19 Gennaio 2011 9 commenti

Golden Globes 2010 di Diego Castelli

Facciamo un po’ di commento mainstream, va…

Dai, diciamo due cose sui Golden Globes. Quando l’ho detto al Villa mi ha chiesto: ma sugli Emmy abbiamo scritto qualcosa? Effettivamente non l’avevamo fatto, ma a me i Globes parevano più importanti. Lui invece la vedeva esattamente al contrario.
Non siamo arrivati a capo della questione, magari qualcuno di voi ci aiuta.
Detto questo, è il caso di esprimere la nostra fondamentale opinione, con due giorni di ritardo rispetto a tutti i siti di informazione, i blog dedicati a serie tv, film, telefilm americani, teatro, giardinaggio, idraulica, odontotecnica. Ma d’altronde si sa che la gente importante arriva tardi alla festa. La gente importante e quelli delle pulizie…
Pare comunque che Ryan Murphy stia aspettando esclusivamente il nostro parere prima di decidere se dedicare una delle prossime puntate di Glee ad Albano. Mica possiamo lasciare un amico in difficoltà.

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Boardwalk Empire (HBO)
Dexter (Showtime)
The Good Wife (CBS)
Mad Men (AMC)
The Walking Dead (AMC)

Vittoria abbastanza prevedibile per i simpatici criminali di Scorsese (detta così sembra la versione poliziesca dei Teletubbies…). Good Wife non poteva impensierirlo, e Dexter è un telefilm non più innovativo come nella prima stagione. I giurati evidentemente non vedevano l’ora di premiare qualcuno che non fosse Mad Men – se non smette di vincere finisce che ci si annoia – ma puntare a The Walking Dead e al suo mondo zombie sarebbe stato troppo audace. Avevano probabilmente paura di trovarsi scritto sul parabrezza “amico degli zombie” con l’Uni Posca. Nessuno invece ti scrive “amico di Scorsese”, perché non è un insulto. Come dettaglio insignificante, aggiungo che Boardwalk Empire è figo di brutto e si merita il globo.

MIGLIOR SERIE COMEDY/MUSICALE
30 Rock (NBC)
The Big Bang Theory (CBS)
The Big C (Showtime)
Glee (Fox)
Modern Family (ABC)
Nurse Jackie – Terapia d’urto (Showtime)

Ecco, qui la partita era più aperta, perché Glee aveva trionfato ai Golden Globes l’anno scorso, ma agli Emmy l’aveva spuntata Modern Family. I quattro-cinque mesi trascorsi da allora non hanno portato grosse novità o improvvisi acuti in nessuno dei candidati, quindi ogni risultato era possibile e sostanzialmente non scandaloso (avrei sicuramente escluso The Big C, che è bello, ma anche spaventosamente di nicchia). Probabilmente Glee, da poco iniziato su Italia 1, rimane ancora lo show più creativo e immediatamente impattante, e la cosa pesa. Anche se la seconda stagione, nel suo complesso, non è riuscita a innovare e sorprendere come la prima (non che fosse facile, intendiamoci…)

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Carlos (Sundance Channel)
The Pacific (HBO)
I pilastri della Terra (Starz)
Temple Grandin (HBO)
You Don’t Know Jack (HBO)

Avrei certamente potuto saltare questa categoria, considerato che ho visto solo I pilastri della Terra e in parte The Pacific. Ma non volevo fuggire di fronte alle responsabilità. Ha vinto Carlos, non posso giudicare, cercherò di recuperarlo, non siate cattivi con me che sono simpatico e non faccio male a nessuno. Certo che a Spielberg e Tom Hanks un po’ roderà…

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Steve Buscemi (Boardwalk Empire, HBO)
Bryan Cranston (Breaking Bad, AMC)
Michael C. Hall (Dexter, Showtime)
Jon Hamm (Mad Men, AMC)
Hugh Laurie (Dr. House – Medical Division, FOX)

Fosse per me sarebbe sempre una lotta tra Hugh Laurie e Bryan Cranston. Ma anche in questo caso ha certamente pesato la comparsa sulle scene telefilmiche di uno come Buscemi, che in Boardwalk è effettivamene strepitoso. Non escludo che lo stesso Buscemi abbia influenzato la votazione minacciando di fare le coccole a tutti coloro che non lo avessero votato. Gesù, meglio non pensarci…

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Julianna Margulies (The Good Wife, CBS)
Elisabeth Moss (Mad Men, AMC)
Piper Perabo (Covert Affairs, USA)
Katey Sagal (Sons of Anarchy, FX)
Kyra Sedgwick (The Closer, TNT)

Che soddisfazione, amici! Sapete bene quanto io straveda per Sons of Anarchy (anzi, il fatto che non fosse candidato come miglior serie drammatica mi arreca parecchio disturbo), e vederlo premiato mi riempie di orgoglio, come quando tuo figlio picchia per la prima volta un altro bambino per rubargli la Girella. E poi sono contento in particolar modo per la Sagal, che è una delle pochissime donne della serie e deve vedersela con quella mandria di motociclisti sudati e maneschi. Brava!

