Le migliori nuove serie del 2026: la classifica in aggiornamento di Diego Castelli
Anche quest’anno, l’immancabile classifica delle migliori novità seriali. A nostra discrezione. Insindacabile. No dai, non è vero.
Alla fine del 2025, nell’ultimo podcast di dicembre, ci eravamo trovati a scherzare sul fatto che è ormai tantissimo che compiliamo classifiche sulle migliori novità seriali di ogni anno, ma senza riuscire a ricordarci qual era la serie al primo posto di due classifiche fa, o quattro.
Questo è certamente un problema di senilità, ma anche un simbolo di quanto il gioco stesso delle classifiche sia intrinsecamente divertente, ma anche del tutto soggettivo, ma anche sempre passibile di variazioni.
Ogni volta che apriamo una nuova classifica, sappiamo che la correggerremo mese dopo mese, fino a dicembre. Ma anche queste correzioni continue, spalmate su mesi e mesi di ragionamento, non riusciranno mai a darci una conclusione definitiva, perché poi ti ritrovi, tre anni dopo, a renderti conto che la serie che avevi messo al primo posto te la ricordi molto meno di quella che avevi messo al quinto, e quella che era finita decima ha generato una saga che ha dato alle persone molta più gioia e pienezza di quella che l’aveva battuta, ma che si è consumata nel giro di una stagione o due.
E allora che si fa, smettiamo di fare classifiche? Oppure ci votiamo a un’ansia perenne e andiamo a correggere quelle vecchie anche a distanza di anni?
Nessuna delle due cose. Perché l’atto di compilare una classifica è di per sé un gesto di confronto e paragone che arricchisce il pensiero e l’analisi, oltre a essere spesso molto divertente. E poi perché vedere come la pensavamo cinque anni fa, sapendo che oggi il nostro punto di vista è cambiato, non è necessariamente la certificazione che ci siamo “sbagliati” (che poi, pure se fosse, chi se ne frega), bensì il chiaro indizio che con il tempo cambiano i contesti, le prospettive, le priorità. E cambiamo noi, con i nostro gusti, la nostra esperienza, le nostre gioie e i nostri traumi.
Cominciamo quindi anche la classifica del 2026, sapendo dove inizia e non sapendo dove porterà.
E in fondo è bello così.
- Agatha Christie’s Seven Dials (Netflix)
(Giallo classicone, produzione ricca, però che barba) - 56 Days (Prime Video)
(Dove Cameron, thriller morbosetto, se la crede davvero troppo) - Imperfect Women (Apple TV)
(Kerry Washington, Eliabeth Moss, thriller morboso scritto male) - RJ Decker (ABC)
(Clone di Magnum PI, generalismo a stelle e strisce, onesto ma perdibile) - Stranger Things: Tales From ’85 (Netflix)
(Spin-off animato, tecnicamente solido, ma completamente superfluo) - The ‘Burbs (Peacock)
(Intrighi di provincia, wannabe Desperate Housewives, complessivamente scialbo) - Off Campus (Prime Video)
(Romance zuccheroso, tutti bellissimi, francamente chissene) - CIA (CBS)
(spinoff di FBI, classicone generalista, almeno c’è Tom Ellis) - Scarpetta (Prime Video)
(I romanzi di Patricia Cornwell, un gran bel cast, ma pure un gran pastrocchione) - Vladimir (Netflix)
(Drammone morbosone, buon cast, molto ripetitiva) - Free Bert (Netflix)
(Commedia senza maglietta, piccola ma efficace, non chiedetele troppo però) - Motorvalley (Netflix)
(L’erede di Veloce come il Vento, Luca Argentero romagnolo, alti e bassi) - Under Salt Marsh (Sky)
(indagine cupa, morti in provincia, carismatico ma già visto) - Lucky Luke (Disney+)
(Live action francese, pure simpatico, ma molto bambinesco) - Privileges (HBO MAX)
(Alberghiero francese, suspense lavorativa, però non è mica The Bear) - Unconditional (Apple TV)
(Thriller israeliano, problemi con la Russia, pessimo tempismo) - Kevin (Prime Video)
(Animazione zoologica, cast interessante, non così clamorosa) - Best Medicine (FOX)
(Remake di Doc Martin, medical di provincia, simpatico senza rivoluzioni) - Unchosen (Netflix)
(Sette cristiane, thriller pastorale, un po’ vorrei ma non riesco) - Elle (Prime Video)
(Prequel de La rivincita delle bionde, nostalgia scialba, commediola senza mordente) - Memory of a Killer (FOX)
(Patrick Dempsey, thriller generalista, onesto senza strafare) - The Audacity (AMC)
(Un po’ Silicon Valley, serie che se la crede, e che se la crede anche troppo) - Strip Law (Netflix)
(Animazione pazzerella, stereotiponi su Las Vegas, divertente ma non clamorosa) - Vanished (MGM+)
(Kaley Cuoco, persona scomparsa, thrillerino solido senza pretese) - Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette (Disney+)
(Ryan Muprhy, storia vera e super glamour, personaggi troppo caricati) - Jo Nesbø’s Detective Hole (Netflix)
(Crime norvegese, solido e classico, non esattamente originale) - The Gray House (Prime Video, ma non in Italia)
(Mary Louise Parker, Guerra Civile americana, drammone storico) - Mating Season (Netflix)
