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	<title>Serial Minds &#8211; Serie tv, telefilm, episodi</title>
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	<description>Tutte le nuove serie tv che non hai ancora visto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 14:04:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Carrie &#8211; Mike Flanagan adatta Stephen King</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/10/12/carrie-mike-recensione-prime-video-flanagan-stephen-king/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 14:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
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		<category><![CDATA[guida tv prime video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="373" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-Cover-2.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-Cover-2.jpg 1342w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-Cover-2-906x500.jpg 906w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-Cover-2-768x424.jpg 768w" sizes="(max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Il primo romanzo del Re diventa una serie che rielabora, aggiunge, approfondisce la mitica storia di un'adolescente fuori controllo</p>
<p>The post <a href="https://www.serialminds.com/2026/10/12/carrie-mike-recensione-prime-video-flanagan-stephen-king/">Carrie &#8211; Mike Flanagan adatta Stephen King</a> appeared first on <a href="https://www.serialminds.com">Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ogni tot bisogna parlare di un adattamento cine-seriale di Stephen King. Troppo grande, troppo influente, troppo prolifico l&#8217;autore americano, perché non si torni continuamente alla sua produzione in cerca di spunti, idee, personaggi iconici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la cosa bella è che va quasi sempre male. Il più delle volte, le trasposizioni audiovisive dei romanzi e racconti di Stephen King non riescono a cogliere il vero cuore delle opere originali, specie di quelle per cui è più famoso, cioè le storie orrorifiche (con alcune eccezioni che però si portano comunque dietro delle postille, tipo lo <em>Shining</em> di Kubrik che è un capolavoro del cinema, ma non per forza una buona trasposizione del romanzo, come sempre sostenuto dallo stesso King).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure a King si torna sempre, e ci è tornato anche Mike Flanagan, stimatissimo autore di <em>The Haunting of Hill House</em> e <em>Midnight Mass</em> (nonché già regista di adattamenti cinematografici di King come <em>Il gioco di Gerald</em> e <em>Doctor Sleep</em>) che ha provato a tradurre in serie uno dei romanzi meno seriali del Re, ovvero il suo primo, <em>Carrie</em>.<br />Il risultato è un prodotto, disponibile su Prime Video, di cui potremmo dare un giudizio non nuovo in questa lunga saga delle trasposizioni kinghiane: una buona serie, ma non per forza un buon adattamento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1350" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-5-1350x900.jpg" alt="" class="wp-image-80641" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-5-1350x900.jpg 1350w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-5-750x500.jpg 750w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-5-768x512.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-5-1536x1024.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1350px) 100vw, 1350px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come detto, <em>Carrie</em> è il primo romanzo di Stephen King, datato 1974, nonché uno dei più corti. Una storia di bullismo, vendetta, segregazione, rabbia, in cui una ragazza dotata di poteri telecinetici, già costretta in casa da una madre iper-religiosa e dispotica, si trova presa di mira a scuola al punto da far esplodere una violenza sanguinaria e mortale contro i compagni, durante il classico ballo di fine anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Niente di tutto questo è uno spoiler, perché il libro stesso, originariamente per questioni di &#8220;rimpolpamento&#8221; di una storia altrimenti troppo breve, inseriva stralci di articoli di giornali e libri che trattavano già a posteriori la questione della violenza soprannaturale di Carrie come una &#8220;cosa grossa&#8221; di cui la comunità scientifica internazionale avrebbe dovuto occuparsi da lì a chissà quando.<br />Il libro è corto, la storia è breve. Paradossalmente, quindi, ci troviamo di fronte a un romanzo che parrebbe più adatto a un film che a una serie tv (e infatti di film ne hanno girati più di uno), al contrario di tante volte in cui abbiamo visto film tratti da libri troppo lunghi, e che avrebbero meritato la forma seriale (ne abbiamo parlato anche recentemente a proposito de <em><a href="https://www.serialminds.com/2026/10/05/la-valle-del-eden-recensione-netflix-serie-tv/" data-type="post" data-id="80579">La Valle dell&#8217;Eden</a></em> su Netflix).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, un po&#8217; di confronto sarà reso inevitabile dalla fama del romanzo e dal fatto che la sua storia è già stata trasposta più volte in immagini. Resta però un tema caro a Serial Minds, quello del giudizio delle serie tv in sé e per sé, anche perché Flanagan, proprio perché non aveva tantissimo materiale narrativo su cui lavorare, s&#8217;è inventato un sacco di modifiche e di aggiunte, che sono piuttosto rilevanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1797" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-1797x900.jpg" alt="" class="wp-image-80642" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-1797x900.jpg 1797w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-998x500.jpg 998w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-767x384.jpg 767w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-1536x769.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-9-2048x1026.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1797px) 100vw, 1797px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nella serie di Prime Video ci sono alcuni elementi strutturali e singole scene prese direttamente dal romanzo, anche perché così memorabili da essere ineliminabili da una trasposizione che possa dirsi rispettosa: ecco allora il rapporto difficile di Carrie (Summer H. Howell) con la madre (Samantha Sloyan), la scena del bullismo nelle docce con il lancio di assorbenti, alcuni personaggi chiave come la nemica dichiarata, Chris (Alison Thornton), e naturalmente il momento fatidico del ballo della scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, Mike Flanagan prende molte scelte decisive che trasformano il romanzo originale in un canovaccio da cui poi si svaria moltissimo. Carrie diventa una ragazza che parla e ragiona molto di più; che vive un percorso narrativo più ampio in cui è previsto anche un reale tentativo di integrazione scolastica; che comprende quello che le accade e lo trasforma in ragionamento e precise prese di posizione. La madre di Carrie, pur essendo un&#8217;integralista religiosa, è molto meno pazzoide dell&#8217;originale, e quindi più capace di avere interazioni reali con altri genitori e con l&#8217;istituzione scolastica, con cui instaura un dialogo magari un po&#8217; bizzarro, ma certamente reale. Le altre ragazze che incrociano la vita di Carrie hanno motivazioni e vite più ricche e precise, al punto che le loro azioni risultano molto più motivate e &#8220;spiegate&#8221; rispetto all&#8217;originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In più, Flanagan attualizza la storia al nostro presente, aggiungendo al bullismo tradizionale tutto l&#8217;elemento social e le sue conseguenze non solo sui ragazzi, ma anche sui professori, facendo raggiungere alla vicenda di Carrie un clamore e una fama che nel libro non c&#8217;erano. In più, e questo è un grosso &#8220;più&#8221;, Flanagan punta a far rientrare questa serie in un più generale Kingverse che, nello specifico, qui si incarna nella presenza di soggetti altri, organizzazioni misteriose, complottismi inaspettati, in cui i poteri di Carrie non sono più esclusiva sua, ma diventano anzi il tassello di un mosaico più grande, che arriva anche a cambiare certi dettagli del destino ultimo di singoli personaggi, a partire dalla stessa protagonista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1350" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-2-1350x900.jpg" alt="" class="wp-image-80643" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-2-1350x900.jpg 1350w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-2-750x500.jpg 750w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-2-768x512.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1350px) 100vw, 1350px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Vedete insomma che si tratta di una trasposizione di &#8220;quella&#8221; storia, senza che sia effettivamente &#8220;proprio quella&#8221;. Troppe cose vengono cambiate e rimodellate, per non parlare di una serie che, quanto meno, andrebbe definita come &#8220;liberamente tratta da&#8221;. Questa operazione può piacerci o meno, ma è talmente palese ed esplicita, che tanto vale accettarla e giudicarla di per sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo punto di vista, <em>Carrie </em>è effettivamente una serie solida. Non solo perché mette in scena personaggi pieni, rotondi, interpretati da gente in gamba, ma perché costruisce linee di tensione che funzionano e si rafforzano di puntata in puntata, nonostante i tentativi di sedarle.<br />Uno delle dinamiche più riuscite della serie è proprio questo accostamento fra le cose che stanno per andare tutte male, e gli sforzi fatti per cambiale in meglio: al netto del fatto che è dichiarato che la vicenda finirà nel sangue, a rendere la storia appassionante c&#8217;è il fatto che diversi personaggi (dal preside agli insegnanti, passando per alcune studentesse come Sue, interpretata da Siena Agudong) si spendono per riportare la pace e la concordia, per sciogliere i conflitti, per calmare gli animi, ma i loro sforzi vengono costantemente frustrati da un turbine di fervore adolescenziale che, partendo soprattutto da Chris ma coinvolgendo anche le intransigenze della madre di Carrie, non sembra potersi arrestare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tema centrale sembra dunque essere una sorta di &#8220;inevitabilità del Male&#8221; che, date certe premesse, conduce a conseguenze disastrose senza che il pur lodevole impegno di pochi volenterosi possa correggere una rotta già segnata. A questo si lega anche un continuo rimando femminista ad altre famose donne del passato, attraversate dal soprannaturale (o presunto tale) e per questo tacciate di stregoneria. In maniera ben più esplicita di quanto non facesse King nel romanzo, Flanagan avvicina Carrie alla figura delle streghe, mostrando come l&#8217;odio della società le spinga verso un&#8217;esplosione che, a un certo punto, diventa inevitabile. Non per forza &#8220;giustificata&#8221; (anche se, diciamolo, la serie è piuttosto assolutoria da questo punto di vista), ma certamente comprensibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1350" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-7-1350x900.jpg" alt="" class="wp-image-80644" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-7-1350x900.jpg 1350w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-7-750x500.jpg 750w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-7-768x512.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-7-1536x1024.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1350px) 100vw, 1350px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dov&#8217;è che la serie fa più fatica? Proprio nella sua pulizia. È una storia precisina, con tutti gli eventi e le psicologie ben concatenate, e non c&#8217;è nulla che non sia spiegato, a volte pure troppo, per non lasciare niente al caso e per far sì che i messaggi che <em>Carrie </em>vuole mandare arrivino chiari e forti, e rimangano potenzialmente vivi per un seguito che, a quel punto, esonderebbe in maniera totale dal romanzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In teoria, però, mancherebbe un pezzo, e non è solo questione di confronto con l&#8217;originale: nel momento in cui la serie si prende così tanto tempo per portare la protagonista a scuola, farle vivere esperienze diverse e farle maturare anche consapevolezze più piene, articolate, variegate, la violenza finale appare non dico ingiustificata, però almeno un po&#8217; appesa, come se la forza travolgente di certe emozioni arrivasse al finale annacquata da troppo intelletto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se poi facciamo il vero e proprio confronto con il romanzo, allora la cosa appare evidente. Il libro, che pure lo stesso King non ama più così tanto e avrebbe voluto a un certo punto riscrivere, si porta dietro una forza molto più primordiale, archetipica, sconvolgente. È più breve, certo, e a guardandoli al contrario potrebbe sembrare la versione semplificata della serie, ma in quella nettezza di eventi e di caratteri, dove Carrie è una creatura molto più basica (spesso vengono descritti i suoi tratti &#8220;bovini&#8221;), la madre è solo un grumo di integralismo pazzoide, e Chris una stronza senza arte né parte, il romanzo trova una forza espressiva pura e disturbante che la serie non ha.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="898" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-1800x898.jpg" alt="" class="wp-image-80645" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-1800x898.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-1000x499.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-768x383.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-1536x766.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-1-2048x1022.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Chiaro che c&#8217;entra anche la capacità di un autore letterario (peraltro bravo come King) di entrare in maniera più esplicita nella testa dei personaggi per restituirci le loro passioni, paure, ossessioni. Ma in realtà, qui il problema è che la serie tv ci entra anche troppo, raccontando e cesellando perfettamente tutto quello che avviene nella mente delle sue protagoniste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una certa diminuzione di potenza, una diluizione dell&#8217;emozione. Soprattutto, si ottiene un vero e proprio cambio di genere: se <em>Carrie </em>(il romanzo) è l&#8217;inizio della strepitosa carriera del maestro dell&#8217;horror, nella serie tv di horror ce n&#8217;è ben poco. Siamo più dalle parti del drama, magari teso, cattivo, rognoso, ma pur sempre drama.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando l&#8217;impostazione data da Flanagan al suo adattamento, non potrebbe che essere così: l&#8217;orrore del romanzo nasce non solo dalla sua componente splatter (che comunque a metà anni Settanta doveva avere il suo bel peso), ma anche dalla sorpresa con cui i personaggi vivono un&#8217;esplosione di sangue, violenza e morte che lascia loro e i lettori privi di armi per abbracciarne l&#8217;enormità. Certo, è una storia di vendetta, di bullismo, di esasperazione, ma è comunque un tornado che spazza letteralmente via tutto, impedendo ai personaggi di ragionarci, se non a posteriori, per i pochi che sono rimasti vivi e che conserveranno per sempre quel trauma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Carrie </em>(la serie) funziona in altro modo, non ci spaventa e non ci travolge, perché tutto ciò che avviene è così spiegato, descritto, previsto e prevedibile nella sua inevitabilità, che ci arriviamo già preparati, ben accomodati, anche distratti da elementi di complottismo, politica, perfino supereroismo, che non possono stare insieme al puro orrore ormonale dell&#8217;originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1350" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-8-1350x900.jpg" alt="" class="wp-image-80646" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-8-1350x900.jpg 1350w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-8-750x500.jpg 750w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-8-768x512.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-8-1536x1024.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Carrie-S01-8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1350px) 100vw, 1350px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa quindi una questione di prospettive. Se guardiamo <em>Carrie </em>per ciò che è, cioè una specie di drama soprannaturale che vuole dire un po&#8217; di cose precise sulla nostra società, tutto sommato funziona, e possiamo serenamente dire che di film e serie tratte da King ne abbiamo viste di ben peggiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece il desiderio era rivedere sullo schermo la forza primitiva del romanzo, allora l&#8217;impressione è che si vada davvero in un&#8217;altra direzione. Una direzione legittima non solo in generale, &#8220;perché sì&#8221;, ma anche a fronte del fatto che questo personaggio è già finito al cinema varie volte, e Flanagan aveva pure il diritto di provare qualcosa di nuovo. Però se qualcuno parlasse di tradimento, be&#8217;, sarebbe difficile negarlo, anche se si tratta di un tradimento consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una questione più di fondo però c&#8217;è, e riguarda il fatto che una <em>Carrie </em>così concepita, e pure con tutte le sue cosine al posto giusto, non riesce a essere chissà quanto dirompente non solo nel nostro stomaco, ma in generale nel mondo seriale. Dubito che uno spettatore o spettatrice più giovane, che magari non ha mai letto niente di King, potrebbe pensare che questa sia la storia che ha dato vita a quella carriera. Perché Flanagan, pur sapendo di dover aggiornare una trama di cinquant&#8217;anni fa, non è riuscito a darle una spinta così forte, da farla uscire da solchi che già esistono.<br /><em>Midnight Mass </em>è più bella, giusto per dire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, però, i veri timori riguardano il futuro. Se questa prima stagione, pur nelle deviazioni che ci siamo detti, ha la sua precisa solidità e intelligenza, il finale lascia il vago sentore che si vada un po&#8217; troppo verso gli X-Men, cosa che sarebbe effettivamente fuori fuoco. Anche se, va detto, il modo in cui Flanagan sceglie di cambiare-senza-cambiare (pensate alla sorte della madre, che è la stessa del libro&#8230; ma non proprio la stessa) dà sempre l&#8217;impressione di un nerd appassionatissimo del materiale originale, e che ci gioca in maniere spesso inaspettate e interessanti.<br />Questo glielo concediamo sempre, vedremo che altro saprà combinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire <em>Carrie</em></strong>: di per sé è una buona serie, con buone interpreti e riflessioni interessanti.<br /><strong>Perché mollare <em>Carrie</em></strong>:<strong> </strong>l&#8217;adattamento seriale diluisce la forza primordiale dell&#8217;originale letterario.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80538" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Io con l&#8217;horror non credo di essere molto buono, però visto che qui non avevo alcun originale da rispettare, direi che fra fantascienza, fantasy, ironia, avevo già abbastanza in cui affondare le mani.<br />Sto parlando di <em>Void</em>, naturalmente, il mio romanzo che sempre vi consiglio di <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">comprare</a>, e che sta lì pronto per essere regalato a Natale. Va che fate un figurone eh?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
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		<title>Ci sarà sempre bisogno di Ted Lasso</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/10/08/ted-lasso-4-recensione-apple-tv-finale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 14:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[On Air]]></category>
		<category><![CDATA[apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[ted lasso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="338" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7-1800x900.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Avevamo paura della quarta stagione di Ted Lasso, ma alla fine non solo è buona, ma ci serviva proprio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Siamo arrivati alla fine della quarta stagione di <em>Ted Lasso</em>, e bisogna fare un punto su un ciclo di episodi su cui c&#8217;era un certo scetticismo. I motivi erano i soliti: una serie già terminata, e che forse era sembrata tirarla un po&#8217; in lungo già con la terza stagione, e che tornava dopo un paio d&#8217;anni senza che si capisse se si trattava di reale urgenza creativa, oppure di necessità di spremere un altro po&#8217; da un franchise molto amato. <br />Uno scetticismo cinico, dunque, da inquisitori con la faccia incazzata, sempre pronti a lamentarsi quando le cose non vanno esattamente come (noi pensiamo che) dovrebbero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, la quarta stagione di <em>Ted Lasso</em> si è rivelata non solo una buona stagione, anche se di certo non dirompente come la prima (ma quali serie con una prima stagione dirompente lo sono anche alla quarta?). Ma ci ha anche ricordato perché, in primo luogo, ci eravamo innamorati così tanto di questa serie, un affetto che non c&#8217;entrava solo con la sua qualità pura e semplice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80619" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-19.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration: underline;">DA QUI IN POI SPOILER SU TUTTA LA QUARTA STAGIONE</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima un po&#8217; di recap. Delle premesse avevamo <a href="https://www.serialminds.com/2026/08/13/ted-lasso-4-apple-tv-recensione-serie-tv/">già parlato</a>: dopo essere tornato in America, Ted viene richiamato a Londra per allenare la squadra femminile del Richmond, un progetto a cui Rebecca e Keeley tengono particolarmente, fosse anche solo per purissimo femminismo: fare una cosa buona per le donne che giocano e che guardano giocare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stagione, Ted non fa solo l&#8217;allenatore della squadra, ma finisce a fare da mentore per Alice, coach molto preparata e professionale, ma anche rigidissima e con qualche problema irrisolto nel suo passato, a partire da una carriera da calciatrice segnata da un infortunio che l&#8217;ha lasciata con una stressante (e talvolta ossessiva) voglia di riscatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, c&#8217;è da raccontare la ricostruzione della storia d&#8217;amore fra Roy e Keeley, le difficoltà finanziare della squadra femminile unite al tentativo di un misterioso acquirente (poi rivelatasi essere la bizzarra Zelda) di comprare la maggioranza delle quote del Richmond, e naturalmente le avventure delle calciatrici: se le prime tre stagioni si concentravano su giocatori maschi professionisti, stavolta si parla di donne che non vivono di calcio, ma <em>per </em>il calcio, cercando di coniugare la loro passione con vite familiari e lavorative esterne, alla ricerca di un equilibrio non sempre facile, tra figli da gestire e carriere alternative fra cui scegliere.<br />A tutto questo, poi, aggiungiamo Beard che va in crisi di mezza età e comincia a mettersi lenti a contatto colorate, orecchini e abbronzatura posticcia, e abbiamo un quadro come sempre divertente e scanzonato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80616" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-11.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale di stagione (ma già il pre-finale) scioglie diversi nodi rimasti stretti fino a quel momento, anche se non tutti (per esempio, la possibile storia d&#8217;amore fra Ted e la tizia del teatro è rimasta sospesa in attesa di tempi migliori).