugino, impegnati a soddisfare le più strane richieste dei clienti in un hotel di New York: un&#8217;idea semplice, ma almeno un po&#8217; diversa dal solito.</p>
<p>Mi sono dilungato sulla rete del pavone, che però non era l&#8217;unica a presentare il suo listino. Il grande evento del MipTV era il lancio di <a title="Camelot – Artù, Merlino, Morgana e tutta quella roba lì" href="http://www.serialminds.com/2011/03/04/camelot-artu-merlino-morgana-e-tutta-quella-roba-li/" target="_blank"><strong><em>Camelot</em></strong></a>, di cui abbiamo già parlato, con tanto di presenza in loco dell&#8217;ex <em>Flash Forward</em> <a title="5 Ragioni per il fallimento di Flash Forward" href="http://www.serialminds.com/2010/06/30/5-ragioni-per-il-fallimento-di-flash-forward/" target="_blank">Joseph Fiennes</a> e della piccola e popputa<a href="http://www.imdb.com/name/nm1200692/" target="_blank"> Eva Green</a>. Ma le spade e i cavalli non mancavano di certo in <strong><em>Game of Thrones</em></strong>, il nuovo progetto fantasy di HBO in partenza il 17 aprile, di cui ho visto in anteprima due episodi e che approfondiremo tra un paio di giorni. Sempre su HBO (o sul &#8220;cugino&#8221; Cinemax) arriverà <strong><em>The Sector</em></strong>, serie prodotta da Tandem che racconterà di una squadra d&#8217;assalto operante in un prossimo futuro, tra manipolazioni genetiche e criminali potenziati (ho chiesto se per caso avrebbero fatto uno spin-off estremo chiamato<em> Sector &#8211; No Limits</em>, ma pare di no&#8230;). Sempre Tandem, che è il produttore de <a title="I Pilastri della terra: da romanzo a miniserie! E io godo…" href="http://www.serialminds.com/2010/07/29/i-pilastri-della-terra-da-romanzo-a-miniserie-e-io-godo/" target="_blank"><em>I pilastri della terra</em></a>, ha confermato l&#8217;inizio delle riprese a luglio per <strong><em>Mondo senza fine</em></strong>, il seguito della saga medioevale ideata da Ken Follett.</p>
<p>Nel nostro girovagare per gli stand siamo rimasti molto colpiti da diversi progetti di RHI (la ex Hallmark), specializzata in tv movies e miniserie, che ha snocciolato diverse idee gagliarde, stavolta sul serio! Su tutte spicca <strong><em>Neverland</em></strong>, miniserie in quattro puntate che racconta le origini del mito di Peter Pan. In pratica vedremo il futuro capitan Uncino e il non-ancora-volante ragazzino a Londra, e seguiremo poi il loro arrivo sull&#8217;Isola che non c&#8217;è, dove diventeranno acerrimi nemici. Il trailer ci ha fatto un&#8217;ottima impressione, così come l&#8217;interpretazione di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0406975/" target="_blank">Rhys Ifans</a>, attore inglese dal talento poliedrico, che molti <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Neverland.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-6851" title="Neverland" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Neverland.jpg" alt="" width="366" height="244" /></a>ricorderanno per lo <a href="http://i.thisislondon.co.uk/i/pix/2009/04/rhys-500x700.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;" target="_blank">Spike </a>di <em>Notting Hill</em>, e che qui sembra dar vita a un Hook sorprendentemente affascinante. Ma quelli di RHI hanno anche in serbo un <strong><em>Treasure Island</em></strong> con Elija Wood e Donald Sutherland, e un <strong><em>The Adventurers Club</em></strong> che ci è stato raccontato come sorta di unione tra <em>Indiana Jones</em> e <em>X-Men</em>. Insomma, tanta bella roba.</p>
<p>E1, la casa di produzione che l&#8217;hanno scorso si presentò al Mip con <a title="Call me Fitz" href="http://www.serialminds.com/2011/02/01/call-me-fitz/" target="_blank"><em>Call me Fitz</em></a> e <a title="Rookie Blue – NYPD si greysanatomizza" href="http://www.serialminds.com/2010/08/02/rookie-blue-nypd-si-greysanatomizza/" target="_blank"><em>Rookie Blue</em></a>, stavolta è sembrata più sottotono, anche se ha confermato <strong><em>The Firm</em></strong>, seguito telefilmico de <em>Il Socio</em>, il noto film con Tom Cruise, tratto dal romanzo di John Grisham. E no, non ci sarà Tom Cruise, e credo che John Grisham ne sappia poco e niente (a fare un telefilm ci aveva già provato con <em>Il Cliente</em>, e non gli era andata troppo bene&#8230;)</p>
<p>Rimane alta l&#8217;attesa per il già annunciato <strong><em>Hell On Wheels</em></strong>, nuova serie western di AMC che racconterà una storia di vendetta, passioni e ferrovie nello scenario post-Guerra Civile americana. So che prima vi ho parlato di un progetto simile di NBC, dimostrando meno entusiasmo: la differenza è che AMC, come dimostra <a title="The Killing – Chi ha ucciso Rosie Larsen?" href="http://www.serialminds.com/2011/04/11/the-killing-chi-ha-ucciso-rosie-larsen/"><em>The Killing</em></a>, non sta sbagliando un colpo, mentre NBC arranca da mesi. Rispetto alle notizie che già circolavano, al Mip abbiamo potuto vedere un trailer, e il livello sembra piuttosto alto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Magic-City.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-6852" title="Magic City" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/04/Magic-City.jpg" alt="" width="380" height="259" /></a>Concludiamo con Starz, la rete che ha dato vita al franchise di <a title="Spartacus: Gods of the Arena" href="http://www.serialminds.com/2011/02/03/spartacus-gods-of-the-arena/"><em>Spartacus</em></a>: qui abbiamo saputo della prossima produzione di <strong><em>Magic City</em></strong>, crime ambientato nella Miami degli anni Sessanta (ebbene sì, ancora un telefilm in costume!), con un budget di cinque milioni di dollari a episodio.</p>
<p>Io mi fermerei qui. Non vi sto a tediare con le produzioni tedesche, brasiliane e ungheresi, perché so che siete persone sensibili.<br />
Quello che è uscito da questo MipTv è un innegabile ritorno delle serie storiche o storicheggianti (che non credo sia un termine esistente) &#8211; a scapito per esempio dei soliti medical o crime &#8211; e una certa voglia di mostrare qualcosa di nuovo e ambizioso, dopo un paio d&#8217;anni di crisi economica e creativa. A noi serialminders non resta che aspettare i risultati di questi buoni propositi, incrociando le dita. Male che vada  vi scriverò solo di <em>Glee </em>e <a title="House 7×15 – Puntatone specialone!" href="http://www.serialminds.com/2011/03/09/house-7x15-puntatone-specialone/" target="_blank"><em>House</em></a>, e saremo contenti lo stesso, soprattutto il Villa&#8230;</p>
<p>PS A Cannes c&#8217;era anche <a href="http://media.bakersfieldnow.com/images/France+Cannes+MIPTV_Smit2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6805];player=img;" target="_blank">Arnold Schwarzenegger</a>, a presentare un cartone animato. Il cartone faceva vomitare, ma Schwarzy è Schwarzy&#8230;</p>
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		<title>Perfect Couples &#8211; Una serie tv su gioie e dolori dell&#8217;ammore</title>