(Animali che si ingroppano, satira relazione zoologica, volgare&brillante) - I Bambini di Piombo (Netflix)
(Storia vera polacca, eroina sola contro il mondo, efficace ma ripetitivo) - Steal (Prime Video)
(Sophie Turner, bel thriller british, meglio la prima parte della seconda) - Girl Taken (Paramount+)
(Brutte storie di abusi, angoscia perenne, bel lavoro psicologico) - In Utero (HBO MAX)
(Sergio Castellitto, fertilità complicata, drama robusto ma un poco egocentrico) - Malcolm in the Middle: Life’s Still Unfair (Disney+)
(Revival puccioso, fa ancora divertire, però l’invecchiamento c’è) - Avvocato Ligas (Sky)
(Luca Argentero, legal all’americana, tutto sommato ce la fa) - Not Suitable for Work (Disney+)
(comedy stakanovista, trentenni incasinati, abbastanza frizzante) - Star Trek: Starfleet Academy (Paramount+)
(Una Stark Trek per giovani, grandi mezzi tecnici, potenzialmente divisiva) - Heated Rivalry (HBO MAX)
(fenomeno mondiale, hockey piccante, Boys Love canadese) - Young Sherlock (Prime Video)
(Guy Ritchie, rivisitazione corposa, non del tutto necessaria) - Maximum Pleasure Guaranteed (Apple TV)
(Tatiana Maslany, thriller birichino, gira un filo in tondo) - The Fall and Rise of Reggie Dinkins (Peacock)
(Tracy Morgan & Daniel Radcliffe, mockumentary scemone, davvero simpatico) - The Miniature Wife (Peacock, in italia su Sky e NOW)
(Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen; sci-fi + drama romantico; prima stagione lunghetta) - Something Very Bad is Going to Happen (Netflix)
(horror matrimoniale, Camila Morrone, scaltro ma un po’ ridondante) - Man on Fire (Netflix)
(Action come una volta; un protagonista figo; ma non chiedetele di più) - Film Club (BBC, in Italia su Rai Play)
(Pucciosità british, disagiati simpatici, amore & cinema) - Bait (Prime Video)
(Riz Ahmed, James Bond, satira intelligente) - The Beauty (Disney+)
(Ryan Murphy glam-horror, satira sociale trashona, appena fuori tempo massimo) - Legends (Netflix)
(Storia vera, spy story inglese, povera ma solida) - The Boroughs (Netflix)
(Stranger Things per anziani, un bel cast, amabile pur non indimenticabile) - Life, Larry and the Pursuit of Unhappiness (HBO MAX)
(Larry David, satira storica americana, quella comicità misantropa che serve sempre) - Star Wars: Maul – Shadow Lord (Disney+)
(Direzione artistica coi fiocchi, bella scrittura, una delle migliori serie animate di Star Wars) - Cape Fear (Apple TV)
(remake legittimo, Javier Bardem & Amy Adams, thriller solido) - Big Mistakes (Netflix)
(Dal creatore di Schitt’s Creek, famiglia disfunzionale, comedy piacevolmente assurda) - How to Get to Heaven from Belfast (Netflix)
(La creatrice di Derry Girls, un buffo mistero irlandese, tanta o forse troppa carne al fuoco) - Salvador (Netflix)
(drammone spagnolo impegnatissimo, grande intensità, si perde un po’ verso la fine) - Lucky (Apple TV)
(Anya Taylor-Joy, thriller-action di buon ritmo, forse perfino troppo dritta) - The Testaments (Disney+)
(Torniamo a Gilead, il seguito furbo di The Handmaid’s Tale, più intrigante del previsto) - Spider-Noir (Prime Video)
(Nicolas Cage che fa Spiader-Man, gran bel gioco stilistico, appena un po’ fredda) - The Other Bennet Sister (BBC)
(Un classico rivisitato, protagonista adorabile, tutto puccioso ma anche intelligente) - Lord of the Flies (Il Signore delle Mosche) (BBC / Sky)
(Adattamento ardito, sperimentazione fascinosa, non proprio facilissimo) - His & Hers (Netflix)
(Quei gialli pieni di twist, Jon Bernthal sempre bravo, alta tensione fino alla fine) - Portobello (HBO MAX)
(Storia ancora importante, ricostruzione affascinante, un grande regista ancora abilissimo) - The Madison (Paramount+)
(Taylor Sheridan, drammone americanone, voglia di andare a pesca) - Alice and Steve (Disney+)
(Amicizia&Sesso all’inglese; scrittura raffinata; finale forse troppo aperto) - Ponies (Peacock)
(Emilia Clarke in URSS, spionaggio frizzante) - The Westies (MGM+)
(Il creatore di Narcos, J.K. Simmons, gang rivali nella New York anni Ottanta) - Widow’s Bay (Apple TV)
(Matthew Rhys, comedy+horror, equilibrio difficile ma coraggioso) - Margo’s Got Money Troubles (Apple TV)
(Elle Fanning, Nick Offerman, OnlyFans con brio) - Scrubs (Disney+)
(Revival riuscito, aggiornamento intelligente, manca qualche personaggio mitico) - DTF St. Louis (HBO MAX)
(Jason Bateman, il creatore di Patriot, thriller con brio) - Due Spicci (Netflix)
(Zerocalcare, il solito ma come al solito bello, se possibile più introspezione ancora) - Half Man (HBO MAX)
(Il creatore di Baby Reindeer, amicizia disfunzionali, disagio istruttivo) - Rooster (HBO MAX)
(Steve Carell, Bill Lawrence, un’altra comedy deliziosa) - Wonder Man (Disney+)
(Una Marvel più intima, metaracconto hollywoodiano, bella sorpresina) - A Knight of the Seven Kingdoms (HBO MAX)
(Il lato tenero di Game of Thrones, eroismo&commedia, tutti i pezzi al posto giusto)