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Mae, deceduta allo stadio dopo aver seguito la squadra e dopo un discorso motivazionale di grande slancio femminista, dà al finale un&#8217;iniziale impronta malinconica, ma poi funge da motore per molte riflessioni interessanti: permette a Ted di parlare francamente a suo figlio della morte del nonno suicida, e consente alla premiata ditta Rebecca-Higgings di infinocchiare Zelda, che non riesce a comprare il club anche grazie alle azioni di Mae, che vengono lasciate in eredità a Rebecca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma più in generale, è un finale che permette a molti personaggi di fare pace col passato e andare avanti: di Ted e del figlio abbiamo già detto; Rebecca decide che vuole risposarsi e fa la proposta a Matthijs; Roy, che da poco ha scoperto che diventerà padre, chiede consiglio ai Diamond Dogs (a cui si aggiunge Alice in versione gatto, e Nate che torna per una bella comparsata) e riceve molti buoni consigli che gli permettono di superare l&#8217;ansia da prestazione; Beard, che per tutta la stagione ha subito lo stress dell&#8217;invecchiamento, decide di lasciar perdere ogni tentativo di sembrare più giovane di quello che è, e arriva a radersi completamente la testa in nome del cambiamento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80617" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-14.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E poi, naturalmente, c&#8217;è la riorganizzazione della squadra. Quando Roy comunica a Rebecca (nell&#8217;ennesima scena divertente e affettuosa) che lascerà il Richmond per andare al Chelsea, Ted dice a Rebecca che vorrebbe parlarle a proposito di un certo vuoto creatosi sulla panchina del Richmond.<br />Lì per lì pensiamo che voglia tornare ad allenare i maschi, anche se è un&#8217;idea che scartiamo subito, per poi pensare che stia per dare la squadra maschile a Alice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, un ulteriore twist ci svela che Ted sta facendo un passo indietro dalla squadra femminile, consigliando di promuovere Alice a prima allenatrice, mentre lui farà il vice insieme a Beard. Della squadra maschile sapremo nella quinta stagione (se ci sarà, ma pensiamo di sì), e magari ci sarà modo di costruire un po&#8217; di narrazione nuova di zecca in compagnia di un arrivo certamente strano/simpatico, ma intanto il gesto di Ted rappresenta una piccola rivoluzione: il protagonista della serie, quello che le dà il nome, è anche quello che si fa da parte per lasciare spazio a una donna che ha ambizioni superiori alle sue, e che permette a Ted di stare nella famiglia che ama e nella città dove il figlio si sta ambientando, senza occupare uno spazio che ora percepisce come troppo ingombrante per lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se volessimo esagerare, e lo dico senza ironia, la prossima stagione dovrebbe quasi quasi cambiare nome alla serie e chiamarla che ne so, &#8220;Richmond&#8221;, proprio perché il percorso compiuto dal suo protagonista, in gran parte nelle prime tre stagioni e un po&#8217; in questa, è anche un percorso di consapevole allontanamento, di cambiamento delle priorità, di riconoscimento del lavoro altrui. Sarà interessante vedere come queste nuove dinamiche cambieranno il modo di raccontare di questa serie, e i centri di gravità che inevitabilmente proverà a spostare in un cambio di equilibri che non è così scontato, soprattutto nel mondo delle comedy.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80614" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tutta questa roba funziona e ha funzionato. Come detto, la quarta stagione di <em>Ted Lasso</em> non è stata dirompente come la prima, né avrebbe potuto esserlo. E certamente possiamo trovare qualche punto più disordinato o meno efficace: il fatto che Ted sia meno protagonista è stato destabilizzante per qualcuno, così come la ricerca, talvolta, di uno spessore che a quel punto non serviva (penso all&#8217;episodio in cui Ted mostra alla moglie una fragilità che in quel momento pare un po&#8217; appiccicata). Di calcio se n&#8217;è visto relativamente poco, anche se il tasso di sport è aumentato con le ultime puntate, e in generale non è che questa serie sia mai stata così legata al gioco in sé e per sé. E certamente potremmo trovare qualche altro momento meno riuscito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però parliamoci chiaro, noi temevamo il disastro. Avevamo paura che stessero prendendo una serie che ricordavamo come quasi perfetta, per aggiungere dei pezzi che rischiavano di sembrare attaccati con lo sputo. Mi sembra pacifico riconoscere che questo non è avvenuto, e parlo per me come per i molti commenti e messaggi ricevuti in queste settimane, da persone che si erano volentieri ritrovate a commuoversi con <em>Ted Lasso</em>. Il motivo è una scrittura che sì, ha dovuto riprendere qualche storia che sembrava conclusa e costruire un sistema di personaggi nuovo per metà (le calciatrici), con tutto il peso del confronto col passato. Ma ha mantenuto salda quella che è l&#8217;umanità dei protagonisti, unita a stranezze, bizzarrie e tormentoni, alcuni nuovi, altri ormai classici, che fanno parte di una cornice comunicativa in cui <em>Ted Lasso</em> ci accoglie e ci coccola da anni.<br />E qui secondo me sta forse il nocciolo più importante della questione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80613" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se la quarta stagione di <em>Ted Lasso</em> fosse stata brutta e scritta male, se Alice non fosse stato il personaggio fragile ma intenso (e buffo) che è, se la storia d&#8217;amore fra Keeley e Roy non fosse riuscita a trovare nuovi spazi di sorpresa e romanticismo, ne staremmo parlando male, e su questo non ci piove.<br />Ma più che semplicemente &#8220;divertente&#8221;, <em>Ted Lasso</em> assolve ormai a una precisa funzione emotiva. La prima stagione era uscita nell&#8217;estate del 2020, quando eravamo appena usciti dalle prime chiusure pandemiche ma altre ne sarebbero arrivate. Ci sentivamo isolati e impauriti, e avevamo bisogno di sorrisi e connessione, che<em> Ted Lasso</em> ci ha fornito nelle forme di una comedy che è prima di tutto una storia di buone relazioni, di persone che ci tengono al bene degli altri prima che al proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi non abbiamo problemi strettamente pandemici, ma non è che siamo messi meglio: guerre, dittatori, stragi, inflazione, un futuro incerto che ci sembra in mano a personaggi malvagi, o scemi, o tutti e due. E di nuovi ci sentiamo divisi, fra nazioni, fra popoli, fra vicini di casa.<br />In questo contesto, <em>Ted Lasso </em>è tornata a ricordarci che si può essere amici, che si può parlare e ascoltare (ricordate quella scena in cui Ted sta semplicemente accanto a Alice che piange, per secondi e secondi?), che si possono riconoscere i meriti altrui senza perdere nulla di nostro, perfino che una vittoria su un nemico infido (tipo Zelda) non deve passare dall&#8217;umiliazione degli sconfitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ted Lasso</em> è una serie di persone buone, pensieri buoni, azioni buone, ed è chiaro che questo livello di zucchero potrebbe finire facilmente in melassa, e tenerlo lontano dalle sue derive più stucchevoli è compito (finora ben realizzato) di chi la serie la scrive e la interpreta. Ma la questione è proprio che in questo momento, e chissà per quanto ancora, abbiamo bisogno che qualcuno, ogni tanto, apra delle parentesi in cui farci vedere che il benessere altrui può essere una priorità, che i conflitti sono inevitabili ma possono essere ricomposti, che l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, il rispetto, sono ancora a portata di mano, e non sono necessariamente incompatibili con l&#8217;ambizione, la competizione, il successo.<br />Utopia? Forse. Ma visto che ormai ci sembra di vivere dentro una distopia realizzata (a volte, forse, eccedendo in paranoia), che qualcuno abbia ancora la voglia e la forza di coccolarci con un&#8217;utopia da cui c&#8217;è molto da imparare, mi sembra una buona cosa.<br />Dateci altre diciotto stagioni, e forse riusciremo a salvare (e migliorare) la civiltà occidentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80620" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/Ted-Lasso-4x10-10.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>
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		<title>La Valle dell&#8217;Eden &#8211; Una bella miniserie da un&#8217;icona letteraria</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/10/05/la-valle-del-eden-recensione-netflix-serie-tv/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/10/05/la-valle-del-eden-recensione-netflix-serie-tv/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[East of Eden]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv netflix]]></category>
		<category><![CDATA[la valle dell'eden]]></category>
		<category><![CDATA[netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="380" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-eden.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-eden.jpg 1382w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-eden-890x500.jpg 890w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-eden-768x431.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Dal capolavoro di John Steinbeck, una miniserie di Netflix creata dalla nipote del regista del film che lanciò James Dean, tratto dallo stesso romanzo</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi dobbiamo parlare de <em>La Valle dell&#8217;Eden</em>, una miniserie di Netflix che per una volta chiamiamo con il suo titolo italiano perché tratta da un romanzo famosissimo, già trasposto in un film altrettanto famoso, che ci impone di usare il nome che tutti conoscono (invece dell&#8217;originale <em>East of Ede</em>n).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E prima di dirci qualunque cosa sul prodotto in sé, vale la pena notare un dettaglio di contesto che trovo davvero affascinante. Parliamo infatti di una miniserie creata da Zoe Kazan, che è la nipote di Elia Kazan, il regista che nel 1955 traspose lo stesso romanzo del premio Nobel John Steinbeck in un film che diede il via alla carriera sfolgorante (anche se troppo breve) di un divo come James Dean.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, <em>La Valle dell&#8217;Eden</em> è diventato un progetto di famiglia per i Kazan, e il fatto che la storia parli proprio di una dinastia familiare che si srotola nel corso di alcuni decenni a cavallo fra Ottocento e Novecento beh, rende il tutto particolarmente epico.<br />Poi certo, se la miniserie avesse fatto schifo, sarebbe stato un po&#8217; imbarazzante, ma per fortuna non è così, anzi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-6-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80596" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-6-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-6-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-6-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Riassumere in poche righe la storia dello spesso librone di Steinbeck può essere complicato, e questo in realtà sarà un punto importante per l&#8217;analisi della miniserie rispetto al film (e anzi, di tutte le miniserie rispetto a tutti i film).<br />Accorciando brutalmente, possiamo dire che <em>La Valle dell&#8217;Eden</em> racconta di due generazioni di uomini, sullo sfondo di un&#8217;America ancora giovane e in subbuglio, in uno spazio dove era ancora vivo il ricordo della Guerra Civile, ma già si correva verso la Prima Guerra Mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si racconta prima dei fratelli Adam e Charles Trask, figli di madri diverse ma stesso padre rigido e dispotico, con caratteri e destini molto diversi. E poi si passa ai due figli di Adam, Caleb e Aron (Cal è il personaggio che, nel vecchio film, aveva il volto di James Dean).<br />A unire dolorosamente le due generazioni, la figura tragica, ambigua, disturbante di Cathy, moglie di Adam e madre di Caleb e Aron (interpretata da Florence Pugh), a sua volta segnata da grossi traumi e incapace di incastrarsi nelle aspettative della società, figura di donna insieme teoricamente moderna, ma anche estrema, respingente, e profondamente infelice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-12-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80597" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-12-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-12-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-12-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-12-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-12.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fatemi esprimere un concetto forse troppo netto, ma in cui credo abbastanza fermamente: le serie tv sono (o dovrebbero essere) una manna per i romanzi. Per quanto la storia del cinema sia stracolma di capolavori tratti da opere letterarie, e pur considerando che il medium cinematografico andrebbe considerato in sé e per sé quando racconta una storia, cercando di prescindere da una storia precedente (e raccontata con altri mezzi) che l&#8217;ha generata, credo sia scontato dire che la storia del cinema è altrettato piena di spettatori che, dopo aver visto un film tratto da un romanzo che amano, hanno detto &#8220;però hanno tagliato troppo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità ovvia, valida da sempre, è che il formato cinematografico, che resta solitamente compreso da i 90 e 180 minuti, non può fisicamente contenere tutto quello che sta in un romanzo che supera le cinquecento o le mille pagine. Non ha caso, per decenni si è usata l&#8217;espressione &#8220;riduzione cinematografica&#8221;, termine un po&#8217; spregiativo ma che in primo luogo descriveva un&#8217;inevitabile operazione di selezione del materiale originale. Questo non significa che il cinema non abbia trovato soluzioni spesso brillanti per risolvere il problema, a volte migliorando la storia stessa del romanzo di turno, a volte modellandosi per star dietro alla mole di una storia non troppo comprimibile (pensiamo alla trilogia de <em>Il Signore degli Anelli</em>, per esempio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;altrettanto ovvia verità, è che tanti famosi romanzi di cui pure è stata tratta un&#8217;ottima versione cinematografica, avrebbero bisogno di incarnazioni audiovisive più lunghe per esprimere tutto il loro potenziale, o almeno per provarci davvero. Una consapevolezza che vale tanto per <em>Harry Potter </em>(che ora una serie ce l&#8217;avrà) quanto per <em>Game of Thrones</em>, di cui non c&#8217;è mai stato un film solo perché il saggio George R. Martin l&#8217;aveva detto subito: io i diritti li concedo solo a chi farà una trasposizione seriale, non filmica, delle mie opere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-9-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80598" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-9-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-9-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-9-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-9-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragionamento vale anche per <em>La Valle dell&#8217;Eden</em>. Non si questiona il valore e la portata del film di Elia Kazan, che resta una pietra miliare del cinema al netto di un certo, prevedibile invecchiamento: se non avete il film sottomano, vi invito comunque a cercare qualche spezzone online in cui vedrete il mitico, inarrivabile, fantastico James Dean recitare in un modo ampolloso e teatrale che oggi ci sembrerebbe ridicolo, se fatto da attori contemporanei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma resta il fatto che quel film si perdeva più di metà romanzo. Non c&#8217;era fisicamente il tempo di inserire tutto, e così molti elementi, anche decisivi, rimasero fuori, magari perché considerati troppo complicati per il pubblico cinematografico, più vasto e generalista dei lettori di romanzi d&#8217;autore (questo tema esiste oggi come esisteva all&#8217;epoca).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già solo per questo, per la possibilità di una miniserie da sette ore di recuperare molto del materiale perduto (anche se qualcosa resta fuori lo stesso, ma per scelta stilistica più che per imposizione tecnica), <em>La Valle dell&#8217;Eden</em> di Netflix è un progetto meritevole di attenzione. Calcolando che poi funziona alla grande, tanto meglio.<br />(fra parentesi, un adattamento seriale del romanzo era già stato fatto nel 1981, con otto episodi per ABC arrivati in italia solo nel 1984 e mai più replicati, che non hanno lasciato grande memoria di sé)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-1-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80599" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-1-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-1-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-1-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono dilungato un po&#8217; su questa questione letteraria-cinematografica-seriale perché mi piace questa rincorsa pluridecennale di una storia fra le più importanti della letteratura americana, e perché mi interessano gli elementi tecnici della realizzazione delle serie tv. Ma questo non cambia un&#8217;impostazione che questo sito si è dato fin dagli esordi: a prescindere da dove la serie arriva, deve funzionare di per sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E <em>La Valle dell&#8217;Eden</em> funziona. Come il romanzo, è stracolma di temi grossi, affrontati di petto e con un discreto sadismo nei confronti dei personaggi: famiglie disfunzionali, traumi infantili, ruoli di genere (anche se Steinback probabilmente non avrebbe usato queste parole); la ricchezza, la povertà, la guerra; l&#8217;amore, ossessione, la libertà; la speranza, l&#8217;ambizione, la sconfitta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel raccontare due generazioni abbondanti, Zoe Kazan costruisce un racconto ricco e sfaccettato, pieno di eventi ed emozioni contrastanti (nostre e dei personaggi), legato però da un filo unico, già presente nel romanzo. In una storia con forti connotazioni religiose (il titolo originale è tratto da un passo della Genesi, senza contare che la storia di Caino e Abele è uno sfondo costante della storia e delle due coppie di fratelli, entrambe con nomi che iniziano per C e per A), a essere tematizzata è soprattutto la tensione fra destino e libertà individuale, fra sentiero già tracciato dal nostro passato e rabbioso desiderio di trovare una propria via per l&#8217;autodeterminazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I personaggi di <em>La Valle dell&#8217;Eden </em>sono costantemente schiacciati da difficoltà e pressioni che non hanno scelto, e che sembrano preparare per loro un destino immodificabile. E poi però li vediamo lottare per uscire da quella gabbia, con fortune alterne e con diversa possibilità, per noi, di sentirci parte di quella lotta, con particolare rilevanza per il personaggio di Cathy, che in una trasposizione moderna e creata da una donna, si prende molto più spazio rispetto al film del nonno: la Cathy di Florence Pugh è il personaggio più bello perché riesce a essere degna di comprensione e pietà, ma anche di disgusto e rabbia, in una sintesi delicatissima ma sorprendentemente riuscita, che ci restituisce la complessità di un&#8217;esistenza (tutte le esistenze?) in cui non può essere tutto bianco o nero. Un personaggio che, piaccia o meno, acquista esplicita rotondità anche rispetto al libro, perché nel 2026 è più difficile immaginare un unico personaggio femminile troppo schematicamente malvagio, come invece avveniva a metà anni Cinquanta in un romanzo scritto da un uomo, ma che non perde i suoi tratti principali che da sempre la rendono riconoscibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-3-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80600" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-3-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-3-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-3-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-3-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto mi riguarda, in questa miniserie funziona tutto. La messa in scena è ricca e molto consapevole, con il gusto per certi splendidi paesaggi americani (che tanto interessavano allo stesso Steinback) contrapposto alla disturbante concretezza del sangue, della violenza, del sesso, degli imbellettamenti delle prostitute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attori e attrici sono tutti magnificamente in parte. Abbiamo già detto di Florence Pugh e della spaventata durezza della sua Cathy. Ma c&#8217;è un ottimo Christopher Abbott nei panni di un Adam malinconico e perennemente perdente, così come un amabile Hoon Lee, capace di scrollarsi di dosso certe tamarraggini di <em>Banshee </em>e di <em>Your Friends &amp; Neighbors</em> per impersonare Lee, il maggiordomo tuttofare di Adam, uno dei pochi personaggi totalmente positivi della storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è una grande sensibilità per la luce e per il ritmo: <em>La Valle dell&#8217;Eden</em> è una storia di chiaroscuri che si traduce in episodi che passano spesso dalla luce all&#8217;ombra, dagli spazi aperti a quelli angusti, impedendo ai primi di liberarsi davvero dei secondi. Scrittura e montaggio, poi, concorrono a un racconto che, forte del tempo a disposizione, non ha paura di prendersi lunghe pause in cui far parlare le espressioni dei personaggi, i loro sguardi ora persi, ora spauriti, ora adirati, nella disperata ricerca di un equilibrio che non si riesce mai a trovare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-2-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80601" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-2-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-2-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-2-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/East-of-Eden-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono visto i sette episodi <em>La Valle dell&#8217;Eden</em> tutti di fila, praticamente senza pause, perché una storia che già conoscevo è stata comunque concepita per lasciarti con la necessità di ripremere play dopo ogni titolo di coda, perché troppo era il peso sostenuto dai personaggi, per non proseguire in cerca di un alleggerimento, pena la necessità di portare anche noi quel peso, in attesa della risoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre tutto questo, anche se so di andare davvero nel personale qui, c&#8217;è un elemento spettatoriale che io mi porto dietro da sempre, quando guardo storie di questo tipo: il desiderio, se non proprio la necessità, di guardare queste vite segnate dal dolore, dalla paura, dalla desolazione (sentimenti che vediamo su uno schermo ma che costituiscono la vita quotidiana di tanti esseri umani del passato e del presente) per trarne una qualche concreta speranza. Se sono qui a parlarvi di questa storia, scrivendo al computer nel sicuro di casa mia, è perché mi è andata bene. Mi è andata molto meglio che ai poveri, gloriosi personaggi de <em>La Valle dell&#8217;Eden</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire<em> La Valle dell&#8217;Eden</em></strong>: è un&#8217;ottima trasposizione/svecchiamento di un caposaldo della letteratura.<br /><strong>Perché mollare <em>La Valle dell&#8217;Eden</em></strong>: se cercate leggerezza, per carità scappate.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.serialminds.com/2026/02/05/migliori-nuove-serie-tv-2026/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80538" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ok stavolta un pochino mi vergogno a (ri)proporvi il mio romanzo, visto che abbiamo appena finito di parlare di una storia inventata da un premio Nobel. Però dai, la mia fantascienza non c&#8217;entra nulla con La Valle dell&#8217;Eden, quindi non è che debba mettermi in competizione con un capolavoro della letteratura mondiale.<br />Posso dire giusto una cosa: il mio (libro) è più lungo, e questa mi sembra l&#8217;unica cosa oggettiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
