12 Marzo 2015 17 commenti

Serial Stink: le 5 serie che puzzano di più di Diego Castelli

È una roba seria, veramente

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Voi ci pensate mai all’odore delle serie tv? No perché a me capita abbastanza spesso.
Normalmente gli episodi li “guardiamo” e li “ascoltiamo”. Negli ultimi anni, causa sottotitoli, magari li “leggiamo”. D’altronde è il mondo dell’audiovisivo. Della tele-visione.
Capita solo raramente di fermarsi a pensare all’olfatto, anche perché il televisore o il computer non odorano di niente, e se odorano di qualcosa è bene che li portiate in assistenza perché stanno per esplodere.
E quindi non riflettiamo mai sul profumo delle serie tv, anche se nella vita di tutti i giorni l’olfatto non è una cosa così secondaria. Il caffè alla mattina, gli alberi a primavera, quegli aromi che chissà come ti catapultano indietro di anni in punti precisi dell’infanzia. Oppure il bagno dell’ufficio che a prima vista sembra a posto, ma appena inspiri ti viene voglia di strapparti le narici con un gancio e lanciarle giù della finestra urlando “Lasciami, Satana, lasciami”.

Ebbene, oggi vogliamo riportare un po’ di consapevolezza olfattiva, perché se potessimo entrare nel mondo delle serie tv (cosa che tutti abbiamo sognato almeno una volta) dovremmo tenere a mente che a essere coinvolti non sarebbero solo due sensi, ma anche tutti gli altri.

 



Ecco allora le cinque serie (o cinque tipologie) più puzzolenti della tv.

 

HANNIBAL (E TUTTI I CRIME SPLATTER)
Bello essere un detective, no? Spocchiosi geniacci a cui tutto viene perdonato perché nessuno riesce a fare quello che fanno loro. È morto qualcuno? No problema, arriva lui e vi fa notare tutti i dettagli che vi siete persi – stupide capre – così che possiate ammanettare il cattivo di turno e poi guardarlo con occhioni pieni di invidia e ammirazione. Che figata.
Però aspetta. Voi ci siete mai stati su una scena del crimine? Io no, ma possiamo ragionevolmente immaginare. Un paio di cadaveri morti da giorni. Sangue rappreso sul muro e sul pavimento. Pezzettini di cervello e viscere sul divano. Il gatto aveva problemi intestinali quando gli hanno ammazzato i padroni, e ora la sua cassettina sembra un campo di tre ettari concimato di fresco. All’ingresso degli assassini le due vittime stavano cenando, e il taleggio da due chili preso in sconto all’Esselunga è rimasto per due giorni fuori dal frigo, in bella vista sul tavolo in soggiorno. La finestra era aperta, e una famiglia di procioni è entrata per mangiare il taleggio. Ma era troppo, e l’hanno rigettato in un angolo della cucina, vicino a dove la colluttazione con i killer aveva fatto cadere la bottiglia di aceto.
Signori, lì dentro c’è un puzza allucinante. Ma schifo vero.
Il re è Hannibal: complessi puzzle umani con gente attaccata a ganci appesi al soffitto e organi mescolati tipo composizioni floreali. Gente bruciata, gente dissanguata, gente scuoiata. Ci credo che poi Will ha le visioni, prova te a entrare lì dentro senza una maschera antigas.
Per non parlare delle cenette che prepara il dottor Lecter. Sembra tutto squisito, ma siccome ci fanno sempre pensare che sia carne umana quella che serve, ecco che il profumino di bistecche alla griglia assume tutta un’altra connotazione.
Hannibal mod

 

ER (E I MEDICAL IN GENERALE)
Vi sarà capitato di andare in ospedale, no? Spero per cose di poco conto, ma comunque bene o male è successo a tutti. In ospedale non c’è un buon odore. O meglio, c’è odore di ospedale, una cosa che tutti i non-medici imparano a odiare quasi subito. Disinfettante, sangue, sudore umano, vecchi che tossiscono dentro fazzoletti di stoffa regalatigli da un pilota alleato dopo la liberazione dai nazifascisti. Mettere il naso in ospedale vuol dire sentire la malattia che ti preme sulla faccia, tipo demone in cerca di un ospite.
Se poi guardiamo a ER, be’ allora è una festa. ER non era un semplice medical, era incentrato sul pronto soccorso. E cosa succedeva nel pronto soccorso di ER? Semplice, entrava gente senza braccia che spillava plasma, persone con squarci infettati e necrotici sulle gambe, si accasciavano barboni che non vedevano il sapone di decenni. E sapete qual era l’attività preferita di tutte queste persone? Ma ovvio, vomitare! Vomitare sangue o vomitare la cena, poco importa, gli bastava guardare un’infermiera dal camice particolarmente pulito per partire con l’idrante gastrointestinale. E i medici gli davano sempre quelle vaschettine di metallo piccole così, dicendo di vomitare lì dentro. Cosa che i pazienti puntualmente non facevano.
Ecco, ad entrare in quel pronto soccorso probabilmente non vi sareste nemmeno accorti della presenza di George Clooney, la puzza terrificante vi avrebbe atterrato molto prima.
L’unica probabile eccezione di questa categoria è Grey’s Anatomy. Non che la gente non muoia e non si squarci al Seattle Grace o come si chiama adesso (anzi, gli incidenti folli sono una firma della serie), ma siccome sono tutti belli e sempre pronti all’accoppiamento, è necessario mantenere un certo livello di decoro e di coolness. Quindi è probabile che nel mondo di Grey’s Anatomy anche il sangue profumi di confettura di fragole.
ER mod

 