		<link>http://www.serialminds.com/2011/03/02/perfect-couples/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 09:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale'n'Tina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le cinque W di una relazione perfetta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/03/Perfect-Couple04.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5725];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5734" title="Perfect Couple04" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/03/Perfect-Couple04.jpg" alt="" width="591" height="349" /></a></p>
<p>Siccome  ogni tanto mi piace fare l’intellettuale (l’avrete notato, no?), oggi  vi vado a parlare di una nuova serie molto caruccia seguendo il mitico  schema giornalistico delle cinque W.</p>
<p><strong><em>WHAT</em></strong></p>
<p>Anche detto “de che me stai a ppparlà?!” in lingua corrente.<br />
Il  telefilm in questione è <a href="http://www.imdb.com/title/tt1595856/" target="_blank"><strong><em>Perfect Couples</em></strong></a>, coppie perfette, made in NBC.  Tre coppie situate a differenti livelli di follia (personale e  reciproca) fronteggiano i banali problemi che la vita quotidiana  procura: invasioni di pulci, rubinetti otturati, ricerca di una casa  ecc. ecc.<br />
Differenti livelli di follia direttamente proporzionali al tempo che la coppia ha trascorso insieme:<br />
- <a href="http://www.imdb.com/name/nm1634944/" target="_blank"> Amy </a>e <a href="http://www.imdb.com/name/nm1378589/" target="_blank">Vance</a>, vicini al matrimonio, sono in lite perenne; essendo però  neofiti della vita a due, tendono a riversare la rabbia nel noto e  amatissimo “sesso rappacificatore”. (Cosa che dopo vent’anni di  matrimonio – mi dicono dalla regia &#8211; non esiste più).<br />
<a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/03/Perfect-Couple03.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5725];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-5737" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Perfect Couple03" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/03/Perfect-Couple03.jpg" alt="" width="344" height="229" /></a>-<a href="http://www.imdb.com/name/nm1887429/" target="_blank">Rex </a>e <a href="http://www.imdb.com/name/nm1601397/" target="_blank">Leigh</a>, neosposi. Ecco, loro mi fanno un po’ paura. Lui è un ex  trombeur de femmes (no, non è un errore, l’ho scritto apposta) che,  incontrata lei, si è convertito al “diciamoci tutto, ogni nostro più  recondito sentimento e sensazione in ogni momento di ogni giorno”. Si  amano in maniera inquietante, ma la coppia regge bene. In modo  disfunfunzionale, ma regge.<br />
-<a href="http://www.imdb.com/name/nm1531180/" target="_blank">Dave </a>e <a href="http://www.imdb.com/name/nm2147876/" target="_blank">Julia</a>, uniti nel sacro vincolo da tre anni. Loro sono i “normali”,  nonché i miei preferiti (Julia soprattutto). Due che si accettano per  quello che sono e si prendono ironicamente per il culo. Meraviglioso.</p>
<p><strong><em>WHO</em></strong></p>
<p>Ovvero “chi l’ha scritta?”.<br />
Appartenendo  io alla categoria, lasciate che mi levi il cappello e m’inchini in  segno di devozione: <a href="http://www.imdb.com/name/nm0798859/" target="_blank">Scott Silveri</a> e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0689390/" target="_blank">Jon Pollack</a>. Il primo ha al suo  attivo <a title="Friends vs The Big Bang Theory" href="http://www.serialminds.com/2010/11/16/friends-vs-the-big-bang-theory/" target="_blank"><em>Friends</em></a>; il secondo <a title="30 Rock" href="http://www.serialminds.com/2010/10/18/30-rock/" target="_blank"><em>30 Rock</em></a>.<br />
Non credo di dover aggiungere altro.</p>
<p><strong><em>WHERE</em></strong></p>
<p>Come  dicevo, lo trovate sulla NBC. Naturalmente la maggior parte di noi non  può recarsi ogni settimana in America solo per vedere questa serie,  quindi dovrete attendere miei cari, attendere che qualcuno in Italia si  decida a comprarlo e a trasmetterlo. Oppure potete… beh, fare quella  cosa che inizia con la S e finisce con CARICARE. Ma è illegale. E voi lo  sapete!<br />
(Come ho fatto io a vederlo, allora? Beh, questi non sono affari vostri).</p>
<p><strong><em>WHEN</em></strong></p>
<p>Scusate ma qui francamente non so cosa scrivere.</p>
<p><strong><em>WHY</em></strong></p>
<p>O anche “perché guardarlo”.<br />
Allora,  diciamo che un elemento di novità è il punto di vista. Qui i  protagonisti sono i tre elementi maschili delle varie coppie. D’altro  canto è smaccatamente evidente che le dinamiche da loro generate  ricalcano gli stereotipi tipicamente affibbiati al mondo femminile:  nella prima puntata, ad esempio, Dave vuole infighettarsi e sedurre  Julia.<br />
Se  non che, immediatamente, si rende conto di non sapere che cravatta  scegliere, quale camicia preferire, e poi meglio i boxer <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/03/Perfect-Couple01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5725];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-5736" title="Perfect Couple01" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/03/Perfect-Couple01.jpg" alt="" width="350" height="233" /></a>o lo slippino?  Lì, bam, parte la videoconferenza con gli amici su Skype. Cose da donne.<br />
Niente  male poi il lato comicità. Siamo lontani dai livelli Jedi delle battute  di <em>Friends </em>e<em> 30 Rock</em>, ma le basi sono molto buone; poi ogni serie ha  bisogno di un po’ di rodaggio, col tempo si migliora.<br />
Non  v’inganni quest’ultimo paragone: <em>Perfect Couples</em> non ha la struttura  della sit-com classica. Niente risate in sottofondo, niente battute ad effetto. La  comicità è generata dalle situazioni.</p>
<p><strong><em>UAI NOT E PREVIJON SUL FUTUR</em></strong></p>
<p>Motivi per non guardarlo non ce ne sono. Come <em>Friends</em>… perché non dovresti guardarlo?! (con questo, non sto dicendo che siamo allo stesso livello, occhio!)<br />
Previsioni  sul futuro: dipende da quello che s’inventano i writers. Stando così le cose, ha ancora una stagione di vita, poi la chiudono. Se c’infilano altri  personaggi e rendono le coppie leggermente meno borderline, può  funzionare.</p>
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		<title>Episodes &#8211; La nuova serie con Matt LeBlanc</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 09:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matt LeBlanc dice addio a Joey. O forse no...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/01/Episodes06.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4401];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4403" title="Episodes" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/01/Episodes06.jpg" alt="" width="592" height="326" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che piace ai critici di tutto il mondo è la metatestualità. Il cinema che parla di cinema, la letteratura che parla di letteratura, il teatro che parla di teatro. E&#8217; probabilmente una questione di narcisismo: il critico cinematografico crede che il suo campo di studi sia la cosa più importante dell&#8217;universo, e i film che parlano proprio della settima arte gli danno fondamentalmente ragione, moltiplicando il suo piacere. Sorta di orgasmo intellettuale, se volete. In questo senso, l&#8217;esempio telefilmico supremo è probabilmente <a href="http://www.serialminds.com/2010/10/18/30-rock/" target="_blank"><em>30 Rock</em></a>.</p>
