15 Luglio 2011 3 commenti

Alphas – Investigatori con i superpoteri di Marco Villa

Superinvestigatori per una superputtanata

Parlavo ieri con il Castelli, preoccupato del fatto che ancora non fosse comparso all’orizzonte il cacatone estivo 2011. Quella serie, per intenderci, capace di rinverdire i fasti del capostipite Harper’s Island, fasti perpetuati lo scorso anno da perle quali Happy Town e Persons Unknown. Ho dovuto aspettare poco. Ieri sera mi sono visto il pilot di Alphas. E per un momento mi sono illuso. Solo per un momento, però.

Alphas è una serie in onda su Syfy ed è la prima puttanata estiva. Puttanata totale eh. La storia racconta di un gruppo di uomini e donne apparentemente normali, ma che in realtà hanno dei superpoteri. Costoro vengono reclutati da un vecchio con la barba e – novelli Charlie’s Angels senza vestitini succinti – vengono usati per combattere il crimine. Ma non il crimine normale, un crimine dotato anch’esso di superpoteri.



Ora, l’idea non è la rivoluzione totale della narrativa pop, ma è divertente. Un telefilm con queste premesse d’estate sarebbe perfetto: poco impegnativo, magari ricco di ironia. L’ideale per passare qualche settimana in tranquillità. E invece no, Alphas riesce a unire il peggio di due serie di per sé diversamente belle come No ordinary family e Breakout Kings. Della prima prende quell’ironia da oratorio che fa cadere i pantaloni e il morale, della seconda l’incapacità di creare un minimo di suspense ed empatia con i personaggi. I personaggi. Ecco, loro sono piatti. Non sono figure umane con addosso dei superpoteri (Heroes? Misfits? Tutta quell’antiretorica da supereroe che sta attraversando il cinema americano? Mai sentito parlare?), no, loro sono dei superpoteri con gambe e braccia attaccati. L’unico che sembra scappare da questa trappola è il ragazzo autistico, che nel suo essere ripetitivo e totalmente sconnesso dal mondo riesce ad avere un senso e una ragion d’essere.

Oltre alla piattezza totale, è l’eccesso di didascalia a farla da padrona: per dire, se mi fai vedere un uomo che sposta una macchina come se alzasse la tazzina del caffè, forse poi non è necessario fare un bel cartello in cui si dice che il suo potere è la superforza. Se sei costretto a farlo per tutti perché hai bisogno di spiegarne alcuni più complessi, siamo sempre lì: non sei bravo abbastanza, altrimenti saresti riuscito a spiegarli nello sviluppo della storia.

Si diceva puttanata totale, ma purtroppo non puttanata da soddisfazione. Per dire, dopo un po’ Harper’s Island e Happy Town avevano ampiamente dimostrato la propria pochezza e le si guardava esultando e applaudendo a ogni inciampo che appariva sullo schermo.

Qui invece la gioia di assistere allo sfacelo è stoppata da un’irritazione di fondo che impedisce di saltare sul divano. La serie dell’estate non è ancora iniziata. Siamo già a metà luglio: cosa ne sarà del 2011?

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Previsioni sul futuro: gli sceneggiatori metteranno il pilota automatico evitando ogni tipo di sviluppo interessante. Per contratto, eh.

Perché seguirlo: perché comunque senza puttanata estiva non riuscite a rimanere. E anche se non ci sono omicidi o trame orizzontali voi comunque vi affezionate lo stesso a questi telefilm.

Perché mollarlo: perché No Ordinary Family e Breakout Kings da soli no, ma uniti insieme neanche sotto tortura



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