31 Agosto 2011 10 commenti

La versione di Tina – Quando Weeds diventò una cagata pazzesca di Vale'n'Tina

La gatta morta non graffia più?

Copertina, La versione di Tina, On Air

Un giorno, in un sito lontano lontano noto come Faccialibro, avvenne questa conversazione…

CASTELLI: Ciao giovane! Senti ma per settimana prossima? Sai che parte tutto a metà settembre… stai seguendo qualcosa di specifico?

VITALI: Boh… Weeds? Ché alla fine mi sono pure un po’ rotta di dire sempre le solite quattro cose. Debbio cambiare. Spazzzzziare.

CASTELLI: Aspe suona telefono
(segue pausa infinita che decido di utilizzare per risistemare casa, NdV – nota di Vitali)
COSA LEGGO???? Cioè, VALENTINA VITALI! Tu stai vedendo Weeds, una serie di cui credo Serial Minds non abbia mai parlato! E NON HAI MAI DETTO NIENTE! Dimmi almeno che lo segui saltuariamente.

VITALI: Nonnò. Lo seguo da sempre :-)

CASTELLI: Ti odio.

VITALI: Pure io.

CASTELLI: Ora non dico di fare 16 post su Weeds ovviamente, ma visto che sei pure in crisi col fatto di parlare sempre degli addominali di Sawyer, fare un post su Weeds (che ripeto, mai trattato da noi) è quasi obbligatorio! :-)

Ecco. La libertà d’espressione è una cosa bella.
Scherzi a parte, voi lo sapete, speculare su uomini e donne, quanto sono maledetti i primi e quanto recidive le seconde, i rapporti, le relazioni cazzi&mazzi è un po’ il mio pane quotidie.
Sarà perché, come diceva Allen, chi non sa, insegna. Chi non sa insegnare, insegna ginnastica. Quelli che neanche la ginnastica, credo li mandassero alla nostra scuola.
Ora, a parte il fatto che chi indovina il film al quale mi sto riferendo vince un premio, ciarlare a vanvera è sempre piacevole; d’altronde – mi rendo conto – non posso nemmeno occultare il mio passato di filosofa et donna di cultura, passato che a intervalli puntuali ritorna esigendo il saldo del suo debito.
Tutto sto giro di parole per dire ché se non faccio un pezzo di critica al più presto comincerò a sentirmi un po’ scema; senza contare che Castelli poi mi toglie il saluto. Cosa che per certi versi potrebbe anche rivelarsi positiva… comunque: oggi, parliamo di Weeds.
Note tecniche:  Weeds è una serie televisiva USA ambientata ad Agrestic, immaginaria cittadina sfigatissima della California. Protagonista è una bonazza da competizione (Mary-Louise Parker) che un giorno, d’emblée, le muore il marito.
Poiché suddetta bonazza, nota all’anagrafe di Agrestic come Nancy Botwin, si ritrova con due figli a carico, Shane e Silas (che tra l’altro, Silas, CBCR – cresci bene che ripasso) e senza nemmeno un dollaretto bucato per comprarsi il Frappuccino di Sturbucks (sua principale e forse unica fonte calorica – il che spiegherebbe anche i suoi 20 kg scarsi per 1 metro e 90), decide di fare l’unica cosa intelligente in una situazione simile.
Lavorare? Chiedete voi.
No.
Ehm… non so… prostituirsi? Buttano lì i più arditi.
Neanche. (Beh, questo non è del tutto vero, giacchè Nancy  un po’ una mignotta lo è, ma questo è un discorso che voglio affrontare poi).
Spacciare.
Già. Così, un po’ per caso, un po’ per scherzo, si ritrova a smerciare l’erba (e da qui, il titolo della serie), diventando man mano sempre più abile e scaltra.

Altro nodo fondamentale sia del traffico di canne, che della serie (che peraltro dei miei sogni erotici), è Andy (Justin Kirk), ovvero il cognato di Nancy – da qui in avanti Gatta Morta.
Il poveretto, oltre a essere un pezzo di ragazzo che mollatemi, è segretamente innamorato della Gatta Morta. Lei, manco a dirlo, la tira dietro all’universo mondo come non fosse sua, in particolare, dopo la terza serie, la dà via che è proprio una bellezza; a tutti, tranne che al povero Andy.
Certo, ché mica gliela vogliamo dare a quello che ci vuole bene e ci risolverebbe la vita. Vi pare? Ma quando mai!
Si crea così quella situazione di panico e tensione nota come UST (Unresolved Sexual Tension), ovvero: convoleranno prima o poi i due a giusta copulazione?
Questo trucchetto dell’UST, se ci fate caso, è uno dei meccanismi fondamentali di tantissime serie ben riuscite; ricordiamoci per un momento di X-Files, o anche di Lost, Una Mamma per Amica, Grey’s Anatomy, CSI… ci sono sempre un lui e una lei che tu spettatore non vedi l’ora finiscano avvinghiati in qualche sottoscala. I due, però, nel sottoscala non ci finiscono mai – se gli sceneggiatori sono bravi. Altrimenti, arriva sempre il momento in cui, chiusi nella loro stanzetta buia, gli screenwriters si dicono “maddai, cosa vuoi che succeda se gli facciamo fare una piccola ciulatina?”. Di solito, succede che la serie perde d’interesse e viene chiusa.

Tornando a Weeds, adesso, dopo matrimoni a caso con trafficanti di cocaina colombiani, incendi appiccati a qualche casa qui e là, altri figli dati alla luce, fughe verso l’Europa per evitare il linciaggio ecc., siamo arrivati alla settima stagione.
Ecco, questo è il momento in cui inizio a snocciolarvi il mio insindacabile giudizio, rendendovi noto come le prime tre serie, secondo la mia mai modesta opinione, fossero una gran figata.
Gatta Morta era la mejo di tutti, in barba agli spacciatori di professione, si era praticamente appropriata dei traffici illeciti di Agrestic; sapeva tranquillamente valutare il peso delle merce senza bilancia, le bastava tenerla tra le mani.
Di Silas e Shane si occupava certo un po’ maldestramente, ma in fin dei conti come madre non era poi male. Col povero Andy la situazione era quella che era, ma quantomeno non si prendeva gioco di lui; quantomeno tentava di essere una persona decente, Nancy la Gatta Morta.
Poi, a una certa, non so cos’è successo; non so se gli sceneggiatori sono cambiati o hanno iniziato a drogarsi con la scusa di capire meglio le dinamiche della storia.
Boh.
Sta di fatto che quarta-quinta e sesta stagione fanno schifo proprio. Lei è diventata una mignotta di prima categoria che se ne frega altamente dei figli, potessero morire;  Andy subisce a faccia in giù e la segue ovunque sbatacchiando la coda; fanno la loro comparsa personaggi disgustosi, volgari e poco raccomandabili, e quelli vecchi – di personaggi – iniziano a perseguire norme di vita deprecabili.
Ora, vero è che la mia soglia dello scandalo morale e civile è piuttosto bassa, ma qui si arrivano a toccare dei livelli indecenti.
Vi basti sapere che la sesta serie inizia con la Gatta Morta in galera per omicidio che si limona una lesbica russa; il tutto solo per raggirare suddetta lesbica e avere in dono da lei una valigia foderata di armi ed esplosivi una volta uscita di galera.
Ditemi voi. Che poi il problema non sono né le arni né il lesbicismo: il problema è che Nancy non è più figa come una volta, ha perso il suo smalto.
E guardarla mette solo una gran tristezza.

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