13 Novembre 2013 2 commenti

Il Tenente Colombo – La recensione della prima puntata di mimmogianneri

Direttamente dal 1968, la recensione della puntata zero di Colombo

Copertina, Pilot

Colombo

Milano, 1 marzo 1968

Il compagno MV, l’altro dì al collettivo, mi ha dato il compito di recensire la puntata zero di un nuovo sceneggiato televisivo, Colombo, per la sua moderna rivista universitaria, Le menti dello sceneggiato. Quando mi ha condotto presso l’oratorio di San Fruttuoso, a Monza, ho immaginato fosse capitolato di fronte alla fine retorica del Don. Ero pronto ad allertare gli altri compagni, quando egli stesso, da vero socialista, ha colto i miei dubbi con uno sguardo fiero: “Tranquillo, stiamo andando in parrocchia solo per sfruttare il cinematografo. Lo proletarizziamo!”. “Genio!”, gli ho subito risposto io, come immagino farebbe uno sceneggiatore della prima rete nazionale di fronte all’improvvisa soluzione creativa di un collega. Abbiamo comunque convenuto entrambi che sarebbe stato meglio tacere della giornata passata dal nemico. Parlando intimamente a voi, cari appassionati della programmazione televisiva degli ex Alleati, posso però confessarlo: che spasso! Ah ah ah! Che divertente sceneggiato! E che tensione, altresì.

5361506-coverColombo è un teleromanzo andato in onda una settimana fa, il 20 febbraio 1968, e arrivato in bobina in parrocchia oggi, primo marzo ‘68. Noi ne abbiamo approfittato, perché a differenza di altri compagni, partiti per una manifestazione alla facoltà di architettura di Roma, siamo rimasti qui a presidiare la sede (cribbio, qualche ora di pausa ci sarà pure concessa!).
Diciamo subito una cosa: lo sceneggiato ricorda moltissimo alcuni di quei films che vanno per la maggiore, quelle pellicole gialle di consumo con titoli dozzinali come Il delitto perfetto, eccetera.

La puntata inizia con una sigla molto moderna: macchie di inchiostro sul teleschermo formano disegni grafici accattivanti. Il protagonista è un ricco psicoterapeuta. Egli ha un’amante giovane e bella e, da borghese privo di morale qual è, architetta un piano mefistofelico per uccidere la moglie ereditiera. Grazie all’aiuto dell’amante, travestitasi dalla defunta coniuge, il vile capitalista riesce a far credere alla polizia di essere in viaggio in Messico durante l’omicidio. Il fattaccio accade nel primo quarto d’ora della puntata, allorché noi spettatori siamo a conoscenza perfettamente dell’accaduto. E, dunque, dov’è il diletto? La risposta sta tutta nel personaggio del gendarme. Si tratta di un tenente della polizia, chiamato Colombo. Un uomo strano, sbadato (dimentica in giro i suoi effetti, non ha mai una penna per prendere appunti), ma dall’intuito formidabile. Il questurino suddetto ingaggia una lotta mentale con il glaciale psicologo finché riesce a smascherarlo!

0128g56aSe vivessi nel Duemila (ah ah, che peregrino), definirei Colombo come un mind game sceneggiato, ma siccome sto così bene nell’Italia del benessere e dell’imperturbabile monopolio RAI, direi che è uno sceneggiato giallo cerebrale. Il ribaltamento del classico whodunit è un’idea di grande attrattiva. Per non parlare del simpatico Colombo! Possiamo prevedere che il personaggio del castigamatti eccentrico e geniale farà molta strada. Per esempio, un ruolo analogo di un medico pieno di tic e apparentemente inadeguato, ma nondimeno capace di risolvere tutti i casi grazie al metodo deduttivo, potrebbe avere grande successo in futuro.
Purtroppo, dovrete conservare nel settimino questo numero de Le menti dello sceneggiato. La prima messa in onda italiana infatti è stata programmata solo per il 16 novembre 1974 su una rete privata che probabilmente nascerà tra qualche anno in Slovenia, Telecapodistria. Insomma, c’è da aspettare poco meno di sei anni.

Previsioni sul futuro: Colombo, interpretato ottimamente da Peter Falk, con il suo impermeabile sgualcito e il suo occhio di vetro, potrebbe diventare un personaggio iconico. Alla fine degli anni Ottanta, vedrei benissimo l’attore nel ruolo di se stesso in un importante film tardo del Nuovo cinema tedesco.

Perché seguirlo: se vi piacciono i films gialli con Grace Kelly è quello che fa per voi. Ma non c’è Grace Kelly.

Perché mollarlo: la scarsa attenzione per la qualità visiva della serie. Col chiaro intento di risparmiare, i produttori hanno deciso di far dirigere la prima puntata della prima stagione a un giovinastro alle prime armi, Steven (Stefano) Spielberg.

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