<p>E&#8217; più o meno così che mi sono avvicinato a <a href="http://www.imdb.com/title/tt1582350/" target="_blank"><strong><em>Episodes</em></strong></a>, nuova serie di Showtime con protagonista Matt LeBlanc, indimenticato Joey di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0108778/" target="_blank"><em>Friends</em></a> (e tenete a mente la frase &#8220;indimenticato Joey di <em>Friends</em>&#8220;, perché è importante).</p>
<p>A colpire gli amanti della metatestualità è già il concept, di per sé geniale: una coppia di brillanti sceneggiatori inglesi (Beverly e Sean, interpretati da <a href="http://www.imdb.com/name/nm0340067/" target="_blank">Tamsin Greig</a> e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0542118/" target="_blank">Stephen Mangan</a>) viene ingaggiata per scrivere la versione americana del loro telefilm di maggior successo. E il protagonista scelto dalla produzione altri non è che Matt LeBlanc, star mondiale in crisi perché incapace di staccarsi dall&#8217;immagine di <a href="http://images2.fanpop.com/image/photos/9800000/Joey-Tribbiani-TOW-The-Birth-Mother-10-08-joey-tribbiani-9826822-720-480.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4401];player=img;" target="_blank">Joey Tribbiani</a>.<br />
<a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/01/Episodes01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4401];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-4412" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Episodes01" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/01/Episodes01.jpg" alt="" width="237" height="355" /></a>Se ci pensate un attimo, è roba da masturbazione mentale: LeBlanc fa effettivamente fatica a tornare sulla breccia dopo il successo di <em>Friends</em>, e va a interpretare sé stesso in una serie che mette in scena proprio quella difficoltà! E il padre di <em>Episodes </em>è David Crane, uno dei creatori di <em>Friends</em>&#8230; Ve l&#8217;avevo detto che la frase &#8220;indimenticato Joey di <em>Friends</em>&#8221; era importante. Mi sa che ho detto <em>&#8220;Friends</em>&#8221; troppe volte&#8230;<br />
Ad ogni modo, per l&#8217;idea ci si toglie il cappello, si applaude la grande autoironia del buon Matt, e morta lì.</p>
<p>A questo punto, però, vediamo come la cosa è stata resa effettivamente. Vi anticipo che, per fare un&#8217;analisi coi controcazzi, devo spoilerare di brutto sul primo episodio. Quindi se ancora non l&#8217;avete visto smettete di leggere, guardatelo e poi tornate (comunque vale la pena di vedere almeno la prima puntata, non siate pigri, su!).<br />
Bastano pochi minuti per rendersi conto che <em>Episodes </em>è una comedy abbastanza atipica e molto, molto raffinata. Non si cerca quasi mai la risata sguaiata, mentre si punta a una comicità tutta intellettuale. A svelare l&#8217;intenzione in qualche modo &#8220;sobria&#8221; degli autori è soprattutto il ritmo del montaggio e delle battute: non c&#8217;è la frenesia tipica delle sitcom in studio, e si lascia allo spettatore il tempo per assaporare i dettagli della costruzione narrativa.<br />
Questa impostazione, che presta il fianco a qualche innegabile lentezza di troppo, è però perfetta per arrivare al vero scopo della serie: quello di mettere a nudo i meccanismi della produzione hollywoodiana, che sotto una superficie luccicante nascondono oscuri angoli di dabbenaggine.<br />
I due protagonisti, inglesi, vengono sedotti dal brillio losangelino appena prima di essere colpiti dalla follia dello star system americano: scoprono che la maestosa abitazione a loro riservata è in realtà il set di un reality show (con le colonne di finto-marmo-in-realtà-polistirolo); vengono a sapere che il padrone della rete, che li ha coperti di lodi per averli alla sua corte, è uno che non guarda mai la tv, e non ha nemmeno mai visto un solo episodio del loro show; incontrano colleghi americani dalle qualità praticamente nulle (la capa della sezione comica del network è una specie di buffa barbie apatica coi denti davvero troppo grossi). Quelli di Showtime, insomma, sembrano prendersi gioco della tv generalista, tutta tesa al raggiungimento degli ascolti numerici, con ben poca attenzione alla qualità editoriale (che invece le cable ricercano assiduamente come bene spendibile sul loro mercato &#8220;alto&#8221;).<br />
L&#8217;apoteosi si raggiunge al momento della scelta dell&#8217;attore principale: Beverly e Sean credono sia fondamentale ingaggiare Julian, il protagonista della serie originale (impersonato da uno <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/01/Episodes03.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4401];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-4413" title="Episodes03" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2011/01/Episodes03.jpg" alt="" width="355" height="236" /></a>straordinario <a href="http://www.imdb.com/name/nm0341743/" target="_blank">Richard Griffiths</a>), ma il capo pretende comunque un provino. Provino che va alla grande finché il nostro povero e disponibilissimo Julian recita con accento british, ma che implode non appena gli viene chiesto di passare alla cadenza americana, in un momento di imbarazzo magistralmente insopportabile.</p>
<p>Forse avrete notato una cosa: sto sproloquiando da righe e righe, e ancora non ho detto dove diavolo compare Matt LeBlanc in questo episodio. Bravi, qui sta la ciliegina sulla torta! In una serie che espone e ridicolizza le &#8220;regole&#8221; di Hollywood, lo sberleffo supremo sta nel sovvertire l&#8217;unica legge talmente fondamentale da essere sempre data per scontata: la star si prende la maggior parte dello spazio. Ebbene, nel primo episodio di <em>Episodes </em>(titolo perfetto, peraltro&#8230;) Matt LeBlanc non compare praticamente mai. Giusto un piccolo cameo iniziale, a rassicurarci che effettivamente farà parte della serie. Per il resto, appuntamento alla prossima settimana&#8230;</p>
<p><strong>Previsioni per il futuro</strong>: Beverly e Sean cercheranno di sviluppare al meglio la loro idea,  scontrandosi con le folli contraddizioni della produzione tv made in USA. Rimane da capire che tipo di &#8220;personaggio&#8221; sarà LeBlanc.<strong><br />
Perché guardarlo</strong>: potrebbe diventare una delle serie più dannatamente intelligenti che io abbia visto da qualche anno a questa parte.<strong> </strong><strong><br />
Perché mollarlo</strong>: è una comicità molto ricercata, ma anche meno immediata (e quindi meno &#8220;divertente&#8221;) delle sitcom a cui siamo abituati.</p>