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMEDY/MUSICALE
Alec Baldwin (30 Rock, NBC)
Steve Carell (The Office, NBC)
Thomas Jane (Hung – Ragazzo squillo, HBO)
Matthew Morrison (Glee, FOX)
Jim Parsons (The Big Bang Theory, CBS)

Come fai a non essere d’accordo quando premiano Sheldon? Uno dei personaggi più riusciti e importanti degli ultimi anni, se lo meritava. Detto che tutti non possono vincere, rimane sempre un piccolo rammarico per Alec Baldwin, che in 30 Rock è immenso (e non parlo del girovita, che comunque è immenso anche lui).

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY/MUSICALE
Toni Collette (United States of Tara, Showtime)
Edie Falco (Nurse Jackie – Terapia d’urto, Showtime)
Tina Fey (30 Rock, NBC)
Laura Linney (The Big C, Showtime)
Lea Michele (Glee, FOX)

Ecco, probabilmente non sarei stato d’accordo a premiare The Big C in quanto serie, ma mi fa piacere il riconoscimento alla Linney, che tiene in piedi quel telefilm praticamente da sola, con un personaggio estremamente sfaccettato ed emozionante. Questo senza togliere granché alle sue ottime colleghe di nomination, tranne Lea Michele: per quanto possa piacere Glee, la sua Rachel è pure finita (relativamente) ai margini del cast rispetto all’anno scorso, premiarla non avrebbe avuto grosso senso.

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Idris Elba (Luther, BBC)
Ian McShane (I pilastri della Terra, Starz)
Al Pacino (You Don’t Know Jack, HBO)
Dennis Quaid (I due Presidenti, HBO)
Edgar Ramirez (Carlos, IFC)

Attore mitico, storia difficile, temi scottanti. Una vittoria annunciata.
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MIGLIOR ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Hayley Atwell (I pilastri della Terra, Starz)
Claire Danes (Temple Grandin, HBO)
Judi Dench (Return to Cranford, PBS)
Romola Garai (Emma, BBC America)
Jennifer Love Hewitt (The Client List, Lifetime)

Bravi, come se l’avessi visto… Però posso dire che la Danes la preferivo accanto a Leonardo Di Caprio in Romeo+Giulietta, piuttosto che vicino a un bove marrone.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE, MINISERIE O FILM TV
Scott Caan (Hawaii Five-O, CBS)
Chris Noth (The Good Wife, CBS)
Chris Colfer (Glee, FOX)
Eric Stonestreet (Modern Family, ABC)
David Strathairn (Temple Grandin, HBO)

Bah, è noto come una certa insistenza sulle tematiche omosessuali relative a Kurt mi stia venendo un po’ a noia. Sempre lì a piangere un po’, poi canta una canzone, poi piange un altro po’… Pur sottolineando l’evidente bravura di Colfer, avrei confermato l’Emmy a Eric Stonestreet, che in Modern Family offre un’interpretazione molto più simpatica, delicata, e in definitiva più “divertente” (nel senso più ampio del termine). Fa sempre il gay, peraltro, quindi non mi potete neanche dire che discrimino…

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE, MINISERIE O FILM TV
Hope Davis (I due Presidenti, HBO)
Jane Lynch (Glee, FOX)
Kelly Macdonald (Boardwalk Empire, HBO)
Julia Stiles (Dexter, Showtime)
Sofia Vergara (Modern Family, ABC)

Qui niente da dire, ragazzi. Sue Sylvester non si batte. Bravissima anche la Macdonald in Boardwalk Empire, ma Jane Lynch ha fatto e sta facendo con Sue Sylvester quello che Jim Parsons fa con Sheldon: trasformazione del personaggio in icona. Applausi, e giù il sipario.

Considerazioni finali
Tutto sommato, un’edizione tranquilla e in qualche modo “equilibrata”: alcuni riconoscimenti più che previsti (Boardwalk Empire); qualche necessaria consacrazione (Jim Parsons); qualche mezza sorpresa (Laura Linney). HBO, come spesso accade e come in fondo è giusto, fa incetta di premi. Il mondo continua a girare come sappiamo e questo un po’ ci conforta.
Ovviamente non abbiamo fatto neanche un accenno ai premi cinematografici (diciamo solo che le vittorie di The Social Network, specie quella per la sceneggiatura del telefilmico Aaron Sorkin, sono tutto sommato meritate). D’altronde siamo Serial Minds, mica Movie Minds, o Big Screen Minds. Cazzarola però, belli sti nomi. Villa, blocca i domini va, prima che qualcuno ce li ciuli. Non si può mai sapere…
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