21 Dicembre 2012 1 commenti

1600 Penn – La comedy sulla casa bianca fa ridere un bel po’ di Marco Villa

Un pilot che fa ridere

Io sono un grande fan delle serie a sfondo politico. È da un po’ che non lo dico, ma The West Wing per me è il top del top. Ho amato alla follia anche The Thick of It e mi ha fatto parecchio ridere anche Veep. Grande gioia, quindi, nell’apprendere dell’arrivo di 1600 Penn, comedy ambientata all’interno della Casa Bianca e che proprio dall’indirizzo di casa Obama prende il nome.

E stavolta c’è anche il tocco di classe in più, perché uno dei creatori della serie è Jon Lovett, uno che è stato speechwriter per Barack Obama. Quindi la faccenda l’ha vista dall’interno e sa bene come ribaltarla in una farsa che – lo dico subito – fa parecchio ridere. Gran merito di questo ridere è da ascrivere al suo socio co-creatore, nonché interprete, ovvero Josh Gad, una sorta di Jack Black, per semplificare a grandissime linee.



In 1600 Penn, Josh Gad è Skip Gilchrist, figlio del presidente Dale (un Bill Pullman che si ispira chiaramente a Martin Sheen/Jed Bartlet di The West Wing). Il ruolo della first lady è invece di Jenna Elfmann, ovvero Dharma di Dharma & Greg. In sostanza, la serie funziona così: tutta la famiglia presidenziale è composta da emeriti imbecilli, con Skip che è molto più imbecille degli altri. Tutto ciò che avviene dentro e fuori la Casa Bianca è stupido, imbarazzante, inconcepibile.

Prima ho detto che, avendoci lavorato, Jon Lovett ha idea di come vadano le cose nell’ala ovest della Casa Bianca. Ecco, l’impressione è che la sua conoscenza dei reali meccanismi ai massimi vertici della politica americana sia servita per andare in una direzione completamente opposta e senza un briciolo di realismo. Se infatti serie come The Thick of It e Veep puntano a mostrare dei protagonisti inadeguati all’interno di un contesto e di un meccanismo narrativo che comunque aspira ad essere realistico, o almeno credibile, 1600 Penn si sbarazza subito di ogni parvenza di verosimiglianza.

1600 Penn non è infatti piegato alla volontà di mostrare in modo diverso la Casa Bianca, ma ad assecondare l’idiozia completa di Skip Gilchrist, un personaggio che ha tutte le carte in regola per diventare una figura cult. Tutto questo per dire che il pilot di 1600 Penn è divertente, in alcuni punti anche parecchio. Non è un capolavoro di scrittura, non è una delle serie sofisticatone che tanto decantiamo da queste parti. Però fa ridere, poco da fare. E, come già detto in altre occasioni, a un pilot di una serie comedy non bisogna chiedere altro: ci sarà tempo per scavare, approfondire e capire quanto potrà dare questa serie. La questione però è tutta qui: personalmente ho voglia di andare a scoprire tutto ciò. In questa annata tragica è tipo tantissima roba.

Perché seguirlo: perché il pilot fa ridere e uno dei personaggi potrebbe diventare il vostro migliore amico

Perché mollarlo: perché non ha una gran raffinatezza di scrittura, almeno per ora



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