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		<title>30 Rock Live</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 08:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammazza oh, quanto ce sanno fare sti ammeregani...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock07.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2560];player=img;"></a><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock07.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2560];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2565" title="30rock07" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock07.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>Lo so, ho scritto un post su <a href="http://www.serialminds.com/2010/10/18/30-rock/" target="_blank"><em>30 Rock</em></a> non più di cinque giorni fa. Eppure devo tornarci sopra, perché non avevo ancora visto il quarto episodio di questa stagione.</p>
<p>Cos&#8217;ha di tanto speciale? Molto semplice: era in diretta!</p>
<p>Normalmente, <em>30 Rock</em> non solo è registrata (bella scoperta) ma non ha nemmeno la struttura della sitcom classica: niente recitazione davanti a un pubblico, niente risate in sottofondo, movimenti di macchina più liberi, in generale una costruzione filmica più elaborata. Più <a href="http://www.imdb.com/title/tt0285403/" target="_blank"><em>Scrubs</em></a> che <a href="http://www.serialminds.com/2010/09/16/the-big-bang-theory-la-vera-sitcom-del-nuovo-millennio/" target="_blank"><em>The Big Bang Theory</em></a>, insomma.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/10/30rock01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2560];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-2567" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="30rock01" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock01.jpg" alt="" width="376" height="250" /></a>Ebbene, lo scorso 14 ottobre è successo qualcosa di diverso. Sia chiaro: l&#8217;idea in sè del <em>live</em> non è così sconvolgente. Si potrebbero trovare vari esempi di narrazione televisiva in diretta, da molti sketch show agli esperimenti come <a href="http://www.imdb.com/title/tt0235376/" target="_blank"><em>Fail Safe</em></a>, datato 2000, con <a href="http://grumpasaurus.com/gallery/albums/userpics/10001/george_clooney.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2560];player=img;" target="_blank">George Clooney</a>, <a href="http://home.nvg.org/~lene/fan/noah/bilder/webring/Carter1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2560];player=img;" target="_blank">Noah Wyle</a> e altra bella gente.<br />
Quello che qui è interessante è la trasposizione in diretta di una serie che normalmente in diretta non è. Si tratta di una scelta molto più rara, che obbliga a un ripensamento dei set, della regia e a una gestione specifica della sceneggiatura, che consenta, per esempio, eventuali cambi volanti di costumi e trucchi.<br />
Non so quante volte sia stato fatto su telefilm normalmente registrati. Poche, suppongo. Un esempio che torna alla mente è sicuramente <em>Ambush</em>, il primo episodio della quarta stagione di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0108757/" target="_blank"><em>ER</em></a>. Perché <em>ER</em>, com&#8217;è noto, ha cambiato la tv tanto quanto il conto in banca di George Clooney.<br />
L&#8217;illustre precedente non toglie nulla agli autori di <em>30 Rock</em>, che hanno anche lavorato su alcuni dettagli curiosi. Per fare un esempio, hanno deciso di non abbandonare flash back e ricordi, usati spesso nella serie regolare. Tali meccanismi &#8220;mentali&#8221; sono stati riprodotti con rapidissimi movimenti di macchina e un montaggio in diretta che spostava l&#8217;attenzione su un&#8217;altra parte dello studio, dove una finta Liz (la guest star <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000506/" target="_blank">Julia Louis-Dreyfus</a>, famossima in America per il mitico <a href="http://www.imdb.com/title/tt0098904/" target="_blank"><em>Seinfeld</em></a>) impersonava la protagonista.</p>
<p style="text-align: left;">Non sto ovviamente a dirvi quanto la puntata fosse divertente. Preferisco passare a un particolare che ho lasciato per il fondo (anche qui <em>ER </em>aveva fatto scuola, ma si rimane comunque a bocca aperta): ragionando sulle messe in onda, che negli States sono sempre sfasate per via del fuso orario, la puntata <em>live</em> di <em>30 Rock</em> sarebbe stata realmente in <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock08.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2560];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="30rock08" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock08.jpg" alt="" width="260" height="390" /></a>diretta solo per la costa est, mentre la costa ovest l&#8217;avrebbe vista registrata, tre ore dopo.<br />
La soluzione è stata tanto semplice quanto impegnativa: andare in scena due volte di fila, sempre dal vivo, a poche ore di distanza tra una performance e l&#8217;altra.<br />
Il risultato di tutto sto po-po di lavoro sono due episodi distinti ma quasi identici, perché basati sulla stessa sceneggiatura (pur con qualche intelligente &#8220;deviazione&#8221; reciproca) e recitate nello stesso modo. Ma è chiaro che gli attori non potevano comportarsi nella stessa identica maniera, così come il pubblico in studio reagiva in modo differente agli stessi stimoli. Da vedere in questo senso l&#8217;effetto della comparsa di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000354/" target="_blank">Matt Damon</a>: urla divertite nel primo episodio, silenzio concentrato e piccole risatine nel secondo.</p>
<p>Per lo spettatore (televisivo e non teatrale), il risultato complessivo è un&#8217;esperienza strana, ma originale e appagante. E il vero interesse, per chi ama la serialità televisiva e i suoi meccanismi, sta nel vedere entrambe le puntate, per coglierne le differenze e per capire quanto può essere importante la gestione dei più piccoli dettagli di uno show, dalla specifica posizione di una telecamera al tempismo di una risata in sottofondo.</p>
<p>Roba che andrebbe fatta vedere all&#8217;università. Così, per imparare.</p>
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		<title>30 Rock</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 09:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serie che parla di tv che fa spettacolo sulla tv che... fa... Eh?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock06.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2354];player=img;"><img class="size-full wp-image-2393  aligncenter" title="NXT-COMEDIES 1 MCT" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock06.jpg" alt="" width="521" height="391" /></a></p>
<p>&#8220;Stimati capi di NBC, posso trasmettere una sit-com sul dietro le quinte della stessa NBC, e in cui faccio apparire tutti quelli che ci lavorano come dei pazzi furiosi?&#8221;</p>
