11 Giugno 2014 1 commenti

Halt and Catch Fire – I nerd come non li avete mai visti in una serie tv di Marco Villa

Basta con i nerd che hanno problemi sociali: Halt and Catch Fire vi racconta i nerd al lavoro

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Inizio subito senza troppi giri di parole, partendo dalla cosa più importante di questa nuova serie tv di AMC. Halt and Catch Fire prende il personaggio del nerd e lo propone in una veste completamente nuova: quella del nerd. No, non sto vaneggiando, vado a spiegare. Nelle serie tv viste finora, il nerd è sempre stato presentato come “quello che ha problemi di relazioni sociali”. Partiamo ovviamente da The Big Bang Theory e The IT Crowd, passando poi per Chuck e arrivando alla recente Silicon Valley.

In tutte queste serie vediamo personaggi che sono fortemente connotati dal loro lavoro, dalla loro professione, ma non li vediamo mai impegnati in quello che fanno. Quello che ci viene mostrato è il risultato a valle, ovvero il modo in cui si rapportano con il resto del mondo. Sappiamo che Sheldon & co. sono fisici, scienziati che lavorano in un laboratorio di ricerca, sappiamo che quelli di The IT Crowd sistemano computer e stampanti di una grande azienda, ma non seguiamo mai le vicende lavorative dei protagonisti. Ed è strano, visto che lavoro e formazione sono ciò che plasma il loro essere nerd senza speranza.

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Un passo avanti è stato fatto con Silicon Valley, ma è Halt and Catch Fire la serie che prova a sdoganare il nerd al lavoro, con un approccio simile a quello attuato magnificamente da The Social Network al cinema. La nuova serie di AMC è ambientata all’inizio degli anni ‘80 e racconta la storia di un informatico esperto e geniale (Scott McNairy) che non ha avuto successo, di un venditore/truffatore (Lee Pace) che vuole costruire il proprio successo sulle abilità dell’informatico e di una giovane, bella e bravissima studentessa (Mackenzie Davis) che si trova schiacciata tra i due.

Nella prima puntata si parla di computer IBM, di reverse engineering, di milioni di combinazioni di bit e di altre cose del genere. Cose super-tecniche, che è poi il motivo per cui finora erano state tenute fuori dalle serie. E va detto che se fosse tutto basato su tecnicismi del genere Halt and Catch Fire sarebbe una cosa inguardabile. Per fortuna alla parte informatica si sovrappone una parte legale (i protagonisti vengono accusati di plagio da IBM) e una vagamente amorosa (il rapporto tra il venditore e la ragazza e la situazione famigliare del nerd). Sommate tutte queste componenti e avrete un pilot che non è fulminante, ma che ha senza dubbio l’enorme merito di battere una strada nuova, diversa.

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L’impatto è positivo, ma saranno le prossime puntate a decretare se Halt and Catch Fire è qualcosa in grado di seguire le orme di Mad Men, spostando il focus dalla pubblicità all’informatica, o se si tratta di una di quelle serie di seconda fascia che AMC manda in onda con una regolarità che rischia di diventare preoccupante (tipo Hell on Wheels o Turn).

Ok, fa caldo ed è il momento della chiusa finale: bella l’idea, da applausi il coraggio, buono il cast e buona pure scrittura e messa in scena. Incrociamo l’incrociabile, tocchiamo tutto il ferro possibile.

Perché seguirla: perché apre una finestra nuova sul nerdismo seriale e per il coraggio che ha nel fare questa scelta

Perché mollarla: perché si parla di computer, chip, ingegneri e robe del genere. Non esattamente cose pop



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