5 Ottobre 2010 4 commenti

Le grandi interviste di Serial Minds: Xena! di Diego Castelli

La viva voce di una principessa con le palle

Cari amici, grazie a voi Serial Minds è cresciuto e si è fatto un nome, tanto da darci la credibilità per trattare con i volti più famosi della tv. Oggi inauguriamo la sezione dedicata alle interviste, dove troverete le vive parole dei vostri beniamini. Come prima ospite, diamo il benvenuto a Xena, la combattente in abiti succinti che ha fatto la storia recente del fantasy televisivo.

Xena si è ormai ritirata dalla vita pubblica, e vive in una cascina ristrutturata fuori Rodi, dove l’abbiamo incontrata. Appena arrivati ci ha accolti con un cerchio di ferro lanciato da grande distanza. Sopravvissuti a stento, abbiamo potuto scambiare qualche parola.



Serial Minds: Innanzitutto buongiorno.
Xena: Ya-ya-iiiiiiiiii!!!!

Possiamo chiamarla Xena? O preferisce il titolo di principessa?
Guardi che non è un titolo, ma il secondo nome. All’anagrafe di Atene sono “Xena Principessa” di nome, “Guerriera” di cognome. Mio padre si chiamava Mauritio Guerriera.

Le faccio subito la domanda che tutti i lettori si staranno ponendo: cosa ha fatto in questi ultimi anni, lontana dalle prime pagine delle guide tv?
Possiamo dire che sono in pensione, anche se sono ancora una figa da paura. Ora mi rilasso in campagna, ma saltuariamente mi dedico a qualche assassinio su commissione. Sa, truffatori, pedofili, piccoli demoni scappati dall’Ade. Mi tengo occupata, diciamo.

È un po’ che manca dalle scene, ma ancora oggi è conosciuta e amata. Un bel risultato, per una che all’inizio era solo una nemica di Hercules...
Guardi, non voglio parlare male degli assenti, ma Hercules è un raccomandato. Capaci tutti a fare l’eroe con il padre che si ritrova. Io non ho ereditato né immortalità né forza sovrumana. Mio papà lavorava all’ATM.

Azienda Trasporti Milanesi?
Agenzia Turistica Minosse. Trent’anni a spalare la merda dei minotauri, mica a bere ambrosia sull’Olimpo.

E come è arrivata a diventare un soldato?
Mia madre voleva farmi sposare un nobile di Creta. Quando gli ho strappato a morsi il Piccolo Principe (così lo chiamava lui), hanno capito che non ero portata per il matrimonio.

Ci dica della sua infanzia, di cui si sa molto poco.
Da ragazza ho frequentato il Collegio per Amazzoni Lady Isabel, una scuola privata. Per mandarmici mia madre faceva i doppi turni da Spizzicus, una trattoria molto famosa a quei tempi.

Alla fine si è diplomata lì?
No. Un giorno la preside mi ordinò di togliere le borchie dalle tette. Ovviamente la uccisi, e venni espulsa. I miei si incazzarono di brutto e cercarono di accasarmi. Anche lì andò male, e dopo l’incidente col nobile cretese cominciai a lavorare. Prima uno stage all’estero, presso l’esercito di Cartagine, poi un contratto a progetto a Sparta, dove scoprii con grande delusione che gli addominali dei 300 erano fatti al computer. Un anno dopo ho aperto la partita IVA (Incredibile Violenza Affittasi, ndr) e ho cominciato a lavorare in proprio, su commissione e poi come eroina free lance.

E qui comincia la carriera che conosciamo… L’impresa che più le è rimasta in mente?
Una cosa che ho fatto con Marte e Afrodite, sul divano a casa di Zeus. Ma non la conoscete perché le mie gesta andavano anche in fascia protetta.

Ci dica la verità: come funziona il mitico cerchio di ferro che colpisce i nemici e torna indietro?
Per colpire colpisce, ma indietro non ci torna. Erano trucchi del montaggio, e si vedeva anche.

Senta, parliamo di Olimpia.
Topa di gran classe…

Ecco, lei sa che siete diventate vere e proprie beniamine presso la comunità gay? Il vostro amore è stato seguito e acclamato come pochi, nella storia della tv.
Si be’, non era proprio amore, guardi. Cioè, so che voi vi scandalizzate e state ancora lì a questionare sull’omosessualità, che a casa mia è roba normale. Ma io mi sono sempre accoppiata con tutto: uomini, donne, centauri, sirene.

Ma quindi non state più insieme?
Sa com’è, la vita… Lei adesso tiene un corso di scrittura creativa in Scandinavia, quindi ci vediamo poco. Però ci sentiamo spesso, e quando mi capita di incontrarla una ripassatina gliela do sempre volentieri.

Guarda la tv? Le piacciono i telefilm?
Sono sempre molto impegnata, ma qualcosa guardo. Mi piacciono molto La spada della verità, Robin Hood e Heroes. E ovviamente Walker Texas Ranger. Grazie agli dèi quel tizio non c’era ai miei tempi, ci avrebbe massacrato tutti…

E a parte il lavoro, viaggia?
Un po’, sì. Purtroppo però non posso più venire in Italia. I vostri governanti dicono che non sono più “persona gradita”, perché l’anno scorso ho tentato di passare a fil di spada tutti i bambini di Io Canto e Ti Lascio una Canzone. Ci sono andata vicinissima, ma quel Gerry Scotti è molto più tosto di quello che sembra…

Prima di lasciarci, ci può dire se c’è qualcosa che rimpiange?
Avrei voluto avere effetti speciali migliori. E poi non sono mai riuscita a far entrare assorbenti decenti nella tutina di cuoio aderente. Lei può immaginare la fastidiosa sensazione di prurito intimo…



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