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		<title>American Hostage &#8211; Una storia vera e due attori amatissimi</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/10/01/american-hostage-recensione-serie-tv-mgm-prime-video/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/10/01/american-hostage-recensione-serie-tv-mgm-prime-video/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 14:13:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[guida tv prime video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="380" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/American-Hostage-1600x900.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/American-Hostage-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/American-Hostage-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/American-Hostage-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/American-Hostage-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/American-Hostage-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Jon Hamm e Giovanni Ribisi nei panni di un presentatore radiofonico e un suo grande fan che diventa rapitore</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel corso di questi anni di visioni e critiche televisive, mi è capitato spesso di pensare a quanto certi attori e attrici siano legati ai loro personaggi dalle loro caratteristiche fisiche e recitative. Per dirla in altro modo, non tutti gli attori possono interpretare qualunque parte, anche se questo principio banalissimo viene qualche volta contestato da certi estremismi inclusivi tali per cui sembra di fare un torto a qualcuno se si dice che Danny DeVito è stato un ottimo Pinguino, ma difficilmente avrebbe potuto interpretare Batman.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi parliamo di un caso esemplare, perché in <em>American Hostage</em>, serie di MGM+ creata da Shawn Ryan e Eileen Myers, tratta da un podcast omonimo del 2022, viene raccontata una storia realmente accaduta i cui due protagonisti sono interpretati da Jon Hamm (che aveva partecipato anche al podcast) e Giovanni Ribisi, e sono due personaggi per i quali non sarebbe stato possibile fare un&#8217;inversione di attori, perché l&#8217;intera carriera e tutta la genetica di Jon Hamm lo spingono verso il conduttore radiofonico Fred Heckman, mentre il passato lavorativo e biologico di Ribisi gli permettono di vestire perfettamente i panni  del rapitore Tony Kiritsis.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80569" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nel 1977, e Fred Heckman è uno stimato giornalista e conduttore radiofonico, in odore di essere presto ingaggiato da qualche network più grande e prestigioso. Nei giorni in cui riflette su un&#8217;importante offerta già recapitata sulla sua scrivania, però, Fred viene coinvolto in un caso più unico che raro: Tony Kiritsis, un uomo qualunque che ha provato un investimento andato male, e che si è trovato stretto nella morsa di un mutuo che non riesce a pagare, ha deciso di rapire un importante esponente della banca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo di Tony è quello di attirare l&#8217;attenzione di Fred, che stima da sempre, per poter essere intervistato in radio mentre tiene in ostaggio il malcapitato Dick Hall (Kristoffer Polaha), per poter così smascherare gli spietati magheggi della sua famiglia di banchieri, che sfruttano le difficoltà della povera gente per arricchirsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente Fred accetta di intervistare Tony, altrimenti non avremmo la serie tv, ma è chiaro che quella decisione si porta dietro un sacco di riflessioni (e tensioni) etico-deontologiche, in un momento storico in spettacolarizzare la cronaca in diretta non era all&#8217;ordine del giorno come oggi, ma in cui gli esseri umani erano esattamente quelli che sono ora: assetati di attenzione, gloria, riscatto, informazioni spinose.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80570" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si diceva del perfetto casting dei due attori. Sì perché Jon Hamm, diventato famoso con <em>Mad Men</em> e poi transitato in serie e film di vario successo e qualità, e pur considerando che è persona assai simpatica, per questioni anche puramente estetiche fatica a uscire dall&#8217;immagine di uomo tutto d&#8217;un pezzo, intelligente e sobrio, misurato nei comportamenti e affascinante nei modi.<br />E il suo Fred è così, un serio professionista che ha sia ambizioni che valori, e che cerca di barcamenarsi in questa situazione eccezionale misurando il proprio tornaconto con il desiderio di rimanere un giornalista non solo stimato, ma anche degno di quella stima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo, il Giovanni Ribisi che ha passato l&#8217;intera carriera a fare il ragazzino schizzato, bizzarro, goffo e comico (come l&#8217;adorabile fratello di Phoebe in <em>Friends</em>), è perfetto per un uomo che, nella realtà, è poi finito in manicomio, uno disposto a mettersi consapevolmente al centro di un circo mediatico caotico e debordante, in nome di una frustrazione bruciante e un invincibile desiderio di rivincita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dinamica fra l&#8217;imprevedibilità di Tony e la professionalità di Fred è il principale motore della miniserie, che funziona al suo meglio quando i due possono interagire l&#8217;uno con l&#8217;altro, e quando si stanno preparando a farlo, ognuno con i suoi problemi, bisogni, desideri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80571" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>American Hostage</em> è una serie di buoni mezzi, che ricostruisce con cura l&#8217;atmosfera (per noi) vintage in cui racconta la vicenda, e che si prende quelle libertà necessarie, rispetto ai fatti realmente accaduti, per non stravolgerli troppo ma dando maggiore spessore e prospettive al racconto (per esempio dando spazio alla moglie di Fred, Barbara, interpretata dall&#8217;ex <em>The Killing</em> Mirelle Enos, oppure a un assistente di Fred, Ben, interpretato da William Jackson Harper di <em>The Good Place</em>, che nella realtà non è esistito e che qui diventa una specie di Grillo Parlante con cui Fred può ragionare e interloquire).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semmai, qualche perplessità la desta la durata. La reale vicenda di Tony Kiritsis è durata circa tre giorni, in cui al netto del forte concept iniziale (un uomo ne rapisce un altro e chiede di parlare in radio), poi non è che siano successe altre cose pazzeschissime in continuazione.<br />Il risultato è che una miniserie di otto episodi rischia di essere un po&#8217; lunga, con la necessità di riempire certi vuoti sbrodolando troppo. Una sensazione che si ha già con i primi tre episodi, gli unici visti prima di scrivere questa recensione, ma che trova riscontro quasi unanime in molte recensioni americane, scritte da chi ha potuto vedere l&#8217;intera miniserie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80573" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è però anche un altro elemento critico, o che per lo meno lascia un po&#8217; di rimpianto. <em>American Hostage</em> si basa su un&#8217;idea ottima per un thriller, e quel lavoro viene fatto egregiamente, pur nei termini di un racconto in cui la suspense non viene da sparatorie o mostri soprannaturali, ma da un gioco psicologico più sottile e &#8220;seduto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La serie però avrebbe anche la possibilità di essere qualcosa di più, di raccontare in maniera più spietata e cinica il mondo dei media, prendendo una storia di cinquant&#8217;anni fa per mostrare in essa i semi di una spettacolarizzazione che oggi, lo sappiamo bene, è spesso completamente fuori controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilot, in realtà, sembra poter affondare bene le mani nel tema, proprio perché la stessa decisione di realizzare l&#8217;intervista impone a Fred di riflettere sulle sue implicazioni deontologiche: nel momento in cui il giornalista smette di raccontare la notizia per <em>diventare </em>la notizia, molte barriere vengono abbattute, e l&#8217;idea stessa di raccontare la realtà può trasformarsi nella tentazione di plasmarla, piegandola a scopo di intrattenimento.<br />Questo tema non scompare nei due episodi successivi, ma l&#8217;impressione è che l&#8217;elemento cronachistico, il thriller più puro legato a un uomo che punta un fucile alla testa di un altro, legato a una cordicella che lo attiverà qualora il rapitore venisse ucciso, tenda a fagocitare troppo la riflessione filosofica, che avrebbe avuto bisogno di dialoghi più espliciti, ma che ovviamente si portano dietro il rischio dello spiegone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80572" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/10/American-Hostage-12.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, <em>American Hostage</em> è una serie consigliabile per la cura della sua messa in scena, per due attori totalmente in parte, e perché racconta con buon ritmo e mestiere una storia vera ma poco conosciuta. Peraltro, così poco conosciuta che ci siamo più o meno tutti persi un film di Gus Van Sant sugli stessi eventi, chiamato in italiano<em> Il filo del ricatto</em> (<em>Dead Man&#8217;s Wire</em>) e uscito abbastanza in sordina nel 2025. Una di quelle strane coincidenze per cui la stessa storia viene raccontata da prodotti diversi nello stesso momento, come ogni tanto ci capita di vedere sia nel mondo seriale che in quello cinematografico (anche se niente batterà mai quelle continue coincidenze calcistiche per cui la tua squadra gioca contro Pinco Pallo alla domenica in campionato, e poi sempre contro Pinco Pallo al mercoledì in Coppa Italia; so che ci sono dietro dei motivi matematici, ma voglio continuare a credere della magia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però ecco, c&#8217;è qualcosa in più, in questa vicenda, una possibilità di visione sul mondo (anche il nostro mondo, non solo quello degli anni Settanta) che probabilmente non emergerà come avrebbe potuto. Sono le differenze fra un buon prodotto e un prodotto memorabile, e <em>American Hostage</em> potrebbe fermarsi al primo stadio. Peccato, anche se, da bravo ottimista, vale sempre la pena ricordare che guardiamo di molto peggio&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire <em>American Hostage</em></strong>: ottimi attori per una storia interessante.<br /><strong>Perché mollare <em>American Hostage</em></strong>: c&#8217;è la sensazione che si limiterà al compitino. Un compitino ben fatto, ma in cui si poteva dare di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.serialminds.com/2026/02/05/migliori-nuove-serie-tv-2026/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80538" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E se voleste saltare a piè pari dagli anni Settanta al Tremila, ricordatevi che c&#8217;è sempre <em>Void</em>, il mio romanzo science-fantasy che trovate su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon </a>in tanti comodi formati (cioè, due&#8230;) e che sta già diventato un ottimo regalo di Natale. Nella mia testa, quanto meno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
<p>The post <a href="https://www.serialminds.com/2026/10/01/american-hostage-recensione-serie-tv-mgm-prime-video/">American Hostage &#8211; Una storia vera e due attori amatissimi</a> appeared first on <a href="https://www.serialminds.com">Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi</a>.</p>
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		<title>Monster: The Lizzie Borden Story &#8211; Fra splatter e politica</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/29/monster-the-lizzie-borden-story-recensione-netflix-serie-tv/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/29/monster-the-lizzie-borden-story-recensione-netflix-serie-tv/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Monster]]></category>
		<category><![CDATA[netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="309" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Lizzie-Borden-1800x823.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Lizzie-Borden-1800x823.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Lizzie-Borden-1000x457.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Lizzie-Borden-768x351.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Lizzie-Borden-1536x702.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Lizzie-Borden.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>La quarta stagione della serie antologica di Netflix scava in un caso molto antico ma capace di parlare anche al presente</p>
<p>The post <a href="https://www.serialminds.com/2026/09/29/monster-the-lizzie-borden-story-recensione-netflix-serie-tv/">Monster: The Lizzie Borden Story &#8211; Fra splatter e politica</a> appeared first on <a href="https://www.serialminds.com">Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Siamo arrivati alla quarta stagione dell&#8217;antologia di <em>Monster</em>, e forse non avevamo parlato di ogni singolo ciclo, anzi ne sono abbastanza sicuro. Stavolta, però, due riflessioni la serie se le merita, perché la storia di Lizzie Borden, assassina presunta ma mai davvero confermata di fine Ottocento, si porta dietro un surplus di tematiche, riflessioni, politicizzazioni, che la rendono più interessante, per lo meno in termini di critica, rispetto alle precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vero che la prima stagione di <em>Monster</em>, dedicata al caso di Jeffrey Dahmer, aveva fatto il botto in termini di visualizzazioni e attenzione collettiva, ma le due successive, incentrate rispettivamente sulle vicende dei fratelli Menendez e di Ed Gein, era passate po&#8217; in sordina, nonostante la recente candidatura agli Emmy per il nostro amatissimo Charlie Hunnam (che ritroviamo anche nella quarta stagione) e per Laurie Metcalf.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto della serie non è cambiato, con l&#8217;idea di raccontare la storia di una persona che uccide, ma anche il contesto in cui lo fa, per guardare quanto quel contesto deve essere compreso in una più completa valutazione dei fatti (che detta in altro modo potrebbe significare &#8220;vediamo un po&#8217; chi è il vero mostro in questa faccenda&#8221;). Però stavolta abbiamo la prima donna killer, una Storia (con la S maiuscola) su cui si dibatte da più di un secolo e su cui la serie cambia molti elementi, e una tematica di violenza e abuso sulle donne che fa subito drizzare le antenne, sia in sé e per sé, sia per certe conseguenze tratte dalla sceneggiatura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-11-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80551" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-11-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-11-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-11-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-11-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-11.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Lizzie Borden non è (credo) così conosciuta in Italia, mentre negli Stati Uniti è un caso leggendario non solo per il tipo di delitto e la sua efferatezza, ma anche perché se ne parla da decenni e decenni senza che si sia mai scoperta una verità definitiva (il che mi fa pensare che nel 2100 saremo ancora qui a parlare di Garlasco).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che poi la vicenda, in sé e per sé, è banale: nel 1892, l&#8217;allora poco più che trentenne Lizzie Borden venne accusata di aver ucciso a colpi d&#8217;accetta il padre e la matrigna, i cui cadaveri vennero trovati nella loro casa dopo essere stati selvaggiamente attaccati. Lizzie subì un processo in cui venne dichiarata innocente, per poi continuare la sua vita con l&#8217;eredità di famiglia fino alla morte nel 1927, ma l&#8217;opinione pubblica non riuscì mai ad accettare del tutto la verità processuale, anche perché nessun altro fu mai trovato colpevole, lasciando l&#8217;impressione che Lizzie fosse riuscita a farla franca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quarta stagione di <em>Monster </em>prende questa vicenda &#8211; i cui protagonisti sono appunti Lizzie (Ella Beatty), suo padre Andrew (Charlie Hunnam), la matrigna Abby (Rebecca Hall) e la cameriera Bridget &#8220;Maggie&#8221; Sullivan (Vicky Krieps), testimone chiave dell&#8217;accaduto ma, secondo le teorie colpevoliste, complice di Lizzie se non addirittura sua amante &#8211; e la trasforma in un thriller gotico pieno di violenza e sangue, in cui si inventa molto oltre alla già ricca speculazione investigativa dei decenni successivi, e in cui si aprono anche finestre su altre due storie di famose donne killer: Elizabeth Báthory (interpreta dalla stessa Vicky Krieps), nobildonna di fine Cinquecento accusata di omicidi e torture ai danni di giovani ragazze, e Aileen Wuornos (che ha il volto pesantamente truccato di una superba Sarah Poulson), la stessa prostituta killer il cui ruolo valse a Charlize Theron l&#8217;oscar come miglior attrice protagonista nel film (guarda caso) <em>Monster</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-6-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80552" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-6-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-6-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-6-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa quarta stagione di <em>Monster </em>ha un pregio evidente, cioè quello di essere visivamente ed emotivamente potente. È un racconto volutamente carico, iperbolico, parecchio splatter, in cui arti mozzati, fantasie mortifere e sangue a litri (di varia provenienza) la fanno da padrone. È ben messa in scena, a tratti volutamente disturbante, carica di un&#8217;energia oscura che si presenta fin dall&#8217;inizio, quando in una sorta di flash forward ci viene mostrata la violenza con cui le due vittime vengono prese a colpi di accetta, con una foga che disturba proprio perché, oltre che &#8220;sbagliata&#8221; e criminale, ha un che di entusiasmante e liberatorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è una serie che costruisce con cura le sue tensioni interne: l&#8217;odio che ci strappa dal petto la matrigna di Lizzie (Rebecca Hall fantastica in un ruolo, se vogliamo, un po&#8217; disneyano) fa il paio con il fastidio per l&#8217;indolenza del padre Andrew, meno cattivo della consorte ma ossessivamente legato al ricordo della defunta moglie, che lo spinge all&#8217;alcolismo e lo porta a non vedere gli abusi subiti da Lizzie.<br />Allo stesso tempo, funziona il percorso della protagonista da ragazza oppressa e bullizzata ad angelo vendicatore che dall&#8217;amore saffico per Maggie ricava la determinazione (ma perfino il gusto) a compiere una vendetta spietata che la trasforma e trasfigura completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È insomma una stagione che spinge su molti acceleratori, e che si imprime bene negli occhi, anche quando devia verso gli altri piani temporali: la Wuornos di Sarah Poulson può suonare leggermente già vista per chi ha apprezzato il film con Charlize Theron, ma questo non toglie nulla alla bontà della sua interpretazione, alla limpidezza del suo odio, alla vacuità di uno sguardo portato oltre il limite da una vita di dolori e privazioni che le smontano completamente il cervello.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-5-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80553" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-5-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-5-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-5-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E qui però arrivano gli argomenti più divisivi.<br />Ci sono sicuramente alcuni difetti strutturali che non c&#8217;entrano con chissà quali questioni filosofiche e politiche. Per esempio, dopo gli omicidi la serie perde inevitabilmente forza, e gli ultimi episodi che trattano del processo e del futuro di Lizzie appaiono subito più deboli. Ma la stessa decisione di raccontare anche altre storie oltre a quella di fine Ottocento potrebbe essere contestata: vero che la vicenda di Wuornos riesce comunque a colpire, ma non si finisce la stagione con l&#8217;idea che fosse davvero necessaria, e anzi rimane il dubbio che abbia tolto qualcosa alla vicenda principale, e che forse avrebbe meritato una stagione a sé stante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è sull&#8217;elemento politico-filosofico che ci si accapiglia di più. In molti hanno contestato il fatto che la serie si inventi troppo rispetto alla realtà. Sapete che su questo punto io sono molto laico, per me in una storia che non è un documentario si può fare quello che si vuole, ma la critica americana in questo caso non ha contestato il metodo, quanto il fatto che gli eventi reali (e le loro ombre) offrissero già sufficiente materiale per una storia ricca, senza bisogno di inventare o dare per scontato altro. Anzi, il fatto di aver dato per assodate cose che non lo sono (come la stessa colpevolezza di Lizzie), avrebbe tolto mistero e fascino a una storia che forse meritava di essere esposta per com&#8217;è ora, con tutti i suoi lati oscuri e le sue indecisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo che qui arriviamo all&#8217;altro nocciolo della questione: la quarta stagione di <em>Monster </em>non ha lasciato dubbi su come si è svolta la vicenda, perché voleva montarci sopra una specifica riflessione politica. Non aveva insomma interesse a descrivere uno status quo fatto di dubbi polizieschi e investigativi, quanto usare la storia di Lizzie (o una sua versione possibile) per esprimere concetti molto precisi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-8-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80554" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-8-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-8-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-8-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-8-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per essere più chiari, mi sembra abbastanza pacifico che la sceneggiatura supervisionata da Ian Brennan assolva quasi completamente Lizzie dalla responsabilità morale degli omicidi, come peraltro fa anche per Aileen Wuornos.<br />Lizzie Borden ci viene raccontata come una ragazza vittima di ogni tipo di abusi psicologici, di cui la matrigna e il padre (seppur con modalità differenti) erano ugualmente responsabili. Se è pure vero che alla cameriera Maggie viene affidato un punto di vista che si fa via via più timido e spaventato sugli eventi, non c&#8217;è dubbio che la furia vendicatrice di Lizzie venga dipinta come comprensibile, ragionevole, perfino auspicabile, fosse anche solo nella forma narrativa di un evento luttuoso che viene così a lungo suggerito, e che alla fine gli spettatori lo vogliono vedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E trattamento simile viene riservato a Wuornos, che è sì donna sgradevole ed evidentemente matta da legare, ma anche vittima di abusi così ripetuti e atroci, da rendere la sua violenza perfettamente spiegabile e, in fondo, non così condannabile.<br />Al contrario di Lizzie, Wuornos venne ritenuta colpevole degli omicidi e condannata alla pena di morte, ma ci sono un paio di soluzioni narrative e visive in <em>Monster </em>(che non ci serve spoilerare) che trasmettono piuttosto bene il senso della sua &#8220;innocenza&#8221; (fra virgolette).