18 Agosto 2015 9 commenti

Halt & Catch Fire: Miss Estate è sempre lei di Diego Castelli

Una seconda stagione da applausi

Halt & Catch fire season 2 finale (3)

 

OCCHIO, SPOILER SU TUTTA LA SECONDA STAGIONE!

 

Siamo qui a menarci sul giudizio da dare a True Detective, perdiamo il sonno a domandarci perché diavolo stiamo ancora guardando Under The Dome, e ci ricordiamo troppo tardi dell’agognato ritorno di Ray Donovan. Alla fine, però, la regina dell’estate è una vecchia conoscenza, una che l’anno scorso ci aveva fatto sbarrare gli occhietti per la gioia: nel piccolo dei suoi bassi ascolti e di un costante rischio di cancellazione, Halt & Catch Fire continua a stupirci come solo le migliori serie di AMC hanno saputo fare.

Sul perché di questo amore viscerale ci eravamo già dilungati in passato. La questione può forse essere riassunta nella scelta di parlare degli anni Ottanta non in termini di strane pettinature e sitcom cult, bensì di ingegneri geek che lottano nella neonata guerra dei personal computer.  Il fascino di Halt sta tutto nella capacità di parlare di cose molto particolari, che di per sé interesserebbero una fetta piuttosto risicata di pubblico, per costruirci sopra un discorso universale sui sogni, le passioni e la lacerante voglia di “contare qualcosa”. Il risultato è uno show di cui magari non capiamo certi dettagli tecnici, ma che ci prende a pugni nello stomaco quasi ogni minuto.

Halt & Catch fire season 2 finale (1)

Rispetto all’anno scorso, la seconda stagione da poco conclusa sposta l’equilibrio delle forze in campo. Il primo ciclo di episodi mostrava ovviamente tensioni, litigi e scontri, ma le forze unificatrici vincevano su tutto: la prima stagione racconta di alcune persone diversissime tra loro – il visionario Joe insieme allo specializzatissimo ingegnere Gordon, con l’aggiunta della mite Donna e della talentuosa e ingestibile Cameron – che si uniscono per un progetto comune, partecipando in maniera più o meno consapevole a un’onda innovatrice caratteristica di quel periodo storico. Un percorso destinato però al fallimento, quando la visione iniziale del gruppo si annacqua in un prodotto finale sicuramente remunerativo ma ben lontano dai desideri iniziali dei suoi creatori.

La seconda stagione, proprio a partire da quel sostanziale fallimento, è basata non su forze centripete, aggregatrici, bensì centrifughe, disgregatrici. Memori della gioia del lavoro comune, pur tra alti e bassi, i personaggi passano quasi tutti gli episodi a cercare un modo per lavorare ancora insieme: se Donna e Cameron ci riescono fin da subito, avendo fondato una nuova compagnia insieme, il problema riguarda soprattutto Gordon e Joe. Il primo siede su un bel mucchietto di dollari guadagnati alla fine della passata stagione, ma l’unica cosa che vorrebbe è tornare a un lavoro che lo appassioni. Dal canto suo, Joe si è allontanato dal gruppo e si è trovato una fidanzata, ma in realtà non vedrebbe l’ora di tornare con i vecchi amici (e la vecchia amata) per lavorare ancora insieme.
Purtroppo però diversi elementi si mettono di mezzo: la malattia di Gordon, l’ambizione di Joe, i sospetti reciproci, qualche banale errore tecnico, anche i diversi modi di concepire la loro stessa azienda da parte di Donna e Cameron. Sono tutti elementi che remano verso il distacco e la separazione.

Halt & Catch fire season 2 finale (4)

Di fatto noi spettatori passiamo un’intera stagione a guardare col cuore in gola questi disperati che si battono con ogni forza per avere del banalissimo calore umano, per sentirsi parte di qualcosa di più grande di loro che li faccia sentire realizzati. Rispuntano dunque quei temi universali di cui si diceva all’inizio: che si parli di computer o di mercato del pesce poco cambia, quello che conta è la lotta di un gruppo di personaggi talentuosi ma imperfetti, che cercano un modo per “significare” qualcosa in un mondo che sembra togliergli il terreno da sotto i piedi, creando nuove difficoltà e nuovi concorrenti ogni volta che i nostri riescono a portare a casa piccole vittorie.

La forza primitiva e devastante del racconto sta anche nel fatto che, banalmente, i nostri antieroi sono nuovamente destinati al fallimento. Non necessariamente un fallimento “commerciale”, visto che Joe si inventa l’antivirus facendo milioni mentre gli altri decidono di portare l’azienda in California per un nuovo promettente inizio. Il finale ci mostra che questi risultati prettamente commerciali e aziendali sono nulla in confronto a ciò che davvero contava: le ragazze partono per la frontiera, ma si rendono conto già sull’aereo che si tratta di una mossa disperata che nasconde goffamente il dolore per non essere riuscite a fare ciò che volevano dove volevano. Gordon, sempre sull’aereo, capisce di aver fatto la proverbiale cazzata a non seguire Joe per preservare un sogno familiare ormai ferito e forse irrecuperabile. E per ultimo lui, Joe McMillan, il vero protagonista della serie, che riesce ad ottenere un successo personale vigoroso e indubitabile, ma è costretto a farlo da solo, nel freddo isolamento di un edificio vuoto dove non c’è più nessuno se non la sua smodata ambizione.

Halt & Catch fire season 2 finale (2)

Non voglio arrivare a dire che Halt & Cath Fire sia una serie sull’importanza degli affetti, della famiglia e degli amici prima del lavoro. Detta così è un po’ svilente e fa troppo Disney Channel. Rimane però un ragionametno sull’equilibrio, sulla capacità (o meno) di capire cosa è davvero importante per noi e di saper gestire la propria vita e le proprie scelte sulla base di quelle priorità. Il tutto ambientato furbescamente in una decade ricordata quasi solo per la sua tv e le sue stramberie musicali, ma che in realtà coltivava i semi di una società profondamente rivoluzionata che è quella in cui viviamo attualmente.



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