BLACK SAILS (E I VARI PERIOD)
Il period drama è sempre un genere di grande successo. Tv, cinema o letteratura, poco importa: gentiluomini affascinanti vestiti da sera, donne voluttuose in abiti sgargianti e strizza-tette, carrozze e cavalli, spade e frecce, alti prelati pieni d’oro. Ma anche umili servi pieni di passione, giovani contadine bramose d’amore, re e regine, nobili e guerrieri. Quante notti passate a sognare nerboruti cavalieri a petto nudo che ti strappano dal letto con pochi, virili grugniti. Quante ore spese al pensiero di splendide e fragili fanciulle conquistate con la nobiltà del nostro animo.
Ragazzi, NO. Cinquecento, Seicento, Settecento, qualunque cosa venga prima del secondo dopoguerra. Questa gente Non. Si. Lava. Mai.
Avevano le parrucche perché i capelli li tenevano rasati per i pidocchi. E piuttosto che lavarsi si cospargevano di litri di profumo. Quindi quando vedete un classico ballo di corte tipo Reign, con graziose principesse occupate a lanciare sguardi di seduzione, quelle stesse principesse puzzano come vostro fratello quindicenne quando torna dall’allenamento di calcio. E le famose contadine, quelle con le guanciotte rosa e la voglia di fuggire via con voi, hanno spalato letame per tutto il pomeriggio, e prima di mettersi a tavola non si sono neanche lavate le mani. Con ogni probabilità, anche il più splendido dei saloni zaffava peggio della mia palestra del liceo.
Perché Black Sails come simbolo? Be’, perché in Black Sails sono pure pirati. Ancora meno igiene, a cui dovete aggiungere il tanfo di pesce, dentature allucinanti, e anche qui tutta una serie di strani animaletti incastrati tra i peli. Avete presente quando in Black Sails si vede Max nuda e pronta all’amore? Quel tocco di gnocchetta di Jessica Parker Kennedy? Ecco, dovete immaginare che là sotto sono passati in venticinque solo stamattina, e lei mica si è lavata tra uno e l’altro.
Mamma.
Mia.

Black Sails mod

 

SHAMELESS
Bisogna riservare un posto d’onore ai Gallagher, per forza. Perché i Gallagher riescono più o meno a raggiungere lo stesso livello dei period drama, però al giorno d’oggi. Sono tutti conciati male, sempre sudati e appiccicati, sempre uno sopra l’altro, sempre a fregarsene di qualunque cosa (prima di tutto la pulizia della casa), ma ovviamente il vincitore assoluto è Frank. Sempre ubriaco, dipendente da farmaci e droghe, dorme ovunque e con chiunque, non si fa un bagno da mai, fermenta birre dalla gradazione alcolica folle direttamente in cantina. E dopo aver fatto tutto questo viene sul vostro divano e ci si stravacca sopra. Simpatico Frank, vero? Personaggione! Ecco, Frank Gallagher è probabilmente l’essere umano più puzzolente che potrete mai incontrare. E se glielo farete notare, lui fingerà di ascoltarvi ma in realtà vi aprirà il frigo in cerca di cibo e alcol che consumerà sul posto, ruttandovi in faccia.

 

Shameless mod

 

THE WALKING DEAD
Il primo posto va di diritto a loro, agli zombie e a tutte le loro ramificazioni. The Walking Dead ha un vantaggio dal punto di vista olfattivo: non c’è quasi più nessuno sulla Terra, quindi poco traffico e aria più pulita. Almeno in teoria. Perché in pratica The Walking Dead riassume tutte le categorie precedenti. Gente morta, check. Gente ferita, check. Gente che perde fluidi, check. Gente che non si lava, check.
A tutto questo dovete ovviamente aggiungere loro, i morti che camminano. Gli zombie sono letteralmente carne putrefatta che deambula. Sono puzza che viene dritta verso di voi, cercando di toccarvi dappertutto.
E cosa fanno i protagonisti per contrastare questa minaccia odorosa? Be’, li uccidono usando dei coltelli che ficcano nel loro cranio, e che quando vengono estratti producono un’esplosione di sangue marcio che finisce dritta sui vestiti, sulla faccia e nei capelli dei nostri amati sopravvissuti. Si fanno la doccia dopo sta roba? Ma va, puliscono solo il coltello (lui sì), e poi ricominciano a camminare come se niente fosse. Sono persone che non si lavano mai, e che comunque dormono tutte insieme in stanze sempre più piccole. Persone che vanno nel bosco a defecare stando attenti che un bipede in decomposizione non li aggredisca. Puzzano loro, e puzzano i loro nemici, e loro non fanno niente per risolvere questo problema (a parte quando arrivano in qualche posto un po’ stabile, ma che tanto dura poco).
E se con Shameless il massimo era Frank, qui abbiamo l’eroe vero, il campione assoluto: Daryl Dixon.
La cosa meravigliosa di Daryl è che il suo carisma e il suo coraggio lo rendono un maschio particolarmente affascinante per le spettatrici, che non disdegnerebbero affatto un incontro ravvicinato col tenebroso ammazza-mostri.
Ma signore mie, guardatelo bene. Daryl è oltre lo sporco, Daryl è unto. Ha gli stessi vestiti dal primo episodio, manco fosse un cartone animato. Come tutti non si lava mai, ma già che c’è mangia pure i vermi che tira fuori da terra. Guardategli i capelli, vi prego, i capelli. Sono talmente impastati di schifo che se gli dai fuoco esplodono emettendo radiazioni. Daryl è il massimo esponente del paradosso olfattivo: a vederlo vorresti stare con lui tutto il giorno. Ma se lo incontrassimo davvero, se gli passassimo vicino, probabilmente cercheremmo il primo zombie disponibile per porre fine alle nostre misere, soffocanti esistenze.

 

Daryl mod



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