<p>Mi piace pensare che sia questa la domanda che la vulcanica <a href="http://www.imdb.com/name/nm0275486/" target="_blank">Tina Fey</a> ha rivolto ai vertici della rete, quando ha proposto l&#8217;idea per <a href="http://www.imdb.com/title/tt0496424/" target="_blank"><em>30 Rock</em></a>. Forse lei l&#8217;ha messa giù meglio, oppure i capi di NBC erano alticci. Fatto sta che le hanno dato carta bianca per creare il telefilm più autoreferenziale che sia mai stato concepito.<br />
Tina, autrice e protagonista della serie, era una colonna portante del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saturday_Night_Live" target="_blank"><em>Saturday Night Live</em></a>, il leggendario sketch show. Un bel giorno ha deciso di produrre un telefilm vero e proprio, e siccome quello che conosceva e amava era il <em>SNL</em>, ha optato per una sit-com che raccontasse proprio la produzione di uno spettacolo comico. Nella pratica, questo è stato quasi un pretesto per dar vita a una pletora di personaggi assolutamente improbabili, evidente estremizzazione di molti stereotipi legati allo showbiz.</p>
<p>La Fey interpreta Elizabeth &#8220;Liz&#8221; Lemon, capa dello staff creativo del fantomatico TGS, ma soprattutto zitella cronica, goffa all&#8217;inverosimile, <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock05.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2354];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-2395" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="30rock05" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock05.jpg" alt="" width="344" height="217" /></a>senza uno straccio di vita privata decente. Intorno a lei si muove un nutrito gruppo di malati di mente: <a href="http://www.imdb.com/name/nm0605079/" target="_blank">Tracy</a>, attore adorato dal pubblico ma grezzo e pigrissimo; <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005105/" target="_blank">Jenna</a>, belloccia e talentuosa ma ipervanitosa e un po&#8217; mignotta; <a href="http://www.imdb.com/name/nm1442113/" target="_blank">Kenneth</a>, stagista tuttofare, stakanovista e fedele come un labrador. E poi una serie di collaboratori più o meno importanti, dementi pure loro. Ma su tutti spicca lui, il boss supremo, Jack Donaghy, interpretato da un immenso <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000285/" target="_blank">Alec Baldwin</a>. Elegante, seducente, finemente calcolatore, repubblicano de fero, capace di un&#8217;ironia tanto pacata quanto folgorante. Il rapporto tra lui e Liz &#8211; frizzante e totalmente platonico &#8211; è una delle cose migliori viste in tv negli ultimi anni.</p>
<p>Se un film parla di se stesso, cioè del cinema e dei suoi meccanismi, quasi sicuramente sarà simpatico ai critici. Stessa cosa per la tv, ed era quindi prevedibile che <em>30 Rock</em> &#8211; dove si arriva a fare battute sul logo di rete, con l&#8217;attore che lo fissa, nell&#8217;angolo in basso &#8211; piacesse da matti ai professoroni. Il risultato sono 102 nomination e <a href="http://assets.nydailynews.com/img/2008/09/22/amd_fey-awards.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2354];player=img;" target="_blank">43 premi vinti</a>, su cui spiccano una lunga serie di Emmy Award, assegnati un po&#8217; a tutti: attori, produttori, montatori, quello che vi pare.</p>
<p>Fortunatamente, l&#8217;amore degli intellettuali non è figlio di una mera pippa mentale. Sotto una sapiente patina di idiozia, <em>30 Rock</em> nasconde un&#8217;idea geniale: costruire &#8220;dietro&#8221; la tv un <a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock03.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2354];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-2396" title="30rock03" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/30rock03.jpg" alt="" width="356" height="267" /></a>mondo ancora più bizzarro di quello che ogni giorno vediamo &#8220;dentro&#8221; la tv.<br />
Certo, è una comicità spesso sottile, raramente sguaiata. Soprattutto, è ricolma di riferimenti locali: il cinema, la televisione, la politica, la <em>pop colture</em> americana. Quindi non sempre noi &#8220;stranieri&#8221; riusciamo a cogliere tutti-ma-proprio-tutti i riferimenti (un esempio sono le guest star, che spesso riconosciamo, come Jennifer Aniston o Matt Damon, ma che in altri casi ci sono quasi sconosciute).<br />
Eppure, a mio avviso, non ci si può non innamorare di questo microcosmo tubocatodizzato, anche solo per il suo essere &#8220;altro&#8221; rispetto a tutto il resto.</p>
<p>Insomma, non è sicuro che vi piaccia, ma se non avete visto nemmeno un episodio di <em>30 Rock</em> non potete spacciarvi per veri serialminders. Almeno una puntata, ragazzi. Su, che vi fa bene&#8230;</p>
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		<title>Better with you</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sitcom sui rapporti di coppia. Sento odor di déjà vu...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/Better-with-you-04.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2138];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2143" title="Better with you 04" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/Better-with-you-04.jpg" alt="" width="603" height="452" /></a></p>
<p>Bah&#8230; Boh&#8230; Uff&#8230; Insomma&#8230; Sì&#8230; Carino, eh&#8230;. Però&#8230; Vabbe&#8217;&#8230;<br />
Riassumo così, con sospesa indecisione, la mia reazione nei confronti di <a href="http://www.imdb.com/title/tt1598876/" target="_blank"><strong><em>Better with You</em></strong></a>, nuova sitcom di ABC incentrata su uno degli argomenti caldi degli ultimi anni, un tema controverso ma fecondo di possibilità: i rapporti di coppia.</p>
<p>Sì, era una battuta.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/Better-with-you-01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2138];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-2145" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Better with you 01" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/Better-with-you-01.jpg" alt="" width="359" height="244" /></a><em>Better with you</em> ci racconta le (dis)avventure di tre coppie: <a href="http://www.imdb.com/name/nm0305272/" target="_blank">Mia</a> e <a href="http://www.imdb.com/name/nm3821405/" target="_blank">Casey</a>, giovani ed entusiasti, insieme da poche settimane ma già pronti a sposarsi; <a href="http://www.imdb.com/name/nm0278304/" target="_blank">Maddie </a>(sorella maggiore di Mia) e <a href="http://www.imdb.com/name/nm1622615/" target="_blank">Ben</a>, fidanzati da nove anni ma refrattari al matrimonio; <a href="http://www.imdb.com/name/nm0750468/" target="_blank">Vicky </a>e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0298281/" target="_blank">Joel</a>, i genitori delle due ragazze, coniugi sfioranti la vecchiaia che hanno da tempo abbandonato l&#8217;entusiasmo amoroso dei bei tempi andati.</p>