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-1-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80555" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-1-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-1-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-1-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se il concetto stesso alla base di <em>Monster </em>è sempre stato quello di guardare tutti i lati di una vicenda (anche con Ed Gein, nella terza stagione, era evidente come il Male non venisse solo da lui, e che anzi lui fosse almeno in parte una vittima), forse però la serie non si era mai spinta fino a questo livello di assoluzione dei (anzi, delle) carnefici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui una critica che va in due direzioni: da una parte l&#8217;appiattimento stilistico di una stagione che poteva essere tematicamente più ricca e sfumata, e che invece si risolve nel linearissimo &#8220;personaggio bullizzato diventa personaggio violento che ha diritto alla vendetta&#8221;. In questo senso, nessuno ce l&#8217;ha con <em>Kill Bill</em> o <em>John Wick</em>, la storia di tutte le arti è stracolma di vendette che funzionano benissmo. Però qui abbiamo una storia reale, che aveva già una sua stratificazione narrativa e tematica, volutamente messa da parte in nome di un messaggio molto più semplice e dritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte, a finire sul banco degli imputati è proprio la linearità di quel messaggio, che sembra voler strizzare l&#8217;occhio a un certo attivismo da battaglia (o banalmente da social), che però ha poco a che fare con una reale comprensione delle psicologie o degli eventi. E non è solo questione etica relativa alla gravità più o meno elevata di un omicidio commesso sulla base degli abusi ricevuti. A venire tirata in ballo è proprio la semplicità con cui si fa seguire la violenza perpetrata all&#8217;abuso subito, quasi fosse inevitabile anche quando inevitabile non è, anzi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-3-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80556" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-3-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-3-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-3-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-3-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Monster-The-Lizzie-Borden-Story-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A mio giudizio, la quarta stagione di <em>Monster </em>è effettivamente una serie &#8220;divertente&#8221;, nel senso generale del termine, e ha una forza cinematografica molto specifica, data dalla qualità della sua messa in scena, dal suo spregio di ogni pudore, e dalla bravura dei suoi interpreti, a partire da Ella Beatty, ventiseienne con ancora poche esperienze cine-televisive, ma che si porta dietro i geni di Annette Bening e Warren Beatty: la mela non è caduta lontanissimo dall&#8217;albero, anzi dagli alberi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però è vero che è semplificata. Nella sua ansia di intrattenerci e colpirci, ma anche di trasmettere un messaggio che sia preciso e inequivocabile, la serie perde proprio quell&#8217;aggancio alla realtà che dovrebbe essere la sua principale cifra. A fronte di una realtà frammentata e piena di buchi, la quarta stagione di <em>Monster </em>elimina qualunque ambiguità e ci presenta un messaggio fortemente politico che, a prescindere che ci piaccia o meno, sa un po&#8217; troppo di slogan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo, anche questo può essere un elemento di interesse della serie, cioè un&#8217;occasione per riflettere sul modo in cui la narrazione può concepire e piegare la realtà in nome di un effetto specifico sugli spettatori. Però è materia un po&#8217; accademica, buona per un corso universitario. Per chi guarda semplicemente la serie nel suo salotto, il risultato è una stagione con i suoi evidenti punti di forza, ma anche con una certa fretta, o forse ansia da prestazione, che ne limita la portata potenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire <em>Monster: The Lizzie Borden Story</em></strong>: una storia poco conosciuta in Italia, messa in scena con una discreta potenza splatter.<br /><strong>Perché mollare <em>Monster: The Lizzie Borden Story</em></strong>: in termini di riflessione filosofica e politica, la sceneggiatura risulta fin troppo semplificata.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80538" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mi viene facile: sapete invece quale storia non travisa la realtà, semplicemente perché non c&#8217;è una realtà da travisare. Ma ovviamente <em>Void</em>, il mio romanzo che, essendo ambientato in un lontato futuro, se ne frega completamente di quello che accadrà, tanto sarò morto.<br />Lo trovate su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon </a>e può essere anche un ottimo regalo di Natale per i vostri nipotini. Pensateci con cura.</p>



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		<title>Brothers &#8211; Il ritorno di Matthew MacConaughey e Woody Harrelson</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/24/brothers-recensione-serie-tv-matthew-macconaughey-woody-harrelson/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 09:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[brothers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="380" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-6-1600x900.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-6-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-6-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-6-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>I protagonisti di True Detective tornano in una bizzarra versione di sé stessi, forse fratelli, sicuramente divertenti</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La scena che dovete immaginare è questa: avete un amico di lunga data, uno con cui avete anche lavorato con profitto, e con cui condividete un rapporto sincero che la gente vi invidia. A un certo punto, la madre del vostro amico, che conoscete da un quarto di secolo, vi dice come se niente fosse che molti anni prima, più o meno al tempo della vostra nascita, era &#8220;più che un&#8217;amica&#8221; con il padre del vostro suddetto amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, questa cosa è successa a Woddy Harrelson, icona stramba di Hollywood, candidato a tre premi Oscar, che si è visto rivelare questa bizzarra verità dalla madre di Matthew MacConaughey, amicone di lunga data nonché co-star della prima, indimenticabile stagione di <em>True Detective</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quanto risulta, a nessuno dei due è venuto in mente di fare un test del DNA per dirimere qualunque dubbio, ma la possibilità (probabilmente molto remota) che i due attori siano fratellastri è stata sufficiente per la produzione di una serie di Apple TV, in cui MacConaughey e Harrelson figurano come creatori insieme a David West Read e Lee Eisenberg.<br />Oggi quindi parliamo di <em>Brothers</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-12-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80514" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-12-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-12-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-12-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-12-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-12.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nella serie, che ovviamente è una comedy con episodi da mezz&#8217;ora, Matthew MacConaughey e Woody Harrelson interpretano versioni finzionali di loro stessi, con famiglie che assomigliano vagamente a quelle reali, e in cui la loro amicizia è sincera, salda e frizzante esattamente come vorremmo che fosse per cullarci in un puccioso sogno hollywoodiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio del pilot, Harrelson decide di prendere moglie e figlie (una delle quali è in crisi nera dopo la rottura col fidanzato) e portarle nella tenuta di Matthew per una specie di minivacanza. Dal canto suo, MacConaughey è sempre felice di vedere l&#8217;amico, ma sarebbe molto impegnato nella scrittura di un discorso per il padre defunto, omaggiato dal liceo locale in cui giocava a football.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dettaglio non è casuale: MacConaughey, texano, repubblicano, tradizionalista (nel senso buono ma anche satirico del termine), ha una venerazione per il padre ormai scomparso, ed è qui che il caotico, progressista, caciarone Harrelson viene a sapere una potenziale, dirompente verità: che quel padre potrebbe non essere il genitore biologico di Matthew, perché c&#8217;è la possibilità che quello vero sia&#8230; il padre di Woody.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-4-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80512" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-4-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-4-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-4-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il concept attorno al quale gira la serie, ma bisogna anche notare che i primi due episodi non sono completamente incentrati su questo. È invece un doppio pilot che punta a settare un mood, un&#8217;atmosfera e delle dinamiche fra personaggi che ricalcano certi stereotipi che il pubblico ama coltivare su di loro (MacConaughey filosofo e verboso, Harrelson mattacchione e un po&#8217; basic), ma che hanno bisogno di essere modellati e definiti da una sceneggiatura che restituisca il senso di un rapporto che deve sostenersi di per sé, a prescindere da quello che sappiamo sui protagonisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo punto di vista, <em>Brothers </em>ha anche tratti da commedia tradizionalissima, in cui due amici di vecchia data restano tali anche quando i diversi caratteri e valori li portano a scontrarsi, a bisticciare, a sostenersi e aiutarsi tanto quanto si incasinano e si ostacolano a vicenda.<br />È qui che Matthew viene distratto dal suo discorso per il padre in un modo che diventa frustrante ma anche proficuo per lui, così come il desiderio di MacConaughey di portare il figlio sedicenne a caccia di cervi si trasforma in una lunga baruffa con un Woody del tutto contrario alla pratica, ma che in qualche modo riesce a diventare motivo di ulteriore avvicinamento fra le famiglie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-1-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80510" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-1-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-1-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-1-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui deriva un effetto abbastanza curioso. Da una parte, nei suoi primi due episodi <em>Brothers</em> è una commedia divertente, simpatica, con alcune buone trovate comiche e, ovviamente, impreziosita dal carisma debordante di due attori che, per il pubblico seriale, sono diventati una specie di eccellenza memorabile anche solo grazie a una serie di una manciata di episodi, datata 2014 (madonna come passa il tempo).<br />Sono due puntate che scorrono piacevolmente, che rinfrancano lo spirito, che danno un certo senso di pace e leggerezza come solo la classica commedia all&#8217;americana riesce a fare. E questo senza nemmeno aver affondato davvero le mani nella faccenda dei fratellastri, che immaginiamo acquisterà peso nel corso dei prossimi episodi (otto in tutto per la prima stagione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte, ci si poteva aspettare qualcosa di più dirompente. Non perché la serie stessa, in fase di promozione, si sia posta come la nuova pietra di paragone per la comedy televisiva, ma semplicemente perché abbiamo innalzato quei due protagonisti a un tale livello di figaggine percepita, che il solo vederli insieme ci ha fatto sperare, se non addirittura pretendere, che <em>Brothers </em>dovesse essere la <em>True Detective</em> della commedia, con quell&#8217;impatto lì (come s<em>e True Detective</em>, peraltro, fosse frutto della mente dei suoi protagonisti, che invece ne erano solo gli interpreti).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-15-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80515" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-15-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-15-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-15-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-15-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Brothers-1x01-02-15.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al netto del fatto che <em>Brothers </em>ha ancora parecchio tempo e spazio per migliorare o pure per peggiorare, questo è un tema importante, che rischia di trasformarsi in un equivoco.<br />A fronte dei primi due episodi, avvicinare questa serie con l&#8217;idea che debba sconvolgere la nostra vita (ma anche solo arrivare al livello che ne so, di <em>Ted Lasso</em>), sembra essere una strategia perdente. E non perché non sia lecito avere alte aspettative, ci mancherebbe, ma perché non sembra che l&#8217;intenzione di <em>Brothers </em>sia quella di essere un prodotto che cambia chissà quali carte in tavola della commedia seriale americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece si riesce a prendere la serie per quello che effettivamente è, o sembra voler essere, cioè una buddy comedy con due amici molto famosi che gigioneggiano per regalarci qualche ora di divertimento frizzante, allora <em>Brothers </em>può effettivamente funzionare benissimo. Non fosse altro perché la comicità di questa serie si basa tanto sull&#8217;autoironia dei suoi protagonisti, che prendono consapevolmente alcune delle loro caratteristiche più note e amate, e le trasformano in iperboli narrative buone per far ridere e per costruire un concetto di amicizia al maschile che strizza l&#8217;occhio a commedie molto più classiche di quello che si potrebbe pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, questi due attori da oscar (o quasi, nel caso di Woody) ci hanno invitato a divertirsi con loro in una bizzarra storiella che si sono inventati. Se decidiamo di partecipare alla festa, ci sarà da divertirsi. Se invece decidiamo di fare i difficili e di pretendere di più, come resta sempre nostro diritto, dobbiamo sapere che potremmo essere capitati nella festa sbagliata, pure se c&#8217;è della gran bella gente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire <em>Brothers</em></strong>: per il concept delizioso e il carisma debordante dei protagonisti.<br /><strong>Perché mollare <em>Brothers</em></strong>: per la paura che rimanga &#8220;solo&#8221; una serie simpatica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.serialminds.com/2026/02/05/migliori-nuove-serie-tv-2026/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80310" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non si paral molto di fratelli e fratellastri, ma in <em>Void</em>, il mio romanzo science-fantasy che trovate su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon </a>in ebook e cartaceo, c&#8217;è comunque un sacco di altra roba. E in fondo Matthew MacConaughey sarebbe contento, visto che si viaggi apure fra le stelle&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
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		<title>Neagley &#8211; Lo spinoff di Reacher regge anche senza Reacher(?)</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/21/neagley-reacher-spinoff-recensione-prime-video/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/21/neagley-reacher-spinoff-recensione-prime-video/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv prime video]]></category>
		<category><![CDATA[neagley]]></category>
		<category><![CDATA[prime video]]></category>
		<category><![CDATA[reacher]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="380" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-cover-1599x900.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-cover-1599x900.jpg 1599w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-cover-888x500.jpg 888w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-cover-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-cover-1536x865.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-cover.jpg 1865w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>La costola di Reacher si porta dietro alcuni suoi classici pregi, anche se la mancanza del bestione si sente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe scrivere (e sono sicuro che ne abbiano già scritte parecchie) corpose tesi di laurea sul tema degli spinoff. Su quanto sia storicamente forte la tentazione di prendere un prodotto di successo e spremerlo per farne uscire un altro, nella speranza che porti a casa gli stessi numeri, e di quanto questa pratica possa avere esiti molto diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho statistiche ufficiali da offrire, ma mi sento di dire che i casi più frequenti siano quelli di spinoff che non riescono a eguagliare la fama dell&#8217;originale, anche se a volte non è per forza questo l&#8217;obiettivo, basta riuscire a catturare una frazione di quel successo. E poi ovviamente ci sono casi di spinoff completamente naufragati, e qualche caso più sporadico di spinoff diventati più famosi, lunghi, ricordati della serie madre (tipo <em>Xena </em>che era uno spinoff di <em>Hercules</em>, <em>NCIS </em>che è uno spinoff di JAG, o <em>Law &amp; Order: SVU</em> che è, indovina, uno spinoff di <em>Law &amp; Order</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi analizziamo uno spinoff molto rischioso, perché nasce da una serie che ha come perno assoluto un personaggio che alla serie dà pure il nome, e che nel nuovo show, ovviamente, compare in poche scene, giusto per simpatia.<br />Parliamo della prima stagione di <em>Neagley</em>, spinoff di <em>Reacher</em>, che è arrivata su Prime Video in formato binge watching proprio nel giorno del finale della quarta stagione della serie da cui è germinata (che invece è stata distributa con cadenza settimanale).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80495" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come è classico per gli spinoff, e anzi per gli spinoff &#8220;veri&#8221;, <em>Neagley </em>ha per protagonista un personaggio che in <em>Reacher </em>aveva uno suo peso specifico, apparso in ben venti episodi fino a questo momento. Diverso, quindi, dai casi in cui la serie madre introduce un nuovo personaggio giusto per uno o due episodi, per poi vederlo partire per altri lidi (è la tecnica dei cosiddetti &#8220;backdoor pilot&#8221;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Frances Neagley (interpretata da Maria Sten, la cui carriera iniziò, pensate un po&#8217;, come Miss Danimarca 2008) è un&#8217;ex militare amica di Jack Reacher, che in passato l&#8217;ha aiutato più volte nelle sue avventure in nome della giustizia. È forte, carismatica, spiccia e taciturna, e si porta dietro una famosa fobia per il contatto fisico, tale per cui non ha problemi a menare la gente, ma se si tratta di stringere una mano in segno di saluto, facciamo che no, grazie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario di Reacher, che è storicamente nomade, Neagley fa base a Chicago, dove lavora per un&#8217;agenzia investigativa per la quale mostra grande efficienza, ma anche una certa refrattarietà alle regole e all&#8217;autorità.<br />La prima stagione della sua serie, ovviamente, prevede che si imbatta in un caso difficile ma per il quale è disposta a rischiare in prima persona (un vecchio amico di infanzia suicidatosi senza apparente motivo), e da lì in poi è tutto un indagare, menare, sparare e snocciolare frasi ad effetto, perché in fondo siamo sempre nell&#8217;universo di <em>Reacher</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80496" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un elemento importante. <em>Neagley </em>è creata dallo stesso padre di <em>Reacher</em>, Nick Santora (per l&#8217;occasione affiancato da Nicholas Wooton, già sceneggiatore per <em>Chuck</em>, <em>Prison Break</em>, e pure premio Emmy nel &#8217;98 per <em>NYPD Blue</em>), e prodotta come la serie madre da Lee Child, lo scrittore dei romanzi da cui ha preso vita tutto sto carrozzone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Neagley non ha dei libri a lei dedicati, anche se ne uscirà effettivamente uno nei primi mesi del 2027, e questo ha lasciato agli sceneggiatori più libertà d&#8217;azione. Però siamo comunque all&#8217;interno di un universo narrativo che appartiene a un genere abbastanza codificato, che non può permettersi di dare improvvisamente vita a una comedy o un drama romantico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, <em>Neagley </em>è palesemente figlia di <em>Reacher</em>: è una serie d&#8217;azione in cui ci si mena spesso, con una protagonista che investiga con grande acume, in cui i cattivi diventano molto riconoscibili e si meritano di essere presi a sberle o pistolettate. Anche certi elementi strutturali (almeno in questa prima stagione) sono simili a <em>Reacher</em>, come il fatto che Neagley si trovi una squadra improvvisata di aiutanti a cui appoggiarsi per compiere la sua missione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E però, come ci dicevamo all&#8217;inizio, <em>Reacher</em> è <em>Reacher </em>perché c&#8217;è Reacher, scusate il gioco di parole. La presenza scenica di Alan Ritchson, lo stile di combattimento imposto dal suo fisico imponente, l&#8217;approcccio investigativo che gli è proprio, fino a considerazioni più ciniche e commerciali tipo &#8220;si rivolge primariamente a un pubblico maschile che vuole vedere un maschio grosso che picchia&#8221;, sono tutti elementi che possono far sorgere il dubbio se uno spinoff senza di lui abbia effettivamente senso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80497" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, secondo me ce l&#8217;ha e non ce l&#8217;ha. Non ce l&#8217;ha nel senso che forse non c&#8217;era &#8220;bisogno&#8221; di una serie con protagonista Neagley, ma poi la serie esiste e ha una sua specifica solidità. Forse allora il favore migliore che le si può fare è valutarla per quello che è, più che per il posto da cui arriva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo punto di vista, <em>Neagley </em>ha due pregi specifici, oltre al semplice fatto di essere un prodotto messo in scena con criterio, senza chissà quali invenzioni, ma comunque con buon mestiere: quando ci si deve menare lo si fa con gusto, e quando bisogna essere fighi che dicono battute fighe, bene o male si porta a casa anche quello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i due pregi specifici sono&#8230; più specifici. Da una parte c&#8217;è la capacità di costruire dei cattivi da odiare veramente, forse perfino più che in <em>Reacher</em>. Senza fare grandi spoiler, nella prima stagione di <em>Neagley </em>la protagonista finisce in mezzo a storie di sette pseudo-religiose e case farmaceutiche senza scrupoli, e la sceneggiatura è molto furba a suscitare la nostra pietà per i deboli, e contemporaneamente coltivare il nostro fastidio per i malvagi.<br />Dall&#8217;altra parte, c&#8217;è la precisa volontà di affrontare la fobia di Neagley, che da quello che ho capito non è mai stata spiegata nei romanzi, e invece trova una motivazione nella serie. Che poi quella motivazione piaccia o meno, e che quel piacere vari a seconda se siete lettori dei romanzi o no, è un altro tema, ma intanto c&#8217;è l&#8217;intenzione di dare al personaggio uno spessore che, nel momento in cui diventa protagonista, è quasi necessario, per lo meno nel Ventunesimo Secolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80498" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-10.