20 Marzo 2018 5 commenti

For The People – La nuova serie tv legal di Shonda Rhimes di Marco Villa

Giovani, carini e di belle speranze cercano parco giochi per esercitare le proprie velleità di professionisti di domani: For The People è l’ennesima variazione sul solito tema

Copertina, Pilot

Giovani, carini e di belle speranze cercano parco giochi per esercitare le proprie velleità di professionisti di domani. Se ci concedete un po’ di libertà d’azione, questa è di fatto la storia di fondo di alcune delle serie di maggior successo dell’universo Shondaland, ovvero la casa di produzione fondata da Shonda Rhimes. Dalla capostipite Grey’s Anatomy fino a How To Get Away With Murder, il succo è sempre quello: mentori inarrivabili sul lavoro (ma lacunosi sul privato) che tengono a battesimo novellini destinati a un grande avvenire, ma con un presente di ostacoli, dubbi e trappole. For The People è un’altra variazione sul tema: non più un ospedale e nemmeno uno studio legale con tirocinanti universitari, ma direttamente un’aula di tribunale della città di New York in cui si scontrano l’ufficio del procuratore e quello degli avvocati d’ufficio.

For The People è una nuova serie tv in onda dal 13 marzo su ABC, creata da Paul William Davies, a lungo nello staff degli autori di Scandal. I personaggi di For The People sono tutti giovanissimi alla prima vera esperienza di responsabilità: da una parte ci sono i nuovi arrivati nell’ufficio del procuratore, dall’altra quelli approdati tra i ranghi degli avvocati d’ufficio. Noi seguiamo in particolare le storie di sei di loro, tra cui spiccano Sandra Bell (Britt Robertson) e Allison Adams (Jasmin Savoy Brown), due amiche che dividono l’appartamento e che sono arruolate sul versante difensivo insieme a Jay Simmons (Wesam Keesh) avvocato un po’ pasticcione ma tutto cuore. Dall’altra parte della barricata ci sono invece lo spietato e arrivista Leonard Knox (Regé-Jean Page), la correttissima e secchionissima Kate Littlejohn (Susannah Flood) e il povero Seth Oliver (Ben Rappaport), avvocato dell’accusa un po’ pasticcione ma tutto cuore.

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Essendo così divisi, i sei si scontreranno a più riprese e così accade già dal primo episodio: i casi che vengono affrontati sono tre e permettono di capire non solo le personalità dei personaggi, ma anche la gerarchia interna del tribunale, con un responsabile per entrambi i lati della barricata. Come detto, siamo in pieno mondo Shonda Rhimes, ovvero un mondo in cui ragazzini senza esperienza giocano con la vita di altre persone come se fosse tutto normale. Inutile stupirsi, è il punto di partenza di tutto. A questo si sommano le preoccupazioni personali e le implicazioni sentimentali, per cui ovviamente una delle avvocatesse ha una storia proprio con il nuovo assistente procuratore che deve affrontare nel suo primo giorno di lavoro, con conseguenze immediate su carriera e vita amorosa.

Le serie di Shondaland non hanno mai spiccato per sottigliezza psicologica, con personaggi facilmente inquadrabili con uno sguardo, ma allo stesso tempo capaci di cambiare carattere e attitudine come banderuole al vento. Caratteri tagliati con l’accetta e nascosti dietro una coltre di dialoghi velocissimi e brillanti, che richiederebbero quintali di cocaina per essere giustificati. For The People non fa eccezione, viaggiando a mille all’ora e provando a delineare una nuova schiera di personaggi giovani, geniali, ma fallibili.

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L’aspetto più interessante è il fatto di avere protagonisti da una parte e dall’altra della linea di combattimento: a differenza delle altre serie citate in precedenza, For The People prevede fin da subito un confronto tra i propri personaggi principali, confronto da cui non si può che uscire da vincitori o da sconfitti, senza mezze misure. Uno step in più rispetto a Grey’s Anatomy o How To Get Away With Murder, ma di fatto anche l’unica differenza rispetto a quei mondi. For The People infatti altro non è che una nuova declinazione di uno stile narrativo già ampiamento esplorato e di enorme successo. Come sempre troverete una buona scrittura di mestiere e ritmi velocissimi e per molti questo è più che sufficiente.

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