<p>Come potete immaginare, il succo della serie sta tutto nei diversi modi con cui le tre coppie affrontano la vita. Evento scatenante del racconto è la volontà di Mia e Casey di sposarsi così presto, scatenando le perplessità (gelosie?) della sorella e una reazione quantomeno inaspettata da parte dei genitori. Le diversità nella maturità dei rapporti sono così importanti, che la grafica a video ci fa sapere con precisione da quanto tempo stanno insieme i vari personaggi, così che ci sia chiaro qual è il fulcro della questione (viva la fiducia nello spettatore, tra l&#8217;altro&#8230;).</p>
<p>Le mie riserve non vengono tanto dalla resa concreta dello show. L&#8217;autrice è <a href="http://www.imdb.com/name/nm0325337/" target="_blank">Shana Goldberg-Meehan</a>, che in passato ha prodotto e scritto numerosi episodi di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0108778/" target="_blank"><em>Friends</em></a>, e che quindi qualcosa ne capisce. Ecco allora che in <em>Better With You</em> troviamo tempi comici azzeccati e gag tutto sommato divertenti, anche grazie a personaggi molto immediati (dai, Diego, tira fuori i coglioni, si dice &#8220;stereotipati abbestia&#8221;): Mia è carina e impulsiva; Casey è un bravo ragazzo ma anche un totale idiota; Maddie e Ben sono un po&#8217; troppo rigidini; i genitori che sono entrati in quella magica fase della vita in cui cominciano a sbattersene di<a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/Better-with-you-09.jpg" rel="shadowbox[sbpost-2138];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-2146" title="Better with you 09" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/10/Better-with-you-09.jpg" alt="" width="365" height="242" /></a> tutto quanto li circonda. Quindi il primo episodio scorre, lo si vede volentieri, e morta lì.</p>
<p>Il problema vero è che non c&#8217;è niente di nuovo. In fatto di comedy, gli ultimissimi anni ci hanno regalato i <a href="http://www.serialminds.com/2010/09/16/the-big-bang-theory-la-vera-sitcom-del-nuovo-millennio/" target="_blank"><em>The Big Bang Theory</em></a>, i <a href="http://www.serialminds.com/2010/09/06/community-la-miglior-serie-del-2010/" target="_blank"><em>Community</em></a>, i <a href="http://www.serialminds.com/2010/09/01/modern-family-la-rivoluzione-della-normalita/" target="_blank"><em>Modern Family</em></a>. <em>Better With You</em>, invece, ripropone schemi e personaggi francamente datati. Perché i rapporti complicati tra sorelle, fidanzati e coniugi c&#8217;erano anche ne <a href="http://www.imdb.com/title/tt0086687/" target="_blank"><em>I Robinson</em></a> e ne <a href="http://www.imdb.com/title/tt0072519/" target="_blank"><em>I Jefferson</em></a>.<br />
Tanto più che alcuni temi sembrano avere il fiato corto: fra tre anni, Mia e Casey non saranno più novelli fidanzatini, anche se lui rimarrà sicuramente imbecille. E nemmeno Vicky e Joel potranno rimanere uguali a se stessi, visto il trambusto che sta creando la sorellina tra matrimonio e figlio in arrivo (CAZZO ho spoilerato!). Insomma, tra non molto potremmo trovarci di fronte una sitcom che, al di là di accumulare qualche battuta simpatica e vagamente già sentita, non avrà granché da offrire.</p>
<p>Come dicevo all&#8217;inizio:<br />
Bah&#8230; Boh&#8230; Uff&#8230; Insomma&#8230; Sì&#8230; Carino, eh&#8230;. Però&#8230; Vabbe&#8217;&#8230;</p>
<p><strong>Previsioni per il futuro</strong>: succederanno tante cose, in buona parte prevedibili.<strong><br />
Perché guardarlo</strong>: tutto sommato, fa ridere.<strong><br />
Perché mollarlo</strong>: Bah&#8230; Boh&#8230; Uff&#8230; Insomma&#8230; Sì&#8230; Carino, eh&#8230;. Però&#8230; Vabbe&#8217;&#8230;</p>
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		<title>Mike &amp; Molly</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 08:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grasso è bello. E fa ridere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/MikeMolly05.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1805];player=img;"><img class="size-full wp-image-1810 aligncenter" title="Mike&amp;Molly05" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/MikeMolly05.jpg" alt="" width="582" height="304" /><br />
</a>Non ci diciamo pistolate: prendersi gioco delle minoranze è divertente. E intendo tutte le minoranze: alti, bassi, magri, grassi, neri, gialli e quant&#8217;altro. Nella sua storia, l&#8217;uomo (che è meschino, si sa&#8230;) si è molto impegnato a prendere per il culo il prossimo, ed è assai capace di creare battute fulminanti a sfondo fisico-razzial-culturale. Battute che spesso non usiamo perché, giustamente, cerchiamo di non offendere o mettere a disagio chi abbiamo di fronte. Ma se qualcuno crea una qualche zona franca in cui quelle prese in giro sono &#8220;consentite&#8221;, allora ci divertiamo di brutto.</p>
<p><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/MikeMolly01.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1805];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-1811" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="MIKE &amp; MOLLY" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/MikeMolly01.jpg" alt="" width="353" height="235" /></a>Questo, in buona sostanza, è <a href="http://www.imdb.com/title/tt1608180/" target="_blank"><strong><em>Mike &amp; Molly</em></strong></a>, nuova sitcom di CBS targata <a href="http://www.imdb.com/name/nm0521143/" target="_blank">Chuck Lorre</a> (<a href="http://www.serialminds.com/2010/09/16/the-big-bang-theory-la-vera-sitcom-del-nuovo-millennio/" target="_blank"><em>The Big Bang Theory</em></a>) e scritta da <a href="http://www.imdb.com/name/nm0731393/" target="_blank">Mark Roberts</a>, uno che ha sceneggiato ottanta e passa episodi di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0369179/" target="_blank"><em>Due uomini e mezzo</em></a> e che quindi, diciamo, sa come si fa&#8230;</p>
<p>Il concept è semplice: seguiamo la nascita dell&#8217;amore tra Mike (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0974080/" target="_blank">Billy Gardell</a>) e Molly (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0565250/" target="_blank">Melissa McCarthy</a>, ben nota per <em>Una mamma per amica</em> e <em>Samanta Chi?</em>), due diversamente magri che si incontrano a un gruppo di supporto per persone in sovrappeso (sorta di &#8220;Tripponi anonimi&#8221;). A comporre il quadretto ci sono: Carl, collega di Mike in polizia, iper-logorroico e mattacchione; Victoria, sorella di Molly un po&#8217; fumata; e infine <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001436/" target="_blank">Joyce</a>, sua madre.<br />
La zona franca, vi dicevo: Mike e Molly sono obesi, e a loro scherzare sull&#8217;obesità è non solo permesso, ma anzi consigliato, per sdrammatizzare una situazione non semplice. E i personaggi di contorno, che per i protagonisti nutrono affetto sincero e caloroso, hanno ugualmente diritto a far parte di questa fabbrica di battute, senza che nessuno si senta offeso o ferito. Ma se i personaggi non si risentono, allora anche noi possiamo rilassarci e goderci la qualità della scrittura, che è il secondo (e imprescindibile) punto di forza della serie. Roberts ha scritto un pilot che, dopo 3-4 minuti di rodaggio, decolla improvvisamente con una gran quantità di minchiate rapide ed efficaci, recitate con gran ritmo.<strong><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/MikeMolly02.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1805];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-1813" title="Mike&amp;Molly02" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/MikeMolly02.jpg" alt="" width="350" height="267" /></a></strong></p>
