11 Giugno 2021

Black Space – Netflix: una serie che bada al sodo di Marco Villa

Black Space inizia con quattro uomini armati che entrano in una scuola con una maschera da unicorno e iniziano a sparare

Non so come vada a voi, ma di solito quando pigio play a caso su una nuova serie su Netflix non va a finire benissimo. Nel senso che non va a finire proprio, perché dopo dieci minuti ho già pigiato stop per cercare un’alternativa. Black Space è stata la classica eccezione, perché nel giro di poche scene ti tira dentro la storia e ti spinge a continuare. La storia non è niente di particolare eh, ma è raccontata in modo talmente essenziale da non avere modo di buttarsi via.

Serie israeliana andata in onda a fine 2020, arriva su Netflix a fine maggio. L’inizio è di quelli fulminanti: all’interno di un liceo, durante una sorta di cerimonia celebrativa a cui partecipano i ragazzi dell’ultimo anno, fa irruzione un terzetto di uomini armati, coperti con maschere da unicorno piuttosto inquietanti. I quattro sparano, alcuni ragazzi vengono colpiti, gli altri si danno alla fuga, cercando di nascondersi dove possono. Quando entra la polizia, non c’è traccia deglia assalitori: gli unici “esterni” sono degli operai palestinesi che si trovano sul tetto e che vengono subito catalogati come sospettati, con l’accusa di attacco terroristico. Tutto semplice? No, perché il detective Rami Davidi si convince che non c’entrino nulla e che i veri responsabili siano in realtà tra i sopravvissuti. Siano, insomma, dei ragazzi.

Black Space è il racconto di come la polizia dovrà trovare 4 assassini all’interno di circa 350 sospettati. A guidare l’azione è investigativa è proprio Rami (Guri Alfi), uno di quelli che appartiene alla categoria “poliziotti burberi” e che ha un passato non cristallino, di cui porta ancora addosso i segni sotto forma di occhio di vetro.



Nelle prime righe ho parlato di come Black Space si presenti in modo essenziale: al netto di qualche riferimento alla vita personale di Rami, la serie è ambientata interamente all’interno della scuola, con personaggi vestiti tutti allo stesso modo. A livello visivo, quindi, l’impatto c’è e gioca tutto su un minimalismo pressoché assoluto, sotto ogni punto di vista. La stessa scena della sparatoria è asciutta, senza alcuna spettacolarizzazione, così come la lunga fase del raid della polizia, alla ricerca dei responsabili. Detta così, sembrerebbe che nel pilot non sia successo nulla, ma in realtà si arriva alla fine dei 43 minuti con una facilità disarmante.

La storia di Black Space sarà un progressivo ridurre la cerchia dei sospettati, attraverso interrogatori, indagini e confronti. Un crime classicissimo, insomma, che a naso verrà giocato con un approccio del tutto low budget e poche location. Una serie essenziale, insomma, che guarda al genere e bada al sodo. Bene così.

Perché guardare Black Space: perché bada al sodo

Perché mollare Black Space: perché non spettacolarizza nulla



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