25 Luglio 2013

Run – La serie tv inglese in stile Ken Loach di Marco Villa

Alzare il livello di dramma

Brit, Copertina Pilot, Pilot

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Avete presente quei film di Ken Loach in cui si parla di gente della periferia inglese? Direte: praticamente metà dei film di Ken Loach. Ecco, sì. Comunque quello che conta è ricordarsi di quei film in cui si mostrano uomini e donne a tanto così dall’esaurimento e dalla resa, che si tengono in piedi bevendo e fumando dal primo momento in cui aprono gli occhi a quello in cui spengono la luce. Ecco, Run (sottotitoli qui) ha esattamente quell’atmosfera di tristezza e disagio dei film di Ken Loach, compresa la consapevolezza che, in mezzo a qualsiasi dramma, l’unica cosa veramente importante da salvare è la dignità.

run-tv-series-serie-telefilm-olivia-colmanRun (in onda dal 19 luglio su Channel 4) non è una serie che gira intorno a un personaggio preciso. Per tutta la durata del pilot, l’impressione è che al centro della storia ci sia Carol, donna lavoratrice, con marito violento lasciato alle spalle e due figli sulla strada per la delinquenza seria. I due ragazzi ammazzano un uomo per motivi futilissimi, Carol lo scopre e va in crisi: vede già i figli pronti a diventare delle copie carbone del padre e si chiede se non sia il caso di denunciarli, giusto per provare a salvarli. Capito il dramma? Roba pesante, davvero. Carol è interpretata in maniera splendida da Olivia Colman ed è un personaggio tragicissimo, mal cagato dai figli eppure pronta a rubare dal centro commerciale in cui lavora, solo per accontentarli e donare loro una nuova tv, con l’unico obiettivo di tenerli a tavola con lei durante la cena.

Seguire la storia di Carol è una mazzata dietro l’altra e, tra le pieghe delle sue giornata, emerge anche il personaggio di Ying (interpretata da Katie Leung, già in Harry Potter), immigrata asiatica che fa da ricettatrice alla merce rubata da Carol. Inizialmente sembra un personaggio di contorno, senza importanza, ma verso la fine dell’episodio viene seguita con attenzione, fino a scoprire il suo dramma personale e lavorativo e le condizioni indecenti in cui vive. Come dire: pensavate che la storia di Carol fosse tristissima? Toh, beccatevi quella di Ying. E Ying sarà la protagonista del secondo episodio, in una sorta di staffetta nella grande corsa della miseria.

run-tv-series-serie-telefilm-sottotitoliOk, la sto mettendo giù ironica, ma non c’è nessuna volontà di sminuire questa serie. Run è un continuo accumulo di sfighe e storie tragiche, ma queste sfighe e storie tragiche sono snocciolate con grande freddezza e senza mai indulgere alla retorica o al melodramma. Una serie inglese classicissima, per come le abbiamo conosciute in questi anni, in quanto ad asciuttezza e minimalismo.

L’idea di non incentrare tutto il racconto su un solo nucleo narrativo permette agli autori di mantenersi lontani dal rischio patetismo e allo stesso tempo di affrontare un ampio spettro di tematiche. Oltre a una regia secca e senza svolazzi, a segnalato un cast eccezionale. Già citata Olivia Colman, vale la pena segnalare Neil Maskell (Arby di Utopia) nel ruolo del di lei marito.

Non si guarda a cuor leggero Run. Bisogna essere preparati e piuttosto motivati. È una mazzata. Ma è una gran bella mazzata.

Perché guardarlo: perché è un drama all’ennesima potenza, che però non scade mai nel melodramma

Perché mollarlo: perché è davvero tristissimo

 

 

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