6 Gennaio 2017 8 commenti

Paranoid – Il trionfo della normalità di Marco Villa

Paranoid è un onestissimo poliziesco con tanto di complottone mondiale

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Quintali di pagine, ore di visione che diventano giorni, un solo personaggio tipico: il detective tormentato e solo, che rinuncia alla propria vita privata in nome del lavoro, buttandosi in indagini che non hanno orario e che diventano ossessioni. Ho usato il maschile, ma il femminile andava bene uguale, perché il tipo di personaggio funziona per entrambi i sessi. Quello che conta è l’eliminazione di qualsiasi parvenza di normalità, a favore di un profilo da eroe o eroina in cui l’unico elemento di vera importanza è ottenere verità e giustizia. Non serve che stiamo a farvi esempi, ne avete in testa già a dozzine. Serve invece sottolineare come Paranoid abbia il merito di staccarsi da questo filone e spiegare che no, non è obbligatorio avere degli investigatori sociopatici per mettere in piedi una buona storia crime.

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Paranoid è una serie tv inglese, trasmessa su ITV da settembre e arrivata un paio di mesi dopo su Netflix. La prima stagione è composta da otto puntate ed è stata scritta interamente da Bill Garragher. Paranoid parte forte: le prime immagini ci portano in un parco giochi pieno di bambini che strillano felici e mamme che li seguono. Nel parchetto all’improvviso arriva un tizio incappucciato che non ce la conta giusta: si dirige verso una delle mamme e la pugnala a morte. Primo minuto della serie: sbem, non si perde tempo. Siamo in un paesino della provincia inglese e ovviamente l’omicidio è l’evento più tragico della storia della locale polizia: iniziano le indagini, viene individuato un possibile colpevole, ma più gli investigatori scavano, più si rendono conto che non si tratta di un semplice caso di omicidio, ma della classica punta dell’iceberg, dove l’iceberg è un gigantesco complottone trans-nazionale nel mondo dei big pharma e degli psicofarmaci.

Se si esclude l’inizio a mille, Paranoid è tutto tranne che una serie frenetica: concepita come una narrazione completamente orizzontale, si prende i propri tempi nell’introduzione non solo di temi e sviluppi dell’indagine, ma anche dei personaggi. Quella che inizia come una storia alla Broadchurch nella sperduta provincia diventa un caso di rilevanza europea, con indagini parallele che si svolgono in Germania e gente che va e viene tra i due paesi.

Il cast è molto buono: il volto più noto è quello di Indira Varma, già capo delle serpi di Game of Thrones, ma tutti gli interpreti sono all’altezza, in particolare Robert Glenister e la tedesca Christiane Paul. Nel titolo ho parlato di normalità e questo è il tratto più interessante di Paranoid: siamo infatti di fronte a una serie che può essere definita un buon poliziesco, che fa il suo dovere. Difficilmente riuscirete a staccarvi al termine di un episodio, ma durante la visione sarete pienamente consapevoli di non stare guardando un capolavoro del genere crime. Trama e sottotrame sono intrecciate bene, ma non ci sono mai momenti da bocca aperta o passaggi che vi lascino estasiati. C’è della buona tensione e una storia che si dipana con i giusti ritmi. Un giallo normale, insomma, come tanti che leggiamo e abbiamo letto nella vita.

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Il termine normalità, però, va applicato anche ai personaggi: come detto siamo lontani da eroi ed eroine classici e di fronte a quelli che potrebbero essere poliziotti reali, verosimili. Gente che dopo le sue otto ore di lavoro se ne torna a casa, gente che se un possibile testimone non risponde dice “ok, lo sentiremo domani”, esattamente come fareste voi con quel cliente a cui dovete mandare il preventivo. Ancora: in qualsiasi momento i protagonisti saltano fuori con i loro problemi personali, non nel senso che la loro vita privata incide sul comportamento lavorativo e bla bla bla, ma proprio nel senso che in qualsiasi momento vengono loro in mente dei fatti personali. Tipo che hanno appena finito di interrogare uno e la poliziotta se ne esce con un “stasera a cena ho proprio voglia di sformato di patate”. Cose così, semplici. Normali, appunto.

Come detto, su Netflix è disponibile tutta la prima stagione, ma non è ancora stata annunciata la seconda: per come si sviluppa la serie, sarebbe sensato che tutto finisse qui, ma sappiamo bene come possono andare le cose nel mondo televisivo.

Perché seguire Paranoid: perché fila via liscia e tranquilla come tanti libroni gialli

Perché mollare Paranoid: perché la normalità è la sua cifra più evidente



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