<p>Intendiamoci: è una sitcom classica. Quindi niente sperimentazioni strane o cinismo eccessivo. Si punta alla leggerezza, con un po&#8217; di buonismo dolciastro. Più che arte, è artigianato. Però oh, si ride di gusto, anche con temi abbastanza delicati. Il che non è scontato.</p>
<p>Ultima nota, spuntata nel cervello più o meno a metà episodio. Mi è venuto da pensare che se Gardell o la McCarthy dovessero dimagrire (per fatti loro, intendo), la serie andrebbe a ramengo. Ma quindi ipotizziamo che gli abbiano fatto firmare una clausola pro-lipidi nel contratto? Tipo &#8220;noi ti facciamo star dello show ma in cambio tu accumuli colesterolo finché diciamo basta&#8221;? Cazzarola, un risvolto non proprio edificante&#8230;</p>
<p><strong>Previsioni sul futuro</strong>: Seguiremo la nascente storia tra Mike e Molly (primo appuntamento, primo bacio, prima notte insieme) sempre all&#8217;insegna della simpatia e dei &#8220;jokes&#8221;.<strong><br />
Perché seguirlo</strong>: fa ridere. E in alcuni punti fa ridere molto.<strong><br />
Perché mollarlo</strong>: se cercate sempre qualcosa di veramente nuovo (e <em>Mike &amp; Molly</em> non lo è). O se siete piccoli lord rompipalle tutti presi dall&#8217;etichetta e dallo snobismo mascherato da buona educazione.</p>
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		<title>The Big Bang Theory: la vera sitcom del nuovo millennio!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 09:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Castelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Olimpo]]></category>
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		<description><![CDATA[Due nerd e una stragnocca: trio letale per risate assicurate!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/tbbt09.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1436];player=img;"></a><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/TBBT13.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1436];player=img;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1579" title="TBBT13" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/09/TBBT13-1024x682.jpg" alt="" width="620" height="412" /></a></p>
<p>Anche oggi in vena di rimembranze&#8230; Sapete qual è l&#8217;esperienza migliore che possa capitare con il cinema, la musica o la tv? No? Se insistete ve lo dico: provare quasi per caso un prodotto nuovo, senza dargli troppo peso, solo per scoprire che siete inciampati in qualcosa di epocale. Un po&#8217; come vi raccontavo per <a href="http://serialminds.wordpress.com/2010/09/14/glee-torna-lunico-e-solo-telefilmusical/" target="_blank"><em>Glee</em></a>.</p>
<p>La prima volta che sentii parlare di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0898266/" target="_blank"><strong><em>The Big Bang Theory</em></strong></a>&#8230; non si chiamava <em>The Big Bang Theory</em>. Era solo &#8220;una nuova comedy con protagonista due coinquilini nerd che si trovano come vicina di casa una stragnocca&#8221;. Malgrado la presenza della parola &#8220;nerd&#8221;, che solletica sempre la mia curiosità (per immedesimazione, suppongo), non ero particolarmente emozionato. Il cast non aiutava: conoscevo solo <a href="http://www.imdb.com/name/nm0301959/" target="_blank">Johnny Galecki</a> per <em>Pappa e Ciccia</em>, e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0192505/" target="_blank">Kaley Cuoco</a>, attrice di robuste doti &#8220;artistiche&#8221; (le virgolette significano che aveva forme gargliarde ma talento acerbo) per <em>Streghe</em>. Tutto qui. Forse il fatto che era creata da <a href="http://www.imdb.com/name/nm0521143/" target="_blank">Chuck Lorre</a>, autore di <em>Due uomini e mezzo</em>, doveva farmi venire qualche dubbio, <a href="http://serialminds.files.wordpress.com/2010/09/tbbt04.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1436];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-1225" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="TBBT04" src="http://serialminds.files.wordpress.com/2010/09/tbbt04.jpg" alt="" width="378" height="252" /></a>ma probabilmente ero assonnato.</p>
<p>Per farla breve, dopo 2-3 puntate è venuto fuori che <em>The Big Bang Theory</em> è La sitcom del ventunesimo secolo (si noti la L maiuscola). E guardate, potrei passare ore a spiegarvi perché. Potrei parlarvi della qualità della scrittura, della scelta di usare il mondo nerd (fantascienza + computer + fumetti + videogiochi + sfigaggine) come fucina inesauribile di spunti, del meraviglioso miscuglio di genio e goffaggine simil-adolescienzale che caratterizza i protagonisti, della storia d&#8217;amore sfigato-gnoccolona che da sempre solletica le nostre menti di eterni single. Persino delle qualità comiche che la povera Kaley ha dimostrato di possedere, e del sottile ma costante amore per il passato (della tv, dei fumetti) unito alla passione per il nuovo (nella tecnologia, nella scienza). Ma la faremmo troppo lunga.</p>
<p>Mi concentrerò su un solo aspetto, che ha un nome e un cognome: Sheldon Cooper. Interpretato dal fresco vincitore di Emmy <a href="http://www.imdb.com/name/nm1433588/" target="_blank">Jim Parsons</a>, Sheldon è forse il miglior prodotto della commedia statunitense da dieci anni a questa parte. E son stato stretto. In tre stagioni, e senza nulla togliere agli altri personaggi, Sheldon ha dimostratto di <em>essere</em> <em>The Big Bang Theory</em>. Genio della fisica, enciclopedia umana, folle razionalizzatore, accumulatore di assurde manie, totalmente inetto ai <a href="http://serialminds.files.wordpress.com/2010/09/tbbt10.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1436];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-1226" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="TBBT10" src="http://serialminds.files.wordpress.com/2010/09/tbbt10.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>normali rapporti umani: il capolavoro di Lorre è stato la creazione di un nerd così potente da risultare &#8220;<a href="http://26.media.tumblr.com/0zZ3T3JL5kuxzxchEsU0i7EGo1_500.png" rel="shadowbox[sbpost-1436];player=img;" target="_blank">strano</a>&#8221; anche per i suoi più stretti amici che, cazzarola, normali non sono!<br />
Come in ogni serie tv, ci sono puntate più brillanti e altre più loffie. Ma potete sempre contare su Sheldon. Non mancherà mai di lasciarvi una frase, un&#8217;immagine, o un <a href="http://techstyles.com.au/wp-content/uploads/2010/08/Big-Bang-Theory-cast-as-The-Flash.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1436];player=img;" target="_blank">costume </a>che porterete stampati nella testa per giorni. In soli tre anni è diventato per me una sorta di <em>serial god</em>. Lo venero. Sacrifico in suo nome vecchie chiavette usb, che brucio su un altarino ligneo a forma di Enterprise. Credo che sia sempre esistito. Non ricordo più la mia vita senza Sheldon Cooper, né voglio immaginarla. Alle porte della quarta stagione, attendo con occhioni umidi le nuove, inimmaginabili follie che saprà regalarci.</p>