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Però il fatto che Neagley non sia Reacher pesa, sì. Come ovvio, può essere materia soggettiva, e non fatico a immaginare qualche spettatore (magari spettatrice) che veda in Neagley un&#8217;incarnazione più interessante o in cui è più facile immedesimarsi, delle istanze e stili della serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però Reacher e il suo interprete hanno davvero alcune qualità uniche, che peraltro hanno aiutato la serie a essere molto più amata dai fan dei romanzi rispetto ai film con Tom Cruise, che di Jack Reacher, in termini fisici, non ha praticamente nulla.<br />Nell&#8217;amore per <em>Reacher </em>c&#8217;è davvero un elemento visivo e stilistico intrecciato a doppio filo ad Alan Ritchson, al suo fisico imponente e sempre bene in mostra, alla forza fisica che emana quando picchia i cattivi, quando si avvicina ai personaggi secondari (specie quelli che deve proteggere), quando interroga dei sospettati. E la cosa è così vera, che la quarta stagione di <em>Reacher </em>si è presa qualche critica proprio perché il protagonista è sembrato un po&#8217; meno roccioso che in passato, nell&#8217;interazione/scontro con i nemici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se togliamo questi elementi così identificativi, <em>Reacher </em>resta una serie d&#8217;azione con trame tutto sommato ordinarie e scene d&#8217;azione anch&#8217;esse abbastanza comuni, che vengono impreziosite proprio dalla presenza di Reacher e anche, va detto, dalla creatività con cui si fanno morire certi suoi avversari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80499" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Neagley-prima-stagione-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Neagley</em>, inteso sia come personaggio sia come serie, non riesce a riprodurre una sua specificità che sia paragonabile a quella di <em>Reacher</em>. I combattimenti sanno più di già visto (a occhio sono anche quantitativamente di meno), l&#8217;investigazione suona come una copia, nemmeno allo stesso livello, di quella della serie madre, il cui protagonista è per davvero uno Sherlock Holmes sotto steroidi. E Maria Sten, per brava e carismatica che sia, non riempie lo schermo allo stesso modo di Ritchson.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo mica fa di <em>Neagley </em>una serie &#8220;brutta&#8221;, anzi. Gli otto episodi della prima stagione scorrono senza intoppi, e come detto si sente il desiderio di vedere i cattivi malmenati come si deve. Per una serie d&#8217;azione, di pugni che volano e frasi ad effetto, va benissimo così, il divertimento è assicurato, e siamo a posto.<br />Però ecco, bisogna essere consci di cosa si sta guardando (il livello di tamarraggine rimane alto, e se vi piacciono solo i crime alla <em>True Detective </em>qui siamo in un campo da gioco diverso), e sapere che l&#8217;impatto a schermo di Jack Reacher è superiore.<br />Però insomma, giusto per dircelo, perché poi lo stile è quello e si va via sereni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire <em>Neagley</em></strong>: è una buona serie action, dritta e sanguigna come la sua serie madre.<br /><strong>Perché mollare <em>Neagley</em></strong>: il mondo narrativo è lo stesso, ma il peso specifico (e pure letterale) dei due personaggi è diverso.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.serialminds.com/2026/02/05/migliori-nuove-serie-tv-2026/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80310" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa di cui si può vantare Void, il mio romanzo che trovate su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon </a>in ebook e cartaceo, è che non è lo spinoff di niente, e quindi non c&#8217;è rischio che vi piaccia di più il romanzo precedente, che tanto non c&#8217;è.<br />Quindi insomma, siete in una botte di ferro!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
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		<title>Last Seen &#8211; Un gradevole thrillerino australiano su Apple TV</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/17/last-seen-apple-tv-recensione-serie-tv/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/17/last-seen-apple-tv-recensione-serie-tv/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[last seen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="378" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-cover.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-cover.jpg 1106w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-cover-895x500.jpg 895w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-cover-768x429.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>La storia di un uomo che cerca la figlia scomparsa, con la furbata di un trailer diverso dal solito</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Al momento di pubblicare una recensione dei primi due episodi di <em>Last Seen</em>, nuova serie di Apple TV, mi sono trovato leggermente in imbarazzo. Non mi sembra una serie &#8220;così grossa&#8221;, e sto pubblicando questa recensione in un giorno (giovedì 17 settembre 2026) che sembra essere sulla soglia di una decina di giorni densissimi di novità interessanti, dallo spinoff di <em>Reacher </em>(<em>Neagley</em>) al ritorno della coppia Woody Harrelson-Matthew MacConaughey in <em>Brothers</em>, passando per la seconda stagione di <em>Mobland</em> e la sesta di <em>Slow Horses</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però appunto, siamo alla soglia di questi giorni così frizzanti, non ci siamo ancora dentro, e quindi oggi non posso scrivere di nessuna di quelle succose novità.<br />Succede così che una miniserie australiana, senza grossi nomi coinvolti (è creata da Kris Mrksa, che finora ha lavorato quasi solo in Australia e UK), e che in altri momenti dell&#8217;anno probabilmente non avrebbe trovato un posto sul sito ma solo dentro il podcast Salta Intro (che poi&#8230; &#8220;solo&#8221;&#8230;), possa trovare un inaspettato posto al sole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E però attenzione, non si tratta di un semplice riempitivo, perché <em>Last Seen </em>ha qualche freccia interessante al proprio arco, e soprattutto è stata capace di presentarsi in modo furbetto già in fase di promozione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80480" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardate il trailer di <em>Last Seen</em>, il concept risulta piuttosto chiaro. Ian (Patrick Brammall) lavora come centralinista in una linea di emergenza a cui le persone si rivolgono per segnalare pericoli, crimini, catastrofi e quant&#8217;altro. Un bel giorno (o brutto giorno?) Ian riceve una chiamata diversa dalle altre, perché la giovane donna al telefono dice cose che fanno pensare si tratti della figlia di Ian, scomparsa ancora bambina undici anni prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;idea semplice ma accattivamente, una coincidenza clamorosa ma sempre possibile in quel &#8220;caso su un milione che comunque può sempre verificarsi&#8221;, e che ci fa immaginare un&#8217;immediata corsa contro il tempo, alla ricerca di una ragazza che forse è proprio quella bambina sparita, e che ora si trova in difficoltà e può dare al padre una nuova, inaspettata speranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sembrano esserci grossi dubbi sul genere di appartenenza, e in effetti <em>Last Seen</em> si conferma come un thriller teso e drammatico, pensato per giocare sulla suspense e sull&#8217;ovvia potenza dell&#8217;amore padre-figlia. Allo stesso tempo, però, a posteriori quel trailer si rivela più spiazzante del previsto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80481" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-12.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sì perché quando vedi quella scena della telefonata, l&#8217;ovvio pensiero è che si tratti dell&#8217;inizio della serie. Ok, magari dieci minuti per farci vedere il padre che va al lavoro e fissa malinconico una vecchia foto della figlia, quelle cose lì, ma poi partiamo sparati. E invece no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scena del trailer arriva alla fine del doppio pilot, durante il quale scopriamo veramente un sacco di cose. Tutto il primo episodio serve a raccontarci la storia di Ian, ex poliziotto passato attraverso l&#8217;alcolismo, la cui sanità mentale viene messa a dura prova dal ritrovamento casuale di alcuni resti umani che potrebbero essere appartenenti alla figlia scomparsa.<br />Il secondo episodio, invece, si sposta per raccontarci la storia della ragazza che effettivamente farà la famosa telefonata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, che lei sia o non sia la figlia di Ian non serve che ve lo specifichi qui, in realtà mi sembra che si capisca abbastanza, ma possiamo evitarci questo spoiler specifico, concentrandoci sul fatto che quella famosa chiamata non è l&#8217;inizio della storia, bensì un suo snodo che arriva quando già abbiamo conosciuto i personaggi, compreso molte delle loro motivazioni e psicologie, ed essendo quindi pronti a capire veramente  quanto quella singola telefonata possa risultare dirompente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80482" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-11.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo punto di vista, <em>Last Seen </em>sembra lavorare in modo diverso rispetto alle attese, ma pure rispetto alla media di questi prodotti. Invece di condividere esclusivamente il punto di vista di Ian, scoprendo le cose man mano che le scopre lui, gli spettatori arrivano a saperne più di lui, potendo quindi trepidare in attesa di vedere cosa scoprirà e quando lo scoprirà, e soprattutto come reagirà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In letteratura parleremmo di un&#8217;aspettativa di focalizzazione interna (il narratore adotta il punto di vista di un personaggio), trovandoci poi di fronte una focalizzazione zero, o narratore onnisciente. Il narratore onnisciente è molto comune nei romanzi, ma di solito se ne parla un po&#8217; meno in questi termini quando si analizzano film e serie, perché nell&#8217;audiovisivo, a parte casi specifici (e <em>Last Seen </em>non fa parte di questi) non c&#8217;è un narratore effettivo che pronuncia delle parole, ma dobbiamo desumere i suoi &#8220;poteri&#8221; da quello che vediamo sullo schermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, la prima sorpresa fornitaci da <em>Last Seen</em> non è effettivamente interna alla serie, bensì nata dal rapporto fra ciò che vediamo nei primi due episodi e il modo in cui sono stati promossi. Nessuna delle due formule sarebbe di per sé particolarmente originale, ma si fanno notare quando ci aspettavamo una e salta fuori l&#8217;altra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80483" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Last-Seen-1x01-02-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poi intendiamoci, queste possono essere minuzie di analisi che titillano la nostra curiosità in un contesto di critica, ma non possono essere la base per cui una persona si guarda un&#8217;intera miniserie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fortuna, il gioco promozionale di <em>Last Seen</em> non è l&#8217;unica cosa rilevante, anche se forse è la più originale. Una volta che la storia è partita, la serie costruisce un gioco di personaggi ognuno segnato da ferite profonde, da traumi irrisolti, da speranze sopite per quieto vivere, ma pronte a riesplodere appena gli si lascia mezzo margine di manovra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna vedere quanto la scrittura riuscirà a tenere alta la tensione, e a rimandare in modo sottile ma consapevole i momenti di massima rivelazione per il protagonista. Però nei primi due episodi è già capace di mettere così tanto peso sulle spalle dei suoi personaggi, da farci scattare la sindrome da crocerossina (si può ancora dire questa cosa o è un filo sessista? Vabbè passatemela giusto per oggi): basta poco perché ci importi di loro e del loro destino, che speriamo possa essere in qualche modo felice.<br />Staremo a vedere&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire<em> Last Seen</em></strong>: è un thriller solido, presentato in maniera abbastanza furba da farci dire &#8220;non me l&#8217;aspettavo&#8221; già dopo cinque minuti.<br /><strong>Perché mollare <em>Last Seen</em></strong>: al netto di qualche trucco promozionale, resterà probabilmente un thriller familiare buono ma niente di più.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.serialminds.com/2026/02/05/migliori-nuove-serie-tv-2026/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80310" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sapete invece qual è una storia che vi offre esattamente quello che promette, cioè avventura, esplorazione, suspense, sorprese e un pizzico di ironia?<br />Ma <em>Void</em>, naturalmente, il mio romanzo science-fantasy che trovate su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon </a>e che, se non l&#8217;avete già comprato, allieterà il vostro autunno con viaggi interstellari e tanta magia.<br />(Se invece l&#8217;avete già comprato magari non ne potete più di questi messaggi, però raga, qui bisogna campare, come si fa&#8230;)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
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		<title>Emmy Awards 2026 &#8211; Premi e commenti</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/15/emmy-awards-2026-premi-e-commenti/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/15/emmy-awards-2026-premi-e-commenti/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I perché del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[DTF St. Louis]]></category>
		<category><![CDATA[emmy awards]]></category>
		<category><![CDATA[Pluribus]]></category>
		<category><![CDATA[The Pitt]]></category>
		<category><![CDATA[Widow's Bay]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="382" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Emmy.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Emmy.jpg 1294w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Emmy-885x500.jpg 885w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Emmy-768x434.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Ma scusate, di solito la serata degli Emmy non era di domenica?Boh, mi sarò perso qualcosa.Ciao, sono Diego Castelli, il vostro impreparato serialminder di quartiere, che dovrebbe essere qui a spiegarvi le cose, e poi non conosce le più basilari.Però di serie tv ne guarda, e parecchie (forse dovrei smettere di parlare in terza persona) [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ma scusate, di solito la serata degli Emmy non era di domenica?<br />Boh, mi sarò perso qualcosa.<br />Ciao, sono Diego Castelli, il vostro impreparato serialminder di quartiere, che dovrebbe essere qui a spiegarvi le cose, e poi non conosce le più basilari.<br />Però di serie tv ne guarda, e parecchie (forse dovrei smettere di parlare in terza persona) e quindi c&#8217;è sempre fermento quando si arriva ai premi Emmy, gli oscar della tv, i riconoscimenti più importanti a cui possa ambire chi la serialità televisiva la concepisce, la gira, la interpreta.<br />Allora vediamo com&#8217;è andata quest&#8217;anno, e sicuramente ne riparleremo anche nella prossima puntata di Salta Intro, il podcast che esce tutti i venerdì sulle principali piattaforme, e che non mancherà nemmeno fra tre giorni.<br />Di fatto il riassunto si fa in fretta: trionfa Widow&#8217;s Bay, trionfa The Pitt, grossi risultati anche per DTF St. Louis. Ma il vero vincitore della serata ha un nome e un cognome: Matthew Rhys.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Matthew-Rhys.jpg" alt="" class="wp-image-80465" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Matthew-Rhys.jpg 1024w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Matthew-Rhys-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Matthew-Rhys-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Widow&#8217;s Bay, Apple TV</span><br />Hacks, HBO Max<br />Abbott Elementary, ABC<br />The Bear, FX<br />Margo&#8217;s Got Money Trouble, Apple TV<br />Nobody Wants This, Netflix<br />Shrinking, Apple TV<br />Only Murders in the Building, Hulu</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era la grande favorita della vigilia, e non ha deluso, portandosi a casa tanti premi, tutti importanti. Era anche l&#8217;unica serie al debutto insieme a <em>Margo&#8217;s Got Money Trouble</em>, segno che è stata capace di stupire e conquistare così, de botto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">The Pitt, HBO Max</span><br />The Diplomat, Netflix<br />The Gilded Age, HBO<br />A Knight of the Seven Kingdoms, HBO<br />Paradise, Hulu<br />Pluribus, Apple TV<br />Slow Horses, Apple TV<br />Task, HBO<br />Your Friends and Neighbors, Apple TV</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un premio che divide, perché se è vero che <em>The Pitt</em> è una grande serie (e lo è), siamo già al punto che la sua vittoria viene data un po&#8217; troppo per scontata, come se non ci fosse nemmeno da discutere. Invece secondo me da discutere ce n&#8217;era, perché le prime stagioni di <em>Pluribus </em>e di <em>A Knight of the Seven Kingdoms</em> sono superiori alla seconda di <em>The Pitt</em>. Secondo me eh, ma voi state leggendo questo articolo, non un altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">DTF St. Louis, HBO</span><br />All Her Fault, Peacock<br />The Beast in Me, Netflix<br />The Beef, Netflix<br />Love Story: John F. Kennedy Jr. &amp; Carolyn Bessette, FX</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui forse c&#8217;era poco da dire, considerando le altre candidate. <em>DTF St. Louis</em> ha stupito per inventiva, originalità, bravura dei suoi protagonisti, delicatezza e umanità dei temi trattati. C&#8217;era poca storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attore protagonista in una serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Matthew Rhys per Widow&#8217;s Bay, (Apple TV)</span><br />Yahya Abdul-Mateen II per Wonder Man, (Disney+)<br />Steve Carell per Rooster, (HBO)<br />Jason Segel per Shrinking, (Apple TV)<br />Martin Short per Only Murders in the Building, (Hulu)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccolo qui, il nostro Matthew, pronto a fare la storia. Mai nessuno aveva vinto il premio come migliore attore protagonista lo stesso anno con due serie diverse, e mai nessuno, nella sua carriera, aveva vinto tutte e tre le statuette disponibili come miglior attore protagonista (quest&#8217;anno sono arrivate per comedy e miniserie, mentre con<em> The Americans </em>era arrivata la statuetta per le serie drammatiche).<br />Considerando che è un attore fantastico e una personcina adorabile, siamo felicissimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attrice protagonista in una serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Jean Smart per Hacks, (HBO Max)</span><br />Quinta Brunson per Abbott Elementary, (ABC)<br />Ayo Edebiri per The Bear, (FX)<br />Elle Fanning per Margo&#8217;s Got Money trouble, (Apple TV)<br />Lisa Kudrow per The Comeback, (HBO)</p>



<p class="wp-block-paragraph">E visto che parliamo di vittorie da record, arriviamo a Jean Smart, che ha vinto il premio come miglior attrice protagonista di una comedy per tutte le stagioni di <em>Hacks</em>. Non sono state vittorie consecutive solo perché <em>Hacks </em>ha saltato il 2023, ma per il resto siamo ormai nell&#8217;Olimpo. Non è sicuramente il record come maggior numero di vittorie nella categoria (tanto per dirne una, Julia Louis Dreyfus vinse sei Emmy per <em>Veep</em>), ma credo sia la prima volta che un&#8217;attrice vince la statuetta per ogni singola stagione di una serie. Ma potrei sbagliarmi, chissà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attore protagonista in una serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Noah Wyle per The Pitt, (HBO Max)</span><br />Sterling K. Brown per Paradise, (Hulu)<br />Gary Oldman per Slow Horses, (Apple TV)<br />Mark Ruffalo per Task, (HBO)<br />Rufus Sewell per The Diplomat, (Netflix)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stesso discorso di prima, con Noah Wyle che ormai parte favorito di default, anche se pure in questo caso la concorrenza era piuttosto agguerrita. Poi per carità, io ci sono cresciuto con quel tizio lì, va benissimo, ma sicuri che non lo meritassero anche Brown o Gary Oldman?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attrice protagonista in una serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Rhea Seehorn per Pluribus, (Apple TV)</span><br />Carrie Coon per The Gilded Age, (HBO)<br />Chase Infiniti per The Testaments, (Hulu)<br />Keri Russell per The Diplomat, (Netflix)<br />Zendaya per Euphoria, (HBO)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapete bene quanto abbia amato la prima stagione di <em><a href="https://www.serialminds.com/2026/01/11/pluribus-serie-tv-prima-stagione-2025-recensione/" type="post" id="78832">Pluribus</a></em>, che per me poteva anche vincere di più (cioè, la preferisco a <em>Widow&#8217;s Bay</em>, giusto per essere chiari). In mancanza d&#8217;altro, però, il premio a Rhea Seehorn è graditissimo e più che meritato, anche se avevo paura di Zendaya, fosse solo per la sua potenza mediatica. Ma bene così.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /><strong>Miglior attore protagonista in una miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Matthew Rhys per The Beast in Me, (Netflix)</span><br />Oscar Isaac per Beef, (Netflix)<br />Riz Ahmed per Bait: Fuori parte, (Prime Video)<br />Jason Bateman per Black Rabbit, (Netflix)<br />Charlie Hunnam per Monster: La storia di Ed Gein, (Netflix)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco la seconda statuetta di Rhys, non per forza scontata (<em>The Beast in Me</em>, in generale, è stata una buona miniserie, ma senza esagerare), ma a conti fatti meritata pure questa, anche se sicuramente Charlie Hunnam ci sperava più di altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /><strong>Miglior attrice protagonista in una miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Sally Field per Remarkably Bright Creatures, (Netflix)</span><br />Carey Mulligan per Beef, (Netflix)<br />Sarah Snook per All Her Fault, (Peacock)<br />Claire Danes per The Beast in Me, (Netflix)<br />Sarah Pidgeon per Love Story: John F. Kennedy Jr. &amp; Carolyn Bessette, (FX)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, qui invece devo manifestare ignoranza perché non ho visto Remarkably Bright Creatures, che d&#8217;altronde è l&#8217;unico tv movie della griglia. Vigliacchi, ma non lo sapete che questo posto si chiama SERIAL Minds? Certo che però la Sarah Snook di <em>All Her Fault</em> è stata proprio brava, un po&#8217; mi spiace.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /><strong>Miglior attore non protagonista in una serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Stephen Root per Widow&#8217;s Bay, (Apple TV)</span><br />Colman Domingo per The Four Seasons, (Netflix)<br />Paul W. Downs per Hacks, (HBO Max)<br />Harrison Ford per Shrinking, (Apple TV)<br />Nick Offerman per Margo ha problemi di soldi, (Apple TV)<br />Michael Urie per Shrinking, (Apple TV)<br />Tyler James Williams per Abbott Elementary, (ABC)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Widow&#8217;s Bay</em> si è portata a casa anche i premi per i migliori attori non protagonisti, e bisogna dire che il misto di commedia, horror e drama ha dato modo a Root e Kate O&#8217;Flynn di dare il meglio di loro, che gli vuoi dire?