7 Aprile 2015 6 commenti

Younger – La comedy sulla MILF che si fa passare per ragazzina di Marco Villa

Tanto mestiere e nessuna scelta sbagliata. Non sarà una bomba, ma Younger fa il suo

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Qualche anno fa, tutte le comedy che partivano avevano un tratto in comune: trentenni che bevono e cazzeggiano. Tutte serie derivate più o meno dirette da How I Met Your Mother o – peggio – serie che miravano a sostituirla senza averne minimamente il respiro. Di tutto quel filone è rimasta in piedi la sola New Girl e fa piacere vedere che i network stiano battendo strade un po’ diverse anche per quanto riguarda prodotti vanno in onda senza pretese di rivoluzioni o chissà quali impatti. Tipo Younger.

Younger è una serie tv in onda dal 31 marzo sul canale via cavo TV Land e porta il marchio di Darren Star, colui che infiammò la nostra pre-adolescenza con Beverly Hills 90210. Se là c’erano attori trentenni che fingevano di essere liceali, qui abbiamo una protagonista quarantenne che finge di essere una neo-laureata. Nel senso del personaggio, non dell’interprete: dran passo avanti, niente da dire. Younger è la storia di Liza (Sutton Foster, già in Bunheads), madre 42enne che torna al lavoro dopo 15 anni di casalinghitudine.

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Lei vuole lavorare nell’editoria, ma il lungo periodo di lontananza l’ha tagliata fuori da tutto e nessuno si fida a darle un briciolo di responsabilità: caso vuole che abbia fisico e aspetto da quasi-trentenne ed ecco che tac, parte la grande truffa. Si presenta come 26enne, viene assunta e subito partono i grandi equivoci, tra colleghe realmente neolaureate, appuntamenti con giovani spasimanti e abitudini quotidiane del tutto diverse (leggi alla voce: ceretta).

Younger si basa su un meccanismo classico come quello del confronto generazionale, affrontato con un meccanismo narrativo semplice ma efficace. E questi due aggettivi sono gli stessi che possono essere usati per descrivere tutta Younger. In questa serie non c’è un solo aspetto di reale novità, ma allo stesso tempo non si può dire di restare delusi. Casting azzeccato, buon ritmo e dialoghi che girano. Ovvero: tantissimo mestiere. Del resto si arriva da Beverly Hills, mica cazzi.

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Oltre alla protagonista Sutton Foster, credibile nella parte della milf-che-sembra-regazzì, nota di merito anche per Hillary Duff, collega super giovane e super sul pezzo, che rappresenta la pietra di paragone generazionale per tutto ciò che fa la protagonista.

Perché seguirla: perché il mestiere garantisce una buona qualità, pochi dubbi al riguardo

Perché mollarla: perché non c’è una novità che sia una e mestiere può essere anche sinonimo di mediocre

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