23 Settembre 2013 2 commenti

New Girl 3 – Bentornati! di Diego Castelli

Un inizio scoppiettante per Jess & Friends

New Girl 3 cast

Dai, facciamo un postino pomeridiano sul ritorno di New Girl, anche perché così ho la possibilità di dare contro al Villa.
Sì perché a Serial Minds vige questa assurda regola della libertà di pensiero ed espressione, e l’anno scorso il mio socio concluse la stagione con un articolo con cui non ero affatto d’accordo. Però non è che mi metto lì a scrivere una contro-argomentazione, anche perché se dovessimo scrivere due articoli diversi ogni volta che io e il Villa la pensiamo diversamente, questo sito conterrebbe sostanzialmente il doppio dei post.
Magari voi vi divertite, ma noi non dormiamo più.

Ecco, fiducioso del fatto che le vostre giovani menti sapranno distinguere la mia opinione e quella del subdolo compare dal concetto astratto e inesistente de “l’opinione di Serial Minds”, vi dico che a me la seconda stagione di New Girl non aveva dato affatto fastidio, anzi.
E’ vero, l’inizio mi aveva lasciato un po’ perplesso, l’avevo trovato un po’ sotto tono, ma la ripresa del divertimento era avvenuta ben prima degli ultimi cinque-sei episodi, come il mio arido sodale voleva farvi credere. E non solo, la storia orizzontale si era sviluppata con buona costanza, in maniera del tutto coerente con la robusta dose di dabbenaggine che i nostri eroi si portano dietro.

Ma non parliamo della stagione scorsa, parliamo di questa. La premiere mi ha molto divertito. Nel modo più semplice e genuino possibile, cioè con la totale idiozia dei suoi personaggi, ognuno a modo suo. La storia tra Nick e Jess procede nel modo giusto, con lui che finalmente è disposto a impegnarsi ma sbaglia anche nell’impegno, diventando un totale freak epilettico che solo una certa pazienza di Jess riesce a tenere a bada (e ora vedremo cosa succederà, visto che il primo scoglio, cioè rimanere insieme anche dopo la pazza notte del matrimonio di Cece, è superato).
Dall’altra parte, Schmidt e Winston danno vita a una danza dell’imbeccillità che mi ha fatto gioire di brutto. Non solo per Schmidt, che è sempre lui, agitato e fastidioso, ora reso ancora più incasinato dal fatto di portare avanti due relazioni alla volta. Ma finalmente anche per Winston, lui che spesso è un personaggio troppo moscio rispetto agli altri. Invece sta cominciando a prendere la sua bella fisionomia, una dose di follia sua personale, molto riconoscibile e distinta da quella degli altri. In questo senso, l’ossessione improvvisa e immotivata per i puzzle, che probabilmente sarà svanita al prossimo episodio, si è rivelata non solo divertente di per sé (pure tanto), ma anche ottimamente integrata con le paranoie di Schmidt, che cercava di avere un qualunque consiglio sulle sue scelte di vita e si trovava con un amico scomparso e l’altro completamente indifferente, interessato solo ai suoi tasselli di cartoncino.

Insomma, venti minuti pieni di cose divertenti, capaci di chiudere il cerchio del matrimonio per tornare alla quotidianità dell’appartamento, dove Jess, Nick, Schmidt e Winston sono prima di tutto un solido gruppo di amici fuori di testa.
E ammemmipiace.
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