<br />Poi certo, se avesse vinto Nick Offerman non mi sarei certo dispiaciuto, ma per me Nick Offerman può vincere anche i pupazzetti alle sagre di paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /><strong>Miglior attrice non protagonista in una serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Kate O&#8217;Flynn per Widow&#8217;s Bay, (Apple TV)</span><br />Dale Dickey per Widow&#8217;s Bay, (Apple TV)<br />Hannah Einbinder per Hacks, (HBO Max)<br />Janelle James per Abbott Elementary, (ABC)<br />Michelle Pfeiffer per Margo&#8217;s Got Money Trouble, (Apple TV)<br />Megan Stalter per Hacks, (HBO Max)<br />Jessica Williams per Shrinking, (Apple TV)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sopra, con tutto che qui Hannah Einbinder sperava probabilmente di fare l&#8217;accoppiata con Jean Smart. Ma in generale era una categoria ricca, perché quello di Michelle Pfeiffer è un grande ritorno, e Megan Stalter (sempre di <em>Hacks</em>) ce la ricorderemo vita natural durante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attore non protagonista in una serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Tom Pelphrey per Task, (HBO)</span><br />Patrick Ball per The Pitt, (HBO Max)<br />Billy Crudup per The Morning Show, (Apple TV)<br />Shawn Hatosy per The Pitt, (HBO Max)<br />Gerran Howell per The Pitt, (HBO Max)<br />Jack Lowden per Slow Horses, (Apple TV)<br />Carlos Manuel Vesga per Pluribus, (Apple TV)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è stato un premio meno scontato, perché <em>Task </em>è piaciuta, sì, ma c&#8217;era lo sbarramento di fuoco di <em>The Pitt</em>, e c&#8217;era anche Jack Lowden, di cui si è molto parlato recentemente come possibile nuovo James Bond. Insomma, era facile farsi distrarre. E invece la spunta un Tom Pelphrey comunque intenso e meritevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Allison Janney per The Diplomat ( Netflix)</span><br />Katherine LaNasa per The Pitt, (HBO Max)<br />Taylor Dearden per The Pitt, (HBO Max)<br />Fiona Dourif per The Pitt, (HBO Max)<br />Sepideh Moafi per The Pitt, (HBO Max)<br />Julianne Nicholson per Paradise, (Hulu)<br />Karolina Wydra per Pluribus, (Apple TV)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Serial Minds Allison Janney è un po&#8217; come Noah Wyle o Nick Offerman: è stata co-protagonista di una tale pietra miliare (ovvero <em>The West Wing</em>) che le garantirà amore sempiterno. E tutto sommato è un premio ragionevole, pur non scontato, che fa mangiare le mani alle ben quattro candidate per<em> The Pitt</em>. Ma ci sarà tempo ragazze, Janney è una veterana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attore non protagonista in una miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">David Harbour per DTF St. Louis, (HBO)</span><br />Jason Bateman per DTF St. Louis, (HBO)<br />Richard Gadd per Half Man, (HBO)<br />Richard Jenkins per DTF St. Louis, (HBO)<br />Charles Melton per Lo scontro, (Netflix)<br />Nick Offerman per Death by Lightning, (Netflix)</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa categoria c&#8217;erano ben tre attori di <em>DTF St. Louis</em>, che sul casting ha fatto veramente un lavoro straordinario. E la vittoria di David Harbour ci sta tutta, per un personaggio veramente potentissimo, anche se la concorrenza era davvero davvero agguerrita, perché oltre al già citato Nick Offerman e al compagno di set Jason Bateman, c&#8217;era pure il debordante Richard Gadd di <em>Half Man</em>. Insomma, un premio difficile da vincere, bravo David.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior attrice non protagonista in una miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Linda Cardellini per DTF St. Louis, (HBO)</span><br />Dakota Fanning per All Her Fault, (Peacock)<br />Laurie Metcalf per Monster: La storia di Ed Gein, (Netflix)<br />Joy Sunday per DTF St. Louis, (HBO)<br />Youn Yuh-jung per Beef, (Netflix)<br />Constance Zimmer per Love Story: John F. Kennedy Jr. &amp; Carolyn Bessette, (FX)</p>



<p class="wp-block-paragraph">E <em>DTF </em>si porta a casa anche la miglior attrice non protagonista, in una categoria forse meno combattuta di quella maschile. Se avessi dovuto sceglierne un&#8217;altra, avrei puntato su Laurie Metcalf, altra veterana televisiva sempre bravissima, ma in fondo siamo contenti così.<br /></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior regia in una serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Widow&#8217;s Bay per l&#8217;episodio Benvenuti a Widow&#8217;s Bay di Hiro Murai</span><br />Hacks per l&#8217;episodio Hacks di Lucia Aniello<br />Abbott Elementary per l&#8217;episodio La Partita di Randall Einhorn<br />The Bear per l&#8217;episodio I Bear di Christopher Storer<br />The Chair Company per l&#8217;episodio Life goes by too fking fast, it really does di Andrew DeYoung (HBO)<br />The Ms. Pat Show per l&#8217;episodio Give it Arrest di Mary Lou Belli (BET+)</p>



<p class="wp-block-paragraph">A riprova della sua solidità complessiva, <em>Widow&#8217;s Bay</em> vince anche il premio per la miglior regia con il pilot diretto da Hiro Murai. D&#8217;altronde ci avevamo messo poco per capire che eravamo di fronte a qualcosa di diverso dal solito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior regia in una serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Slow Horses per l&#8217;episodio Cicatrici di Saul Metzstein</span><br />The Pitt per l&#8217;episodio Sesta ora 12:00-13:00 di Noah Wyle<br />Pluribus per l&#8217;episodio Noi siamo Noi di Vince Gilligan<br />The Gilded Age per l&#8217;episodio La decisione è presa di Salli Richardson<br />Paradise per l&#8217;episodio Esodo di Hanelle Culpepper<br />Task per l&#8217;episodio Ben oltre le idee di giusto e sbagliato, c&#8217;è un fiume di Salli Richardson</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po&#8217; meno scontato questo premio per <em>Slow Horses</em>, una serie che tutti adorano ma che dà l&#8217;impressione di aver vinto meno di quello che poteva finora. Qui c&#8217;era una concorrenza fortissima, fra la solita <em>The Pitt</em>, <em>Pluribus</em> e <em>Paradise</em>, tutte serie molto attente alla loro componente visiva. Ma i ronzini questa volta hanno prevalso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior regia in una miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">DTF St. Louis di Steve Conrad</span><br />Black Rabbit per l&#8217;episodio I Black Rabbit di Jason Bateman<br />Beef per l&#8217;episodio Resterà così e tu obbedirai di Jake Schreier<br />Beef per l&#8217;episodio Oh, Il comfort, l&#8217;indescrivibile comfort di Lee Sung Jin</p>



<p class="wp-block-paragraph">Onestamente qui c&#8217;era poco gioco, viste le nomination. Troppo d&#8217;impatto <em>DTF </em>per farsi fregare da serie che sono passate rapidamente in secondo piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior sceneggiatura in una serie commedia</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Widow&#8217;s Bay per l&#8217;episodio Benvenuti a Widow&#8217;s Bay ! di Katie Dippold</span><br />Hacks per l&#8217;episodio Hacks di Lucia Aniello, Paul W. Downs e Jen Statsky<br />Abbott Elementary per l&#8217;episodio Team Building di Quinta Brunson<br />The Chair Company per l&#8217;episodio Life goes by too f**king fast, it really does di Tim Robinson e Zach Kanin (HBO)<br />The Comeback per l&#8217;episodio Valerie pensa a tutto di Michael Patrick King e Lisa Kudrow (HBO)<br />Jury Duty Presents: La gita aziendale per l&#8217;episodio Fusioni e acquisizioni di Anthony King (Prime Video)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso episodio con cui <em>Widow&#8217;s Bay</em> ha vinto per la regia, si porta a casa il premio per la sceneggiatura. E capite bene che se un episodio vince per ciò che si vede e ciò che si impara, mentre gli attori coinvolti vincono quasi tutti l&#8217;Emmy per le loro interpretazioni, beh, vuol dire che la serie ha spaccato proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior sceneggiatura in una serie drammatica</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">Pluribus per l&#8217;episodio Noi siamo Noi di Vince Gilligan</span><br />Slow Horses per l&#8217;episodio Cicatrici di Will Smith<br />The Diplomat per l&#8217;episodio Amagansett di Peter Akerman e Debora Cahn<br />The Pitt per l&#8217;episodio Sesta ora 12:00-13:00 di Valerie Chu<br />The Pitt per l&#8217;episodio Settima ora 13.00-14:00 di Kirsten Pierre-Greyfman e R. Scott Gemmill<br />Task per l&#8217;episodio Una flebile piccola voce di Brad Ingelsby</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo, meritatissimo Emmy per <em>Pluribus</em>, che forse forse può perdere per la regia, però che diamine, un premio per la scrittura bisogna darglielo, perché nessuna delle altre serie nominate può mettere sul piatto la stessa creatività e immaginazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miglior sceneggiatura in una miniserie, serie antologica o film per la televisione</strong><br /><span style="text-decoration: underline;">DTF St. Louis di Steve Conrad</span><br />All Her Fault per l&#8217;episodio Episodio 8 di Megan Gallagher<br />Beef per l&#8217;episodio Tutte le cose che non avremo mai di Lee Sung-Jin<br />The Beast in Me per l&#8217;episodio Inumano di Gabe Rotter e Daniel Pearle<br />Death by Lightning di Mike Makowsky (Netflix)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <em>DTF </em>vale più o meno lo stesso discorso di <em>Pluribus</em>. Troppo originale la serie in sé, a partire dal suo concept, per non lasciare un segno in chi deve decidere qual è la miniserie meglio scritta. Non che le altre non funzionino a dovere, ma qui siamo proprio un gradino sopra, il gradino della memorabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>The Gentlemen 2 &#8211; Niente sogni, ma solide realtà</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/14/the-gentlemen-2-recensione-netflix-serie-tv/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/14/the-gentlemen-2-recensione-netflix-serie-tv/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[On Air]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv netflix]]></category>
		<category><![CDATA[netflix]]></category>
		<category><![CDATA[The Gentlemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="379" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2.jpg 1587w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-892x500.jpg 892w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-768x431.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-1536x861.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Guy Ritchie sconta per un paio di episodi la mancanza dell'effetto novità, ma poi costruisce un buon percorso per il suo protagonista</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ormai Netflix è la Rai Uno delle piattaforme. Non solo perché <em>Lidia Poet </em>su Rai 1 c&#8217;è appena andata (con scarsi risultati, ma tant&#8217;è), ma anche perché la piattaforma di streaming più famosa al mondo, nonché più diffusa in Italia, ha ormai da tempo cambiato il perno della sua offerta, passando da prodotti originali, freschi, provocatori (ricordiamo che debuttò con <em>House of Cards</em>), a un&#8217;offerta largamente generalista, che punti a massimizzare gli &#8220;ascolti&#8221; (fra virgolette) con buona pace delle velleità più artistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per carità, niente di illegittimo, e forse alla lunga necessario per una piattaforma che si regge solo sulle sue gambe (non è cioè una costola di Amazon, o di Apple). Ma per un sito come Serial Minds, che per forza di cose premia i prodotti più innovativi e originali, per lo meno rimanendo sulla lingua inglese (Netflix resta quella che spazia di più nel mondo, e questo le va sempre riconosciuto), il risultato è che, al momento in cui scrivo questa recensione, ci sono solo due serie di Netflix fra le prime venti della nostra classifica delle migliori novità annuali. E una è <em>Due Spicci</em>, che quindi non è esattamente una novità, ma piuttosto una nuova incarnazione dello stile di Zerocalcare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso, dunque, se oggi parliamo di Netflix non per un titolo nuovo, ma per la seconda stagione di una serie che ci era piaciuta, e che è tornata con qualche incognita, ma anche con la consapevolezza di doversi ritarare dopo un primo giro che aveva esaurito parte della sua spinta.<br />Per fortuna, <em>The Gentlemen</em> resta una serie di un furbastro come Guy Ritchie, uno capace di fare gran caos e grande fuffa, ma che scemo sicuramente non è.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-2-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80449" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-2-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-2-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-2-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration: underline;">QUALCHE SPOILERINO SULLA SECONDA STAGIONE, MA NEMMENO TROPPO</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei primi episodi, la seconda stagione di <em>The Gentlemen </em>paga lo scotto di una novità ormai bruciata. La prima stagione trovava la propria originalità nel racconto di un nobiluomo fascinoso e altolocato, ma non necessariamente pronto a scoprire l&#8217;attività criminale del padre e a gestirla, dopo che lui aveva deciso di lasciargliela in eredità, tenendo fuori il primogenito non troppo a posto con la testa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di quel primo ciclo di episodi diventava quindi quella dell&#8217;ingresso di Eddie, Duca di Halstead (Theo James), in un mondo criminale che aveva ereditato, e che doveva imparare a controllare, pena la perdita dei suoi terreni a cui, in effetti, si sentiva molto legato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evidente anima scherzosa del concept, unita al fatto che l&#8217;impero criminale era basato sulla marijuana (non esattamente una droga che ti fa pensare ai super cattivi), consentiva a <em>The Gentlemen </em>di rimanere un prodotto divertente, scanzonato, spesso un po&#8217; grottesco, perfetto per lo stile di Guy Ritchie fatto di personaggi e dialoghi carismatici, ritmo serrato e scritte in sovraimpressione che forse sono meno &#8220;cool&#8221; rispetto a vent&#8217;anni fa, ma insomma, fanno ancora atmosfera.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-8-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80453" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-8-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-8-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-8-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-8-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si diceva però dei problemi dell&#8217;inizio della seconda stagione. Sì perché ormai Eddie è dichiaratamente un piccolo boss del narcotraffico, ha instaurato un rapporto lavorativo proficuo con Bobby Glass (Ray Winstone) e sua figlia Susie (Kaya Scodelario), con cui resta in piedi una palpabile ma trattenuta tensione romantica, e gestisce la sua tenuta / fabbrica di droga con un certa abilità, senza grossi scossoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda stagione fatica un po&#8217; a trovare nuove sfide, un problema che rimane tale per diversi episodi, in cui sembra di assistere alla manutenzione quotidiana del piccolo impero, senza però una direzione precisa, o un obiettivo che sia non solo chiaro (quello c&#8217;è, l&#8217;approvazione della legge per le legalizzazione dell&#8217;erba) ma anche appassionante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la deviazione italiana, inizialmente, non sembra efficacissima. Per varie vicissitudini, i nostri finiscono sul Lago Maggiore, e vengono introdotti personaggi che solo in parte riescono a sfuggire a certi cliché dell&#8217;italianità: Cico Maldini, interpretato da Michele Morrone, è proprio il classico italiano affascinante ma anche logorroico, agitato e un po&#8217; cialtrone che bisogna far scontrare con i lord inglesi.<br />Molto meglio, da questo punto di vista, i personaggi di Benedetta Porcaroli (Bella) e Sergio Castellitto (Marco Moretti) che sembrano assai meno stereotipati e più di sostanza.<br />Peraltro, giusto dirlo, bravi tutti con l&#8217;inglese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-16-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80455" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-16-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-16-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-16-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-16-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-16.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Serve un po&#8217; perché la seconda stagione ingrani, ma alla fine lo fa. E ci riesce non perché trova un obiettivo che permetta di raccontare una storia interessante, lasciando inalterata l&#8217;atmosfera, bensì imbastendo un percorso che è almeno in parte una prosecuzione di quello già fatto, ma che portato all&#8217;estremo impone a <em>The Gentlemen </em>di diventare meno simpatica e più oscura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tentativo di tenere le redini della sua attività, della sua terra, della sua vita, Eddie si trova di fronte delle sfide che mettono a dura prova il suo aplomb, e che sembrano costruite apposta per impedirgli di scegliere soluzioni indolori. C&#8217;è sempre qualcosa da sacrificare, c&#8217;è sempre del sangue da versare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza esagerare con gli spoiler, possiamo dirci che il tentativo di Eddie di tenere tutto com&#8217;è, e cavarsela con charme e capacità dialettica, fallisce quando si trova di fronte la criminalità vera, quella che non perdona, quella che colpisce duro e all&#8217;improvviso, lasciando senza fiato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-4-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80450" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-4-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-4-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-4-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che la seconda stagione decolla davvero, lasciando i lidi sicuri della simpatia e del ritmo, comunque graditi ma un po&#8217; ridondanti, per abbracciare l&#8217;oscurità vera, quella che trasforma la serie in una specie di <em>Breaking Bad</em> in cui il percorso non è la costruzione di un impero criminale, ma il deragliamento di un uomo che era partito da certe priorità e certi desideri, e li cambia in corsa, incattivito dalla vita ma pure da certe sue scelte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda parte della seconda stagione di <em>The Gentlemen </em>è più torbida, più sorprendente, più tesa perché, seppur in teoria ci sarebbero fazioni distinte, Eddie non può più fidarsi di nessuno e si ritrova solo contro tutti, ancora desideroso di trovare o conservare alleanze, ma sempre meno sicuro di quali siano le persone e i luogi in cui possa dirsi al riparo dalla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo punto di vista, la serie è perfettamente coerente con sé stessa, perché fin dal principio prendeva un personaggio senza grandi problemi e lo infilava in una situazione in cui veniva spontaneo dire &#8220;beh, finirà male&#8221;. E però è finita &#8220;davvero male&#8221; solo adesso, verso la fine della seconda stagione, quando forse non ci pensavamo più.<br />Meglio tardi che mai o, se vogliamo usare un&#8217;espressione meno cattiva per una serie che comunque ci ha divertito anche la volta scorsa, diciamo giusto così, quasi inevitabile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-15-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80454" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-15-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-15-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-15-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-15-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-15.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poi oh, per il resto rimane <em>The Gentlemen</em>, con personaggi strambi e morti improvvise, assassini pulp e nani immaginari che indicano la via ai criminali, esplosioni inaspettate, corruzione di vescove (non è un errore, è proprio una vescova donna, perché là si può), e rivolgimenti romantici che, a tratti, ci fanno rimanere in sospeso come un buon vecchio teen drama, senza esagerare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una serie che ancora funziona, pur col bisogno di riprendere slancio, e che resta uno dei prodotti migliori fra quelli ancora &#8220;vivi&#8221; di Netflix.<br />Poi se ci mettessimo a fare altri paragoni non so cosa succederebbe (io preferisco comunque <em>Mobland</em>) ma per una piattaforma che ormai fatica a produrre nuove serie che ci stupiscano davvero, come invece ancora riescono a fare Apple TV o HBO MAX, una <em>The Gentlemen</em> riesce ancora a giustificare l&#8217;abbonamento, pure per noi snob che amiamo definire il nostro palato come finissimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-7-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80452" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-7-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-7-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-7-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-7-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Gentlemen-2-7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sapete cosa invece piace a tutti, snob o non snob?<br />Beh <em>Void</em>, naturalmente, il mio romanzo science-fantasy che trovate su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon </a>in ebook e cartaceo.<br />E voi direte &#8220;non è possibile che piaccia a tutti, stai mentendo sapendo di mentire&#8221;. Beh certo, è possibile, e dovresti proprio scoprirlo per tuo conto.<br />Wink wink.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>



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		<item>
