10 Aprile 2013

How to Live with Your Parents e non far ridere mai di Diego Castelli

Sarah Chalke diventa protagonista e fa acqua da tutte le parti

Mercoledì scorso ha debuttato su ABC How to Live with Your Parents for the Rest of Your Life, una nuova comedy con protagonista Sarah Chalke (ex Elliot di Scrubs) e, tra gli altri, Brad Garrett, diventato famoso come fratello pirla di Ray Romano in Everybody Loves Raymond.

Un debutto piuttosto solido, in termini di ascolti, che ha migliorato la performance fino a quel momento registrata da Suburgatory nello stesso slot, e che ha persino battuto Criminal Minds.

Sembrano esserci tutti gli ingredienti per una bella recensione all’acqua di rose, se non fosse per un piccolo dettaglio: il pilot di How to Live with Your Parents non fa ridere MAI.
E guardate che non è semplice non imbroccare una sola battuta decente in venti minuti, ma evidentemente si sono tanto tanto impegnati per questo prestigioso risultato.

Facciamo un attimo il punto: questa serie dal nome fastidiosamente lunghissimo, e che da ora in poi chiamerò “Questa Roba”, racconta le vicende di Polly, madre single che si trova costretta a tornare a vivere con la madre e il patrigno, due genitori un poi sui generis con tante belle riminiscenze del periodo hippie. Si potrebbe già dire che siamo di fronte alla quarta o quinta serie dell’anno in cui si parli di genitori single che devono accudire bambini buffi&simpatici. Ma facciamo finta di niente: l’originalità del concept non può mai essere il solo metro di paragone di un prodotto televisivo, tanto più se comico.

Ma qui il problema è un altro, molto più basilare. Questa Roba punta a una comicità totalmente già vista, basata su temi e giochi linguistici sfruttati a più riprese, con pochissimi guizzi (forse proprio nessuno). Quel che è peggio è che tale scarsa vena creativa viene anche mal gestita dal punto di vista strettamente audiovisivo, con tempi comici quasi sempre pessimi e una serie di micro-silenzi imbarazzanti che in una sitcom multicamera sarebbe riempiti dalle risate del pubblico, mentre qui rimangono, per l’appunto, silenzi, spazi vuoti incapaci di aggiungere alcunché all’atmosfera.

Dal canto suo, la Chalke è troppo seria nella sua recitazione, e ci fa immediatamente rimpiangere gli ampi sprazzi di follia di Scrubs. I genitori riescono a strappare qualche minima piega delle labbra con il loro essere vecchi maialoni con poco ritegno, ma quello della nonna porca è un trucchetto un po’ troppo facile per far ridere, particolarmente deprecabile nel momento in cui le risate sono poche anche così. Niente a che vedere con i primi tempi della nonna di The New Normal, per esempio, e faccio appositamente un paragone con una serie che pochi giorni fa mi sono trovato a criticare proprio per farvi capire dove cercava rifugio il mio povero cervello dolorante.

Ciliegina sulla torta, gli spiegoni, che poi sono una bella ciliegiona. In Questa Roba si spiega in continuazione cosa si sta facendo e perché. La voce fuori campo di Polly – che insieme a pochi sguardi in macchina e a qualche scritta sullo schermo appare come un artificio del tutto non necessario – spiega cose che dovrebbero essere autoevidenti, ma che probabilmente non lo sono. Non voglio sentirmi dire “il nonno e la nonna sono le persone migliori del mondo e non sai mai cosa aspettarti da loro”. Voglio scoprirlo da me. Stessa cosa quando Polly dice “mia madre è incapace di auto-censurarsi”: cazzarola, perché me lo dici? Che paura hai, che non ci arrivo da solo non appena la vecchia dice “la marmellata è buonissima sul *****” (credo intenda il cazzo)?
Gesù, pure il titolo è uno spiegone fastidiosamente lungo!

Insomma, Questa Roba non mi piace. Vecchia nel concept, vecchia nelle battute, tragicamente incapace di gestire i tempi comici, persino bisognosa di spiegazioni esplicite per capire la pur semplicissima psicologia dei personaggi. Davvero un buco nell’acqua.

E se mi chiedete un parere sul perché del buon risultato di ascolti risponderò così: aveva il traino forte di Modern Family e aveva due ottime facce da spendere in fase di promozione, scommetto che dal prossimo episodio già calerà.
Magari non sarà così, ma io a quel punto farò finta di essermi trasferito alle bermuda, e arrivederci.

Perché seguirla: state ancora piangendo per la fine di Scrubs, e vedere la faccia di Sarah Chalke vi dà un qualche piccolo conforto.
Perché mollarla: state ancora piangendo per la fine di Scrubs, e non potete farcela a vedere Sarah Chalke coinvolta in una simile ciofeca.



CORRELATI