<p style="text-align: left;">E lasciamo perdere qualunque analisi socio-psico-filo-sa-il-cazzo-cosa-ogica. <em>The Big Bang Theory</em> spacca dal ridere e gonfia il cervello, e tanto ci basta. Sarà che, come nome suggerisce, riappacifica con l&#8217;universo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Un esempio di follia collettiva (ovviamente in inglese sottotitolato)</em><br />
<!--YouTube Error: bad URL entered--></p>
<p style="text-align: left;">PS so che avreste voluto parlare anche di Wolowitz, Raj, e che avreste voluto ricordare mille gag. Ma lo spazio è quello che è, non siate ingordi&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ormai un classico per i più piccini&#8230;</em><br />
<!--YouTube Error: bad URL entered--></p>
<p>PPS <a href="http://instantbazinga.com/" target="_blank">BAZINGA</a>!</p>
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		<title>Hot in Cleveland: il Sex è meglio lontano dalla City</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 15:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione di Serial Minds</dc:creator>
				<category><![CDATA[Duello]]></category>
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		<category><![CDATA[Hot in Cleveland]]></category>
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		<category><![CDATA[sitcom]]></category>
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		<description><![CDATA[Che Iddio ci perdoni, ma non ci sono foto decenti Hot in Cleveland è la nuova sit-com...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/07/00_hot_in_cleveland_s1_jane_leeves_wendie_malick.jpg" rel="shadowbox[sbpost-154];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1274" title="00_hot_in_cleveland_s1_jane_leeves_wendie_malick" src="http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2010/07/00_hot_in_cleveland_s1_jane_leeves_wendie_malick.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Che Iddio ci perdoni, ma non ci sono foto decenti</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Hot in Cleveland</strong></em> è la nuova sit-com trasmessa da qualche settimana da Tv Land. Trattasi della storia di tre donne diversamente teenager: durante un volo da Los Angeles a Parigi, il loro aereo è costretto a un atterraggio di emergenza a Cleveland. Qui scoprono che &#8211; lontane da L.A. &#8211; non sono delle tardone che devono guardarsi dalla concorrenza di ventenni saltellanti, ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MILF" target="_blank">MILF</a> bramate da ogni maschio eterosessuale. Decidono quindi di fermarsi a Cleveland, in compagnia di un&#8217;ottantenne che fuma erba e dispensa battute salaci.</p>
<p>Diversamente dal solito, la presentazione della serie si ferma qui, perché <em>Hot in Cleveland</em> ha spaccato a metà la nutrita redazione di Serial Minds. Per questo, allunghiamo a dismisura la parte finale con un duello in piena regola.</p>
<p><strong>Perché guardarlo</strong>: Mettiamo in chiaro le cose, ché non vorrei esagerare. <em>Hot in Cleveland</em> non è la serie rivelazione dell&#8217;anno. Non cambierà la vostra vita e nemmeno, più banalmente, la vostra percezione del mondo televisivo. Però ha i suoi punti di forza. In primo luogo quella che potremmo chiamare &#8220;rivalutazione della provincia&#8221;. Non si tratta di una banale apologia della campagna, ma di una vera e propria (tentata, se non proprio riuscita) rivoluzione post-<em>Sex and the City</em> (ok, lo ammetto, ho scritto la mia parte dopo il mio compare, quindi sfrutto la cosa a mio vantaggio&#8230;). E&#8217; figa la città, sono fighi i locali alla moda, i vestiti firmati, i vip e il mondo dello spettacolo. Ma dopo un po&#8217; il troppo stroppia: L.A. è tutto un lustrino, ma è anche una città che ti mastica e ti sputa senza inghiottirti, lasciandoti al lato di una strada tutta coperta di saliva. Insomma, Los Angeles non è un paese per vecchi, e forse nemmeno per felici. Quando si arriva a questo punto, forse non vale la pena dannarsi l&#8217;anima per fermare il tempo che passa. Meglio mollare dignitosamente il colpo. Meglio andare in un posto dove pensano che Manolo Blahnik sia un arrampicatore. A Cleveland non c&#8217;è pressione sociale, non c&#8217;è ossessione per l&#8217;aspetto fisico, le case costano ridicolmente meno e gli uomini corteggiano quelle della loro età. E allora diventa simpatico osservare le vicissitudini di queste sopravvissute del fashion, in cui ormai ci possiamo identificare molto più che non nei rozzi ma genuini clevelandesi (clevelandiani?). E se pensate che la cosa diventi troppo zuccherosa (un po&#8217; lo è, dai, è una sit-com&#8230;), ecco arrivare la mitica Betty White, che era già vecchia ai tempi di <a href="http://image.com.com/tv/images/processed/photo_viewer/8a/f9/9900.jpg" rel="shadowbox[sbpost-154];player=img;" target="_blank"><em>Cuori senza età</em></a> (anno 1985), e che ora sguazza felice nei panni dell&#8217;anzianotta un po&#8217; tarda ma piena di sorprese (in questo caso, battute cinico-sporcaccione che forse sono un po&#8217; scontate, ma che un sorriso lo strappano sempre). Ripeto, niente per cui valga la pena stracciarsi le vesti. Ma forse, tutto sommato, <em>Hot in Cleveland</em> si merita una chance. (DC)</p>
<p><strong>Perché mollarlo</strong>: in realtà non è detto che dobbiate mollarlo. Potete anzi trarne grande godimento. Ma solo se da anni siete in attesa di un titolo che possa rimpiazzare nei vostri cuori il vuoto lasciato da <em><strong>La Tata</strong></em>. Il paragone immediato è con <em>Sex &amp; the City</em>, ma di fatto poi si va a parare in ben altri lidi. Perché va bene il <em>&#8220;siamo-donne-libere-e-prendiamo-per-il-culo-gli-uomini&#8221;</em>, ma se lui è sposato allora no. Va bene il <em>&#8220;da-Los-Angeles-a-Parigi-basta-che-sia-metropoli&#8221;</em>, ma appena c&#8217;è il miraggio di una vita alla <a href="http://img136.imageshack.us/img136/3949/murdershewrotemm5.jpg" rel="shadowbox[sbpost-154];player=img;" target="_blank">Jessica Fletcher</a> (prima della sterilizzazione) subito si piantano le tende. Insomma, tanti piccoli stereotipi e ammiccamenti che sanno di vecchio e di già sentito. Poca cattiveria, tutto ben contenuto dentro una cornice piccolo-borghese illuminata come una sit-com degli anni &#8217;90. Come <em>La Tata</em>, appunto. C&#8217;è pure la vecchiaccia sputasentenze &#8211; burbera ma in fondo solo bisognosa di compagnia e calore umano, pora stela -  che dovrebbe starci simpatica fin da subito. Nella prima puntata manca solo il personaggio gay, ma a occhio potrebbe giungere a spron battuto. (MV)</p>
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