31 Agosto 2018 7 commenti

The Innocents – Una serie mistery che diventa una bella storia di formazione di Marco Villa

Una ragazzina che deve affrontare il proprio corpo che – letteralmente – cambia in modo incontrollabile sotto i suoi occhi: The Innocents è la nuova serie di Netflix

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Ragazzini, misteri, adulti che faticano a capire: doveste fare un elenco di serie di questi anni che rispondono a queste caratteristiche, probabilmente non vi basterebbe un foglio. Va così e tra tanti titoli mediocri, ogni tanto compare uno che magari non ti fa gridare al miracolo, ma almeno si pone come qualcosa di diverso. Ecco, se invece doveste fare un elenco di serie con queste caratteristiche, The Innocents si meriterebbe un posto.

The Innocents è una nuova serie di Netflix, disponibile dal 24 agosto e creata da Simon Duric e Hania Elkington. La serie segue la storia di June, ragazzina che scappa da casa insieme al fidanzato Harry e che, durante la fuga, scopre di avere un potere particolare: è in grado di cambiare forma al proprio corpo e di assumere le sembianze di una persona con cui entra in contatto in determinate condizioni. Non è l’unica al mondo: anche sua mamma è così e per questo si trova al Sanctum, una specie di rehab scientifico in Norvegia, dove si fa aiutare per cercare di controllare i suoi poteri.

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Di base, The Innocents è la storia di una rincorsa, compiuta nei confronti di June e Harry: dietro i ragazzi in fuga si dividono due “squadre”, composte da un lato dai famigliari e dalla polizia e dall’altro dagli emissari norvegesi del Sanctum. All’inizio sembra facile dire da che parte stanno i buoni e da che parte i cattivi, ma nel corso della serie il confine si fa sfumato. La storia si va affinando come un mistero complesso, che parte dalla madre di June e scende a cascata collegando tra loro tutti i personaggi adulti. Il pregio principale di The Innocents, però, è di non fermarsi a questo livello.

Se il primo episodio può far pensare a una serie a metà strada tra mistero e fantascienza, proseguendo con le puntate diventa chiaro che la componente primaria di The Innocents è la storia di due ragazzi: una storia di formazione atipica, che passa attraverso aspetti non realistici per raccontare sentimenti e prove che affrontano i teenager di tutto il mondo (e di tutte le epoche). Da questo punto di vista, l’approccio non è poi diverso da Misfits, cui The Innocents è debitrice per quanto riguarda il “superpotere” (di quello si tratta) di June, ma da cui si distanzia nel tono, rinunciando del tutto all’ironia e alla leggerezza. Analizzata da questa angolazione, quella di June è la storia di una ragazza che vede il proprio corpo cambiare e che non si riconosce più, che si sente diversa da tutti e incapace di trovare il proprio posto nel mondo. La scoperta del corpo, del sesso, del proibito, tutto potenziato dall’elemento sovrannaturale.

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Non è facile tenere gli equilibri, ma nella sua prima metà The Innocents ci riesce quasi sempre e, quando deve scegliere, decide di privilegiare l’aspetto di formazione. Anche per questo motivo, non si va particolarmente a fondo negli aspetti scientifici o nella spiegazione di cause e origini: la diversità di June e di quelli come lei viene data per assodata, senza troppe menate.

Una serie di questo tipo, in cui il genere non è del tutto definito e può cambiare di minuto in minuto, ha bisogno di affidarsi a volti e corpi in grado di reggere il colpo di una scrittura a tratti non solidissima. A spiccare sono due: Sorcha Groundsell, che interpreta June, capace di trovare una propria strada tra forza e fragilità e Jóhannes Hauker Jóhannesson, ovvero Steinar, sempre sospeso tra determinazione e follia.

The Innocents non cattura subito, perché non fornisce subito le chiavi di accesso: solo proseguendo nella visione si capisce che tipo di serie sia e se ne apprezzano le qualità. In un tempo di alluvione audiovisiva è una scelta controcorrente, a suo modo coraggiosa. Non siamo di fronte al punto più alto della narrazione televisiva, né al capostipite di una nuova ondata, ma se cercate una serie onesta e con una voce propria, The Innocents potrebbe fare al caso vostro.

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