30 Marzo 2012

Mad Men – Il primo episodio della quinta stagione di Chiara Grizzaffi

Quasi un anno e mezzo di attesa, ma ne valeva la pena

I fan di Mad Men, e non solo, avranno certamente notato quanto hype si sia creato intorno all’attesissima première della quinta stagione. Se n’è parlato, ovviamente, anche su Serial Minds e, tra tweet isterici, feste a tema, perfino una versione di Mad Men 8 bit  e gli ancheggiamenti di Joan, diciamo che le attese erano piuttosto alte. Talmente alte che la vera domanda non era se Don avrebbe sposato o meno la sua segretaria, ma se Weiner e compagni sarebbero riusciti a evitare il rischio epic fail.

Dopo aver visto il primo, doppio episodio A little kiss, si può dire che non solo hanno tenuto fede alle aspettative, ma le hanno superate. E da qui, cari serialminders, andiamo di spoiler, per cui se non avete ancora visto l’episodio dovete accontentarvi della grande stampa italiana, quella che per sembrare sul pezzo ma per evitare lo spoiler (vedi alla voce Desperate Housewives) divaga parlando della Loren e delle maggiorate.

Le vicende dei nostri riprendono nel ’66, circa nove mesi dopo il finale della quarta stagione, ed è subito chiaro che allo scarto temporale corrisponde un cambiamento anche nel mood della serie. Dirò qualcosa che suonerà quasi come una bestemmia, almeno per gli uomini di poca fede di Serial Minds: è una puntata brillante, dal ritmo sostenuto – soprattutto per i parametri di Mad Men – , tutta giocata sul filo dell’ironia. L’episodio si apre all’insegna dello spiazzamento: prima il prologo che ha per protagonisti degli illustri sconosciuti, copy della Young & Rubicam; Sally che si sveglia in una stanza sconosciuta, di una casa che non abbiamo mai visto e in cui nemmeno lei si orienta; su un treno da pendolare troviamo Pete, che a giudicare dalle sue parole ha una vita grigia e opaca almeno quanto il suo blazer; e poi Roger, trattato come una nullità da quella che dovrebbe essere la sua segretaria. Ora, ritrovarsi di fronte a certe sorprese non è insolito per una serie che spesso nasconde più di ciò che mostra, e che non colma se non gradualmente il gap di informazioni dovuto al divario temporale che c’è sempre tra l’ultimo episodio di una stagione e il primo della successiva. Ma, stavolta, a disorientare i fan della prima ora è l’intero episodio, che inanella una serie di momenti cult dietro l’altro fino a risultare, come ha brillantemente osservato kekkoz su twitter, un collage di scene che sembrano già pronte per diventare gif, meme, video virali su internet e così via. La cifra è quella dell’eccesso: dall’apertura  con i gavettoni che centrano in pieno il bambino di colore al personaggio di Pete, che ci regala nell’ordine 1) lo scontro in pieno con la colonna al centro del suo ufficio 2) una delle giacche più belle mai viste in una serie tv 3) lo scherzo dell’anno a Roger, spedito alle 6.00 del mattino a Staten Island per un fantomatico incontro con la Coca-Cola. Per non parlare poi della sequenza della festa di Don, in cui Megan improvvisa un balletto sulle note di Zou Bisou Bisou: la scena ha scatenato, tra hashtag, articoli e riprese in rete, un vero e proprio delirio. Alzi la mano chi, dopo aver visto l’episodio, non si è ritrovato a canticchiarla la mattina dopo.

Certo, si tratta di momenti dichiaratamente cult (serialmoments, diremmo noi), ma anche il resto dell’episodio è pervaso da un sottotesto ironico, spesso cinico fino alla crudeltà (pensate a Peggy che ha a che fare con una Megan – che sì, ha sposato Don! –  diventata copy, o a Roger che prende in braccio il figlio di Joan, di cui è il padre), che rende ogni situazione a suo modo memorabile. Ed è in questo secondo livello di lettura che ritroviamo ciò che di Mad Men conosciamo e amiamo: laprofondità dei personaggi, le tensioni fra i loro ruoli sociali e le loro aspirazioni personali, i fallimenti nascosti dietro ai successi, le frustrazioni. È  vero che i nostri sembrano diventati capaci di indossare le proprie maschere con disinvoltura, ma forse è solo perché ciò che nascondono dietro di esse è sempre più ingombrante. Insomma, se non si fosse capito è un puntatone, che pone nuove questioni: durerà la pace di Don, o piuttosto si prepara una crisi, anche creativa, ancora più devastante? E come si evolverà il rapporto tra lui e Peggy, sempre più speculari e antagonisti? E Pete imploderà per lo stress o l’avrà vinta su Roger?

Certo, dopo un inizio di stagione di questo livello, la sfida per Weiner e soci sarà quella di mantenere standard così elevati. Per fortuna, per scoprirlo non dovremo aspettare ancora un’eternità.



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