13 Gennaio 2026

His & Hers (La Sua Verità) – Quei thriller dritti, tosti e tamarri di Diego Castelli

Netflix propone una miniserie che non molla un secondo, che talvolta esagera, ma che la porta a casa

Pilot

Questa non è la prima recensione del 2026, ma è la prima dedicata a una serie uscita effettivamente nel nuovo anno. E quindi sarà anche il primo titolo finire nella nostra classifica del 2026, che ancora non esiste semplicemente perché aspettiamo di avere almeno una decina di nomi prima di aprirla ma che insomma, arriverà. Ed è ovvio e fisiologico che, alla fine dell’anno, ci saranno un tot di ottime serie, un tot di pessimi show, e una maggioranza di prodotti medi, disposti su un ampio spettro di qualità.

Allora forse è giusto che oggi, come prima serie del 2026, noi si recensisca un titolo che probabilmente finirà proprio in quella fascia media, perché se His & Hers, la miniserie disponibile su Netflix con il titolo italiano La Sua Verità, dovesse essere una delle serie migliori dell’anno, allora non sarà stato un buon anno, ma se tutte le serie “medie” fossero come questa, allora ci divertiremmo parecchio.

Si è capito sto ragionamento o era troppo astruso?
Va beh, ormai è andato.

Siamo nella cittadina di Dahlonega, poco lontano da Atlanta, e in mezzo al bosco, sul cofano di un’auto, viene trovato il corpo di una ragazza uccisa con numerose coltellate.
A capo dell’indagine viene messo il detective Jack Harper (interpretato dal nostro amato Jon Bernthal), supportato dalla giovane recluta Priya (Sunita Mani). La situazione per Jack appare già difficile, e le cose si complicano ulteriormente quando in città arriva Anna (Tessa Thompson), che non è solo una giornalista determinata che non guarda in faccia nessuno, nonché una donna tornata da poco al lavoro dopo una debilitante tragedia personale, ma è pure la moglie di Jack, cosa che inevitabilmente crea qualche tensione aggiuntiva.

Come in tutti i gialli-thriller di provincia che si rispettino, anche in La Sua Verità (uno anche il titolo italiano così Google lo trova meglio) i delitti non avvengono nel nulla, bensì all’interno di una cornice “di paese” in cui tutti conoscono tutti. Gli stessi protagonisti, Anna in testa, non sono semplici agenti esterni arrivati ad analizzare uno scenario di cui non sanno nulla, bensì figli e figlie di quegli stessi luoghi, con tutto il relativo portato di antiche conoscenze, vecchi dissapori, segreti sepolti e verità inconfessabili.

His & Hers è sia un giallo, perché dobbiamo scoprire chi è l’assassino o gli assassini, sia un thriller, perché la suspense gioca un ruolo importante e chi investiga è non solo spettatore della storia criminosa, ma ne è in qualche modo parte integrante.

E come altri prodotti simili, anche His & Hers punta a sorprendere i propri spettatori, a disseminare indizi utili e piste false, a costruire meccanismi di tensione puramente poliziesca che ci stimolino il cervello, unendoli a un approfondimento psicologico dei personaggi che gli dia un qualche spessore aggiuntivo e motivazioni credibili per le loro azioni.

Gli strumenti di analisi e giudizio di prodotti di questo tipo, che evidentemente non vogliono rivoluzionare il genere, sono sempre gli stessi: sono effettivamente rimasto stupito, oppure le scelte erano troppo prevedibili? I personaggi hanno un senso compiuto o sono solo macchiette monodimensionali che seguono un compitino? La messa in scena riesce a sostenere e magari amplificare la tensione, o siamo invece di fronte a una fiction dozzinale che pare girata col telefonino?

Che i twist di un racconto seriale siano effettivamente efficaci o meno, è ovviamente una valutazione molto soggettiva. Meno soggettivo è il fatto che His & Hers ci provi davvero tanto. Il risultato mi sembra un miscuglio di sorprese alcune meno riuscite e quindi più telefonate, e altre invece molto più impattanti, al punto che, quasi certamente, chi ha guardato o guarderà questa miniserie se ne ricorderà a lungo almeno un paio. In particolare uno, “quello importante”, che può lasciarvi molto divertiti, o molto disorientati, o un po’ delusi, o forse tutte e tre.

Poi certo, c’è anche il rischio che proprio questo approccio così votato alla sorpresa ti porti a esagerare, e His & Hers qualche volta lo fa, non solo con la scrittura nuda e cruda, ma anche con una messa in scena che, con i suoi personaggi incappucciati che spiano altri protagonisti durante notti buie e tempestose, si traveste da telenovela brasiliana un filo dozzinale.

Con questa serie, però, è un po’ prendere o lasciare, perché è abbastanza chiara l’intenzione di costruire una storia che sia forte, incalzante, sorprendente, e basata su emozioni nette che appartengono prima di tutto ai personaggi.

In questo senso, c’è sicuramente un pregio nel modo in cui attori e attrici mettono in campo passioni laceranti e segreti dolorosi, e la scelta migliore di tutte, in un contesto come questo, è l’ingaggio di Jon Bernthal. L’ex Shane di The Walking Dead e attuale Punitore della Marvel fa più o meno sempre lo stesso personaggio in tutte le serie in cui appare, ma lo fa molto bene: la sua è una recitazione percorsa da un’energia costante, una tensione quasi patologica che lo porta a vibrare, scattare, lamentarsi, litigare, disperarsi in continuazione.

In una storia come questa, il Jack Harper di Bernthal è perfetto per raccogliere, accumulare e poi rilasciare una tensione che il buon Jon sparge sullo schermo a piene mai, non lasciandoci mai il tempo di rilassarci. E se lui è il migliore, non è che i suoi colleghi e colleghe non facciano un lavoro efficace, e non abbiamo nemmeno citato Pablo Schreiber, che non abbiamo ancora smesso di amare dal Mad Sweeney di American Gods.

Come accennato, non tutto gira sempre nel verso giusto, non tutte le soluzioni sembrano ottimali, e in più di un punto si ha l’impressione che la voglia di stupire abbia tracimato oltre i confini del racconto coerente e preciso in tutti i dettagli.

Ma non è questo l’obiettivo di una serie che ha come prima priorità quella di prenderci per le spalle (ho detto spalle) e sbatacchiarci abbastanza forte da rimanere per un po’ di tempo con i capelli tutti spettinati (per chi ce li ha).
Siccome mi sembra che ci riesca, non possiamo fare altro che prendere i popcorn e vedere cosa diavolo succede.

Perché seguire His & Hers: per l’energia dei protagonisti e per la voglia di sorprendere.
Perché mollare His & Hers: avere sempre il piede sull’acceleratore può farti andare fuori giri.



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