		<title>È disponibile Void, il nuovo romanzo di Diego Castelli (cioè io!)</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/12/romanzo-voi-one-galaxy-chronicles-diego-castelli-amazon/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/12/romanzo-voi-one-galaxy-chronicles-diego-castelli-amazon/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I perché del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.serialminds.com/?p=80008</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="302" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-articolo2.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-articolo2.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-articolo2-1000x446.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-articolo2-768x343.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-articolo2-1536x685.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Ebbene sì, fra un episodio ho scritto un nuovo romanzo, sperando che vi piaccia leggerlo quanto a me è piaciuto scriverlo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Care e cari serialminder, spero mi perdonerete se, nel bel mezzo della caldazza di inizio estate, mi permetto di deviare per cinque minuti dal mondo delle serie tv per una cosuccia personale.<br />Prometto che sarò breve (ma chi ci crede&#8230;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di tanti anni dal primissimo esperimento &#8211; in un mondo che, per il digitale, corrisponde a un&#8217;era geologica fa &#8211; ho scritto un nuovo romanzo, che come allora (era il 2014) vi propongo esattamente come vi propongo Serial Minds tutte le settimane: cioè con le mie forze, a spese mie, in solitaria.<br />(Qui in teoria è dove vi commuovete)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si intitola Void, e fa parte di un universo narrativo che, visto che non posso non pensare alla serialità, si chiama One Galaxy Chronicles. Ma non abbiate paura di finali sospesi e cliffhanger fastidiosi: questo romanzo ha una conclusione vera, e poi si vedrà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un science-fantasy, un&#8217;avventura che spero possa essere divertente anche per questi mesi estivi, e che unisce la fantascienza alla magia in una sintesi che nella mia testa è abbastanza originale, in attesa di capire cosa succederà nella vostra.<br />Ma ecco la sinossi ufficiale:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che succederebbe, per davvero, se l’umanità scoprisse la magia?</strong><br />Semplice, in mille anni costruirebbe un futuro da fantascienza, colonizzando l’intera Galassia.<br />Ma quello che nel XXXI secolo sembra un equilibrio stabile e pacifico, si rivela invece vulnerabile: una flotta aliena emerge dal nulla e scatena il caos, dimostrando di possedere un’arma capace di spegnere la magia stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ben Anderson è il famoso e temuto Capitano Void.</strong><br />O almeno lo era, in un lontano passato che vorrebbe dimenticare. Oggi Anderson è un semplice professore di Storia in rotta verso la Terra, ma quando il pianeta viene attaccato si ritrova in fuga con due inaspettati compagni: Lucie, una ragazzina dagli strani poteri, e Roy, un androide con una misteriosa missione.<br />Di fronte al pericolo, l’ex soldato non ha altra scelta: tornare in azione rimettendo insieme la sua vecchia squadra, al momento sparsa per la Galassia. Con i compagni di un tempo dovrà affrontare i suoi demoni, combattere una battaglia mortale, e scoprire segreti inimmaginabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>One Galaxy Chronicles – Void è un’epica Space Opera che mescola il fascino del fantasy con il rigore della fantascienza, in un universo ricco di dettagli, personaggi indimenticabili e missioni impossibili.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo momento potete trovare il romanzo esclusivamente su Amazon, in diversi formati e prezzi:<br />-Se leggete in ebook, lo trovate nel Kindle Store <a href="https://www.amazon.it/dp/B0H6J4ZF6X/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&amp;dib_tag=se&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.k4Ex49WuFJ3dWk6T4MiHbl6be9GtZvyWeIampoCtYrB5yuQzLTOdT4k_YodAbLKU5lHDublaVuM8bHmmJr8HXzFm3F4z_E8eXDIJG-b1-XoY9hNCb_YVphkxxYXQheDf_Lr2NONPLY_qVABE5X1hw5cPgCyZ5ecTbPAZ0j7P2Gvkffs5DUpbZAXe2aVl8mCB.GcUebwuUIRD9A-Em3TyUtfxXAPKw5QUzRtm_Taw9gNg&amp;qid=1782319199&amp;sr=8-3">a questo link</a> al costo di 2,99 euro (e naturalmente potete anche farvi inviare un estratto gratuito, se volete un assaggino).<br />-Se siete abbonati a Kindle Unlimited, lo trovate compreso nell&#8217;abbonamento.<br />-Se invece non volete rinunciare all&#8217;oggetto fisico, abbiamo anche l&#8217;opzione cartacea, che per motivi tecnici indipendenti dalla mia volontà ho dovuto dividere in due volumi, ognuno dei quali costa 15,98 euro. Trovate a <a href="https://www.amazon.it/dp/B0H6JYHR6M/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&amp;dib_tag=se&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.k4Ex49WuFJ3dWk6T4MiHbl6be9GtZvyWeIampoCtYrB5yuQzLTOdT4k_YodAbLKU5lHDublaVuM8bHmmJr8HXzFm3F4z_E8eXDIJG-b1-XoY9hNCb_YVphkxxYXQheDf_Lr2NONPLY_qVABE5X1hw5cPgCyZ5ecTbPAZ0j7P2Gvkffs5DUpbZAXe2aVl8mCB.GcUebwuUIRD9A-Em3TyUtfxXAPKw5QUzRtm_Taw9gNg&amp;qid=1782319199&amp;sr=8-3">questo link</a> il Volume 1 (selezionabile anche nella stessa pagina dell&#8217;ebook), e a <a href="https://www.amazon.it/dp/B0H6JNYJYH/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=1BU3J1UP73GE9&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.k4Ex49WuFJ3dWk6T4MiHbl6be9GtZvyWeIampoCtYrB5yuQzLTOdT4k_YodAbLKU5lHDublaVuM8bHmmJr8HXzFm3F4z_E8eXDIJG-b1-XoY9hNCb_YVphkxxYXQheDf_Lr2NONPLY_qVABE5X1hw5cPgCyZ5ecTbPAZ0j7P2Gvkffs5DUpbZAXe2aVl8mCB.GcUebwuUIRD9A-Em3TyUtfxXAPKw5QUzRtm_Taw9gNg&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1782319199&amp;sprefix=diego+castelli%2Caps%2C116&amp;sr=8-1">questo link</a> il Volume 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto per essere trasparenti: se vi sembra che fra ebook e cartaceo ci sia molta differenza di prezzo, beh avete ragione! Il problema è il costo della stampa. Se comprate il primo volume a 15,98 euro, a me restano in tasca 80 centesimi. Così, giusto per darvi la misura di come funziona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vi rubo altro spazio qui sul sito. Sappiate che, se volete saperne un po&#8217; di più del percorso di autopubblicazione, ho caricato diversi video su questo tema sia sulla mia pagina instagram (diegocastelli689) sia sul mio profilo personale di Tik Tok (diegocastelli82).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho volutamente evitato di scrivere un articolo ampolloso e retorico (sinossi a parte), perché l&#8217;ampollosità e la retorica le teniamo per prodotti che non sono scritti da me, altrimenti divento ridicolo.<br />Però insomma, se aveste voglia di leggerlo e di farmi sapere cosa ne pensate, ne sarei felice. E se dovesse piacervi, considerate che l&#8217;autopubblicazione vive esclusivamente di recensioni e passaparola, quindi non siate timidi: commentate su Amazon, consigliatelo agli amici, regalatelo in un formato o nell&#8217;altro.<br />E se invece non vi piacerà&#8230; ehm&#8230; vabbè fate quello che volete, però oh, ricordatevi che siamo amici da tanti anni!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per qualunque domanda, richiesta, segnalazione, scrivetemi senza paura usando i suddetti social, ma se volete anche all&#8217;indirizzo email del podcast, saltaintro@gmail.com.<br />Ora torniamo pure alle serie tv, in attesa che ne producano una tratta dal mio romanzo.<br />Sognare non costa nulla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="632" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-retro-632x900.jpg" alt="" class="wp-image-80015" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-retro-632x900.jpg 632w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-retro-351x500.jpg 351w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-retro-768x1093.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/Copertina-retro.jpg 921w" sizes="auto, (max-width: 632px) 100vw, 632px" /></figure>
<p>The post <a href="https://www.serialminds.com/2026/09/12/romanzo-voi-one-galaxy-chronicles-diego-castelli-amazon/">È disponibile Void, il nuovo romanzo di Diego Castelli (cioè io!)</a> appeared first on <a href="https://www.serialminds.com">Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi</a>.</p>
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		<title>Chad Powers 2 &#8211; Questa serie continua a sorprendere</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/10/chad-powers-seconda-stagione-recensione-disney-serie-tv/</link>
					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/10/chad-powers-seconda-stagione-recensione-disney-serie-tv/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[On Air]]></category>
		<category><![CDATA[Chad Powers]]></category>
		<category><![CDATA[disney+]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv disney+]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="363" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-1677x900.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-1677x900.jpg 1677w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-932x500.jpg 932w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-768x412.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-1536x824.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2.jpg 1957w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>La comedy di Disney+ torna con un approccio sempre meno ridanciano e sempre più profondo, fra thriller e drama romantico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un annetto fa, nel <a href="https://www.serialminds.com/2025/10/23/chad-powers-recensione-serie-tv-disney-ted-lasso/" type="post" id="78411">recensire </a>la prima stagione, parlavamo di <em>Chad Powers</em> (sempre disponibile su Disney+) come una sorta di <em>Ted Lasso</em> minore, in cui temi parzialmente sovrapponibili relativi ai valori dello sport e alla sua intrinseca capacità di dare alle persone una chance di riscatto, venivano declinati in una commedia un pochino più grottesca e magari meno strappacuore, ma comunque efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la seconda stagione, approdata pochi giorni fa sulla piattaforma in un formato binge watching come sempre non necessario, <em>Chad Powers </em>fa uno scatto in avanti, o forse di lato, in più direzioni, che la allontana parecchio da quel paragone, facendola arrivare sui lidi inaspettati di un vero e proprio thriller e di un sentito drama amoroso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volevo evitare di fare rivelazioni troppo pesanti, ma se siete qui si suppone che già conosciate la serie, e probabilmente siete già in pari con gli episodi.<br />Quindi <strong><span style="text-decoration: underline;">da cui in poi SPOILER.</span></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-20-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80436" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-20-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-20-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-20-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-20-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-20.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto per capirci subito, <em>Chad Powers</em> non ha smesso di essere <em>Chad Powers</em>. È ancora la storia di un ex campione di football caduto in disgrazia, che prova a riciclarsi sotto falso nome nel football universitario, mascherandosi la faccia con un buffo trucco prostetico inventato dall&#8217;amico Danny, mascotte della squadra.<br />Alla fine della prima stagione, anche Ricky (l&#8217;ambiziosa, affascinante e complicata figlia dell&#8217;allenatore) veniva a sapere del trucco, ma sceglieva di non rivelarlo perché insomma, vincere non faceva schifo nemmeno a lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la seconda stagione, la posta in gioco si alza. Il problema di base rimane sempre quello, evitare che Chad venga scoperto, e la quantità di gag relative ai pezzi della sua faccia che cadono è forse, nella sua ripetitività, il difetto principale di questi sei episodi. Ma in compenso si alza la posta di tutto il resto. L&#8217;abilità di Powers non passa più inosservata, e sempre più attenzione mediatica si concentra sulla piccola squadra universitaria, con la possibilità che Chad venga arruolato per qualche squadra professionistica, e con la stessa Ricky lusingata dalle proposte di lavoro di altre squadre, che le darebbero incarichi importanti ma la costringerebbero ad allontanarsi dal padre, che già sappiamo essere in precarie condizioni fisiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto questo, nella serie sorge un vero e proprio antagonista, quel Gerry che era il quaterback di riserva che già in passato non vedeva Chad di buon occhio. Quest&#8217;anno Gerry diventa un vero e proprio nemico, che prima si ossessiona all&#8217;idea di screditare Chad in qualunque modo (magari facendo sapere in giro che si fa la figlia del coach, anche se in quel momento non è ancora vero), e poi scopre la sua vera identità, decidendo però di ricattarlo per vincere un po&#8217; di soldi con le scommesse, e per dare a Chad/Russ un&#8217;altra umiliazione pubblica.<br />Se non fosse che, proprio sul finale, Chad decide di vincere comunque la partita, finendo poi a limonare duro con Ricky e a dirle che l&#8217;ama, appena prima che il padre di lei entri nello spogliatoio, vedendo che la figlia amoreggia con Powers (ma, presumibilmente, senza scoprire l&#8217;inganno dell&#8217;identità).<br />A chiudere la stagione, poi, la scoperta della verità anche da parte di Tricia, che sceglie però di tenere il segreto ben stretto in nome del denaro e del potere che potrà ricavarne, tenendosi Chad in squadra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-14-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80432" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-14-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-14-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-14-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-14-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-14.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, <em>Chad Powers</em> sconfina in altri generi. Lo fa dal punto di vista narrativo, ma soprattutto da quello della messa in scena.<br />In questa seconda stagione, la serie diventa un thriller perché la suspense legata al mascheramento di Chad cresce con l&#8217;aumentare delle persone che potrebbero scoprirlo, e con la pressione esercitata da un invasato come Gerry. È una questione di ritmo della narrazione e di gag comiche che, consapevolmente, fanno sempre meno ridere e servono sempre più ad avvicinarci, senza arrivarci, al momento in cui tutti scopriranno tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio non cambia anche quando la comicità effettivamente entra in gioco con maggiore prepotenza, come all&#8217;arrivo del padre di Chad, &#8220;interpretato&#8221; dal vero padre di Russ, che risulta particolarmente goffo nel tentativo di tenere in piedi una messinscena che evidentemente non approva.<br />(Fra parentesi, che bravo che è Toby Huss, che da queste parti apprezziamo un sacco soprattutto dai tempi di <em>Halt and Catch Fire</em>)<br />Ebbene, quella scena comica viene però stemperata, diluita, volutamente &#8220;sporcata&#8221; dagli ammonimenti dello stesso padre, che esprime preoccupazioni che sono ovviamente anche nostre fin dalla prima stagione: per quanto Russ possa trarre un beneficio momentaneo dal suo inganno, non c&#8217;è modo che le cose finiscano bene. E c&#8217;è differenza se a pensare questa cosa non siamo solo noi, fuori dalla serie, in attesa di vedere le sue conseguenze più buffe, ma un genitore sinceramente preoccupato per il figlio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-17-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80433" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-17-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-17-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-17-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-17-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-17.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elemento thrilleroso, poi, riesce a spostarsi anche sul campo, dove spezzoni di partita serale, spazzata dai fasci di luce dei riflettori, sembrano richiamare più <em>Ogni Maledetta Domenica</em> che non una normale comedy in cui solitamente è tutto colorato e luminoso, come in parte era nella prima stagione.<br />L&#8217;atmosfera plumbea che si è addensata intorno alla vicenda di Chad e alle macchinazioni apertamente criminali di Gerry, scivola inesorabilmente fuori dalla semplice cornice comica, per abbracciare toni ben più cupi e drammatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un dramma che, in salsa più dolce, coinvolge anche la componente romantica. Che fra Russ e Ricky ci potesse essere del tenero lo sapevamo fin da subito, e aspettavamo solo il momento di veder crescere quell&#8217;attrazione. Anche in questo caso, però, non c&#8217;è niente da ridere: l&#8217;ansia vissuta dai personaggi è reale, e il fatto che proprio in quel contesto debba nascere un amore proibito ma inevitabile, rende quel sentimento tutt&#8217;altro che buffo o goffo.<br />E regia e fotografia seguono anche questo corso, con diversi lunghi primi piani in cui la brava Perry Mattfeld può far passare sul volto della sua Ricky tutte le sfumature di una donna costantemente tesa fra prorità, desideri e colpe diversissime. Idem il padre, che diventa quasi una figura tragica nel suo tentativo di rimanere aggrappato a un lavoro che potrebbe letteralmente ucciderlo per via dei problemi al cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando alla fine il coach Jake becca la figlia con Chad, il &#8220;oh cacchio&#8221; che ci esce spontaneo non è divertito, quanto invece realmente preoccupato di quali altri casini potranno finire nella vita di personaggi che stanno tutti tenendo in piedi una macchinazione folle ed eticamente molto discutibile, ma che vorremmo comunque veder trionfare senza se e senza ma.<br />Il fatto che alla fine sia Tricia, con tutto il suo potere, a prendere sotto la sua ala l&#8217;inganno, è forse una forzatura da parte della serie, ma è anche l&#8217;unico modo che aveva questa storia per proseguire senza andare completamente in vacca: insomma, c&#8217;è bisogno che l&#8217;esistenza truffaldina di Chad sia protetta da qualcuno di più potente di un ex giocatore e una mascotte, e il fatto che quella protezione non venga dal buon cuore, ma dall&#8217;avidità, non fa altro che complicare ulteriormente il quadro, che passa dal riscatto di un singolo uomo a un inganno fatto per guadagnare: come potrà Russ non farsi alcun problema a fronte di questo fatto?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-18-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80434" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-18-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-18-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-18-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-18-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-18.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se Chad Powers (il personaggio) cerca riscatto con una metamorfosi che potrebbe condurlo a una qualche forma di dannazione (e il fatto che lui, in questa stagione, vada <em>all in</em> promettendo un&#8217;altra grande annata con la squadra, ci fa solo temere un peggio che vogliamo proprio vedere), <em>Chad Powers</em> (la serie) usa la stessa capacità trasformativa senza apparenti controindicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece di adagiarsi su un canovaccio che avrebbe potuto stancare/risultare poco credibile già dopo il primo anno, il protagonista Glen Powell e Michael Waldron hanno scelto di accelerare, di osare, di ribbbbaltare certe situazioni, ma soprattutto certi toni, seguendo la storia piuttosto che il genere, il cuore dei loro personaggi invece della sicurezza di una cornice più riconoscibile e &#8220;safe&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una serie che era già godibilissima con la prima stagione, e che ora è diventata qualcosa d&#8217;altro, un ibrido inaspettato ma di altrettanto inaspettata forza, pieno di spunti e atmosfere diverse che funzionano tutte, e che ci fanno attendere con entusiasmo una terza stagione che dovrà rispondere a un sacco di domande ancora appese. E la cosa bella, è che questo prurito di attesa non c&#8217;entra quasi niente con la voglia di ridere. Bizzarro, ma ci sta bene così.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-7-1600x900.jpg" alt="" class="wp-image-80430" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-7-1600x900.jpg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-7-889x500.jpg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-7-768x432.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-7-1536x864.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Chad-Powers-2-7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna invece dire che in Void, il mio romanzo science-fantasy che trovate sempre su <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">Amazon</a>, si ride abbastanza. Oddio, un pochino, il giusto diciamo. E se pensate che non dovrei essere io a giudicare il potenziale comico di certe gag scritte da me, beh, non vi resta che acquistarlo a giudicare voi.<br />(Alle volte la mia furbizia nel marketing mi spaventa&#8230;)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
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		<title>Il recupero necessario &#8211; C&#8217;è tutta Hacks su HBO MAX</title>
		<link>https://www.serialminds.com/2026/09/08/hacks-recensione-finale-hbo-max/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[On Air]]></category>
		<category><![CDATA[hacks]]></category>
		<category><![CDATA[hbo max]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="676" height="380" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-cover.jpeg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-cover.jpeg 1600w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-cover-889x500.jpeg 889w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-cover-768x432.jpeg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-cover-1536x864.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Hacks è un gioiello, e stavamo aspettando di sapere dove sarebbero approdate in Italia le ultime stagioni: sono arrivate tutte in una volta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non è la prima volta, qui a Serial Minds, che ci capita di notare qualche problema comunicativo da parte delle piattaforme di streaming, che spesso non riescono a informare con la dovuta forza circa i loro prodotti di maggior pregio, e che più di una volta hanno mostrato di non saper valorizzare sulle proprie stesse home page certe novità molto importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con HBO MAX, ultima arrivata in Italia, sta andando più o meno allo stesso modo, perché ho dovuto aspettare un commento da parte di un ascoltatore del podcast Salta Intro (Ilario, lo salutiamo) per rendermi conto che sulla piattaforma erano state caricate tutte le cinque stagioni di <em>Hacks</em>, una serie di cui, in Italia, avevamo visto solo le prime due, arrivate su Netflix nel 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, io non ho la pretesa di essere sempre aggiornato su tutto, questo non è nemmeno il mio lavoro, e di certo può capitare che mi scappino cose grosse, però mi pare che un problema da qualche parte esista. Poi oh, ce lo diciamo solo perché siamo ancora all&#8217;introduzione. Perché in realtà, com&#8217;è, come non è, su HBO MAX è arrivata tutta <em>Hacks</em>, e bisogna (ri)parlarne.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80422" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-15.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Di <em>Hacks </em>avevamo parlato solo nel 2021, all&#8217;uscita della prima stagione, che usammo per rendere omaggio a un&#8217;attrice, Jean Smart, che in passato aveva ricevuto encomi e premi soprattutto in parti da non protagonista, e finalmente si vedeva concedere uno spazio da vera stella, anche se in una serie abbastanza di nicchia quanto può essere una meta-comedy incentrata sul mondo della stand-up, su una piattaforma ben nota ma comunque non la più diffusa al mondo (specie all&#8217;epoca).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora sono successe parecchie cose. Un po&#8217; perché, e fra poco approfondiamo, <em>Hacks </em>dovrebbe essere considerata una serie &#8220;di coppia&#8221;, visto che il personaggio di Ava, interpretato da Hannah Einbinder, è effettivamente la co-protagonista dello show. E un po&#8217; perché <em>Hacks</em>, nel frattempo, è diventata una delle comedy più apprezzate dalla critica di questi anni, forte di molte nomination agli Emmy Awards e ben quattro vittorie consecutive per Jean Smart, che potrebbe portare a casa la quinta statuetta di fila alla premiazione che si terrà il prossimo 14 settembre (chissà se mi ricorderò di aggiornare questo articolo&#8230;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, <em>Hacks </em>è diventata una pietra miliare della comedy seriale contemporanea, e vale la pena ricordarci perché, ora che possiamo recuperarla tutta senza grossi patemi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80418" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo, <em>Hacks </em>è una grande storia di amicizia. In un mondo seriale in cui è abbastanza raro trovare storie incentrate esplicitamente su una coppia (le serie tv tendono a focalizzarsi o su un solo personaggio, oppure ad aprirsi a una coralità più ampia), <em>Hacks </em>è primariamente il racconto di come due donne simili nell&#8217;egocentrismo e nell&#8217;ambizione, ma separate da abbastanza anni di età da appartenere a mondi molto diversi, riescano a costruire un&#8217;amicizia profonda che migliora la vita di entrambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte, questa dinamica ha rappresentato perfino un difetto: costretta a mostrare per cinque stagioni il tira e molla fra le due protagoniste, la sceneggiatura di <em>Hacks </em>è andata incontro a qualche ridondanza, dovendo raccontare il più delle volte non cose &#8220;nuove&#8221;, ma nuovi modi di raccontare cose già sentite (cioè, appunto, i bisticci e le riconciliazioni fra Deborah e Ava).