3 Ottobre 2013 2 commenti

Mom – La nuova sitcom di Chuck Lorre di Francesco Martino

Poteva andare un po’ meglio…

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Re Mida fu un mitico sovrano della Frigia famoso, secondo il mito di Ovidio, per il suo tocco. Qualsiasi cosa il re toccasse infatti si trasformava all’istante in oro massiccio. Questo dono divenne ben presto una maledizione in quanto, non potendo toccare alcun oggetto senza che questo mutasse, Mida non riusciva nemmeno a sfamarsi.

Dovendo trovare un personaggio che possa rappresentare il famoso re all’interno del mondo della televisione americana opterei senza dubbio per Chuck Lorre. Non è un segreto infatti che qualsiasi cosa Lorre tocchi, o anzi produca, si trasformi nel peggiore dei casi in una sitcom redditizia e duratura, e nel migliore in una macchina sforna Emmy. E’ quindi inutile chiedersi il motivo per cui la CBS abbia messo in campo uno sforzo enorme per trasporre sul piccolo schermo la sua nuova creatura, Mom, il cui pilot è andato in onda il 24 settembre con un ascolto di quasi otto milioni di spettatori e con un (preoccupante?) calo a sette per il secondo episodio. Per parlare di questa Mom01comedy però partirei della fine del suo pilot, ossia dalla vanity card tanto cara a Lorre dove, dopo aver ringraziato noi spettatori, spiega che con questo nuovo ed ennesimo show vuole parlare, nei limiti imposti dalla televisione, di problemi veri e seri. Per il sottoscritto però viene quasi automatico, a visione terminata, domandarsi dove siano finiti tutti questi buoni propositi…

Ma andiamo per ordine: Christy (Anna Faris) è una madre single che, dopo aver risolto i suoi problemi con l’alcohol e la droga, decide di ricominciare la propria vita trasferendosi in California e iniziando a lavorare come cameriera. Sullo sfondo si muovono gli altri membri della sua famiglia: la madre Bonnie (Allison Janney, mitica C.J. Cregg di West Wing), anche lei ex “addicted” e causa principale della rovina della protagonista; l’ex marito Baxter (Matt Jones, il Badger di Breaking Bad) uno spacciatore senza tetto; la figlia maggiore Violet, prossima a seguire le orme materne; e il figlio minore Roscoe. A complicare ancora di più la vita di Christy si aggiunge anche la relazione con Gabriel, il capo del ristorante in cui la ragazza lavora.

La prima cosa che colpisce, considerando che parliamo di una sitcom, è senza dubbio l’enorme numero di personaggi e di trame presenti all’interno dell’episodio. Per gestirle Lorre & co. cercano di dividere i venti minuti del pilota in altrettanti micro piloti atti a presentarci, e a far funzionare, l’esagerata mole di nomi e situazioni gravitanti attorno al personaggio di Anna Faris.

Come detto poco sopra, con questo show Lorre vorrebbe raccontare una storia meno scanzonata rispetto a quelle dei suoi lavori precedenti, e l’inserimento di temi come la dipendenza da droghe e Mom02alcohl lo dimostra; nel farlo però l’autore pecca di superbia e, come un Re Mida, trasforma il suo proverbiale tocco magico nella sua maledizione gestendo i temi e i personaggi con la stessa, per me irritante, comicità di tutti i suoi show e totalmente inappropriata e fuori luogo nel contesto di Mom.
Se questo non bastasse, e se ci fosse alla lettura qualcuno davvero affezionato a Lorre, c’è anche un secondo, e forse ancor più grande, difetto: la pluralità di show esistenti all’interno della serie. Se la base di questa sit-com è la volontà di portare all’estremo la classica serie a tema familiare, qui ci si complica la vita inserendo un numero di sottotrame e personaggi così grande che ognuna potrebbe diventare una serie a se stante e distogliendo quindi l’attenzione dal tema principale. Il destino di Mom è legato, parallelamente a quello di Christy, alle sue scelte. Sarà in grado di capire la strada più giusta da seguire o continuerà a convivere nella sua insoddisfacente pluralità? A Chuck Lorre l’ardua sentenza!

Perché seguirla: perché si è aficionados di Lorre e del suo tipo di comicità; e per l’ottimo cast.

Perché mollarla: l’ennesima sitcom di Chuck Lorre, ma stavolta con le idee molto poco chiare



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