9 Marzo 2017 1 commenti

SS-GB – Una spy story in una Gran Bretagna in mano ai nazisti di Marco Villa

La Gran Bretagna si è arresa ai tedeschi e ora su Londra sventola la svastica nazista

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Non c’è niente da fare: passati alterati e futuri possibili ci attirano sempre. Se il futuro è aperto a mille ipotesi e linee narrative, il passato spesso si concentra su momenti che si possono contare sulle dita di una mano. Tra questi, una seconda guerra mondiale che finisce in modo diverso dalla verità storica, ovvero con il trionfo dei nazisti e la sconfitta degli Alleati. In questo panorama, il titolo che viene in mente subito è The Man In The High Castle, il libro di Philip K. Dick (e serie di Amazon) tradotto in Italia come La svastica sul sole. In quel caso si parla di Stati Uniti divisi tra Germania e Giappone, in SS-GB, invece, la svastica sventola sulla Gran Bretagna.

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SS-GB è una nuova serie di BBC, in onda su BBC One dal 19 febbraio e ispirata all’omonimo libro di Len Deighton, accreditato come creatore della serie stessa. SS-GB è ambientata nel 1941, dopo che Londra ha ceduto ai continui attacchi aerei della Germania nazista: Winston Churchill è stato giustiziato e ora l’isola è una delle province del Terzo Reich. Su questo sfondo conosciamo Douglas Archer (Sam Riley), detective della polizia di Londra, che si ritrova a indagare su un caso di omicidio che ha radici ben più profonde di una semplice rapina. In questo Londra che non è mai esistita, infatti, la resistenza si organizza ogni giorno di più, contando su membri che fanno parte di vari ambienti e con la Gestapo che tenta di schiacciare sul nascere ogni possibile pericolo. Ovviamente il caso di omicidio cui si accennava poco sopra apre porte e portoni proprio sulla resistenza e sugli obiettivi dei suoi membri.

SS-GB è una di quelle serie inglesi che si prende i propri tempi e preferisce un ritmo solenne a un susseguirsi vorticoso di eventi. Tutto quello che accade sullo schermo è figlio di una lentezza programmatica: i fatti, i rapporti, i dialoghi stessi dei personaggi. Sappiamo da tempo che lentezza ed eccesso di stile sono due fattori che spesso viaggiano in parallelo e SS-GB sembra essere un caso limite in questo senso: non è un esercizio di stile, non è pura forma, ma senz’altro è una serie tv che si specchia molto e che prova a essere di classe semplicemente rallentando i tempi.

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Il risultato è che il primo episodio non riesce a coinvolgere né come crime, né come spy story: ci sono elementi interessanti di ciascun genere, ma non viene mai creato un momento di vera tensione che spinga lo spettatore a restare almeno un po’ sulle spine. Come detto in occasione del pilot di The Man In The High Castle, l’atmosfera e lo sfondo sono una bomba a prescindere, quindi è necessario che anche la storia sia all’altezza. SS-GB dimostra di avere tutto perchè questo accada, ma nel primo episodio le potenzialità restano soprattutto tali.

Fatto negativo, ovvio, ma siamo ancora in tempo per una inversione a U: necessario accelerare e concentrarsi sulla storia.

Perché seguire SS-GB: perché lo sfondo della serie è potente

perché la lentezza potrebbe ucciderla



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