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste ripetizioni, però, hanno avuto un senso che tutto sommato non è tanto diverso da quello di molte sitcom tradizionali, dove in effetti i caratteri dei personaggi non cambiano molto nel tempo e vengono più che altro adattati a nuove situazioni comiche. Dopo cinque anni di <em>Hacks </em>abbiamo sì l&#8217;impressione di aver seguito, qualche volta, dinamiche ripetute, ma siamo pure consapevoli del fatto che l&#8217;amicizia che abbiamo visto formarsi in questo percorso è qualcosa di vero, di profondamente umano, di tangibile, non solo una dichiarazione messa su carta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio nella continua ricerca di un compromesso fra le rispettive spigolature e bisogni (un po&#8217; per scelta, un po&#8217; per lavoro), che Deborah e Ava ci mostrano la nascita di una relazione vera, dove non potrà mai andare tutto liscio, ma in cui le differenze diventano strumento per entrambe di crescere, di aprirsi al nuovo, e pure, considerando che sono autrici comiche, di fare meglio il proprio mestiere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80416" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E qui arriviamo al secondo motivo del successo di <em>Hacks</em>, specie presso certi addetti ai lavori. Nel raccontare i tentativi di Deborah di non finire in pensione prima del tempo, e quelli di Ava di emergere in un mondo molto difficile (specie per le donne), <em>Hacks </em>si prende molto tempo, a volte anche scene piccole ma significative, per mostrare il vero lavoro della creazione comica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, per esempio, di una <em>The Marvelous Mrs. Maise</em>l, in cui la verve comica della protagonista era molto istintuale, e la comicità emergeva quasi per magia, in <em>Hacks </em>vediamo all&#8217;opera un processo creativo che non è semplicemente uno &#8220;scherziamo insieme e segnamoci le cose&#8221;, ma è proprio un processo linguistico molto preciso, di ricerca di temi, parole, sfumature, toni. Deborah e Ava hanno scelto il mestiere della risata, ma mentre esercitano quel mestiere non ridono, perché la creazione di una battuta efficace dipende da tanti fattori che vanno considerati in maniera professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse non l&#8217;avevamo mai vista una serie che &#8220;spiegasse&#8221; in modo così chiaro e costante al pubblico come funziona quel mondo, a cui ovviamente dobbiamo aggiungere tutto l&#8217;elemento della macchina dello show business: tanta parte della storia di <em>Hacks </em>riguarda agenti, location, contratti, accordi, trattative, insomma tutto un elemento di stress sulla strada del successo, che ancora una volta descrive con precisione l&#8217;elemento puramente professionale e lavorativo della comedy americana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80421" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-14.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Terzo e ultimo di questi macromotivi di interesse, è l&#8217;elemento femminile e femminista. <em>Hacks </em>non racconta la storia di un permorfer e del suo autore, benesì di <em>una </em>performer e della sua <em>autrice</em>.<br />In un mondo della stand-up che è tuttora dominato dai maschi, in termini quantitativi, <em>Hacks </em>è anche il racconto di come due donne di generazioni molto diverse devono lottare per emergere in un ambiente che spesso e volentieri le considera due o tre tacche sotto gli altri semplicemente perché non hanno un pene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;erano molto modi &#8220;sbagliati&#8221; di raccontare questa componente, nella misura in cui poteva diventare una continua lezioncina femminista che poteva anche essere condivisibile a livello etico, ma poco divertente/interessante in termini narrativi.<br />Per fortuna, <em>Hacks </em>non cade quasi mai in questa trappola. Non solo perché le battute e le gag si susseguono sempre a un ritmo tale per cui sarebbe difficile infilarci un unico discorsone pesantone. Ma anche perché è la stessa natura della relazione fra Deborah e Ava a creare uno scenario più sfumato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Deborah è cresciuta in un mondo ancora più patriarcale e maschilista di quello di Ava, ci si è fatta le ossa, e ha internalizzato molte dinamiche tossiche che si trova a ripetere o minimizzare, così che Ava debba aiutarla a scrostarsi di dosso un po&#8217; dello schifo con cui Deborah ha imparato a convivere. Allo stesso tempo, Ava ha assimilato una certa verve da lotta perenne che spesso si mette in mezzo alla creazione comica, impedendole di maturare il cinismo necessario per superare le sfide più piccole e avere così la possibilità di dedicarsi a quello che conta davvero. In questo caso è ovviamente Deborah a diventare mentore, permettendo ad Ava di crescere sotto il profilo professionale, senza per questo dimenticare ciò in cui crede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, anche da questo punto di vista, quello del racconto delle donne nel mondo dello spettacolo, <em>Hacks </em>riesce a costruire un tono franco, aperto, politicamente orientato ma non per questo perbenista, consapevole ma non stucchevole. E si finisce a fare un tifo vero per le protagoniste non perché siano campionesse mondiali di morale o bravura, ma perché sono creature imperfette come tutti noi, mosse da passione, ambizione e amicizia, ma sempre pronte a inciampare, cadere e rialzarsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80420" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-12.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E finora ci siamo concentrati solo sui due personaggi principali, anche se dovremmo aggiungere che sono diverse le figure di contorno assai riuscite, su tutte direi Jimmy (Paul W. Downs) e Kayla (Megan Stalter), che rappresentano il lato &#8220;di agenzia&#8221; delle due protagoniste e ne riproducono in parte le dinamiche, pur con toni molto diversi: sono due persone diversissime ma che trovano completamento e amicizia l&#8217;una nell&#8217;altro, nonostante Kalya sia un&#8217;adorabile, meravigliosa matta da legare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma potremmo citare anche Deborah Jr. (Kaitlin Olson), la disastrata figlia di Deborah, o certi &#8220;cattivi&#8221; come Bob (Tony Goldwyn) che servono bene come ostacoli che la protagonista deve superare non solo nel suo percorso di affermazione professionale, ma anche come donna che possa metterla nel sacco agli uomini che vorrebbero comandarla o sfruttarla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11-1800x900.jpg" alt="" class="wp-image-80419" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11-1800x900.jpg 1800w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11-1000x500.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11-500x250.jpg 500w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11-768x384.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11-1536x768.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Hacks-11.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Hacks </em>non è necessariamente la comedy più &#8220;divertente&#8221; su piazza, quella in cui si ride di più. E d&#8217;altronde è una comedy di HBO, che nella sua tradizione con questo genere ha sempre lavorato su prodotti più raffinati, sottili, ricercati, a volte perfino perfino troppo, con il rischio di sembrare un po&#8217; snob.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È però una serie che ha tanti livelli di lettura e di interesse, che siano professionali, sociali, politici, o semplicemente umani. È una serie che fa ridere ma anche riflettere, come si dice in questi casi, e che raggiunge però anche uno scopo tipico di prodotti dichiaratamente più pucciosi: quello cioè di farci amare dei personaggi che non sono nemmeno così &#8220;simpatici&#8221;, ma che nel mostrare i loro dubbi, fragilità e ambizioni ci parlano a un livello più profondo, in cui possiamo ritrovarci, e in cui possiamo sperare, se già non ce l&#8217;abbiamo, di vivere un&#8217;amicizia così. Un&#8217;amicizia non per forza facile, ma che ci renda migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, se non l&#8217;avete mai guardata, o se vi siete fermati alle prime due stagioni che erano apparse su Netflix, sappiate che ora <em>Hacks </em>è completamente disponibile anche in Italia, e sarebbe un peccato lasciarsela scappare.</p>
<p>The post <a href="https://www.serialminds.com/2026/09/08/hacks-recensione-finale-hbo-max/">Il recupero necessario &#8211; C&#8217;è tutta Hacks su HBO MAX</a> appeared first on <a href="https://www.serialminds.com">Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi</a>.</p>
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		<title>Maximum Pleasure Guaranteed &#8211; Perché Tatiana è Tatiana</title>
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					<comments>https://www.serialminds.com/2026/09/03/maximum-pleasure-guaranteed-recensione-apple-tv/</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[guida tv apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[Maximum Pleasure Guaranteed]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="333" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/maximum-pleasure-guaranteed.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Su Apple TV un thriller multigenere con una protagonista così brava da poterle chiedere praticamente qualunque cosa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo del cinema e delle serie tv, un concetto molto semplice è la divisione fra attori/attrici bravi/e, e quelli scarsi. Una distinzione più sottile, invece, riguarda attori/attrici che possono reggere il peso di una storia quasi tutta sulle loro spalle, e altri che invece no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una distinzione più sottile perché sceneggiatura e regia mica vanno in vacanza, pure se un protagonista è molto capace, ma anche perché saper diventare perno unico di un racconto dipende solo in parte dalla bravura in senso stretto. Colombo non sarebbe nulla senza Peter Falk, che era certamente un ottimo attore, ma non necessariamente Marlon Brando. Di recente potremmo pensare a <em>Reacher</em>, una serie facile facile, in cui la figura imponente di Alan Ritchson vale di più della sua abilità attoriale in senso stretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, una che da sempre è capace di farsi carico di una grossa percentuale del successo di una serie è Tatiana Maslany. Lo sapevamo ai tempi di <em>Orphan Black</em>, dove interpretava n personaggi tutti da sola, e lo confermiamo anche con <em>Maximum Pleasure Guaranteed</em>, la serie di Apple TV creata da David J. Rosen che è sì un thrillerino multigenere con qualche idea interessante, ma è soprattutto la nuova serie con (assoluta) protagonista Tatiana Maslany.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1665" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-9-1665x900.jpg" alt="" class="wp-image-80396" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-9-1665x900.jpg 1665w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-9-925x500.jpg 925w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-9-768x415.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-9-1536x830.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1665px) 100vw, 1665px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Paula Saunders (Maslany) è madre single di una bambina, giornalista fact checker, e divorziata da Karl, interpretato dall&#8217;ex Nick di <em>New Girl</em>, Jake Johnson.<br />Incasinata con il lavoro, con gli impegni da madre, e con una disputa sempre meno amichevole per l&#8217;affidamento della bambina, Paula spende parte del suo tempo libero in compagnia di Trevor, un sex worker con cui Paula chatta e fa sesso online, e a cui racconta a ruota libera un sacco di problemi della sua vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trama vera e propria inizia quando Paula assiste a quello che sembra il pestaggio e il rapimento di Trevor, avvenuto in diretta durante una videochiamata. Dopo aver ricevuto una richiesta di riscatto, Paula corre alla polizia, ma qui la detective Gonzalez (Dolly de Leon) la rassicura, dicendole che probabilmente è tutta una truffa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non fosse che di lì a poco Trevor viene trovato morto, e per Paula inizia un&#8217;odissea fatta di segreti, minacce, pericoli, in cui emergono certi angoli oscuri del suo passato, e in cui le battaglie personali devono trovare spazio nell&#8217;ansia da thriller criminale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1665" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-15-1665x900.jpg" alt="" class="wp-image-80401" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-15-1665x900.jpg 1665w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-15-925x500.jpg 925w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-15-768x415.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-15-1536x830.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-15.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1665px) 100vw, 1665px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Maximum Pleasure Guaranteed</em> è una serie dall&#8217;approccio abbastanza particolare, perché pur essendo sostanzialmente un thriller, di cui tratta gli argomenti e di cui usa spesso il passo rapido e pieno di tensione, è anche uno show in cui viene lasciato un certo spazio alla comedy, ma anche al drama puramente familiare legato all&#8217;affidamento della figlia di Paula.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è quindi una serie &#8220;angosciosa&#8221;, quanto piuttosto il tentativo di raccontare la vicenda stra-ordinaria di una persona complessivamente normale, che ha un sacco di suoi problemi personali, e che improvvisamente si trova pure buttata in un calderone fatto di criminali e richieste di riscatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elemento più commedioso o drammatico, dunque, serve soprattutto a mantenere la vicenda ancorata a terra, generando tensione non soltanto dal pericolo in sé, quanto dalla rappresentazione di come quel pericolo arriva effettivamente a rosicchiare centimetro per centimetro quel minimo di stabilità che la vita di Paula pure avrebbe. È l&#8217;ansia per la paura che la propria vita possa andare a ramengo a solleticare il nostro interesse, più che lo svolgimento in sé della trama gialla, che in quanto tale non è nemmeno così originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1665" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-10-1665x900.jpg" alt="" class="wp-image-80397" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-10-1665x900.jpg 1665w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-10-925x500.jpg 925w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-10-768x415.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-10-1536x830.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-10.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1665px) 100vw, 1665px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tutta questa architettura, e la sua intrinseca e consapevole varietà, paiono create apposta per essere affidate a Tatiana Maslany e dirle &#8220;tieni, fanne ciò che vuoi&#8221;.<br />Perché se c&#8217;è un cosa che ormai apprezziamo da anni dell&#8217;attrice canadese, è il suo straordinario istrionismo, la sua capacità di prendere ogni emozione dei suoi personaggi, caricarla a pallettoni e spararcela in faccia attraverso lo schermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È così che Maslany riesce a essere divertente, spaventata, incazzata, eccitata, triste e malinconica tutto con la stessa forza e immediatezza, che viene debitamente applicata alle varie porzioni di trama per rendercele vive e presenti, senza indecisioni.<br />La buona Tatiana funziona bene sia quando deve fare la madre incasinata e vagamente buffa, sia quando deve calarsi nel ruolo della giornalista investigativa ficcanaso, passando per la giovane donna piena di casini che teme di vedersi sbriciolare la vita davanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un discorso che in queste settimane potremmo fare almeno in parte per la Emmy Rossum di <em>Furious </em>(che però è una serie un più corale), Tatiana Maslany prende un thrillerino abbastanza solido ma non per forza memorabile, e lo trasforma in un one woman show in cui l&#8217;impressione è che, quando c&#8217;è lei sullo schermo, possa succedere di tutto e possa passare qualunque emozione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1665" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-8-1665x900.jpg" alt="" class="wp-image-80395" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-8-1665x900.jpg 1665w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-8-925x500.jpg 925w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-8-768x415.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-8-1536x830.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1665px) 100vw, 1665px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche problema comunque c&#8217;è, qualcuno strutturale, altri dovuti forse a un piccola mancanza di coraggio.<br />In termini di costruzione, <em>Maximum Pleasure Guaranteed</em> è composta da dieci episodi abbastanza brevi che riescono a essere sempre piuttosto agili, ma in cui servono tanti eventi e tanti colpi di scena per sostenere un ritmo che si è deciso essere molto sostenuto. Questo porta a qualche forzatura di troppo, al far fare cose alla protagonista che sembrano un filino azzardate pure per un personaggio di Tatiana Maslany, e a una parte centrale della stagione in cui sembra proprio di vedere il tentativo di aggiungere due-tre episodi non necessari, con qualche twist ulteriore messo lì tanto per.<br />Cioè, Maslany è brava, ma non è che può giustificare proprio tutto-tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo, e questo è un problema un po&#8217; più di approccio, <em>Maximum Pleasure Guaranteed</em> sfiora temi piuttosto grossi (l&#8217;isolamento internettiamo, il sesso online, certe difficoltà delle madri single) che però non riescono a essere tutti approfonditi nella stessa maniera. Qualcosa resta sullo sfondo, e malgrado questo sia legittimo per una serie che vuole soprattutto essere svelta e divertente, resta però un piccolo rimpianto per aver inserito temi così interessanti, che però sono serviti più che altro come innesco narrativo e non molto di più (la questione dell&#8217;affidamento resta ovviamente più importante di altre, perché è proprio una sottotrama).<br />Magari si poteva rinunciare a uno o due ghirigori della trama crime, per concedere qualche spazio di riflessione in più e allargare il respiro anche filosofico dello show.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1665" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-13-1665x900.jpg" alt="" class="wp-image-80400" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-13-1665x900.jpg 1665w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-13-925x500.jpg 925w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-13-768x415.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-13-1536x830.jpg 1536w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/09/Maximum-Pleasure-Guaranteed-1x10-13.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1665px) 100vw, 1665px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, comunque, <em>Maximum Pleasure Guaranteed</em> è una buona serie. Non gira tutto in assoluta perfezione, e certi elementi sembrano più efficaci di altri (poi va pure a gusto, io Jake Johnson in un ruolo serio faccio proprio fatica a vederlo), però è una prima stagione agile e fresca, con una grande protagonista, e una storia che, pur con qualche sbrodolatura, riesce a chiudersi e rilanciarsi in maniera sensata e soddisfacente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento di scrivere questa recensione, <em>Maximum Pleasure Guaranteed </em>non è ancora stata rinnovata per una seconda stagione. Sarebbe un peccato se quel cliffhanger finale rimanesse appeso così, ma va detto che la sceneggiatura ha avuto comunque la gentilezza di chiudere i misteri principali, aprendo sì la porta a qualcos&#8217;altro, ma senza darci per forza l&#8217;impressione che ci manchi un pezzo.<br />Se proseguisse, comunque, ci farebbe piacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché seguire Maximum Pleasure Guaranteed</strong>: per la bravura con cui Tatiana Maslany si tiene sulle spalle una serie agile e appassionante.<br /><strong>Perché mollare Maximum Pleasure Guaranteed</strong>: in mezzo c&#8217;è qualche forzatura per allungare il brodo, e più in generale vengono toccati alcuni temi interessanti, che però rimangono più che altro un pretesto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.serialminds.com/2026/02/05/migliori-nuove-serie-tv-2026/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="518" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg" alt="" class="wp-image-80310" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie.jpg 1000w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-965x500.jpg 965w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/08/MiglioreNuoveSerie-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È iniziato settembre, arriva l&#8217;autunno, e non c&#8217;è niente di meglio che immaginarsi con una tazza fumante e una copertina a leggere un buon libro davanti alla finestra.<br />Ok, in realtà fa ancora un caldo maiale, ma sappiamo pure che il libro che vi propongo è lungo, quindi ce ne vuole.<br />Come sempre, trovate l&#8217;avventura fantasticissima di <em>Void </em>su Amazon a <a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2">questo link</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/One-Galaxy-Chronicles-Edizione-completa-ebook/dp/B0H6J4ZF6X/ref=sr_1_2?crid=3PJ7UWB0AQVVA&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.qfG_DpcPcf02QHIRe2xZ5UFxPcAOtTQLnTMcU7glA4npprZLt11A9-M4HreqPtRujhK0PPzkXrREiCl5zz60oXsa_-9PVkJSHSrL71iSMFHKAMnwGkZ6FESP_nCeuGSy8CvE-_7k5lwsoYvKBcDOOsYEeopyfu8FoalfyS-KrOw4Dx8C6lhdvHHIwO3xIn7Jt7yHbvhkOZF7wAabtcufL7tQmijaBBPjIj7VwyGullY0PAFBb449R74C2ox9PkNB-u1SOn9B01l7TsilVeQUFQ.eJa6g_sO0b1EKla3m20CRMY57ceAwHlWo1nij2z96nU&amp;dib_tag=se&amp;keywords=diego+castelli&amp;qid=1784119191&amp;sprefix=%2Caps%2C185&amp;sr=8-2"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="900" src="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg" alt="" class="wp-image-80017" srcset="https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-563x900.jpg 563w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-313x500.jpg 313w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-768x1229.jpg 768w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-960x1536.jpg 960w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1-1280x2048.jpg 1280w, https://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2026/06/VOID_ebook_1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></a></figure>
<p>The post <a href="https://www.serialminds.com/2026/09/03/maximum-pleasure-guaranteed-recensione-apple-tv/">Maximum Pleasure Guaranteed &#8211; Perché Tatiana è Tatiana</a> appeared first on <a href="https://www.serialminds.com">Serial Minds - Serie tv, telefilm, episodi</a>.</p>
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